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Post n°25 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da Sophie_Augustine
(Non è un post) |
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Post n°23 pubblicato il 28 Luglio 2012 da Sophie_Augustine
La mia idiosincrasia per la vita da spiaggia aumenta con l'avanzare dell'età; il formicaio umano che a differenza di quello animale è purtroppo vociante, mi mostrava già alle nove del mattino tutta la sua ostilità mentre tentava di incunearsi tra ombrelloni e lettini, schierati a baluardo di uno specchio di mare dall'azzurro ancora intonso. Poiché in simili contesti la mia stabilità emotiva ha maglie troppo lasche, ho accettato di buon grado l'invito a trasferirmi in un contesto più esclusivo, appena oltre la linea di dune che corre parallela alla costa. Non è sempre stato così. Negli anni in cui vivere in spiaggia mi era congeniale, accoglievo con sollievo gli acquazzoni che improvvisi sferzavano il lido; i bagnanti, ottusi e impauriti dal grigio innocuamente minaccioso, correvano via a precipizio mentre noi restavamo a godere della salubrità della pioggia e della pace del deserto che, come in un sorprendente cambio di scena, si estendeva tutt'intorno al mare. Col capo obliquamente alzato verso il cielo perché temevo i fulmini, mi auguravo tuttavia che il temporale avesse durata superiore alla media stagionale. Ed ero quasi sopraffatta da un pianto involontario di felicità. |
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Post n°22 pubblicato il 19 Giugno 2012 da Sophie_Augustine
Che cosa ne sapevo io dell'amore? Nulla. Per me fu qualcosa di simile a un dono d'inverno, a una frase che senza motivo torna tra milioni di altre a spiegare almeno in parte la stranezza del proprio temperamento; o forse, meno prosaicamente, dovrei dire che si trattò di una trappola tesa dal destino a cui non volli sfuggire? Quale che sia la verità, incontrare D. significò aprirsi ad una sensualità inusitata che si espandeva e si contraeva nei contesti meno opportuni del quotidiano, mentre cercavo di distinguere un tetrametro da un alessandrino oppure mentre godevo, beffarda del mio amore, dell'intimità di un salotto; in ogni caso l'anelito erotico, precluso in quei momenti, mi consegnava ad una spossatezza sottile, ora irresistibile, ora ripugnante. Ma era grazie ai nervi tesi che di sera, quando i lampi di luce rossastra non rifulgevano più su quadri, vetri e appunti sparsi che nel chiuso della mia casa indovinavo le sue labbra mappare il mio corpo, fino al punto d'aprirsi un varco nell'oscurità sommessamente vibrante del mio piacere; quel piacere che lui guardava di nascosto e che per un istante spegneva i pensieri lasciandomi in uno stato di estraniante isolamento.
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Post n°21 pubblicato il 13 Giugno 2012 da Sophie_Augustine
D. non era solo bello e intelligente, godeva pure di un fascino tale da mettermi in ombra; conquistarlo fu facile grazie all'inebriante esaltazione sessuale che ci guidava le mani con irrequietezza sottile ma col tempo fu la mia stessa essenza a tradirmi; non ero ciò che lui pensava io fossi, gli stereotipi che mi aveva cucito addosso non trovavano dimora nella parte più autentica di me. Ora che il disincanto alberga nel mio cuore con la sua aura ammonitoria sono dell'idea che è meglio essere protetti dalla passione che essere condannati all'inferno a causa sua ma allora, pur di non perdere D. e persino le ore di degradazione che si sa sono insite in ogni grande passione, non mi negai l'opportunità di una metamorfosi. Mi feci esagerata, tutto di me denunciava il bisogno di stupirlo: abbigliamento, movenze, vocabolario spinto, ma non funzionò e cambiai tattica; pensai che se avessi potuto assorbirlo ne avrei tratto vantaggio; così gli marciavo accanto docile e remissiva, la voce colta addolcita dalle erre francese pronta a blandirlo, ma D. che non era tipo da sprecare energie in sottigliezze di percezione parava i colpi diretti del destino e investiva il denaro in terreni agricoli. A me restavano l'incanto di un viottolo di campagna e i misteri supremi della gioia e del dolore. |
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Post n°20 pubblicato il 07 Giugno 2012 da Sophie_Augustine
Su per una strada ripida e solitaria, nel tiepido sole del Sud, riandavo col pensiero ad un uomo che mi era stato accanto tempo prima e che, da fine latinista, mi parlava di nominalisti e di Catullo e per celia del carteggio erotico di Freud con un'allieva; come in filigrana ne rivedevo le sembianze quando ero presa dallo sconcerto per la passione matrigna per D. Sebbene fosse stato da subito chiaro che l'Erudito fosse persona solida e affidabile, mi rifiutavo di analizzare le ragioni per le quali lo avessi deliberatamente ignorato a favore dell'irresponsabile dipendenza da un amore che mi ghermiva da dentro. Direi che si trattò di qualcosa che mi toccò vivere, di un patto scellerato con l'aspetto più in ombra della mia personalità ma non rinnegherò lo spleen decadente di amplessi che odoravano di terra. E di secrezioni calde che cullavano e ammutolivano. |
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Post n°19 pubblicato il 30 Maggio 2012 da Sophie_Augustine
Non dirò che sia stato un bene né un male aver creato un mondo in obbedienza ad appetiti che ben sapevo fittizi; so soltanto che opposi una sordità caparbia a qualsiasi voce tentasse di sedurmi nell'ottica di una fede altra che fosse meno intrisa di sensualità e desiderio e più consona alle aspettative di una simil-borghese. Ma avendo gratificato attraverso lui una gamma pressochè infinita di sensazioni, come avrebbe potuto il mio nervo sazio cercare altrove l'unico elemento che D. non era in grado di offrire, vale a dire la stabilità emotiva? La sua era la realtà del corpo e il suo stesso corpo ne denunciava la natura: aveva i calli alle mani e il colorito di chi non si guadagna da vivere seduto ad una scrivania; quando mi raggiungeva subito dopo il lavoro nei vigneti odorava di sudore tanto quanto la gravezza del suo corpo odorava di uomo e per me era un piacere irrinunciabile giacere sotto quella superficie ruvida. Ero conscia tuttavia che si trattava di un'ipotesi di felicità e in segreto ne godevo come di un cattivo impulso. |
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Post n°18 pubblicato il 27 Maggio 2012 da Sophie_Augustine
Era trascorso poco più di un mese dal nostro primo incontro e già confondevo la realtà col cielo; ad ogni risveglio mi libravo in fantasticherie che avevano come unico denominatore il respiro accelerato e corto. L'autunno andava trasformandosi in inverno e assottigliava il numero dei romitaggi alla casa sul mare. Mi sembrava che la nostra passione ancora così giovane esigesse molto in termini di intensità o forse ero io che distesa sul letto a fissare il soffitto avvertivo la necessità di nuove simmetrie, dibattuta tra ardore e timidezza; lui, febbrile e quasi muto, frugava il mio respiro e ascoltava i rumori della terra. Tra i momenti più felici di quell'autunno che sfioriva, un viaggio in Toscana durante il quale la sua chiusura verso ogni forma di pianificazione logistica rese arduo avere certezze sul posto in cui dormire; inverosimile a dirsi, ma quel temperamento selvatico invece di indispettirmi era fonte di ulteriore fascinazione. Il rientro mi scoprì gelosa. La sua bellezza cominciava a farmi male. |
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Post n°17 pubblicato il 26 Maggio 2012 da Sophie_Augustine
La colazione a letto a casa mia era il viatico alla giornata di lavoro; vinte le resistenze dei primi tempi mascherate da pretestuosi "ho una marea di impegni", lo educai al gusto per i piaceri lenti, all'intimità complice anche in assenza di eventi significativi. Un'autorevolezza sconosciuta mi vibrava nella voce ma era poco più di un'intransigenza momentanea; di fatto restavo ostaggio della sua sottile forza manipolatrice. Non vivemmo mai un rapporto alla pari, entrambi compiacenti del ruolo assegnatoci da una vibrante sera d'autunno e in tutta sincerità il tormento latente dei giorni aspri e incerti mi procurava un fottutissimo senso di piacere. Il perché non fu mai oggetto di indagine da parte mia. La presente è solo un'anamnesi a posteriori. |
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Post n°16 pubblicato il 24 Maggio 2012 da Sophie_Augustine
Il bisogno di raccontarTi si scontra oggi con una sorta di afasia, con un'insensata cesura del tempo; le parole che solo ieri risuonavano vibranti e dissacratorie ora ristanno oscure, come ombre di metafore belliche. Sarà quest'aria sottile a rendermi obliosa? Eppure avverto ancora un calore più pieno sotto questo stagno muto. E il significato manifesto è il meno importante. |
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Post n°15 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Sophie_Augustine
Amare un uomo primitivo, privo cioè di sovrastrutture, non è facile come si potrebbe immaginare: lui aveva poche ferree certezze e io ero stata educata ad accettare che vi sono più cose tra cielo e terra di quanto la mente possa immaginarne. Perciò toccò a me assumere un atteggiamento d'indulgente affettuosità, fui io a sacrificare il registro linguistico a favore di un idioma che trovava nel misto di dialetto e italiano la giusta dimensione; pensavo che il sacrificio avrebbe potuto mutarsi in fortuna, che il pregiudizio basato sulla discriminante dell'istruzione non avrebbe avuto ragione del mio sentimento. Mi sbagliavo. Non è forse l'innamoramento che contempla affascinato la negazione del sé qualcosa di intrinsecamente stupido? |









