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Creato da gigibom il 05/12/2007
La scuola è aperta a tutti (art.34 Cost.It.)

Gigi Bom nasce da qui

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

(Art.4 della Costituzione Italiana)

 
 

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SCUOLA COMICS

Per sorridere di famiglia, scuola e insegnamento:


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DSA e PC a volte non vanno d'accordo

Post n°128 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da gigibom
 
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Gli alunni con DSA utilizzano il computer come strumento compensativo, traendone giovamento per lo studio e il lavoro.

Ben diverso è fare i programmatori, occuparsi di scrittura di software!

Un programmatore deve usare tanti simboli in modi diversi, intercalandoli in frasi con lessico e sintassi non naturali, deve scrivere e leggere prevalentemente in anglo-americano, deve fare schemi e sequenzializzazioni,...

Sostanzialmente un programmatore punta sulle proprie abilità di transcodifica e formalizzazione con linguaggi non naturali.

Un alunno con DSA non lieve ha senso che frequenti un corso programmatori ?

Se l'alunno aspirante programmatore ha disortografia e dislessia non lieve, allora non è in grado di fare gli schemi, non è in grado di distinguere simboli simili fra loro nè di accorgersi di errori lessicali e sintattici, non capisce i messaggi in inglese del compilatore,...

La scuola dovrebbe esonerarlo dall'inglese scritto e da tutti i linguaggi scritti non naturali, dovrebbe fornirgli gli schemi anzichè farglieli costruire,... dovrebbe di fatto esonerarlo dall'informatica ovvero dalla materia caratterizzante il corso di studio.

Allora che si fa?

Ipotesi 1: si esonera l'alunno dalla materia, quindi non ottiene il diploma ?

Ipotesi 2: non si differenzia l'alunno per fargli avere il diploma, ma lui non ce la fa, quindi lo si boccia a ripetizione e poi magari gli si fa cambiare scuola ad età avanzata?

Ipotesi 3: lo si reindirizza ad altro tipo di scuola, intromettendosi nelle sue scelte personali ?

Supponiamo che la scuola, facendo ampio uso di strumenti compensativi e dispensativi, chiudendo un occhio sugli obiettivi minimi (?), faccia in modo che l'alunno arrivi al diploma.

Poi al lavoro che fa? Pensate che possa fare il programmatore, che troverà un'azienda che lo affianca permanentemente con qualcuno che gli legga i messaggi del compilatore, che esegua per lui gli schemi e gli faccia solo scrivere istruzioni semplici ?

- - - - -

Il problema non si porrebbe se si facesse un buon lavoro di orientamento prima della scelta dell'indirizzo di studi, in coordinamento fra scuola, famiglia e personale medico.

Bisogna puntare sulle abilità dei ragazzi, non ignorare le loro difficoltà, pensare anche al loro futuro in età adulta oltre che al presente ...

Non c'è moda nè legge che giustifichi scelte frettolose.

 
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Eletto "facciadascemo" con il 43% !!!

Post n°127 pubblicato il 03 Novembre 2011 da gigibom
 
Foto di gigibom

Anni fa lo prendevano in giro, chiamandolo "faccia-da-scemo" o "handicappato-nel-cervello" perchè aveva crisi di assenza (epilessia).

Di tutto ciò che si poteva notare di lui, quello che veniva evidenziato era solo l'espressione che assumeva il suo volto in quei 10-20 secondi di crisi oppure il fatto che fosse malato.

Ma lui ha resistito, non ha nascosto se stesso e ha continuato ostinatamente a proporsi così come era, con i suoi pregi e i suoi difetti, con le sue abilità e le sue difficoltà; ha continuato a curarsi, ha preso le sue medicine salvavita a scuola e in gita, spiegando a chi domandava che "sono solo medicine".

Con le terapie i disagi si sono ridotti, tanto da far decidere di rinunciare al sostegno: "Faccio da solo, ci riesco... poi se non ce la faccio, ve lo dico... ".

Ha trovato il modo per riuscire da solo a fare tutto il necessario e poi anche qualcosa in più; si è tolto parecchie soddisfazioni, raggiungendo pian piano molti dei suoi obiettivi...

Ci ha preso talmente gusto a far da solo che ha deciso di fare qualcosa anche per gli altri: perchè non candidarsi come rappresentante di classe alle superiori?

Ha spiegato le proprie idee, il proprio "programma elettorale" ai compagni e poi è stato votato insieme agli altri candidati.

Ha ottenuto il 43% dei voti ed è stato eletto !!!

Quindi la classe è rappresentata da lui, che ancora prende medicine e ancora ha tic e ancora non è guarito, che per i compagni è "il nostro rappresentante".

Evviva!

Ragazzi, resistete e non rinunciate a nulla per paura del giudizio della gente: la gente, anche quella sciocca, prima o poi qualcosa impara e impara anche a conoscervi, amarvi e rispettarvi così come siete.

 

 

 
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Linea dura o linea forte ?

Post n°126 pubblicato il 04 Ottobre 2011 da gigibom
 

 

Oggi su Repubblica c’è un articolo dal titolo “Calano i bocciati, così la Gelmini ha nascosto il flop della linea dura” che inizia così:

“Calano i respinti alle scuole superiori: dal giugno 2008 al giugno 2011 sono scesi quasi del due per cento. La "linea della severità" annunciata da Mariastella Gelmini esce ridimensionata dalle scelte dei professori, lo si scopre leggendo i dati dell'ultima stagione approdati in viale Trastevere, mai resi pubblici e ora consultati da Repubblica.”

Cogliamo l’occasione per riportare l’attenzione sulle tematiche care a questo blog.

Volete sapere le ragioni delle scelte dei docenti? Ne elenchiamo qualcuna:

  • Meno lezioni, meno studio: se calano le lezioni, bisogna calare quantitativamente/qualitativamente i programmi delle relative discipline; ovviamente così è più facile procedere per gli alunni.
  • Più alunni nelle classi, meno didattica individualizzata, più indulgenza: se aumenta il numero di alunni per classe, si riduce il tempo per la didattica individualizzata, sia per l’insegnamento che per le verifiche, pertanto gli alunni devono arrangiarsi di più e gli insegnanti possono pretendere meno.
  • La precarietà riduce la qualità: i docenti nominati tardivamente nelle classi, cambiati in corso di anno scolastico, senza continuità didattica nelle classi e nemmeno nelle scuole, quindi non a conoscenza del POF delle scuole nè dei percorsi fatti dalle classi prima del loro arrivo, difficilmente riusciranno a fare un percorso didattico di qualità nelle classi a loro affidate, ma dovranno adattarsi a situazioni di emergenza e con percorsi già malamente avviati.
  • Timore di ricorsi: vista l’impossibilità di fare didattica adeguata, i docenti sanno che qualunque ricorso fatto da un genitore di alunno bocciato porterebbe alla sua vittoria e quindi a oneri per la scuola, quindi si arrendono in partenza.
  • Necessità di non perdere le classi: se non c’è un certo numero minimo di alunni per classe, la classe viene soppressa, gli alunni vengono ridistribuiti altrove e i docenti perdono il lavoro; la riduzione di classi e/o alunni può anche significare chiusura della scuola. Se sparisce una classe, quindi, gli alunni potrebbero perdere la possibilità di completare gli studi; allora è meglio una classe con qualche elemento inidoneo presente che una non classe.
  • Meno corsi serali, meno possibilità di recupero, più rischio di abbandono scolastico: un alunno con difficoltà di studio e conseguente bocciatura subita, specialmente se plurima, cerca percorsi alternativi che gli permettano un apprendimento con ritmi e modalità diversi; se non li trova, abbandona. Sapendo che i percorsi alternativi non ci sono, i docenti cercano di mantenere gli alunni nelle classi esistenti: “meglio un alunno in classe che uno per strada”.
  • L’abbandono scolastico accresce disoccupazione e malavita: buttare gli alunni fuori dal percorso scolastico, significa creare nuovi disoccupati ignoranti, ovvero persone che difficilmente troveranno lavoro nella loro vita a seguire. I disoccupati difficilmente collocabili saranno da mantenere a spese della società e alcuni, probabilmente, per disperazione, diventeranno malviventi (specialmente in zone in cui la malavita è ben organizzata).
  • Spesso manca l’educazione sociale all’impegno e alla riparazione: la nostra società è di tipo consumistico, per lo più propone modelli di successo e l’arrivismo, accetta l’amoralità e immoralità al fine del successo, non educa alla riparazione del danno ma esalta le furberie dei prepotenti… Chi educa un ragazzo a impegnarsi per recuperare dopo un insuccesso, a studiare dopo una bocciatura? Spesso le famiglie non lo fanno e i docenti sono soli in questa battaglia contro l’ineducazione e il disimpegno.

La logica attuale è spesso quella dell’attesa: si cerca di mantenere gli alunni a scuola a qualunque costo, anche se la qualità ne risente, in attesa che si possa cambiare e fare di meglio.

La scuola non deve caratterizzarsi per la linea dura, ma per una linea forte.

Forti valori e forti proposte, supportate da rigore nelle valutazioni e sostegno didattico certo in tutte le situazioni di difficoltà, portano ad una educazione di qualità.

La linea dura, del cieco e falso rigore e dell’assenza di strategie di supporto, porta solo alla selezione naturale di alcuni studenti e alla perdita di tutti gli altri.

I veri docenti non accetteranno mai la linea dura.

 
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minitest - CAPACITA' DI TRANSCODIFICA

Post n°125 pubblicato il 06 Settembre 2011 da gigibom
 
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QU3570 M3554GG10 53RV3 4 PR0V4R3 CH3 L3 N057R3 M3N71 P0550N0 F4R3 GR4ND1 C053! C053 1MPR35510N4N71!

4LL'1N1Z10 3R4 D1FF1C1L3, M4 G14' 1N QU3574 R1G4, L4 7U4 M3N73 574 L3GG3ND0 4U70M471C4M3N73 53NZ4 P3N54RC1 5U.

50L0 4LCUN3 P3R50N3 R135C0N0 4 L3GG3R3 QU3570 M3554GG10.
531 1N GR4D0 D1 L3GG3RL0?

- - - - -

Cosa faresti, se tu fossi uno studente e tutto ciò che devi studiare ti sembrasse come questo messaggio o ancor più difficile da comprendere ?

 

 
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VACANZE

Post n°124 pubblicato il 08 Luglio 2011 da gigibom
 
Foto di gigibom

Finalmente vacanza per tanti studenti!

Vietatissimo fare compiti, almeno per un po', se si vuole preservare un po' di salute mentale.

Consigliato, invece, leggere libri, fare parole crociate, giocare a carte, fare attività all'aria aperta, fare giochi di società, socializzare, visitare luoghi d'arte o parchi naturali, mangiare un gelato, stare in compagnia di amici...

L'importante è fare qualcosa che ci faccia sentire vivi, che aumenti il nostro benessere e la nostra vivacità mentale.

Buone vacanze a tutti !

 

 
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Gli aneddoti rispecchiano sempre la realtà, a volte riassumendo una o più situazioni simili.

Se riceveremo più messaggi molto simili fra loro, li condenseremo in un unico post.

 

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