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Creato da: tommy812007 il 11/06/2007
Ideato e curato da Gianfranco Ponte. Per rendere più reale la pubblicazione dei pensieri di Antonio de Curtis, ovviamente mi rifarò a testi e volumi che ho studiato e assimilato, e ad alcune notizie fornitemi da persone che ho conosciuto e che hanno lavorato e vissuto con lui sperando di suscitare, nel lettore, una simpatica e gradevole lettura.
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ContatorePREMI E RICONOSCIMENTI RICEVUTI
"Carissimi...
Dalla lettura (...) ho potuto apprezzare l'impegno profuso nella preparazione e valenza artistica raggiunta. Un abbraccio Liliana de Curtis.
http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=lacorrida&data=2008/05/24&id=272&from=link
LA PREGHIERA DEL CLOWNArea personale- Login
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I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione. La controfigura di Toto'QUANTI DI VOI NON SAPEVANO CHE TOTO' AVEVA UNA CONTROFIGURA,DINO VALDI. Si dice che alcune persone sono colte da malore, per lo spavento provato nel vedere li' ai funerali, Totò vivo. Iniziò col film I DUE ORFANELLI e da allora girò per Totò moltissime scene, in special modo negli ultimi anni quando purtroppo il Principe ebbe dei seri disturbi alla vista che gli impedirono di poter girare soprattutto a causa della luce dei riflettori. Toto' si affezziono' a Valdi al punto di confidargli anche i suoi pensieri meno lieti. "La vita in fondo non mi ha dato niente" gli diceva "sono un uomo deluso negli affetti e posso contare soltanto sulla notorieta'e pure "malamente" visto che i critici giudicano i miei film una schifezza. Stai sicuro che tu sei piu' felice di me." Poi passando dalla tristezza alla felicita' prendeva in giro Valdi, osservando che aveva fatto la sua fortuna sostituendosi a lui " appresso a me stai rompendo 'o zito int'o piatto!",alludendo al piacere per chi mangia i gustosissimi ziti. LE CANZONI DI TOTO'Comme a nu carcerato vincitrice del secondo posto al Festival della Canzone Napoletana di Cava dei Tirreni
LE POESIE DI TOTO'Napule, tu e io Io voglio bene a Napule |
COMUNICAZIONEMi piacerebbe che partecipaste in maniera più attiva, oltre a lasciare i vostri favolosi commenti. Che mi inviaste pensieri, omaggi, video che dedicate alla sua figura e persona. Ecco rendere questo blog un ritrovo, un punto di incontro per chi ama e conosce Totò, per chi vuole avvicinarsi e conoscerlo oppure per saperne di più...
Post n°227 pubblicato il 19 Maggio 2012 da tommy812007
Gianfranco Ponte imitatore di Antonio De Curtis, in arte Totò, conosciuto nella nostra città, porta avanti in tutti i suoi spettacoli il genio e la sgregolatezza dell'indimenticabile Principe della risata, è stato intervistato in esclusiva da Rosario Carraffa e Toni D'Anna ed Alessandro Buttitta perTuttoPalermo.net, durante la trasmissione radiofonica "Giovedì nel Pallone", sulle frequenze diRadio In 102 FM, ha parlato di un evento di beneficienza ed ha commentato la stagione dei rosanero.
Domenica 20 ci sarà una manifestazione di beneficenza molto importante spiega ai nostri radioascoltatori di cosa si tratta e soprattutto dove si svolgerà. "Domenica 20 maggio si svolgerà l'undicesima giornata del trovatello al Rifugio S.O.S. Primo Soccorso Cani e Gatti, Via Bonafede, traversa di Via Casalini. Il tutto si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00. Ci sarò io, Giuseppe Giambrone ed altri del Mondo dello spettacolo per aiutare gli amici a quattro zampe. Chi può porti croccantini, medicinali, ciotole, cuccie, antiparassitari ecc... per gli amici a quattro zampe". "Porteremo una testimonianza dell'amore di Antonio De Curtis verso tutti gli amici a quattro zampe, in particolar modo verso verso i cani, infatti avremo una testimonianza scritta da parte della figlia Liliana De Curtis. In cosa mi esibirerò lo vedrete sul campo". "Un campionato deludente, che ha regalato a tutti i tifosi del Palermo poche emozioni e soprattutto tanta sofferenza. E' mancato tutto ed i troppi cambi in panchina non hanno aiutato a trovare un'identità di squadra, che potesse ambire a qualche cosa di importante". "Come sempre il capitano Fabrizio Miccoli, è stato un grande e con i suoi 16 goal ha dimostrato ancora una volta di essere l'uomo in più dei rosanero, ma purtroppo da solo non ha potuto fare più di quello che ha fatto". "In tutti i reparti, dovranno arrivare almeno uno o due elementi in ongi zona del campo, spero che arrivi anche qualche giocatore già affermato e non solo giovani come ho letto su TuttoPalermo.net". "E' stata una schifezza della schifezza, della schifetta di campionato!". "Devo salutare i rosa ed i nero, anche se questa stagione è stato più nero che rosa. Saluto a tutti, tante belle cose un proseguimento di giornata e Buona Pasqua!".
Post n°226 pubblicato il 15 Maggio 2012 da tommy812007
Post n°225 pubblicato il 08 Maggio 2012 da tommy812007
Intervista esclusiva a Rosario Carraffa direttore del Tuttopalermo.net ed ideatore e giornalista del programma radiofonico "Giovedì nel pallone".
Cosa pensi del principe Antonio de Curtis? "E' stato uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano".
Toto' grande fantasista e improvvisatore, pensi che avrebbe potuto affronatre la carriera calcistica e dare del filo da torcere con le sue "battute"? "Sicuramente si, ma non come tecnico o giocatore, penso sicuramente come opinionista. Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis, nome in arte Totò, nei programmi tv e radio attuali sarebbe stato ospite fisso per analizzare anche in maniera ironica la giornata di campionato appena conclusa".
Qual'è il film che hai visto e che ti piace sempre rivedere? "La banda degli onesti" e "Toto'truffa62".
Fra i nuovi attori comici vedi qualcuno che possa avvicinarsi al principe, e perche'? "Penso Ficarra e Picone, percè riescono a fare ridere senza usare nessun tipo di volgarità, così come facevano Totò e Peppino".
Come hai scoperto Toto'? "Totò non si scopre, si nasce già conoscendolo".
Gianfranco Ponte
Post n°224 pubblicato il 22 Aprile 2012 da tommy812007
Tag: antonello costa, artista, comico, GIANFRANCO PONTE, principe della risata, seguace del principe, toto'
Antonello Costa, celebre artista poliedrico italiano, intervistato in esclusiva da Gianfranco Ponte.
Cosa ti piace del principe de Curtis? Con Chaplin sono i due comici che studio di più. La stessa cosa che mi capita con Chaplin mi capita con Toto’. Anche vedendo il film 50 volte ti rendi conto di quelle espressioni, quelle pause, sul tempo comico ti accorgi di quelle cose che non avevi notato prima. Ed era ed è il numero dei comici. Straordinario ed inarrivabile per il talento puro di far ridere con la semplicita’ il gioco di parole e mai con la volgarita’. Avendo intervistato altri tuoi colleghi, tipo Massimo Boldi, Renzo Arbore a cui piace in particolare modo un qualcosa del principe de Curtis, ad esempio a Boldi piace e nei suoi film si rifa’ molto alla gestualita’ di Toto’, ad Arbore sono rimasti impressi gli sguardi e gli occhi di Toto’ che in ogni film cambiano, tu cosa prendi come spunto dal principe? Ho capito qualche anno fa’ che non potevo essere un altro Toto’’, qualcuno mi dice sempre piu’ spesso di esserne l’erede, ed è una parola troppo grande,ci sono tanti motivi per cui non posso esserlo, per talento,per intelligenza artistica ma uno dei motivi perché non puo’ esserci un altro Toto’ e sicuramente la povertà che quei comici subivano. Al giorno d’oggi il comico basta che vai due volte in televisione gia’ guadagni tanti di quei soldi che puoi stare fermo un anno facendo solo due o tre spettacoli. Loro avevano la fame e il comico nella difficoltà riesce ad esprimere il suo talento al massimo. Infatti molti comici finiscono col tempo perché il benessere uccide la comicita’, non vivi piu’ come prima. Toto’ è stato straordinario perchè si ha avuto successo ma quegli anni di poverta’, ad esempio lui raccontava in determinate interviste che chiese ad un suo impresario i soldi per tornare a casa con il tram l’impresario non glie li diede e fu licenziato, adesso una cosa del genere è impensabile, se chiami una ballerina già ti chiede quanto mi dai? Ma intanto cerca di lavorare, imparare il mestiere, ecco la gavetta…Non c’è piu’ forse io con gia’ con 25 anni di carriera e 2500 spettacoli, fatti all’inizio nei posti piu’ orribili, piu difficili dove impari a sopravvivere, dove non ti interressa quanto guadagni o se ti riconoscono, ma ti interessa soltano salire sul palco e scendere felice per quello che hai fatto, è quello che ti insegna la gavetta e molti comici non lo capiranno mai. Adesso vanno in televisione tipo “Colorado”, “Zelig” e poi ci parli e sembra di parlare con il figlio di Gigi Proietti o il figlio di Petrolini e non sanno magari neanche come montare uno spettacolo .Adesso invece il comico, arriva alle otto e otto e un quarto, lo spettacolo inizia alle nove, non prova neanche il microfono,popo’ sale e se ne va’. Io no, dalla mattina alla sera sto qui in teatro con i ragazzi..E poi mi domandano ma come fa’ ad avere tutti questi successi?Anni e anni di errori e di cose che si imparano. Hai visto, io mi attacco le coreografie, sto con i tecnici, mi piace proprio seguire tutto, mi reputo un”artigiano dello spettacolo” e appunto Toto’ questo non l’ha mai dimenticato, la gavetta e la fame fatta in gioventu’ questo è quello che mi colpisce di Toto’.
Quale dei tuoi personaggi avresti fatto interpretare al principe della risata? (Don Antonino, Sergio, Rocco, Arcangelo Bottiglia, Raffaello Piombo, Mc Adelio, Dante, Tony Fasano). In tutti i miei personaggi c’è un po’ di Toto’.Tony Fasano quando fa’ il pugliese, la “chese”. Molte cose le prendo da Toto’. Dalle pause ai tempi…Forse il personaggio che poteva fare lui…E’ difficile. Molti mi dicono che faccio dell’avanspettacolo moderno. I look macker, l’esaurito che va dallo psicologo…parliamo del dopoguerra..qualsiasi personaggio l’avrebbe fatto straordinariamente bene.
A distannza di 45 anni dalla scomparsa Toto’ è sempre attuale, sapresti dirmi il perché? Non lo so’…L’altro giorno guardavo “La banda degli onesti”, erano film dove la famiglie erano molto povere che si arrabattono per campare.E si misero a stampare le banconote,presi di coraggio ma alla fine troppo onesti per farlo. La chiava è la poverta’ delle tre famiglie. Peppino tipografo, lui portiere e l’altro pittore, ed è una cosa che se tu guardi adesso, anche se talmente lontana, i portieri si contano sulla punta delle dita, i tipografi stanno chiudendo tutti perchè con internet e le nuove tecnologie, intanto tu lo guardi e ridi tutt’ora perché la situazione è divertente. Un’insegnamento di Toto’ è questo se la gag è costruita bene fa ridere sempre,se tu conosci i tre e li condisci bene viene una minestra perfetta, e Toto’ fa delle minestre perfette.
Tu fai un’imitazione di Toto’ chiamata la “Toto’ breack”, come ti è venuta questa idea? Da ragazzino gia’ imitavo Toto’, mi veniva naturale, questo poi lo scoperto con Micheal Jackson, con tutti i personaggi che muovono il corpo. Avevo 15 anni rifacevo Toto’ che faceva il burattino e nello stesso periodo facevo la breack dance, e in alcuni movimenti della testa e del collo Toto’ è identico alla breack dance. Ed è stato un’attimo accorpare le due cose. Infatti dicono che il principe è talmente avanti che è stato il precursore della break dance e di Micheal Jackson.Dato che la figlia Liliana mi ha fatto i complimenti per questo numero. Un saluto a tutti coloro che leggerano la nostra intervista e a tutti i seguaci del principe Toto’… Io che sono uno dei fan del principe , forse uno degli ultimi, mi mancano solo nove film, li ho tutti in vhs e li sto passando tutti in dvd, io giro con la lista dei film nel portafoglio con i film che ho in dvd e con quelli che ho in vhs, dimmi se sono normale… Per forza essendo un seguace del principe… Per dirti che amore ho verso Toto’ , il primo, e per tutti gli altri grandi artisti dello spettacolo italiano...E poi fammi dire una cosa che dico a tutti i seguaci del nord e del sud. Senza il sud non esisterebbe l’Italia, senza il sud non esisterebbe una tradizione culturale popolare starordinaria. Roma non ha una tradizione scritta come le nostre farse napoletane e siciliane.Roma non l’ha e il nord ha poco.Senza Pirandello senza i De Filippo, senza Scarpetta senza i Viviani e piu’ vado avanti, piu’ studio e piu’ imparo, mi rendo conto che senza i grandi artisti del sud non ci sarebbe attenzione per il teatro comico in Italia. Tolto Macario e pochi altri, Cochi e Renato..Tolto tutto..La prima farsa nasce a Napoli nel 1890 che per attaccare il governo scrivevano queste macchiette. Molte non fanno piu’ ridere perche’ si rifanno al periodo storico. E molte cose di allora furono censurate..Non come ora che bisogna dire le parolacce. Io vivo di pane e Toto’.
Il comico, come dice Renzo Arbore, deve essere senza tempo e Anonello Costa è un comico senza tempo. Gianfranco Ponte
Post n°223 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da tommy812007
Tag: cinema, cultore, Ennio Bispuri, GIANFRANCO PONTE, principe della risata., professore, studioso, teatro, toto'
All'ultima puntata dello speciale "Il principe della risata" avremmo dovuto avere in diretta telefonica il prof. Ennio Bispuri studioso e cultore di Antonio de Curtis. Ma causa un viaggio in Peru' e in Argentina dove ha tenuto tre conferenze sul cinema italiano, ha voluto essere ugualmente presente con questa lettera:
Post n°222 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da tommy812007
“Cosa rappresenta per me Tòtò? – risponde - Per me è l’icona della comicità universale. E’ una figura insostituibile che non si può paragonare a nessuno, lui, insieme a Chaplin e Stanlio ed Olio, è uno dei grandi, quelli veri. Se mi ispiro a Totò? Si, ma è normale. Quando un’artista assimila tantissimo da un attore che ama tanto è ovvio che un po’ di conseguenza si rifà a lui senza volerlo. Ricordo con affetto i miei duetti con Teo Teocoli, siamo ancora amici così come sono amico con De Sica, siamo un gruppo di evergreen che però vogliono rimanere al loro posto. In quale film avrei voluto Totò? Eh, magari! In tutti i film! Però è ovvio che la sua grandezza in confronto alla nostra è minima, siamo proprio imparagonabili!”.
Risponde poi ad una domanda riguardante la critica, che ha sempre sminuito i film di Totò ricredendosi solo dopo la sua scomparsa: “La critica è sempre così, anzi in questo ultimo decennio alcuni critici hanno cominciato a criticare il film comico, parlando di storie “banali”, anche se per me non sono banali per nulla. Se c’è qualche spunto che prendo da Totò? Mi rifaccio a lui per l’improvvisazione, e cerco poco la battuta e più la gestualità”.
Post n°221 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da tommy812007
Renzo Arbore, cantante e showman italiano da sempre appassionato di Totò, è stato intervistato da Gianfranco Ponte, Marcello Scuderi e Toni D’Anna nel corso della trasmissione radiofonica “Il Principe della risata”, andata in onda sulle frequenze di RadioIn 102,5. Ha subito parlato dello speciale in cinque puntate che lui stesso dedicò a Totò nei primi anni ’90: “Caro Totò Ti voglio presentare è un programma che mi venne in mente di notte, non sapevo come rendere omaggio al Principe della Risata. Poi si accese una lampadina, volevo portare avanti le varie facce di Totò: quello che piaceva ai bambini, quello che piaceva ai giovani e poi via via quello che piaceva agli adulti. E’ stata un’occasione straordinaria per conoscere buona parte di coloro che lavorarono con Totò e anche la figlia Liliana. Se c’è qualcuno degli attori di oggi che può raccogliere l’eredità di Totò? Non credo, di Totò ne nasce uno ogni cento anni, così come di Gassman.
L’umorismo del Principe della Risata non è mai stato attuale, ovvero comico ma in un periodo circoscritto, il suo umorismo è eterno e senza tempo perché portava in scena figure eterne e senza tempo, l’attualità invecchia e muore mentre Totò è senza durata. Lui ha inventato anche degli slogan modernissimi ancora oggi come “Siamo uomini o caporali” o “Ma mi faccia il piacere!”. La cosa che più mi piace di Totò? Gli occhi. Lui recita con gli occhi e quando ho fatto queste cinque puntate dovevo rivedere i filmati più volte ed ogni volta scoprivo nei suoi occhi un lampo, un’ammiccamento… poi certo c’erano il mento e la mimica, ma secondo me gli occhi erano la cosa più importante, la sua espressività era davvero fantastica”.
Post n°219 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da tommy812007
Domani 15 febbraio per i suoi 114 anni su Radio Mia dalle 12:30 alle 13:00 e dalle 19:30 alle 20:00 andra' in onda un'antologia di sketch e canzoni di Toto' curate da me."Buon compleanno Toto'". http://www.radiomia.it/player.php?action=radiomia
AUGURI TOTO'!
Post n°217 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da tommy812007
Ciao ragazzi. Oggi Federico Fellini avrebbe compiuto 92 anni. L'articolo che segue e' tratto da "Fare un film" Einaudi, Torino 1980Ricordate Totò? Che stupefacente, misteriosa apparizione! La prima volta che l'ho visto, moltissimi anni fa, non sapevo niente di lui, non ne avevo nemmeno sentito parlare. C'era già la guerra nell'aria e io, da incosciente, mi godevo la città che l'oscuramento, con le sue luci schermate e verniciate di blu, rendeva più suggestiva, più complice, misteriosa. Mi ero infilato in un piccolo cinema dietro la posta, dopo il film c'era l'avanspettacolo, e io ero stato risucchiato dentro, come sempre, dalla gigantografia della soubrette, una moracciona con la frangetta alla Claudette Colbert e i fianchi da mongolfiera. Mi ricordo ancora come si chiamava, poiché anche il suo nome prometteva deliri: Olimpia Cavalli! Come mi piacerebbe rivederla! Entrai che il film era appena finito, si accendevano le luci e la platea, in un marasma fumoso e vociante, si concedeva un momentino di riposo: urla, sghignazzamenti da manicomio, giaccate in faccia. Mi ero appena seduto in quella stiva di pirati pronti a tutto quando si fece sentire via via più sonora e pungente una musichetta da circo, una tarantella pazza e sinistra che percorse lo sgangherato stanzone come un irresistibile solletico. La platea si agitava tutta, allargava le cosce, sbracandosi nella posizione più comoda, con ingordigia: era scoccato il segnale che un accadimento golosamente atteso stava arrivando. Sembrava di stare in un aereo al momento del decollo sulla pista di partenza... Ma Totò non apparve sul palcoscenico che continuava a restare vuoto e deserto. Arrivò dal fondo della platea, si materializzò all'improwiso e tutte le teste si voltarono insieme come una gran ventata. In un uragano di applausi, di urla di gioia, di gratitudine, feci appena in tempo a vedere l'inquietante figuretta che avanzava rapidissima lungo il corridoio centrale della platea. Scivolava come su delle rotelline, una candela accesa in mano, il frac da becchino, e sotto l'ala della bombetta due occhi allucinati, dolcissimi, da rondone, da ectoplasma, da bambino centenario, da angelo pazzo. Mi passò vicinissimo leggero come un sogno e subito scomparve inghiottito dalle onde del pubblico che si alzava in piedi, lo acclamava, voleva toccarlo, trattenerlo. Riapparve, ormai irraggiungibile, laggiù sul palcoscenico, in una immobilità catalettica; si dondolava avanti e indietro, in silenzio, leggermente, come un missirizzi, gli occhi che giravano come le biglie della roulette. Poi, di colpo, la funebre cornacchietta soffiò sulla candela, alzò la tesa della bombetta e disse a tutti: " Buona Pasqua ". Ma non era Pasqua. Era novembre, e la sua voce era quella di un sepolto vivo che chiede aiuto. Qualche mese più tardi, rividi Totò, nell'occasione di una brevissima intervista. Facevo il giornalista, scrivevo una rubrichetta sull'avanspettacolo per " Cinemagazzino, un giornaletto tutto scritto da un sarto, si chiamava Reanda ed era tutto pieno di aghi e di fili sulla giacca. È merito di quel giornaletto se sono venuto una prima volta a Cinecittà. Dovevo intervistare Osvaldo Valenti. Ero io a proporre al direttore-sarto le interviste, proponevo sempre le attrici che mi piacevano, Leda Gloria, Elli Parvo, mi piaceva moltissimo anche Greta Gonda. Ma le interviste con le attrici le voleva fare lui, il direttore, così decisi di intervistare Totò. Era al Giulio Cesare, un localone immenso che faceva film e grandi avanspettacoli. Era domenica pomeriggio, c'era quella gran folla degli spettacoli domenicali; doveva essere l'intervallo, o forse no, non era ancora cominciato lo spettacolo, perché Totò stava vicino alla cassa, protetto da transenne per tenere lontana la gente che aspettava di entrare. Era appoggiato al marmo,,la testa un po' reclinata, come un mobile o un amorino, come se facesse parte dell'arredamento, il colletto alto, i capelli impomatati, tutto tirato a lustro fumava con un'aria da gran signore, assorto e distaccato. Andarono a dirgli che ero un giornalista. Totò mi guardò e mi fece segno con la mano di raggiungerlo. Gli dissi che volevo fargli un'intervista. Con un lieve abbassar delle ciglia mi fece capire che accosentiva, e poi disse subito con tono calmo e definitivo: " Allora scrivete questo: che a me piace la donna e il denaro. Avete capito? ", Non disse proprio donna, ma pronunciò un vocabolo napoletano che non avevo mai sentito, tenero e osceno, infantile e cabalistico, un suono di sillabe che dava benissimo l'idea di una cosa dolce, molle, umida. Mi vide perplesso: " perché, a voi non piace? " Mi guardava sospettoso e divertito. " Avete visto lo spettacolo? ", concluse con l'aria di uno zio buono che ha deciso di farti un regalo, e mi fece entrare. Scrissi l'intervista, naturalmente senza riportare quel pochissimo che mi aveva detto, inventai tutto e feci anche un piccolo disegno. Quando il giornale uscì, andai subito a portarglielo, questa volta era al Brancaccio, o forse al Principe, chissà che rivista c'era, c'era un motivo che faceva così: " A me piacciono le bionde con le ciglia volte in su ". O qualcosa del genere. Gli mostrai il giornale col mio disegnino e l'intervista. Mi guardava stupito: " Ma dawero l'avete fatto voi? ", Sembrava non crederci. Poi mi chiese se avevo visto lo spettacolo e mi mandò giù in platea a vederlo un'altra volta. Il sentimento di meraviglia che Totò comunicava era quello che da bambini si prova davanti a un evento fatato, alle incarnazioni eccezionali, agli animali fantastici; la giraffa, il pellicano, il bradipo; e c'era anche la gioia e la gratitudine di vedere I'incredibile, il prodigio, la favola, materializzati, reali, viventi, davanti a te. Quella faccia improbabile, una testa di creta caduta in terra dal trespolo e rimessa insieme frettolosamente prima che lo scultore rientri e se ne accorga; quel corpo disossato, di caucciù, da robot, da marziano, da incubo gioioso, da creatura di un'altra dimensione, quella voce fonda, lontana, disperata: tutto ciò rappresentava qualcosa di così inatteso, inaudito, imprevedibile, diverso, da contagiare repentinamente, oltre che un ammutolito stupore, una smemorante ribellione, un sentimento di libertà totale contro gli schemi, le regole, i tabù, contro tutto ciò che è legittimo, codificato dalla logica, lecito. Come tutti i grandi clowns, Totò incarnava una contestazione totale, e la scoperta più commovente e anche confortante era riconoscere immediatamente in lui, dilatati al massimo, esemplificati in quell'aspetto di personaggio di Alice nel paese delle meraviglie, la storia e i caratteri degli italiani: la nostra fame, la nostra miseria, l'ignoranza, il qualunquismo piccolo borghese, la rassegnazione, la sfiducia, la viltà di Pulcinella. Totò matetializza con lunare esilarante eleganza l'eterna dialettica dell'abiezione e della sua negazione. Si è sempre detto, e ancora si sente dire che Totò al cinema è stato usato male, non gli sono state offerte che raramente le occasioni degne del suo eccezionale talento. Non credo che Totò avrebbe potuto essere meglio, più bravo, diverso da com'era nei film che ha fatto. Totò non poteva fare che Totò, come Pulcinella, che non poteva essere che Pulcinella, cosa altro potevi fargli fare? Il risultato di secoli di fame, di miseria, di malattie, il risultato perfetto di una lunghissima sedimentazione, una sorta di straordinaria secrezione diamantifera, una splendida stalattite, questo era Totò. Il punto d'arrivo di qualcosa che si perdeva nel tempo e che finiva in qualche modo con l'essere fuori del tempo. Intervenire su un simile prodigioso risultato, modificarlo, costringerlo a qualcosa di diverso, dargli una diversa identità, un diversa credibilità, attribuirgli una psicologia, dei sentimenti, inserirlo in una storia, sarebbe stato, oltre che insensato, deleterio, sacrilego. Miopia della critica? Ma è un po' tutta la nostra educazione, come dire occidentale che ci spinge a non accettare le cose come sono, a proiettarci in una prospettiva diversa, a sovrapporci sopra qualcosa di estraneo, di ricercato, di intellettualistico. Si perde di vista che Totò è un fatto naturale, un gatto, un pipistrello, qualcosa di compiuto in se stesso, che è come è, che non può cambiare, tutt'al più puoi fotografarlo. Nel viaggio di G. Mastorna avevo pensato a Totò, ma così com'era. C'era un ricordo di Totò e Totò appariva. Non mi sono mai venute in mente storie che richiedessero la presenza di Totò, perché Totò non aveva bisogno di storie. Cha valore poteva avere una storia per un personaggio così, che le storie ce le aveva già tutte scritte sulla faccia? Mi sarebbe piaciuto piuttosto dedicargli un piccolo saggio cinematografico, un ritratto in movimento, che rendesse conto di come era, come era fatto dentro e fuori, quale era la sua struttura ossea, quali erano gli snodamenti più sensibili, le giunture più resistenti e mobili. Avrei voluto farlo vedere in diversi atteggiamenti, in piedi, seduto, orizzontale, verticale, vestito ma anche nudo, per vederlo bene e farlo vedere, così come si fa con un documentario sulle giraffe, per esempio, o su certi pesci fosforescenti degli abissi marini. Avrebbe dovuto essere un'intervista fantastica, un tentativo di catturare il senso di quella straordinaria apparizione che era Totò. Io l'ho incontrato poche volte, e mi affascinava, non credevo ai miei occhi quando lo vedevo da vicino. Ho avuto con lui anche una piacevolissima esperienza come regista, molti anni fa, moltissimi. Ho diretto il finale di Dov'è la libertà? di Rossellini. Roberto si era ammalato, mi pare, i produttori mi pregarono di concludere in qualche modo il film. Una sequenza minuscola, solo un paio di inquadrature: Totò che saltava in testa all'avvocato Talarico e gli mordeva l'orecchio. Tutto qua. Ma io ero ugualmente intimidito e a disagio. Come tutti,. gli dicevo: " Senta principe, potremmo fare così, ecco, principe, le viene avanti... " E allora Totò mi ha guardato con quei dolcissimi occhi da rondone e mi dice: " Voi mi potete chiamare anche Antonio ". Era un'investitura; sia pure per pochi minuti ero diventato il suo regista. Ci rivedemmo quando era già avanti negli anni e la vista gli era calata; venne una sera a cena a casa mia con Franca Faldini che gli si mise accanto per poterlo aiutare. C'erano degli altri amici. Lui se ne stava lì appollaiato come un araldico bellissimo uccello. In un momento di silenzio, mi cercò nel vuoto per capire da che parte ero, credette in qualche modo di individuarmi e con un'espressione da tucano disse all'improwiso, con quella voce rauca, profonda, sfiatata: " Siete diventato un reggistone! ". L'ultimo ricordo che ho di lui è un ricordino edificante, da libro cuore. Stavo facendo il doppiaggio di 81 /2, o forse era un altro film, era l'ora della pausa e nel giardinetto della Scalera tutti stavano seduti chi qua e chi là, a mangiare il cestino.
Disegno di F.Fellini
Disegno di F.Fellini.
Post n°216 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da tommy812007
Vi auguro di affrontare sfide e vincerle,
Post n°215 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da tommy812007
Ciao a tutti! Eccovi le puntate dello speciale che ho condotto, curato, scritto e diretto dagli studi di Radio In 102 Palermo (www.radioin102.it). Ecco la prima puntata,un ringraziamento a Domenico de Fabio, curatore del sito antoniodecurtis.com, per il montaggio. Prima puntata (In questa puntata: Giancarlo Governi e Liliana de Curtis) Seconda puntata (in questa puntata sono intervenuti: Renzo Arbore, Carlo Croccolo e Liliana de Curtis) Terza puntata (alla terza hanno partecipato: Depsa (Salvatore de Pasquale, Massimo Boldi e Liliana de Curtis)
Quarta puntata (sono intervenuti : Mario di Gilio, Liliana de Curtis ed Elena de Curtis)
Post n°214 pubblicato il 15 Dicembre 2011 da tommy812007
CIAO A TUTTI!!!!! VOLEVO AUGURARVI BUON NATALE E UN FELICISSIMO ANNO NUOVO! CHE IL NUOVO ANNO SIA PORTATORE DI NOVITA', SERENITA, AMORE, PACE E TANTA VOLGIA DI AMARE!
BUONE FESTE!!!!
E come direbbe Toto':
Post n°213 pubblicato il 09 Ottobre 2011 da tommy812007
Sono intervenuti e voglio ringraziare per la oro squisita disponibilita': RENZO ARBORE;
GIANCARLO GOVERNI; DEPSA (SALVATORE DE PASQUALE)
MASSIMO BOLDI;
CARLO CROCCOLO
MARIO DI GILIO;
LILIANA DE CURTIS;
ELENA ANTICOLI DE CURTIS. Programma dal titolo "IL PRINCIPE DELLA RISATA", ideato, curato e condotto da Gianfranco Ponte. Con lui in studio ha coo-condotto Marcello Scuderi. Il tutto andato in diretta e poi replicato su www.radioin102.it
Post n°212 pubblicato il 30 Agosto 2011 da tommy812007
Lo spettacolo "Totò , gran varieta'" è una carrellata di balli, canti e sketch che vogliono omaggiare il Principe della Risata Totò e si tiene il giorno 9 settembre alle ore 21:30 al Cineteatro Colosseum - Palermo- Via Guido Rossa, 7 (Bonagia). Ideato e curato da Gianfranco Ponte. Con Gianfranco Ponte, Leda Scuderi, Marcello Romeo, Jenny Scuderi, Maria Carraffa. Coreografie: Mariarosa Trapani. Corpo di ballo : Mariarosa Trapani, Adele Buffa, Ivana Lo Piccolo, Giorgia Scordi, Simona Buffa. Scenografie :Gianluca Corsini. Prezzo del biglietto 7 euro.
Post n°211 pubblicato il 22 Luglio 2011 da tommy812007
Ciao a tutti. Dopo un periodo di assenza sono ritornato e da oggi vi propongo i film di Toto'. Cominciamo con il primi film italiano a colori "Toto' a Colori". Film girato nel 1952. Venne usato Toto' innanzitutto perche' era l'attore che faceva incassare piu' degli altri, e poi perche' con Toto' era successo assicurato. Durate le riprese a Toto', per le forti luci, si brucio' la parrucca e fu costretto a mettersi sotto la parrucca una borsa con del ghiaccio. Fu il film di Toto' che incasso piu' di tutti. Da non dimenticare la scena di Pinocchio, del direttore d'orchestra. Buona visione!!!!
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Inviato da: sasacineman
il 16/02/2012 alle 15:28
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il 01/01/2012 alle 14:09
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il 16/12/2011 alle 13:15
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il 15/12/2011 alle 22:50