I governi possono diventare realtà mediatiche che molto volentieri non coincideranno con i veri bisogni sociali. Se noi comuni mortali avessimo la buona volontà di fare a meno della tv per un periodo di almeno un mese, il nostro quotidiano cambierebbe un po' e forse diventerebbe migliore sicuramente sarebbe meno stressante. Per un mese niente più percentuali di consensi, niente più attacchi politici e niente più crimine, gossip e tragedie.
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La sensazione è che senza questa "realtà" mediatica la vita si trasformi in una surreale esistenza dell'essere ma non può essere così. Liberi da concetti preconfezionati, il cittadino tornerebbe a pensare con le proprie capacità e solo al cittadino tornerebbe la giusta valutazione della realtà che lo circonda. Immaginiamo così che lo stupro del paese rimane un fatto del luogo e non nazionale, il cittadino prende atto della realtà nel momento in cui avviene un episodio e viene a meno di quella paura che un fatto avvenuto a qualche centinaia di chilometri (anche migliaia) può incidere sul suo quotidiano. Non esiste prevenzione e l'uso che ne fa la tv non ha questo scopo. I consensi di voto non hanno nessuna logica se non quella di creare luoghi comuni o pensieri come collante sociale perche se non abbiamo di questi diventerebbe più difficile cominciare e mantenere qualsiasi discorso. Immaginiamo la solita discussione del lunedì quando a lavorare comincia il dibattito del rigore concesso o presunto, della svista arbitrale a danno della squadra del cuore che ha giocato il giorno prima. Per fare questi discorsi non serve necessariamente conoscere nel personale l'interlocutore e forse nemmeno essere esperti di calcio. Il comune denominatore rimane la vittoria o la sconfitta. La stessa cosa vale anche per la politica che però può vantare di non arrivare mai a un pareggio ma come nel calcio non sempre serve essere degli esperti per parlarne. In tv quello che ancora non ha agenti patogeni rimane la visione di un film perché seppur coinvolti in una finzione ne abbiamo la totale consapevolezza. Consiglio la visita al blog ai non teledipendenti! Questo blog lo dedico a mio padre. |
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Sblocco di 60 miliardi per opere pubbliche
Post n°584 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da shineon67
60 miliardi per le opere pubbliche... uno Stato in mano agli imprenditori e faccendieri.
Il governo punta a rendere disponibili, entro l'anno in corso, 60 miliardi di euro per le opere pubbliche. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, intervenuto a Milano a un convegno organizzato da Assolombarda, che ha parlato di "azione senza pace sullo sblocco dei cantieri". "Abbiamo un gruppo di persone che, opera per opera, aggiunge, modifica e sblocca le opere... questa è la ragione per cui nelle ultime due riunioni del Cipe sono stati sbloccati fondi per 20 miliardi" ha affermato il ministro. "Ci sono altri 20 miliardi da mettetere in moto legati agli impegni delle concessioni autoristradali e aeroportuali, più altri 20 miliardi per opere, alcune delle quali già cantierabili, che intendiamo sbloccare nel corso dell'anno". "Venti, quaranta, sessanta miliardi di euro, si comincia a parlare di punti significativi di Pil, capiamo che il tema delle infrastrutture può incidere in maniera consistente sulla performance nazionale" ha aggiunto Passera.
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