Creato da shockportatile il 05/11/2006

In Esistente

il caos è una festa ben riuscita

 

Evoluzioni di riflessi

Post n°160 pubblicato il 13 Ottobre 2009 da shockportatile
 










C'è chi nasce dall'incontro

assolvente di seme e ovulo

e chi, come me, nasce dalla morte

di un embrione che ha condotto

i suoi passi duecento e oltre

verso il confine di una foglia verde.

Crisalide da detenuta con falso delitto

del tempo,  da espiare.

Scoppia e inonda

con polveri dii legno, di abete le ali del sistema che avevo creato.

Se tu stai tremando, io mi sconquasso.

Farnetico  come in preda a febbri secolari di desiderio insonne

che a niente conduce che niente crea, che solo smuove lapilli e detriti.

Detriti di rabbia per la madre che traffica con i miei sentimenti di sognatrice.

L'unico riscatto è entrare dentro il secondo, terremotare i bianchi vini dell'idiozia,

tacere sui pregiudizi e lottare, ancora gridare contro il controllo.

Navigante verso nuove parole che non siano:

resta, torna, amami, accettami.

Ma siano:

inventami, schiavizzami, liberami, imbrattami.

Con delizie di dolciumi comprati apposta per me.






                                                                  Img: Senza Titolo di M. Pieraccini

 
 
 

Yellow

Post n°159 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da shockportatile
 




 Quando le tue ossa sono diventate erba fradicia sotto le mie mani,
 
  io ho creduto di essere la locusta mandata da Dio ad avvertire l'Uomo.

  Ma ero solo giallo.



  E il tuo essere di che colore è, quando è?


E'  antracite come questa tenda che copre Orione e le Pleiadi stanotte?

O bianco come la luce della luna che svela la trama dell'intermezzo

tra trascendenza dei sensi e violabilita' del corpo?

Sei arma o difesa?

Tumefazione o roccia estrusa?

Utensile o utènsile?




 
 
 

Anche - fianchi e successivo

Post n°158 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da shockportatile
 

 

 

Ci provera' il buio

ma, credimi, non sara' sufficiente.

 

 

Malpensate ,    siempre!

 
 
 

Pensavo ... miracolo!

Post n°157 pubblicato il 23 Settembre 2009 da shockportatile
 

 

 

 

E' inutile che stiamo qua a raccontarcela!
Noi siamo l'eternita'.


Ognuno di noi è eterno per il semplice meccanismo interno
di scansione del mondo e della realta' e di tutte le peculiarita' insite
a questo stato e anche non stato di esseri viventi.

Il mondo inizia e muore conme.

Il mondo - questo - esiste perchè esisto io che lo vedo e vivo.

 

 

Malpensate se potete.

 
 
 

Fuori da me

Post n°156 pubblicato il 16 Settembre 2009 da shockportatile
Foto di shockportatile

 

 

 

 

 

Potevo essere il negativo di una regina

di un'eroina che avrebbe sconfitto Cesare,

Marco Aurelio, Mussolini o Filippo il bello.

Gesu' e Maometto.

Galileo?

Corrosione di un terreno eterofobico

Visione che sfugge al tempo

per un eterno bisogno di esistere.


Una lingua tatuata da cromosomi secessionisti,

dove il tacere è rivoluzione perpetua

contro lo strapotere dello straparlare.

 

Guadagno secondi di pace relegata

nel non schierarmi con l'odio e l'idiozia

di chi ha opinioni inopinabili su tutte le frange della societa'.

 

D'altronde la mia mente è un albergo a cinque stelle

con una sola stanza e una sola chiave

le finestre aperte su un blocco di figure geometriche

troppo lontane.

Posso manipolare solo ciò che tocco.

 

 
 
 

Sintesi sentimentale

Post n°155 pubblicato il 26 Agosto 2009 da shockportatile
 




Questa è la terra di mezzo

e nella terra di mezzo

abitano i fantasmi.

Solo che io non sono ancora

un fantasma.

Io sono viva.

 

 

 

 

 
 
 

Double

Post n°154 pubblicato il 21 Agosto 2009 da shockportatile

 

Come è fortunato il mio sole

cade lontano dalla sua cometa.

Come è fortunata la mia stella

vede cadere il suo sole lontano.

Come sono fortunati coloro

che non vedono morire d'agonia

la persona che amano.

 

Fortunati come efelidi

su nasi tesi

dal sorriso.

 

Foto: M.P.

 
 
 

Centro

Post n°153 pubblicato il 16 Agosto 2009 da shockportatile
 

Amami, amami, stringimi, sgonfiami
e amami, sdentami, stracciami, applicami
e dopo stringimi, dammi l'ebrezza dei tendini
prendimi, con le tue labbra accarezzami.

Silvano - E. Jannacci

 

Mattatoio.
Ecco cosa trovi se mi apri il ventre
con quel coltello che impugni, geloso e furente.
Non i  miei organi in azione o semimorenti

per via di un cancro repentino di moralita':
no, questi lembi di epidermide sollevati
mostrano il mattatoio delle mie emozioni,
della mia sessualita'.

Sul fegato ingrossato danzano e cantano
tutti gli uomini che mai ho amato
e pestano allegri facendo grondare un mosto
buono per abbeverare vacche e grugni arcigni.

Nelle cavita' del pancreas echeggia
la risata costruita ed eccessiva del mio primo marito.

Percorrono l'intestino marciando
file di uomini dai peni eretti.

Nell'utero fibromatoso
un solo seme di gioia
è ancora bianca crisalide.
Il tuo grido, amore mio.

 
 
 

data di oggi

Post n°152 pubblicato il 10 Agosto 2009 da shockportatile

 

Oh si!

Mi ci gioco le palle
- le tue ovviamente -
che oggi te ne stai li'

disteso al sole

a sognare
- sognare-
di fare l'amore con me.

Ma io

vedi

sono distante

come la cometa che non hai mai visto

come il demone buono che non hai mai incontrato

come l'iceberg più esteso che il vulcano più attivo non ha mai immaginato.

 

I sogni non si negano neanche ai pazzi oggigiorno.

Sogna.

 

 
 
 

l'insostenibile

Post n°151 pubblicato il 21 Luglio 2009 da shockportatile

 

 

 

 

Ho dormito male stanotte

con la finestra aperta

e una frenesia di curve duttili

a trapassarmi il cuore e lo stomaco.

Ho corso su questo manto di neve bianca

intatta, intonsa, perfetta

Il tuo passo di nervo

ha tardato ad arrivare

C’era solo quel fruscio

spaventoso di vento nel silenzio.

E la voce diceva:

Corri corri ragazzina

che un giorno crescerai e le gambe te le taglieranno

Corri corri ragazzina

che il cielo lo hanno messo in alto perchè tu impari a volare

 

L’asse del cielo non si è mai spostato

neanche dopo dolci pastiglie nivee

Solo l’azzurro diveniva insostenibile

lontano, d’aceto, rumoroso, una macchia

d’olio grumoso sul paramento sacerdotale da cerimonia.

 

E le tue mani hanno tardato ad afferrarmi le caviglie

e io ho mangiato tutta l’aria che potevo ingurgitare

ho pianto per i tagli di luce che mi squarciavano

le gambe, i fianchi, le braccia, il collo.

Ho riso fino a salire sulla scala di Dio

e rigettarmi di sotto senza più fede in nulla

nè in te, nè in me, nè negli uomini.

Solo nella pietra spaccata dal mare

ho continuato a credere.

 

 
 
 

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