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Creato da selvaggiasaggia il 02/04/2008

SELVAGGIA A VOLTE

solo una donna ....

 

 

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Post n°170 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da selvaggiasaggia

dunque è da poco passato Natale e quindi siamo tutti più buoni (tranne quelli come me che sono un tantino allergici al Natale) per cui vorrei approfittare per dire na cosina a LIBERO:

 ci avete sfrantumato i maroni con sta Sara Tommasi nuda !!!!!!!!!!

 

non se ne può più e non ce ne frega un amato ciufolo del perchè e percome se ne va in giro senza mutande  per qualsivoglia "nobile" ...causa eccheccazzzzzzzzz ....

LIBBEROOOO ma cambiare un pochino soggetto no??? Che capisco  cambiare concetto sia troppo difficile ma almeno cambiamo soggetto ... un po' di fantasia è chiedere troppo alle vostre menti ??

 

 

 

 
 
 
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Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male

E.De Filippo

 

Non abbiamo tanto bisogno d'amicizia quanto della consapevolezza che ce ne potremo servire al momento del bisogno.

EPICURO

 

I nostri pensieri diventano il nostro mondo.Noi diventiamo ciò che pensiamo. Questo è l'eterno mistero. (Maitri Upanishad)
Qualcuno (non ricordo chi..) sostiene che siamo quello che mangiamo.

Rifletto, a tavola,..che mangiamo spesso come pensiamo o anche  viceversa.

 

G.PONTIGGIA- NATI DUE VOLTE

..E' l'utilità marginale dei disabili, come direbbe un economista del dolore sociale.Hanno una delega collettiva a soffrire per gli altri.E il loro carico si ingigantisce perchè vi si occulta quello universale. La realtà però è lievemente diversa.Abituati a convivere con la minorazione -e a sopportarla-, i disabili non ne hanno l'immagine insopportabile di chi è sano. E la fede non è una fuga ma una conquista.

 

U.RICCARELLI- UN MARE DI NULLA

..La morte no, mi disse. La morte non ha occhi nè orecchie, non tiene conto di nessun ritmo e nessuna strada. Non fa calcoli, non ha l'intelligenza di un'illusione e neppure la debolezza che il vivere si concede, le scappatoie che ci offre, la disponibilità con la quale a volte accetta di essere ingannato. Come nelle iscrizioni nere che il fascismo lasciò dietro di sè,  stese sui muri delle città e dei paesini, la morte se ne frega.