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tommy812007
   
 
Creato da: tommy812007 il 11/06/2007
Ideato e curato da Gianfranco Ponte. Per rendere più reale la pubblicazione dei pensieri di Antonio de Curtis, ovviamente mi rifarò a testi e volumi che ho studiato e assimilato, e ad alcune notizie fornitemi da persone che ho conosciuto e che hanno lavorato e vissuto con lui sperando di suscitare, nel lettore, una simpatica e gradevole lettura.

Contatore

 

PREMI E RICONOSCIMENTI RICEVUTI

"Carissimi...
colgo l'occasione di queste poche righe per esternare il mio compiacimento nei confronti di:

  • Gianfranco Ponte
  • Leda Scuderi

Dalla lettura (...)  ho potuto apprezzare l'impegno profuso nella preparazione e valenza artistica raggiunta.
Sono rimasta particolarmente commossa nel leggere la biografia che il giovane Gianfranco ha scritto su mio padre il Principe Antonio de Curtis, in arte "Toto'".E' anche attraverso lo studio che giovani come Gianfranco, fanno su mio padre, che si contribuisce a mantenere vivo il ricordo anche nelle nuove generazioni".

Un abbraccio

Liliana de Curtis.

 

La corrida

http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=lacorrida&data=2008/05/24&id=272&from=link


Gianfranco Ponte e Leda Scuderi vincitori dell'ultima puntata del "La Corrida" edizione 2008 per il 40° anniversario esibendosi ne "La cammesella - Siamo uomini o caporali?"

 

 

LA PREGHIERA DEL CLOWN

 

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La controfigura di Toto'

QUANTI DI VOI NON SAPEVANO CHE TOTO' AVEVA UNA CONTROFIGURA,DINO VALDI.

Si dice che alcune persone sono colte da malore, per lo spavento provato nel vedere li' ai funerali, Totò vivo.

Iniziò col film I DUE ORFANELLI e da allora girò per Totò moltissime scene, in special modo negli ultimi anni quando purtroppo il Principe ebbe dei seri disturbi alla vista che gli impedirono di poter girare soprattutto a causa della luce dei riflettori. 
CARLO CROCCOLO e DINO VALDI , voce e figura, ma mentre il primo era un attore teatrale che ha poi continuato, ed ancora svolge, la sua brillante attività, a DINO VALDI  le sue prestazioni  gli hanno dato si da vivere ma non certamente la notorietà
.

Toto' si affezziono' a Valdi al punto di confidargli anche i suoi pensieri meno lieti.

"La vita in fondo non mi ha dato niente" gli diceva "sono un uomo deluso negli affetti e posso contare soltanto sulla notorieta'e pure "malamente" visto che i critici giudicano i miei film una schifezza. Stai sicuro che tu sei piu' felice di me."

Poi passando dalla tristezza alla felicita' prendeva in giro Valdi, osservando che aveva fatto la sua fortuna sostituendosi a lui " appresso a me stai rompendo 'o zito int'o piatto!",alludendo al piacere per chi mangia i gustosissimi ziti.
Valdi fu testimone anche delle molte umiliazioni che Toto' subì.
"Quando giravano con qualche "grande" artista come E. de Filippo, il Principe veniva messo in sottordine e persino svillaneggiato, tutte le lodi della troupe, regista compreso erano per l'altro, mentre dietro le spalle di Toto' sfioravano le frasi cattive.
"E' un guitto fetente" sentii dire " non e' nemmeno bravo perche' fa sempre le stesse cose".
"Un giorno non ci vidi piu' e replicai furente:-" invece di criticare il principe provate a fare quello che fa lui!"
In qul momento sopraggiunse Toto', in tempo per sentire la mia frase. Sorrise con un ombra di amarezza e disse:" Guaglio', lassa sta' , pigliammoce na ' tazzulella e cafe'".
"Era un gran signore, superiore alla meschinita' nel sentirsi poco apprezzato".  

 

LE POESIE DI TOTO'

 Napule, tu e io

Io voglio bene a Napule
pecchè 'o paese mio
è cchiù bello 'e na femmena,
carnale e simpatia.
E voglio bene a te
ca si napulitana
pecchè si comm'a me
cu tanto 'e core 'mmano.
Saje scrivere, saje leggere
parole 'e passione;
saje ridere, saje chiagnere
sentenno na canzona.
Napule, tu e io...
simme tre 'nnammurate:
simmo na cosa sola,
gentile e appassiunata.
Nuie simmo 'e figlie 'e Napule,
Vommero, Margellina :
quanno se dice "Napule"
s'annomena 'a riggina!

 

 

 

ESCLUSIVA TUTTOPALERMO - Attore, Ponte: "Palermo? Campionato deludente. Bisogna intervenire in tutti i reparti"

Post n°227 pubblicato il 19 Maggio 2012 da tommy812007

Gianfranco Ponte imitatore di Antonio De Curtis, in arte Totò, conosciuto nella nostra città, porta avanti in tutti i suoi spettacoli il genio e la sgregolatezza dell'indimenticabile Principe della risata, è stato intervistato in esclusiva da Rosario Carraffa e Toni D'Anna ed Alessandro Buttitta perTuttoPalermo.net, durante la trasmissione radiofonica "Giovedì nel Pallone", sulle frequenze diRadio In 102 FM, ha parlato di un evento di beneficienza ed ha commentato la stagione dei rosanero.

Gianfranco Ponte

Domenica 20 ci sarà una manifestazione di beneficenza molto importante spiega ai nostri radioascoltatori di cosa si tratta e soprattutto dove si svolgerà.

"Domenica 20 maggio si svolgerà l'undicesima giornata del trovatello al Rifugio S.O.S. Primo Soccorso Cani e Gatti, Via Bonafede, traversa di Via Casalini. Il tutto si svolgerà dalle 10:00 alle 18:00. Ci sarò io, Giuseppe Giambrone ed altri del Mondo dello spettacolo per aiutare gli amici a quattro zampe. Chi può porti croccantini, medicinali, ciotole, cuccie, antiparassitari ecc... per gli amici a quattro zampe".

Ci sarai anche ti che ti esibirerai, puoi dire in esclusiva cosa porterai in scena?

"Porteremo una testimonianza dell'amore di Antonio De Curtis verso tutti gli amici a quattro zampe, in particolar modo verso verso i cani, infatti avremo una testimonianza scritta da parte della figlia Liliana De Curtis. In cosa mi esibirerò lo vedrete sul campo".

Come reputi questo campionato appena concluso del Palermo?

"Un campionato deludente, che ha regalato a tutti i tifosi del Palermo poche emozioni e soprattutto tanta sofferenza. E' mancato tutto ed i troppi cambi in panchina non hanno aiutato a trovare un'identità di squadra, che potesse ambire a qualche cosa di importante".

Chi è stato il vero leader della squadra?

"Come sempre il capitano Fabrizio Miccoli, è stato un grande e con i suoi 16 goal ha dimostrato ancora una volta di essere l'uomo in più dei rosanero, ma purtroppo da solo non ha potuto fare più di quello che ha fatto".

Dove dovrà intervenire la dirigenza rosanero?

"In tutti i reparti, dovranno arrivare almeno uno o due elementi in ongi zona del campo, spero che arrivi anche qualche giocatore già affermato e non solo giovani come ho letto su TuttoPalermo.net".

Cosa direbbe Totò dopo una stagione dove il Palermo è arrivato vicino al baratro della retrocessione?

"E' stata una schifezza della schifezza, della schifetta di campionato!".

Concludiamo chiedentoti di farci un saluto alla Totò.

"Devo salutare i rosa ed i nero, anche se questa stagione è stato più nero che rosa. Saluto a tutti, tante belle cose un proseguimento di giornata e Buona Pasqua!".

 
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11°GIORNATA DEL TROVATELLO

Post n°226 pubblicato il 15 Maggio 2012 da tommy812007

GIORNATA TROVATELLO

 

 
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Rosario Carraffa :"Totò non si scopre, si nasce gia' conoscendolo".

Post n°225 pubblicato il 08 Maggio 2012 da tommy812007
 

 

Intervista esclusiva a Rosario Carraffa direttore del Tuttopalermo.net ed ideatore e giornalista del programma radiofonico "Giovedì nel pallone".

 

Cosa pensi del principe Antonio de Curtis?

"E' stato uno dei più grandi interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano".

Rosario Carraffa

 

Toto' grande fantasista e improvvisatore, pensi che avrebbe potuto affronatre la carriera calcistica e dare del filo da torcere con le sue "battute"?

"Sicuramente si, ma non come tecnico o giocatore, penso sicuramente come opinionista. Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi, più noto come Antonio De Curtis, nome in arte Totò, nei programmi tv e radio attuali sarebbe stato ospite fisso per analizzare anche in maniera ironica la giornata di campionato appena conclusa".

 

Qual'è il film che hai visto e che ti piace sempre rivedere?

"La banda degli onesti" e "Toto'truffa62".

 

Fra i nuovi attori comici vedi qualcuno che possa avvicinarsi al principe, e perche'?

"Penso Ficarra e Picone, percè riescono a fare ridere senza usare nessun tipo di volgarità, così come facevano Totò e Peppino".

 

Come hai scoperto Toto'?

"Totò non si scopre, si nasce già conoscendolo". 

 

Gianfranco Ponte

 

 
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Antonello Costa seguace del principe Toto'

Post n°224 pubblicato il 22 Aprile 2012 da tommy812007
 

 

Antonello Costa, celebre artista poliedrico italiano, intervistato in esclusiva da Gianfranco Ponte.

 

Cosa ti piace del principe de Curtis?

Con Chaplin sono i due comici che studio di più. La stessa cosa che mi capita con Chaplin mi capita con Toto’. Anche vedendo il film 50 volte ti rendi conto di quelle espressioni, quelle pause, sul tempo comico ti accorgi di quelle cose che non avevi notato prima. Ed era ed è il numero dei comici. Straordinario ed inarrivabile per il talento puro di far ridere con la semplicita’ il gioco di parole e mai con la volgarita’.

Avendo intervistato altri tuoi colleghi, tipo Massimo Boldi, Renzo Arbore a cui piace in particolare modo un qualcosa del principe de Curtis, ad esempio a Boldi piace e nei suoi film si rifa’ molto alla gestualita’ di Toto’, ad Arbore sono rimasti impressi gli sguardi e gli occhi di Toto’ che in ogni film cambiano, tu cosa prendi come spunto dal principe?

Ho capito qualche anno fa’ che non potevo essere un altro Toto’’, qualcuno mi dice sempre piu’ spesso di esserne l’erede, ed è una parola troppo grande,ci sono tanti motivi per cui non posso esserlo, per talento,per intelligenza artistica ma uno dei motivi perché non puo’ esserci un altro Toto’ e sicuramente la povertà che quei comici subivano. Al giorno d’oggi il comico basta che vai due volte in televisione gia’ guadagni tanti di quei soldi che puoi stare fermo un anno facendo solo due o tre spettacoli. Loro avevano la fame e il comico nella difficoltà riesce ad esprimere il suo talento al massimo. Infatti molti comici finiscono col tempo perché il benessere uccide la comicita’, non vivi piu’ come prima. Toto’ è stato straordinario perchè si ha avuto successo ma quegli anni di poverta’, ad esempio lui raccontava in determinate interviste che chiese ad un suo impresario i soldi per tornare a casa con il tram l’impresario non glie li diede e fu licenziato, adesso una cosa del genere è impensabile, se chiami una ballerina già ti chiede quanto mi dai? Ma intanto cerca di lavorare, imparare il mestiere, ecco la gavetta…Non c’è piu’ forse io con gia’ con 25 anni di carriera e 2500 spettacoli, fatti all’inizio nei posti piu’ orribili, piu difficili dove impari a sopravvivere, dove non ti interressa quanto guadagni o se ti riconoscono, ma ti interessa soltano salire sul palco e scendere felice per quello che hai fatto, è quello che ti insegna la gavetta e molti comici non lo capiranno mai. Adesso vanno in televisione tipo “Colorado”, “Zelig” e poi ci parli e sembra di parlare con il figlio di Gigi Proietti  o il figlio di Petrolini e non sanno magari neanche come montare uno spettacolo .Adesso invece il comico, arriva alle otto e otto e un quarto, lo spettacolo inizia alle nove, non prova neanche il microfono,popo’ sale e se ne va’. Io no, dalla mattina alla sera sto qui in teatro con i ragazzi..E poi mi domandano ma come fa’ ad avere tutti questi successi?Anni e anni di errori e di cose che si imparano. Hai visto, io mi attacco le coreografie, sto con i tecnici, mi piace proprio seguire tutto, mi reputo un”artigiano dello spettacolo” e appunto Toto’ questo non l’ha mai dimenticato, la gavetta e la fame fatta in gioventu’ questo è quello che mi colpisce di Toto’.

Costa

 

Quale dei tuoi personaggi avresti fatto interpretare al principe della risata? (Don Antonino, Sergio, Rocco, Arcangelo Bottiglia, Raffaello Piombo, Mc Adelio, Dante, Tony Fasano).

In tutti i miei personaggi c’è un po’ di Toto’.Tony Fasano quando fa’ il pugliese, la “chese”. Molte cose le prendo da Toto’. Dalle pause ai tempi…Forse il personaggio che poteva fare lui…E’ difficile. Molti mi dicono che faccio dell’avanspettacolo moderno. I look macker, l’esaurito che va dallo psicologo…parliamo del dopoguerra..qualsiasi personaggio l’avrebbe fatto straordinariamente bene.

 

A distannza di 45 anni dalla scomparsa Toto’ è sempre attuale, sapresti dirmi il perché?

Non lo so’…L’altro giorno guardavo “La banda degli onesti”, erano film dove la famiglie erano molto povere che si arrabattono per campare.E si misero a stampare le banconote,presi di coraggio ma alla fine troppo onesti per farlo. La chiava è la poverta’ delle tre famiglie. Peppino tipografo, lui portiere e l’altro pittore, ed è una cosa che se tu guardi adesso, anche se talmente lontana, i portieri si contano sulla punta delle dita, i tipografi stanno chiudendo tutti perchè con internet e le nuove tecnologie, intanto tu lo guardi e ridi tutt’ora perché la situazione è divertente. Un’insegnamento di Toto’ è questo se la gag è costruita bene fa ridere sempre,se tu conosci i tre e li condisci bene viene una minestra perfetta, e Toto’ fa delle minestre perfette.

 

Tu fai un’imitazione di Toto’ chiamata la “Toto’ breack”, come ti è venuta questa idea?

Da ragazzino gia’ imitavo Toto’, mi veniva naturale, questo poi lo scoperto con Micheal Jackson, con tutti i personaggi che muovono il corpo. Avevo 15 anni rifacevo Toto’ che faceva il burattino e nello stesso periodo facevo la breack dance, e in alcuni movimenti della testa e del collo Toto’ è identico alla breack dance. Ed è stato un’attimo accorpare le due cose. Infatti dicono che il principe è talmente avanti che è stato il precursore della break dance e di Micheal Jackson.Dato che la figlia Liliana mi ha fatto i complimenti per questo numero.

Un saluto a tutti coloro che leggerano la nostra intervista e a tutti i seguaci del principe Toto’…

Io che sono uno dei fan del principe , forse uno degli ultimi, mi mancano solo nove film, li ho tutti in vhs e li sto passando tutti in dvd, io giro con la lista dei film nel portafoglio con i film che ho in dvd e con quelli che ho in vhs, dimmi se sono normale…

Per forza essendo un seguace del principe…

Per dirti che amore ho verso Toto’ , il primo, e per tutti gli altri grandi artisti dello spettacolo italiano...E poi fammi dire una cosa che dico a tutti i seguaci del nord e del sud. Senza il sud non esisterebbe l’Italia, senza il sud non esisterebbe una tradizione culturale popolare starordinaria. Roma non ha una tradizione scritta come le nostre farse napoletane e siciliane.Roma non l’ha e il nord ha poco.Senza Pirandello senza i De Filippo, senza Scarpetta senza i Viviani e piu’ vado avanti, piu’ studio e piu’ imparo, mi rendo conto che senza i grandi artisti del sud non ci sarebbe attenzione per il teatro comico in Italia. Tolto Macario e pochi altri, Cochi e Renato..Tolto tutto..La prima farsa nasce a Napoli nel 1890 che per attaccare il governo scrivevano queste macchiette. Molte non fanno piu’ ridere perche’ si rifanno al periodo storico. E molte cose di allora furono censurate..Non come ora che bisogna dire le parolacce. Io vivo di pane e Toto’.

 

Il comico, come dice Renzo Arbore, deve essere senza tempo e Anonello Costa è un comico senza tempo. 

Gianfranco Ponte

 

 
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Ennio Bispuri interviene al programma radiofonico "Il principe della risata" di G.Ponte.

Post n°223 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da tommy812007
 

 

All'ultima puntata dello speciale "Il principe della risata" avremmo dovuto avere in diretta telefonica il prof. Ennio Bispuri studioso e cultore di Antonio de Curtis. Ma causa un viaggio in Peru' e in Argentina dove ha tenuto tre conferenze sul cinema italiano, ha voluto essere ugualmente presente con questa lettera:

E. Bspuri

 

"Caro Gianfranco Ponte,

 

come Le dicevo al telefono, sto partendo proprio in queste ore per il Sudamerica (Perù e Argentina), dove sono stato invitato a tenere tre conferenze sul cinema italiano:

 

1) Mario Monicelli e la commedia all'italiana;

 

2) Il Risorgimento visto dal cinema;

 

2) Pasolini e Totò.

 

Rientrerò a Roma il 9 dicembre.

 

Ciò premesso, mi rammarico molto di non poter dare il mio modesto contributo agli studi su Totò per il tramite della Sua radio.

 

Posso brevemente ora accennare a come è nato questo mio profondo interesse nei confronti del più grande attore italiano di tutti i tempi.

Dopo la laurea in filosofia, conseguita nel 1967, ho insegnato per vari anni storia e filosofia e, a partire dal 1983, sono andato a dirigere gli Istituti Italiani di Cultura di Colonia, di Algeri, di Santiago del Cile, di Mosca, di Barcellona (dove sono rimasto quasi sei anni) e infine di Buenos Aires.

Nel corso degli anni la mia attenzione nei confronti di Totò, che all'inizio si caratterizzava solo comepiacere di vedere i suoi film, si è trasformata in un desiderio di capire a fondo il perché questo Attore immenso mi attraeva e mi appasionava, e così è iniziata la mia ricerca, che, nell'arco di 13 anni, ha prodotto tre libri:

 

1) TOTO' PRINCIPE CLOWN (Guida, Napoli, 1997, pagg. 304, prefazione di Goffredo Fofi);

 

2) VITA DI TOTO' (Gremese, Roma, 2000, pagg. 286);

 

3) TOTO' ATTORE (Gremese, Roma, 2010, pagg. 515).

 

Ho dunque studiato Totò con lo stesso sguardo scientifico e la stessa passione con cui si può studiare e interpretare Caravaggio, insomma come un Artista sommo, della cui Arte mi ripromettevo di individuare la chiave.

Unitamente a questa esigenza fondamentale di capire l’arte di Totò, cosa che ho perseguito nel mio terzo e monumentale libro, ho voluto entrare nel suo vissuto, ossia nella sua vita, nel suo intimo psicologico, nelle sue contraddizioni e negli aspetti meno conosciuti della sua anima.

È così nata la Biografia di Totò, oggetto del secondo libro, che ha preso forma anche attraverso i racconti della figlia Liliana e della donna con cui Totò ha vissuto quindici anni, la splendida Franca Faldini, che mi ha fornito informazioni fondamentali soprattutto per gli ultimi anni di Totò (1952-1967), permettendomi (e permettendo dunque al lettore) di conoscere il grande e irripetibile Attore per così dire dal di dentro.

Alla luce di questi sforzi interpretativi e di questi studi sistematici sui 97 film girati da Totò, e anche attraverso le informazioni di prima mano (resoconti di stampa, testimonianze, citazioni e affermazioni dello stesso Totò), ho analizzato la sua grande attività teatrale, che è stata non solo la base, ma lo strato più profondo della sua recitazione, che si è espressa (per quanto mi risulta) in sei registri recitativi, dalla marionetta al clown, e più precisamente:

 

La marionetta

(Animali pazzi, Allegro fantasma, Due cuori..)

 Il tipo

(San Giovanni decollato, I due orfanelli, Fifa e arenaTotò le MokòFigaro qua, Figaro làTototarzan,Le sei mogli di Barbablù e Totò sceicco)

L’uomo qualunque

(Totò al giro d'ItaliaTotò cerca moglie,  47 morto che parlaTotò terzo uomoLa macchina fotografica,I tre ladriTotò all'infernoTotò lascia o raddoppia?Totò, Peppino e la malafemminaTotò, Peppino e i fuorileggeTotò, Vittorio e la dottoressa,  Totò, Peppino e le fanaticheTotò nella lunaTotò, Eva e il pennello proibitoLa cambialeNoi duriTotò, Peppino e la dolce vitaTototruffa 62Totò Diabolicus,Totò e Peppino divisi a BerlinoTotò di notte N. 1Il vigile ignotoTotò sexyChe fine ha fatto Totò Baby?Totò d'ArabiaRita, la figlia americanaIl mostro della domenica)

L’uomo che soffre

(Yvonne la nuitDov'è la libertá...?Una di quelleTotò e CarolinaSiamo uomini o caporaliTotò e Marcellino) o cercando di sopravvivere con ogni possibile espediente (Napoli milionariaGuardie e ladriTotò e i re di RomaLa patenteRisate di gioiaLa mandragola) o accettando fino in fondo il suo destino di escluso e di perdente (Il Comandante)

La maschera surreale (i tre film di Pasolini)

 Il clown (tutti i film).

 

Le conclusioni che ho ricavato dai miei studi, in estrema sintesi, sono riconducibili a due dati fondamentali:

 1)Totò è stato e rimane un attore di teatro prestato al cinema;

 2)Totò è due persone in una: da una parte il grande clown, l’attore comico e talora farsesco e dall’altra il suo <doppio>, il Principe elegante e raffinato, percorso da una gelosia morbosa ai limiti della malattia mentale.</doppio>

 

Da parte mia ho previlegiato il Totò realistico, nei film diretti da Mario Monicelli (Totò cerca casa, Guardie e ladri, Totò e i re di Roma, Totò a colori, Totò e le donne, Totò e Carolina, I soliti ignoti e Risate di gioia), da Peppino Amato (Yvonne La nuit), da Roberto Rossellini (Dov'è la libertá...?), da Eduardo(Napoli milionaria), da Aldo Fabrizi (Una di quelle), da Luigi Zampa (La patente), da Vittorio De Sica (Il guappo), da Antonio Musu (Totò e Marcellino), da Paolo Heusch (Il Comandante), da Dino Risi(Operazione San Gennaro), ma anche alcuni film dignitosi di Mario Mattoli (Signori si nasce, Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi), di Sergio Corbucci (I due marescialli, Gli onorevoli), di Mauro Bolognini(Arrangiatevi!, ) di Steno (I tartassati, I due colonnelli, Totò contro i 4), di CamilloMastrocinque (Siamo uomini o caporali?, La banda degli onesti), di Domenico Paolella (Il coraggio, Destinazione Piovarolo) e così anche le farse (soprattutto la trilogia scarpettiana di Mattoli: Un turco napoletano, Miseria e nobiltà e Il medicodei pazzi) e, naturalmente, la sublime trilogia di Pasolini (Uccellacci e uccellini, La terra vista dalla luna e Che cosa sono le nuvole?), dove la recitazione di Totò assume connotazioni metafisiche e surreali.

Il film più bello, a mio modo di vedere, è Guardie e ladri, nel quale vanno a confluire, armonizzati in un equilibrio di rara bellezza, tutti i registri recitativi di Totò.

 

Mi creda, con molti cordiali saluti

 

Suo

 

Ennio Bìspuri.

 

 
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Massimo Boldi è stato intervistato in diretta radiofonica da Gianfranco Ponte e Marcello Scuderi.

Post n°222 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da tommy812007
 

“Cosa rappresenta per me Tòtò? – risponde - Per me è l’icona della comicità universale. E’ una figura insostituibile che non si può paragonare a nessuno, lui, insieme a Chaplin e Stanlio ed Olio, è uno dei grandi, quelli veri. Se mi ispiro a Totò? Si, ma è normale. Quando un’artista assimila tantissimo da un attore che ama tanto è ovvio che un po’ di conseguenza si rifà a lui senza volerlo. Ricordo con affetto i miei duetti con Teo Teocoli, siamo ancora amici così come sono amico con De Sica, siamo un gruppo di evergreen che però vogliono rimanere al loro posto. In quale film avrei voluto Totò? Eh, magari! In tutti i film! Però è ovvio che la sua grandezza in confronto alla nostra è minima, siamo proprio imparagonabili!”.

boldi

 

Risponde poi ad una domanda riguardante la critica, che ha sempre sminuito i film di Totò ricredendosi solo dopo la sua scomparsa: “La critica è sempre così, anzi in questo ultimo decennio alcuni critici hanno cominciato a criticare il film comico, parlando di storie “banali”, anche se per me non sono banali per nulla. Se c’è qualche spunto che prendo da Totò? Mi rifaccio a lui per l’improvvisazione, e cerco poco la battuta e più la gestualità”.

 
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Renzo Arbore, cantante e showman italiano da sempre appassionato di Totò.

Post n°221 pubblicato il 24 Febbraio 2012 da tommy812007
 

Renzo Arbore, cantante e showman italiano da sempre appassionato di Totò, è stato intervistato da Gianfranco Ponte, Marcello Scuderi e Toni D’Anna nel corso della trasmissione radiofonica “Il Principe della risata”, andata in onda sulle frequenze di RadioIn 102,5. Ha subito parlato dello speciale in cinque puntate che lui stesso dedicò a Totò nei primi anni ’90: “Caro Totò Ti voglio presentare è un programma che mi venne in mente di notte, non sapevo come rendere omaggio al Principe della Risata. Poi si accese una lampadina, volevo portare avanti le varie facce di Totò: quello che piaceva ai bambini, quello che piaceva ai giovani e poi via via quello che piaceva agli adulti. E’ stata un’occasione straordinaria per conoscere buona parte di coloro che lavorarono con Totò e anche la figlia Liliana. Se c’è qualcuno degli attori di oggi che può raccogliere l’eredità di Totò? Non credo, di Totò ne nasce uno ogni cento anni, così come di Gassman.

 

arbore 

 

L’umorismo del Principe della Risata non è mai stato attuale, ovvero comico ma in un periodo circoscritto, il suo umorismo è eterno e senza tempo perché portava in scena figure eterne e senza tempo, l’attualità invecchia e muore mentre Totò è senza durata. Lui ha inventato anche degli slogan modernissimi ancora oggi come “Siamo uomini o caporali” o “Ma mi faccia il piacere!”. La cosa che più mi piace di Totò? Gli occhi. Lui recita con gli occhi e quando ho fatto queste cinque puntate dovevo rivedere i filmati più volte ed ogni volta scoprivo nei suoi occhi un lampo, un’ammiccamento…  poi certo c’erano il mento e la mimica, ma secondo me gli occhi erano la cosa più importante, la sua espressività era davvero fantastica”.

 
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BUON COMPLEANNO PRINCIPE

Post n°219 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da tommy812007
 

Domani 15 febbraio per i suoi 114 anni su Radio Mia dalle 12:30 alle 13:00 e dalle 19:30 alle 20:00 andra' in onda un'antologia di sketch e canzoni di Toto' curate da me."Buon compleanno Toto'".
Palermo e provincia la frequenza e' 98.60 Mhz per chi è fuori Palermo basta cliccare sul link:

http://www.radiomia.it/player.php?action=radiomia

 

TOTO E RASCE

AUGURI TOTO'!

 
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Oggi Federico Fellini avrebbe compiuto 92 anni.

Post n°217 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da tommy812007
Foto di tommy812007

Ciao ragazzi. Oggi Federico Fellini avrebbe compiuto 92 anni.

L'articolo che segue e' tratto da "Fare un film" Einaudi, Torino 1980

Ricordate Totò? Che stupefacente, misteriosa apparizione! La prima volta che l'ho visto, moltissimi anni fa, non sapevo niente di lui, non ne avevo nemmeno sentito parlare. C'era già la guerra nell'aria e io, da incosciente, mi godevo la città che l'oscuramento, con le sue luci schermate e verniciate di blu, rendeva più suggestiva, più complice, misteriosa. Mi ero infilato in un piccolo cinema dietro la posta, dopo il film c'era l'avanspettacolo, e io ero stato risucchiato dentro, come sempre, dalla gigantografia della soubrette, una moracciona con la frangetta alla Claudette Colbert e i fianchi da mongolfiera. Mi ricordo ancora come si chiamava, poiché anche il suo nome prometteva deliri: Olimpia Cavalli! Come mi piacerebbe rivederla! Entrai che il film era appena finito, si accendevano le luci e la platea, in un marasma fumoso e vociante, si concedeva un momentino di riposo: urla, sghignazzamenti da manicomio, giaccate in faccia. Mi ero appena seduto in quella stiva di pirati pronti a tutto quando si fece sentire via via più sonora e pungente una musichetta da circo, una tarantella pazza e sinistra che percorse lo sgangherato stanzone come un irresistibile solletico. La platea si agitava tutta, allargava le cosce, sbracandosi nella posizione più comoda, con ingordigia: era scoccato il segnale che un accadimento golosamente atteso stava arrivando. Sembrava di stare in un aereo al momento del decollo sulla pista di partenza... Ma Totò non apparve sul palcoscenico che continuava a restare vuoto e deserto. Arrivò dal fondo della platea, si materializzò all'improwiso e tutte le teste si voltarono insieme come una gran ventata. In un uragano di applausi, di urla di gioia, di gratitudine, feci appena in tempo a vedere l'inquietante figuretta che avanzava rapidissima lungo il corridoio centrale della platea. Scivolava come su delle rotelline, una candela accesa in mano, il frac da becchino, e sotto l'ala della bombetta due occhi allucinati, dolcissimi, da rondone, da ectoplasma, da bambino centenario, da angelo pazzo. Mi passò vicinissimo leggero come un sogno e subito scomparve inghiottito dalle onde del pubblico che si alzava in piedi, lo acclamava, voleva toccarlo, trattenerlo. Riapparve, ormai irraggiungibile, laggiù sul palcoscenico, in una immobilità catalettica; si dondolava avanti e indietro, in silenzio, leggermente, come un missirizzi, gli occhi che giravano come le biglie della roulette. Poi, di colpo, la funebre cornacchietta soffiò sulla candela, alzò la tesa della bombetta e disse a tutti: " Buona Pasqua ". Ma non era Pasqua. Era novembre, e la sua voce era quella di un sepolto vivo che chiede aiuto. Qualche mese più tardi, rividi Totò, nell'occasione di una brevissima intervista. Facevo il giornalista, scrivevo una rubrichetta sull'avanspettacolo per " Cinemagazzino, un giornaletto tutto scritto da un sarto, si chiamava Reanda ed era tutto pieno di aghi e di fili sulla giacca. È merito di quel giornaletto se sono venuto una prima volta a Cinecittà. Dovevo intervistare Osvaldo Valenti. Ero io a proporre al direttore-sarto le interviste, proponevo sempre le attrici che mi piacevano, Leda Gloria, Elli Parvo, mi piaceva moltissimo anche Greta Gonda. Ma le interviste con le attrici le voleva fare lui, il direttore, così decisi di intervistare Totò. Era al Giulio Cesare, un localone immenso che faceva film e grandi avanspettacoli. Era domenica pomeriggio, c'era quella gran folla degli spettacoli domenicali; doveva essere l'intervallo, o forse no, non era ancora cominciato lo spettacolo, perché Totò stava vicino alla cassa, protetto da transenne per tenere lontana la gente che aspettava di entrare. Era appoggiato al marmo,,la testa un po' reclinata, come un mobile o un amorino, come se facesse parte dell'arredamento, il colletto alto, i capelli impomatati, tutto tirato a lustro fumava con un'aria da gran signore, assorto e distaccato. Andarono a dirgli che ero un giornalista. Totò mi guardò e mi fece segno con la mano di raggiungerlo. Gli dissi che volevo fargli un'intervista. Con un lieve abbassar delle ciglia mi fece capire che accosentiva, e poi disse subito con tono calmo e definitivo: " Allora scrivete questo: che a me piace la donna e il denaro. Avete capito? ", Non disse proprio donna, ma pronunciò un vocabolo napoletano che non avevo mai sentito, tenero e osceno, infantile e cabalistico, un suono di sillabe che dava benissimo l'idea di una cosa dolce, molle, umida. Mi vide perplesso: " perché, a voi non piace? " Mi guardava sospettoso e divertito. " Avete visto lo spettacolo? ", concluse con l'aria di uno zio buono che ha deciso di farti un regalo, e mi fece entrare. Scrissi l'intervista, naturalmente senza riportare quel pochissimo che mi aveva detto, inventai tutto e feci anche un piccolo disegno. Quando il giornale uscì, andai subito a portarglielo, questa volta era al Brancaccio, o forse al Principe, chissà che rivista c'era, c'era un motivo che faceva così: " A me piacciono le bionde con le ciglia volte in su ". O qualcosa del genere. Gli mostrai il giornale col mio disegnino e l'intervista. Mi guardava stupito: " Ma dawero l'avete fatto voi? ", Sembrava non crederci. Poi mi chiese se avevo visto lo spettacolo e mi mandò giù in platea a vederlo un'altra volta. Il sentimento di meraviglia che Totò comunicava era quello che da bambini si prova davanti a un evento fatato, alle incarnazioni eccezionali, agli animali fantastici; la giraffa, il pellicano, il bradipo; e c'era anche la gioia e la gratitudine di vedere I'incredibile, il prodigio, la favola, materializzati, reali, viventi, davanti a te. Quella faccia improbabile, una testa di creta caduta in terra dal trespolo e rimessa insieme frettolosamente prima che lo scultore rientri e se ne accorga; quel corpo disossato, di caucciù, da robot, da marziano, da incubo gioioso, da creatura di un'altra dimensione, quella voce fonda, lontana, disperata: tutto ciò rappresentava qualcosa di così inatteso, inaudito, imprevedibile, diverso, da contagiare repentinamente, oltre che un ammutolito stupore, una smemorante ribellione, un sentimento di libertà totale contro gli schemi, le regole, i tabù, contro tutto ciò che è legittimo, codificato dalla logica, lecito.

Come tutti i grandi clowns, Totò incarnava una contestazione totale, e la scoperta più commovente e anche confortante era riconoscere immediatamente in lui, dilatati al massimo, esemplificati in quell'aspetto di personaggio di Alice nel paese delle meraviglie, la storia e i caratteri degli italiani: la nostra fame, la nostra miseria, l'ignoranza, il qualunquismo piccolo borghese, la rassegnazione, la sfiducia, la viltà di Pulcinella. Totò matetializza con lunare esilarante eleganza l'eterna dialettica dell'abiezione e della sua negazione. Si è sempre detto, e ancora si sente dire che Totò al cinema è stato usato male, non gli sono state offerte che raramente le occasioni degne del suo eccezionale talento. Non credo che Totò avrebbe potuto essere meglio, più bravo, diverso da com'era nei film che ha fatto. Totò non poteva fare che Totò, come Pulcinella, che non poteva essere che Pulcinella, cosa altro potevi fargli fare? Il risultato di secoli di fame, di miseria, di malattie, il risultato perfetto di una lunghissima sedimentazione, una sorta di straordinaria secrezione diamantifera, una splendida stalattite, questo era Totò. Il punto d'arrivo di qualcosa che si perdeva nel tempo e che finiva in qualche modo con l'essere fuori del tempo. Intervenire su un simile prodigioso risultato, modificarlo, costringerlo a qualcosa di diverso, dargli una diversa identità, un diversa credibilità, attribuirgli una psicologia, dei sentimenti, inserirlo in una storia, sarebbe stato, oltre che insensato, deleterio, sacrilego. Miopia della critica? Ma è un po' tutta la nostra educazione, come dire occidentale che ci spinge a non accettare le cose come sono, a proiettarci in una prospettiva diversa, a sovrapporci sopra qualcosa di estraneo, di ricercato, di intellettualistico. Si perde di vista che Totò è un fatto naturale, un gatto, un pipistrello, qualcosa di compiuto in se stesso, che è come è, che non può cambiare, tutt'al più puoi fotografarlo. Nel viaggio di G. Mastorna avevo pensato a Totò, ma così com'era. C'era un ricordo di Totò e Totò appariva. Non mi sono mai venute in mente storie che richiedessero la presenza di Totò, perché Totò non aveva bisogno di storie. Cha valore poteva avere una storia per un personaggio così, che le storie ce le aveva già tutte scritte sulla faccia? Mi sarebbe piaciuto piuttosto dedicargli un piccolo saggio cinematografico, un ritratto in movimento, che rendesse conto di come era, come era fatto dentro e fuori, quale era la sua struttura ossea, quali erano gli snodamenti più sensibili, le giunture più resistenti e mobili. Avrei voluto farlo vedere in diversi atteggiamenti, in piedi, seduto, orizzontale, verticale, vestito ma anche nudo, per vederlo bene e farlo vedere, così come si fa con un documentario sulle giraffe, per esempio, o su certi pesci fosforescenti degli abissi marini. Avrebbe dovuto essere un'intervista fantastica, un tentativo di catturare il senso di quella straordinaria apparizione che era Totò.

Io l'ho incontrato poche volte, e mi affascinava, non credevo ai miei occhi quando lo vedevo da vicino. Ho avuto con lui anche una piacevolissima esperienza come regista, molti anni fa, moltissimi. Ho diretto il finale di Dov'è la libertà? di Rossellini. Roberto si era ammalato, mi pare, i produttori mi pregarono di concludere in qualche modo il film. Una sequenza minuscola, solo un paio di inquadrature: Totò che saltava in testa all'avvocato Talarico e gli mordeva l'orecchio. Tutto qua. Ma io ero ugualmente intimidito e a disagio. Come tutti,. gli dicevo: " Senta principe, potremmo fare così, ecco, principe, le viene avanti... " E allora Totò mi ha guardato con quei dolcissimi occhi da rondone e mi dice: " Voi mi potete chiamare anche Antonio ". Era un'investitura; sia pure per pochi minuti ero diventato il suo regista. Ci rivedemmo quando era già avanti negli anni e la vista gli era calata; venne una sera a cena a casa mia con Franca Faldini che gli si mise accanto per poterlo aiutare. C'erano degli altri amici. Lui se ne stava lì appollaiato come un araldico bellissimo uccello. In un momento di silenzio, mi cercò nel vuoto per capire da che parte ero, credette in qualche modo di individuarmi e con un'espressione da tucano disse all'improwiso, con quella voce rauca, profonda, sfiatata: " Siete diventato un reggistone! ". L'ultimo ricordo che ho di lui è un ricordino edificante, da libro cuore. Stavo facendo il doppiaggio di 81 /2, o forse era un altro film, era l'ora della pausa e nel giardinetto della Scalera tutti stavano seduti chi qua e chi là, a mangiare il cestino.
Vedo Donzelli, un attore napoletano che guida Totò verso il muretto dove c'è un po' di sole, lo portava per mano, un passo alla volta, come si conduce un ammalato, un cieco. Totò aveva il volto nascosto quasi completamente dietro i grandi occhiali neri che da parecchi anni ormai portava sempre. Donzelli mi si avvicina, gli chiedo come sta Totò: " Niente, non ci vede per niente, assolutamente niente ", e poi a gran voce, rivolgendosi a Totò: " Principe, lo sapete chi c'è qua? C'è il regista Fellino che vi salu- ta ". Totò solleva la testa guardando in alto verso il cielo, mi fa molte feste cercandomi le mani, scambiamo qualche parola, e poi rimango lì in silenzio a guardarlo, era più fatato che mai, impalpabile, irraggiungibile. Sorrideva con quel sorriso inerte e disarmato che hanno i ciechi.
Adesso vengono due della produzione a prenderlo uno da una parte e uno dall'altra, lo fanno camminare quasi sollevandolo come portassero un santo in processione,una reliquia. Spinto da una curiosità insieme scientifica e sentimentale entro anch'io nello studio,voglio vedere come fa a lavorare in quelle condizioni, non posso crederci. Nello studio tutto è pronto; facendogli evitare i cavi come in un labirinto lo conducono al centro del set potentemente illuminato, lo aiutano ad indossare il suo fracchettino, posa la bombetta sulla testa, ma ha ancora gli occhiali neri sugli occhi, non se li è tolti... 
Corbucci, credo proprio che fosse un film di Corbucci, gli spiega la scena. Sento che gli dice: " Fai così arriva fin la, lì ti fermi, dici la battuta, poi corri laggiù dove c'è Enzo Turco ". Enzo Turco si fa sentire: " Antò, songo accà ",facendogli con le mani un gesto che cade nel vuoto. Tutto a posto? Si accendono altre luci. Motore! Ciak! Solo a questo punto Totò si toglie gli occhiali ed è il miracolo. Il miracolo di Totò che improvvisamente ci vede, vede le cose, le persone, i segni di gesso che limitano i suoi percorsi, non due occhi ma cento, che vedono tutto perfettamente' . E salta, piroetta,corre sgusciando via in un salotto pieno di mobili, robottino fantastico che tira piatti e risponde fulmineamente alle domande di Turco, di Donzelli, di Castellani, e la gente della troupe tutta attorno, gli elettricisti sui ponti si mordono le labbra per non ridere, si nascondono la faccia tra le mani. Stop. La scena è finita, si cambia inquadratura. Nal caos che segue ogni fine ciak Totò si rimette lentamente gli occhiali e tende le braccia in attesa che qualcuno venga a prendérlo, e lo portano via infatti, piano piano facendogli fare attenzione ai cavi, alle pedanine alle gente. E tornato quella creaturina incredibile che prendeva il sole poco fa in giardino, un esserino incorporeo, un dolcissimo fantasma che ritornava nel buoi, nell'oscurità, nella solitudine.

Toto'

Disegno di F.Fellini

Toto'

Disegno di F.Fellini.

 
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Auguri di buon anno!!!!

Post n°216 pubblicato il 30 Dicembre 2011 da tommy812007
 

Vi auguro di affrontare sfide e vincerle,
di sfidare il dolore e superarlo il prima possibile,
di gioire delle cose belle e farne la vostra forza,
ma sopra ogni cosa, vi auguro un amore sincero accanto a voi
che sappia comprendervi e guardarvi negli occhi con amore
per cio’ che siete.
Che sia un Buon Anno Nuovo!

 

buon anno

 

 
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Il Principe della Risata

Post n°215 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da tommy812007
 

Ciao a tutti! Eccovi le puntate dello speciale che ho condotto, curato, scritto e diretto dagli studi di Radio In 102 Palermo (www.radioin102.it).

Ecco la prima puntata,un ringraziamento a Domenico de Fabio, curatore del sito antoniodecurtis.com, per il montaggio.


Prima puntata

(In questa puntata: Giancarlo Governi e Liliana de Curtis)

Seconda puntata

(in questa puntata sono intervenuti: Renzo Arbore, Carlo Croccolo e Liliana de Curtis)

Terza puntata

(alla terza hanno partecipato: Depsa (Salvatore de Pasquale, Massimo Boldi e Liliana de Curtis)

 

Quarta puntata

(sono intervenuti : Mario di Gilio, Liliana de Curtis ed Elena de Curtis)

 
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BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!

Post n°214 pubblicato il 15 Dicembre 2011 da tommy812007
 

CIAO A TUTTI!!!!!

VOLEVO AUGURARVI BUON NATALE E UN FELICISSIMO ANNO NUOVO! CHE IL NUOVO ANNO SIA PORTATORE DI NOVITA', SERENITA, AMORE, PACE E TANTA VOLGIA DI AMARE!

 

BUONE FESTE!!!!

 

Buon natale 

 

E come direbbe Toto':

Ed io pago!

 
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"IL PRINCIPE DELLA RISATA" SU RADIO IN 102 PALERMO

Post n°213 pubblicato il 09 Ottobre 2011 da tommy812007
 

Sono intervenuti e voglio ringraziare per la oro squisita disponibilita':

RENZO ARBORE;

Renzo Arbore


GIANCARLO GOVERNI;

Giancarlo Governi


DEPSA (SALVATORE DE PASQUALE)

Depsa

MASSIMO BOLDI;

Massimo Boldi

CARLO CROCCOLO

Carlo Croccolo

MARIO DI GILIO;

Mario di Gilio

LILIANA DE CURTIS;

Liliana de Curtis

ELENA ANTICOLI DE CURTIS.



Programma dal titolo "IL PRINCIPE DELLA RISATA", ideato, curato e condotto da Gianfranco Ponte. Con lui in studio ha coo-condotto Marcello Scuderi. Il tutto andato in diretta e poi replicato su www.radioin102.it 

 

Toto' e Faldini

 
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"Toto' gran varieta'"

Post n°212 pubblicato il 30 Agosto 2011 da tommy812007
 

Lo spettacolo "Totò , gran varieta'" è una carrellata di balli, canti e sketch che vogliono omaggiare il Principe della Risata Totò e si tiene il giorno 9 settembre alle ore 21:30 al Cineteatro Colosseum - Palermo- Via Guido Rossa, 7 (Bonagia).

Ideato e curato da Gianfranco Ponte. Con Gianfranco Ponte, Leda Scuderi, Marcello Romeo, Jenny Scuderi, Maria Carraffa. Coreografie: Mariarosa Trapani. Corpo di ballo : Mariarosa Trapani, Adele Buffa, Ivana Lo Piccolo, Giorgia Scordi, Simona Buffa. Scenografie :Gianluca Corsini.

Prezzo del biglietto 7 euro.

 

Toto' gran varieta'

 

 
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Toto' a colori, primo film italiano a colori.

Post n°211 pubblicato il 22 Luglio 2011 da tommy812007
 
Foto di tommy812007

Ciao a tutti.

Dopo un periodo di assenza sono ritornato e da oggi vi propongo i film di Toto'.

Cominciamo con il primi film italiano a colori "Toto' a Colori". Film girato nel 1952. Venne usato Toto' innanzitutto perche' era l'attore che faceva incassare piu' degli altri, e poi perche' con Toto' era successo assicurato. Durate le riprese a Toto', per le forti luci, si brucio' la parrucca e fu costretto a mettersi sotto la parrucca una borsa con del ghiaccio. Fu il film di Toto' che incasso piu' di tutti.

Da non dimenticare la scena di Pinocchio, del direttore d'orchestra.

Buona visione!!!!

 
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