Creato da ranocchia56 il 02/09/2013

Gocce di .....

momenti, emozioni, fatti, semplicità, mistero e altro..

 

Un battito di ciglia

Post n°179 pubblicato il 09 Aprile 2017 da ranocchia56
 
Tag: vita

funetto

 

Cos'è la vita? Un battito di ciglia ho letto da qualche parte ed è vero. Oggi più che mai lo è, perchè contrariamente a quanto dicono, non è vero che la vita si è allungata, ma proprio no, con tutte le scoperte che hanno fatto, tutti i soldi spesi per la ricerca, c'è pieno di gente che agonizza anni, mesi e i più "fortunati" giorni vivendo con la paura che il "male oscuro" possa colpire ancora, vivendo costantemente con l'obbligo di sottoporsi ad "aggressioni" tremende nel proprio corpo, diventano dei sopravvissuti che non riescono quasi a muoversi ad uscire. E questo sarebbe allungare la vita? No, non lo è, è lasciare agonizzare una persona già destinata a morire, per soldi, per ricavare quanto più possibile dalla sua agonia. Non ci sto, non è vivere questo, ci sono centinaia di migliaia di persone che stanno vivendo così, forse la maggior parte visto che le statistiche qui in Liguria parlano di una donna su due che dopo i cinquanta anni viene colpita da questo "boia" che taglia un pezzetto alla volta invece di dare un colpo netto. E sempre più la vita viene considerata niente, è come se volutamente la si volesse mandare via, tutti occupati a starsene nel mondo artificiale costruito con veleni, a cominciare dal cibo e finire con i meccanismi che occultatamente distruggono corpo e mente.  Mi rendo conto che purtroppo questo i giovani non lo capiscono e spero che riescano a impedire tutto questo un giorno, ma a chi ancora si rende conto di tutto questo voglio dire..

Quando il cielo è sereno come oggi, una delle rarissime giornate limpide, non fatevi prendere dalla pigrizia, uscite, andate a guardare il mare, la natura o la campagna se vi piace di più, camminate a piedi nudi per comunicare con l'universo, riempite corpo e anima con l'energia che esso vi trasmette. Non perdetevi niente di quello che vi può far star bene, fate le cose semplici, quelle che danno emozioni, allontanate la collera, ignorate chi vi fa del male, chi è senza cultura, chi è solo un idiota, chi vi prende in giro, chi non vi capisce e mai lo potrebbe fare, amate più che potete chi vi ama, dimostrate il vostro amore, bastano pochi gesti semplici, una carezza, un bacio e guardateli, guardateli negli occhi perchè è il modo più intenso per trasmettere amore, che si tratti di persone o animali amateli, mon smettete mai di farlo. Non dimenticatevi mai di queste parole, la vita è un dono ma è anche spietata, con un battito di ciglia si spegne per sempre..

 
 
 

L'intelligenza degli..

Post n°178 pubblicato il 02 Aprile 2017 da ranocchia56
 

uccellifiori in vaso

 

Fin dai tempi di Omero, l’animale simbolo della dea della saggezza Atena è la civetta. I motivi per cui è divenuta emblema di intelligenza e sapienza sono svariati, da quelli più tecnici (la sua raffigurazione riconduce alla lettera greca Φ, legata all’intelletto e alla sezione aurea) a quelli più metaforici, dato che può vedere di notte e, dunque, oltre le tenebre dell’ignoranza. Ma come ben sanno i birdwatcher più appassionati, si può dire che tutti gli uccelli dimostrino capacità di attenzione, apprendimento e concentrazione sorprendenti e fuori dal comune. -

Ovviamente è necessario allinearsi su un concetto più esteso di “intelligenza”. Anche se non arrivano a un livello di elaborazione intellettuale simile a quello degli uomini, molte specie di uccelli dimostrano un ampio numero di comportamenti intelligenti, che vanno da una buona memoria a un esteso e complesso sistema di comunicazione (attraverso il canto, ad esempio), ma anche capacità di pianificazione e risoluzione di problemi.

Tutto ciò a discapito dei luoghi comuni come il “cervello di gallina”. Anche se le dimensioni sono, in effetti, alquanto ridotte, è dimostrato che la conformazione cerebrale degli uccelli rispetta le stesse proporzioni rispetto al resto del corpo che si riscontrano nei primati; inoltre l’anatomia del loro sistema nervoso mostra una densità neuronale molto superiore a quella dei mammiferi.

Sarebbe altrimenti difficile spiegare come mai molte specie di uccelli dimostrino abilità estremamente complesse e strutturate, come la costruzione di nidi complicati, il riconoscimento degli stormi e delle direzioni migratorie, l’interazione con altri animali, oggetti di intrattenimento e perfino con chi li nutre con regolarità. C’è poi tutto il discorso emotivo, che comprende la dimostrazione di affetto durante i corteggiamenti o lo svezzamento nel nido.

Dallo studio delle cornacchie della Nuova Caledonia, che risolvono problemi più in fretta di bambini sotto i 5 anni, alla ricerca giapponese secondo cui i piccioni, opportunamente stimolati, riescono a distinguere tra i quadri di Picasso e quelli di Monet, in tutto il mondo gli esperti arrivano dunque alla stessa conclusione: gli uccelli sono esseri altamente intelligenti. E questo vale anche per le specie più comuni, come quelle che vediamo nel giardino di casa nostra.

Le cince, ad esempio, di natura generalmente schiva, riescono a riconoscere e ricordare il momento in cui le mangiatoie messe a disposizione dall’uomo vengono riempite di cibo. Inoltre si dimostrano particolarmente esigenti in fatto di alimentazione: alcuni esemplari, che abitano vicino a zone in cui il latte è consegnato porta a porta, hanno imparato a distinguere in base a colore le confezioni di latte scremato da quelle di latte intero, andando a rifornirsi di preferenza da queste ultime, per via delle più alte proprietà nutritive.

corvi, invece, universalmente riconosciuti come i più astuti fra gli uccelli, analizzano così a fondo l’ambiente circostante da aver capito che possono utilizzare le automobili come schiaccianoci. Ma poiché raccogliere sulla strada il frutto liberato dal guscio può essere pericoloso per via del traffico, hanno fatto un ulteriore passo avanti: lasciano cadere le noci in corrispondenza dei semafori, così da poter scendere a recuperare il cibo nel momento in cui scatta il rosso.

Quello che l’osservazione naturale ha spesso fatto intuire, insomma, è stato ampiamente dimostrato anche dall’etologia: gli uccelli sono intelligenti e vederli interagire con il loro ambiente naturale è una continua fonte di meraviglia. Nel giardino di casa o durante una passeggiata nei boschi, cogliere con il birdwatching questi loro piccoli, meravigliosi atteggiamenti sarà ancora più facile e sorprendente.


 

 

 
 
 

Gita fuori porta

Post n°177 pubblicato il 29 Marzo 2017 da ranocchia56
 

immagine di cittàimmagine di cittàpesto genovese

Partendo dal basso: Impossibile resistere al buon pesto genovese, un condimento per diversitipi di pasta, poi, "ciassa" (piazza) De Ferrari, pieno centro di Genova e infine il porto della città.

Non si tratta della solita gita fuori porta indicata come una scampagnata fuori della città, l’ho chiamata così perché lo è stata psicologicamente, giorni fa sono andata a Genova, ma non sicuramente per una gita, avevo determinate faccende da sbrigare e non mi è sembrato vero di starmene qualche ora lontano di qui. La cosa più inverosimile è che dista solo km. 30, davvero pochi, ma finite le stazioni che comprendono i luoghi turistici che la precedono, si avverte già “un’aria” diversa, cambia non solo il paesaggio ma sembra di entrare in un altro mondo. All’arrivo come al solito la stazione era pienissima di gente, esco e.. che bello! Già ci sono spazi grandi dove camminare e da poco pavimentati nuovamente, in mezzo alla gente proprio davanti agli scalini, ci sono barboni sdraiati per terra ma nessuno ci fa caso è una cosa che si vede dappertutto, si evitano rispettosamente, in fondo non danno fastidio a nessuno. Mi aspetta una lunga strada da percorrere e devo camminare piano se non voglio che la mia gamba si stanchi troppo, così posso osservare bene tutto quello che ho intorno anche se lo conosco molto bene avendoci vissuto anni fa; negozi chiusi e sostituiti da altri cosa che con questa situazione economica accade dappertutto, gente di ogni razza vestita in modo normale oppure eccentrico, nessuno guarda, nessuno fa facce strane, tutti vanno per i fatti propri, che senso di libertà…. In un marciapiede seduta per terra, una barbona infreddolita e addirittura senza scarpe, non posso fregarmene, una monetina gliela lascio, al semaforo le persone si dividono fra quelle che se ne fregano se non è verde e attraversano nonostante il traffico sia molto veloce e quelle che come me disciplinatamente attendono il verde, le macchine di solito non passano se non è verde. Nei negozi il personale è apparentemente rude ma disponibile nel mostrare e cercare la merce, i prezzi decisamente molto inferiori  a questa sottospecie di non so cosa dove vivo. Nelle vie più interne ma sempre molto larghe ci sono quelli che di solito vogliono vendere o diffondere qualche iniziativa a pagamento, sono tutti ragazzi abituati a non farci caso se le persone non si fermano e neppure li ascoltano, passano i giovani, gli anziani vestiti come vogliono tutti nel rispetto reciproco o anche se vogliamo dire nell’indifferenza che tanto è dappertutto. Ho notato due cose un po’ fuori dell’ ordinario: due ragazze orientali definite, diciamo “escort” ma non di lusso, camminavano con dei vestiti dove di stoffa se ne vedeva ben poca, prevaleva il corpo nudo, nessuno le ha degnate di uno sguardo; poi davanti a un negozio grande per giovani c’erano due “maschere” chiamiamole così, si tratta di quelli individui tutti coperti come fossero statue che stanno fermi ore ed ore aspettando che qualcuno faccia l’elemosina, ma questi non stavano fermi per niente, uno aveva la testa con una maschera da agnello e ne imitava il verso e l’altro una maschera da mucca e altrettanto ne imitava il verso, sorridevo fra me per la cosa insolita, ma ancora una volta nessuno li guardava è la normalità di chi vive in una grande città. E aggiungo anche che in disparte c’era un uomo per terra con un cane, un pezzo grande di tela copriva il marciapiede poiché il cane stava mangiando e sapete cosa ha fatto? Quando l’odore del cibo ha attirato i piccioni, lui li ha guardati e ha spartito quel poco che aveva con i pennuti, peccato che non avessi il cellulare che fa bene le foto, altrimenti l’avrei conservata.  Lo so che può sembrare mostruosa indifferenza, ma qui al nord è la vita di città, in fondo non c’era niente che richiamasse l’obbligo di attenzione, un vento freddo schiaffeggiava di tanto in tanto, tipico di questa città, ma io mi sentivo libera e mi sembrava di respirare aria pura nonostante lo smog tipico dei grandi centri, era una libertà interiore, lo spazio dove potevo muovermi, vestirmi e fare quello che volevo. Come tante altre volte mi sono chiesta come sia possibile che a soli km. 30 ci fosse un altro mondo, pietrificato, squallido, completamente opposto dove non passa giorno che qualcuno non faccia battute anche per i capi di abbigliamento che si portano, si o.k. ci sono abituata nel senso di costretta. O.k. La gita fuori porta sta per finire, devo impormi di tornare in stazione anche se gambe e mente mi dicono: “non te ne andare, resta qui per favore..”. che fatica prendere il treno e lasciate mente e cuore li, tutte le volte mi capita così, dal treno, stranamente puntuale vedo scorrere la fine della città e inizia di nuovo la zona turistica che di affascinante ha solo il mare, arrivata qui, come al solito c’è chi scende dal treno passandomi avanti con una spinta e fatico a tenermi in equilibrio, la solita stazione con le solite persone che non fanno niente. Le solite strade strette, la solita gente che guarda di “traverso”, si torna “all’anormalità”, ma che bello aver lasciato la “prigione” per un po’, decisamente un bellissimo regalo che raramente riesco a farmi, ma mi accontento ehi si altro che se è stata una gran cosa!!!!!


 

 

 
 
 

La mia luce

Post n°176 pubblicato il 19 Marzo 2017 da ranocchia56
 

papà e figlia

 

Ne avevi già passate anche troppe nella tua vita, anche la seconda Guerra mondiale che ti aveva allontanato dalla tua famiglia che viveva solo per te, poi finalmente, finita la guerra eri tornato a casa a lavorare nella tua città con i tuoi genitori che purtroppo però a distanza di pochissimi anni uno dall'altra avevano lasciato questo mondo. Chissà come deve essere stata triste la tua vita da solo, ma come tutte le cose che neanche pensi, in poco tempo avevi una famiglia tua, una donna splendida come moglie e poi è arrivata una bambina, non so se tu pensavi di poter fare il papà, ma ti sei trovato in braccio qualcosa di tanto piccolo, perchè sono nata prima del previsto e non ero un maschio come tutti gli uomini ai tuoi tempi desideravano, mi hanno detto che appena mi hai guardata hai sorriso perchè io ero l'identica tua copia. Crescevo e mi hanno detto che il nostro rapporto andava oltre ogni aspettativa normale, in quanto io appena di pochi mesi intercettavo con la mia sensitività l'ora nella quale tornavi a casa e non c'era modo di farmi stare tranquilla finchè tu non arrivavi e mi prendevi in braccio. Quanti giochi fatti insieme, giochi che mi insegnavi tu e che non erano propri di una bambina ma a me piacevano tanto, quante volte mi portavi, anche se molto stanco, ai giardini pubblici e mi prendevi a noleggio una bicicletta che a me piaceva da impazzire. E le nostre passeggiate quasi in silenzio, non c'era bisogno di parlare ci “parlavamo” guardandoci negli occhi. Quando potevi e veniva la bella stagione mi portavi con te a pescare, nella lunga fila di scogli che si trovava nella passeggiata a mare, l'acqua era pulita e c'erano dei piccoli pesciolini, con la vecchia lenza stavamo li finchè magari solo pochissimi pesci prendevamo, ma io ero così felice, arrivavamo a casa e la mamma si spazientiva perchè io volevo che mi cuocesse quei pochi pesci, ma poi guardando te e me lo faceva sapendo che io ero felice. E quando andavamo nella periferia della città, dove a quei tempi c'era solo erba anche se calpestabile, ci divertivamo a guardare tutto quello che c'era intorno ed io raccoglievo qualche fiore di campo che poi portavo a casa alla mamma. Non avrei voluto altro in quei momenti avevo tutto il mondo per me, lavoravi tanto anche fino a tarda sera per poter guadagnare qualche soldo in più per farmi i regali che desideravo per le ricorrenze e a volte quando ero brava a scuola, mettevi da parte anche i soldi per comprarmi quel giocattolo che inevitabilmente piaceva ad entrambi, la mamma ci guardava scuotendo la testa quando arrivavamo a casa e come due bambini felici facevamo funzionare quella ferrovia meravigliosa che tu avevi costruito comprando i vari pezzi. E poi tutti gli anni quel meraviglioso albero di Natale con le luci costruite da te, tante lampadine colorate dentro a tanti oggetti come ad esempio un lampione o una candela, e ancora il presepe grandissimo, costruito tutto da te, anche le montagne e le case, le facevi tu, casette colorate con la vernice con il tetto dipinto come sembrasse vero e le finestre dietro alle quali ponevi della carta colorata e una lampadina, e mica ti sarai dimenticato la grotta dove avevi posto un meccanismo che io facevo girare con una piccola manovella e i personaggi sistemati sopra una ruota a raggi entravano ed uscivano dalla grotta e poi i fiumi e i laghetti, tutto, ma proprio tutto fatto da te. E ogni anno aggiungevamo qualche altro personaggio in quel presepe lo compravamo insieme, la mamma era bravissima a scegliere le palle per l'albero, come erano belle! E poi lei ed io andavamo a cercare gli animali più diversi giravamo tutta la città per trovarne di nuovi, lei lo sapeva che mi piacevano tanto, ne avevamo di tutti i tipi. E quell'armonia che c'era in casa, il rispetto, la comprensione, la pazienza, i principi e i valori della vita che tu mi hai trasmesso e insegnato, l'amore grande che ci legava tutti quanti. Ma quello che legava te e me era qualcosa di diverso di incomprensibile per chiunque altro, uno sguardo ed io capivo se avevo fatto qualcosa di sbagliato o di buono, qualche parola detta piano ma con decisione quando ne combinavo di “grosse” bastavano a farmi capire che avevo sbagliato davvero e non lo facevo più. Non è che a scuola mi piacesse tanto andare, non avevo delle buone insegnanti, ma quando facevo la seconda media, le avevo trovate quelle brave ed io studiavo e portavo a casa dei bellissimi voti, tanto che tu avevi deciso di lavorare tantissimo tutti i giorni per mettere via molto faticosamente il denaro che occorreva per comprare il più bel modello di bicicletta che esisteva a quei tempi, sapevi che la desideravo tanto. E così è stato, finita la scuola siamo andati insieme a comprarla, quasi non ci credevo, aveva le luci dietro e davanti, la chiave per chiuderla, il porta pacchi, ci potevo girare in città, ero così felice! I pochi ultimi attimi di felicità, perchè l'anno dopo le cose andavano molto male in casa, io studiavo poco, l'adolescenza che appena si affacciava mi portava altrove con i pensieri e di studiare non ne avevo affatto voglia, tu e la mamma eravate preoccupati e giustamente un po' arrabbiati con me, io volevo uscire con le mie compagne di scuola, solo qualche giretto a piedi in città e di giorno, volevo diventare grande come tutti a quell'età. Poi all'improvviso il destino più tremendo che ci poteva essere, per colpa di un errore fatto da chi ti doveva salvare la vita, tu te ne sei andato per sempre. Non voglio pensare più a quei momenti così tragici, piangerei troppo, ma insieme a te se ne è andata una grande parte di me. Il tempo è come se non scorresse più, non mi capacitavo di come tu non potessi esserci, sapevo solo che in casa dovevo pensare io alla mamma che mai ce l'ha fatta ad andare avanti, sapevo che ero persa in un mondo che non conoscevo più e che la mia adolescenza era finita appena iniziata. Ma tu mi devi essere stato sempre vicino, perchè sono andata avanti anche in mezzo ad enormi difficoltà, le mie lacrime forse tu le vedevi e con tantissima fatica ho continuato a studiare e cercare lavoro dopo, restando disoccupata per anni, facevo di tutto ma pagata male e in nero prima di trovare un posto fisso. Ma ce l'ho fatta e da sola, credo che questo me lo hai insegnato tu anche se io non ne ero consapevole. Tu te ne sei andato troppo presto, ma quello che abbiamo vissuto insieme è stampato nella mia mente e nel mio cuore, mi sei sempre mancato tanto e anche se sembra impossibile, mi manchi sempre di più. Questa è solo una piccola dedica, oggi che è la festa del papà, quando l'hanno creata io ero già grande e tu non volevi che spendessi i pochi soldi che i parenti mi davano nelle ricorrenze per comprarti un regalo ma io ero felice di fartelo, oggi vorrei farti il regalo più bello del mondo, ma non ho niente da regalarti, e le lacrime ancora una volta scendono nel mio viso, ma posso dirti questo: io non so se tu sei da qualche parte, se mi puoi ascoltare e se puoi stare vicino a me, spero tanto che tu sia felice dove sei, se dopo la morte tutto non finisce, se davvero mi puoi ascoltare, allora immagina la cosa che ti piacerebbe di più avere ed immagina che io te la stia porgendo, vorrei poterti abbracciare anche solo per un attimo e dirti che mi manchi troppo, che sei sempre stato la mia vita e di perdonarmi per gli errori che ho fatto e che ti voglio un bene immenso e sempre sarà così. Auguri papà, la tua festa è ogni giorno dentro il mio cuore, sei sempre stato la mia luce grande!!!!!!!!!!!!!!

 

 
 
 

La normalità dell'orrore

Post n°175 pubblicato il 15 Marzo 2017 da ranocchia56
 

uomo disperato

 

Senza stare a elencare cose che tutti conosciamo già molto bene purtroppo, quali crisi economica, momento politico difficile, disoccupati, gente di cinquanta e più anni che vive in macchina o in mezzo alla strada e così via, l’elenco è lungo, ci rendiamo anche conto che la situazione è stantia, anzi peggiora, nessuno fa niente per cambiarla, chiaramente è voluta da chi ci comanda, e non parlo solo del governo italiano, la situazione è mondiale, ai “Grandi Capi” fa comodo così. Molte persone anziane che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale ne fanno un paragone e non hanno torto, la situazione era diversa, si combatteva, si lanciavano bombe dappertutto ma l’obiettivo era lo stesso: “schiacciare” tutti quelli che potevano per arrivare al comandare il mondo, ma le persone cercavano di muoversi, di fare qualcosa, si organizzavano per combattere il nemico e anche se ne sono usciti con tanti morti innocenti e senza un cent. in tasca, ne lavoro, ne casa, hanno ricostruito tutto. Adesso no, ora c’è un malcontento generale ma nessuna reazione fatta da un popolo unito, tutti che pensano solo a se stessi e vivono alla giornata, già questa “moda” di vivere l’attimo, e può star bene se si parla di godersi quello che la vita ci offre al momento perché giustamente indietro non si torna e non sappiamo quanto viviamo, ma questo non può valere in tutto, il futuro ci sarà con o senza di noi ed è dovere di chi vive nell’oggi costruirlo per chi ci sarà dopo, come è dovere costruirsi l’oggi di chi non ha neppure un presente. Una cosa in particolare è a dir poco anomala, il cambiamento improvviso di umore e di comportamento della maggior parte delle persone, ora allegre e intenzionate a fare questo e quello con tanto di promesse, qualche giorno dopo irascibili, incaxxate, smontano le promesse fatte dicendo che si vedrà che non sanno se poi faranno quelle cose promesse, non sanno come andrà la vita. Ma che bella scoperta…. È chiaro che non tutto quello che si vuole si può fare, anzi capita molte volte di dover cambiare direzione o non poter portare a termine un progetto, ma comunque una direzione di vita vogliono cercare di prenderla o continuare a fare i “vegetali”? Tutto questo fa da introduzione per arrivare a una cosa molto  seria e tremenda: i suicidi, qui ce ne sono in continuazione, da giovani ragazzi che non ce la fanno a reggere il “peso” della vita a uomini o donne di età che sono senza più niente per riuscire a sopravvivere. Troppa fragilità di carattere? Non erano in grado si prendersi le proprie responsabilità? Persone con delle anomalie mentali? Qualunque siano i motivi, qualcosa non torna, queste persone che si tolgono la vita sono troppe e quando questi fatti si vivono abbastanza da vicino, infatti qualche giorno fa si è tolto la vita un ragazzo di venticinque anni all’interno del posto dove lavoro, allora le domande diventano di più, si vedono le cose da una prospettiva diversa. Si cerca di capire, soprattutto i genitori che hanno trovato anche una sua lettera straziante, e le risposte non ci sono o non sono quelle giuste. Ma tanto ormai ci sono tutti abituati, si sente dire dappertutto di questi tragici fatti, in una settimana si sono suicidate quattro persone nella regione dove vivo e oltre al dramma di questi gesti che non dovrebbero lasciare indifferente neppure una pietra i commenti sono: “Ci mancava solo quello che si è buttato sotto il treno, per colpa sua arrivo tardi al lavoro”, “Ma che coglione!”, “ Ma non poteva farlo da un’altra parte?” e ancora: “Giovani senza una mente per ragionare”, “Saranno stati drogati”, “ E i genitori cosa gli avranno insegnato?” , “Vogliono fare da soli non parlano con i genitori e poi alla prima difficoltà sciocca si ammazzano” EH NO BASTA, COSI’ NON SI PUO’ CONTINUARE!!!!!!!!!!!!! Ma cosa sono diventati gli essere umani, peggio di un freddo robot, sono “comandati a distanza da qualche “macchina” che dice quello che devono fare e pensare, oppure respirano qualche sostanza nociva che fa perdere la ragione soprattutto di chi spietatamente giudica? E’ questo che fa più male, la cattiveria, l’indifferenza della gente che se sente dire che un essere umano è morto reagisce come se vedesse un pezzo di carta per terra che infastidisce il percorso. Provare a capire, aiutare, agire facendo emergere quei sentimenti che sono stati volutamente “uccisi” , no vero? NO, a questo punto, mi dispiace, ma mi serve tempo per elaborare e pensare.

 

 
 
 
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Non pensare mai di essere così disperato da non credere più in niente, perchè all'improvviso ci sarà qualcosa che ti dimostrerà il contrario..

Vivi ogni momento con un pò di pazzia e di buon senso, troverai quella piccola luce in fondo al cuore che diventerà sempre più grande se sarai sincero, amico vero, se saprai amare, se sarai generoso, semplice, se avrai una grande dolcezza, se saprai far sorridere e accendere una luce negli occhi di chi è ormai "spento". La tua voglia di vivere deve essere sempre grande, non è difficile, devi solo essere sempre te stesso..

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