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A CONCLUSIONE CI STA BENE

Post n°21 pubblicato il 05 Gennaio 2010 da occhineri2005

 
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evviva il 2010

Post n°20 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da simo003

 
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la storia di babbo natale

Post n°19 pubblicato il 21 Dicembre 2009 da simo003

 

Saltando e ballando per la gioia, proseguì  il suo viaggio.
Si trovò davanti ad un altro grande edificio e
volle entrare per vedere se ci fossero bambini.
Era un ospedale!
I ricoverati erano tutti piccolini di pochi anni.
Natale portò con sé i suoi figlioli e fece porgere da

 loro giocattoli e dolcetti.
Come era bello vedere la felicità di quei bimbi.
Natale però volle anche andare negli altri reparti.
C'erano adulti malati e tristi. Anche a loro portò doni:

 non giocattoli, ma libri, riviste, leccornie.
Tutti erano stupiti e il sorriso ritornò sui loro volti.
Cammina, cammina, anzi galoppa, galoppa,
si trovò vicino ad una casetta.

 
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BUON NATALE

Post n°18 pubblicato il 19 Dicembre 2009 da bricioletta30

 
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la leggenda della Befana e Babushka

Post n°16 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da simo003

La leggenda narra di una vecchia signora

 (la Befana in Italia e Babushka in Russia)

 che si rifiutò di uscire nella notte fredda

con i pastori per andare a far visita al

 bambino Gesù.
Al mattino, preparò un cesto di doni per

 il Bambinello e andò a far visita nella stalla,

 ma la trovò vuota.

Da quel giorno ha viaggiato per il mondo,

guardando ogni bimbo in faccia per trovare

 Gesù Bambino.
A Natale lascia doni per ciascun bimbo

 buono sempre sperando che uno di loro sia Gesù

 
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IL BASTONCINO DI ZUCCHERO

Post n°15 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da simo003

Il bastoncino di zucchero è stato a lungo un simbolo del Natale, con il suo gusto di menta.
Perché i bastoncini di zucchero sono bianchi a strisce rosse? La tradizione vuole che fossero inventati da un dolciaio che aveva intenzione di creare un dolce che ricordasse Gesù alle persone. Ecco cosa rappresenta il bastoncino di zucchero:
E' fatto di caramello solido perché Gesù è la solida roccia su cui sono costruite le nostre vite (Matt 16:18) (1Thess 5:24).
Al caramello diede la forma di una "J" per Jesus (Gesù in inglese) (Atti 4:12), mentre per altri è la forma di un bastone da pastore, perché Gesù è il nostro pastore (Giovanni 10:11).
I colori sono stati scelti anche per rappresentare l'importanza di Gesù: il bianco per la purezza e l'assenza di peccato in Gesù (Heb 4:15) , e la larga striscia rossa rappresenta il sangue di Cristo versato per i peccati del mondo (Giovanni 19:34-35). Le tre strisce rosse sottili rappresentano le strisce lasciate dalle frustate del soldato romano (Isaia 53:5).

Il sapore del bastoncino è di menta piperita che è simile all'issopo, pianta aromatica della famiglia della menta usato nel Vecchio Testamento per purificare e sacrificare. Gesù è il puro agnello di Dio venuto a sacrificarsi per i peccati del mondo.

Molte leggende narrano che l'abete è uno degli alberi dal giardino dell'Eden.
Una narra che l'abete è l'albero della Vita le cui foglie si avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù Bambino.

Un'altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell'albero del bene e del male con lui dall'Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l'abete che fu usato per l'albero di Natale e per la Santa Croce.

 

 
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la leggenda delle ghirlande

Post n°14 pubblicato il 07 Dicembre 2009 da simo003

 

Una vigilia di Natale, quando Gesù venne a benedire gli Alberi di Natale, notò che l'albero di una casa era coperto da ragnatele, tessute da strani ragni.
Quando benedisse l'albero, Gesù trasformò le ragnatele in bellissime ghirlande d'oro e d'argento.
Da allora noi le usiamo per decorare i nostri abeti a Natale.

 
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LA LEFFENDA DEL PETTIROSSO

Post n°13 pubblicato il 06 Dicembre 2009 da simo003

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme

con la Sacra famiglia.
La notte, mentre la famiglia dormiva, notò che il fuoco

si stava spegnendo.
Così volò giù verso le braci e tenne il fuoco vivo con

il movimento delle ali per tutta la notte, per tenere

 al caldo Gesù bambino.
Al mattino, era stato premiato con un bel petto rosso

brillante come simbolo del suo amore per il neonato re.

 
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la leggenda delle palline delle palline di NATALE

Post n°12 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da simo003

Un artista di strada molto povero si trova a Betlemme nei giorni seguenti alla nascita del Bambino Gesù.
Voleva andare a salutarlo ma non aveva nemmeno un dono da portargli. Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a trovare. Gli venne in mente un'idea: fece quello che gli riusciva meglio, il giocoliere, e fece ridere i piccolo bambino.
Da quel giorno per ricordarci delle risate di Gesù Bambino si appendono delle palline colorate all'albero di Natale.

 
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AUGURI

Post n°11 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da ioleevoi

 
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CORRI BABBO SI AVVICINA LA DOMENICA

Post n°10 pubblicato il 27 Novembre 2009 da simo003

 
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ALBERO DI NATALE.PREGHIERA

Post n°9 pubblicato il 27 Novembre 2009 da simo003

 


CHE
NE DICI
SIGNORE,
SE IN QUESTO
NATALE   FACCIO
UN    BELL’  ALBERO
DENTRO  IL MIO CUORE
E CI ATTACCO, INVECE  DEI
REGALI  I NOMI DI TUTTI I MIEI
AMICI .GLI AMICI LONTANI E VICINI.
GLI ANTICHI  ED I NUOVI. QUELLI  CHE
VEDO TUTTI  I GIORNI E QUELLI CHE VEDO
DI RADO. QUELLI  CHE   RICORDO  SEMPRE   E
QUELLI CHE,ALLE VOLTE RESTANO DIMENTICATI.
QUELLI COSTANTI E QUELLI INTERMITTENTI QUELLI
DELLE ORE DIFFICILI  E  QUELLI  DELLE ORE  ALLEGRE
QUELLI  CHE  , SENZA  VOLERLO   HO   FATTO   SOFFRIRE .E
QUELLI CHE , SENZA VOLERLO , MI  HANNO  FATTO SOFFRIRE.
QUELLI CHE CONOSCO PROFONDAMENTE E  QUELLI   DEI  QUALI
SOLO CONOSCO LE  APPARENZE.  QUELLI  CHE   MI   DEVONO  POCO
E  QUELLI  AI  QUALI MOLTO  DEVO . I  MIEI AMICI SEMPLICI  ED I MIEI
AMICI  IMPORTANTI  I  NOMI  DI  TUTTI  QUELLI  CHE  SONO  GIA’ PASSATI
NELLA  MIA  VITA. UN  ALBERO  CON  RADICI   MOLTO  PROFONDE ,  PERCHE’
I LORO NOMI  NON ESCANO MAI  DAL  MIO  CUORE.  DAI  RAMI MOLTO GRANDI
PERCHE’  I  NUOVI  NOMI 
VENUTI     DA    TUTTO   IL
MONDO    SI     UNISCANO
AI   GIA’   ESISTENTI  CON
UN ’OMBRA MOLTO GRA-
DEVOLE      PERCHE’     LA
NOSTRA    AMICIZIA   SIA
UN   MOMENTO  DI  VERO
RIPOSO     DURANTE      LE
LOTTE      DELLA       VITA.

a

 
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IL BACIO SOTTO AL VISCHIO

Post n°8 pubblicato il 25 Novembre 2009 da simo003

L’usanza di appendere un ramo di vischio

all’uscio di casa nasce nel Nord Europa,

dove il vischio era ritenuto di buon auspicio

 oltre che terapeutico.

Ramo di Vischio

Nella mitologia scandinava, il vischio è anche

la pianta sacra di Frigg, dea dell’amore:

 dopo che suo figlio Balder venne ucciso da

una freccia di vischio, Frigg cominciò

a piangere sul suo corpo, e mentre le sue

 lacrime si trasformavano nelle perle bianche 4

del vischio, Balder tornò in vità; per la felicità,

Frigg cominciò a baciare chiunque passasse

 sotto l’albero sul quale cresce il vischio

(di solito pioppi, olmi e tigli), facendo

 sì che non potesse capitare mai nulla

di male a tutti coloro che si fossero dati

un bacio sotto un ramoscello di vischio.

 
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CANZONCINA POPOLARE

Post n°7 pubblicato il 24 Novembre 2009 da occhidigatta1946

La notte di Natale è nato un bel bambino 
bello, biondo e tutto ricciolino.
Maria lavava, 
Giuseppe stendeva 
suo figlio piangeva pel freddo che aveva. 
Sta' zitto, mio figlio, 
ché adesso ti piglio, 
pane non ho ma latte ti do. 
La neve sui monti cadeva dal cielo, 
Maria col suo velo copriva Gesù,
Maria col suo velo copriva Gesù.

 
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LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE

Post n°6 pubblicato il 24 Novembre 2009 da ioleevoi

Tanto, tanto tempo fa nel cielo splendevano delle stelle luminose e bellissime. Solamente una era piccinina e timida e la sua tenera e fioca luce si intravedeva appena!! Le altre stelle la canzonavano e la prendevano in giro dicendo: "Ah, tu sei una minuscola stella e di sicuro in terra nessuno ti vede; ben presto una folata di vento spegnerà Ia tua debole luce e tu non esisterai più per nessuno ". Invece tutti i bambini, sulla terra, ammiravano quella stellina che era la loro preferita e che metteva nel loro cuoricino tanto calore e tanto amore. Anche il vento, quando le era accanto, soffiava adagio per paura di spegnerla e le altre stelle gelose e superbe si arrabbiavano. Decisero di farle un sacco di dispetti e la poveretta, stanca e triste, abbandonò il cielo e scese sulla terra. Ad un certo punto dalla finestra di una capanna misera e spoglia scorse un vecchietto, che aveva molto fred-do e era ammalato. La stellina, senza farsi notare, passò dal buco della serratura, si avvicinò lentamente all'anziano e si accoccolò ai piedi del suo letto. Subito egli si sentì invadere da un calore che gli saliva dalle estremità fino alla testa. Il suo viso pallido e scarno prese colore ed alla stellina parve che, nella penombra. sorridesse. Se ne andò via senza farsi vedere e riprese il suo cammino. D'improvviso sentì un bambino che si lamentava e si rigirava nel letto, non riusciva ad addormentarsi, perché nel buio la sua fantasia si scontrava con fantasmi ed assassini. La stellina si appoggiò delicatamente sul comodino ed il bambino appena la vide non ebbe più paura: essa brillava allegramente ed egli si sentì felice e tranquillo. I suoi occhietti si fecero sempre più pesanti e Si addormentò profondamente sognando cose liete e divertenti. La stellina usci in punta di piedi decisa a proseguire il suo cammino senza fermarsi più per nessuno, ma era troppo buona e quando sentì i lamenti di una donna non poté fare a meno di avvicinarsi per consolarla. Era una vecchia vedova alla quale era morto il marito, chiusa nel suo dolore, non faceva che piangere e scrivere poesie tristissime che spezzavano il cuore. Pensava che Dio, permettendo un dolore così, fosse crudele e cattivo. La stellina le si mise accanto e con tutto il suo splendore e la sua vitalità le fece capire che aveva sbagliato: con tutta Ia sua luminosità fece trasparire gli aspetti positivi della vita e la vedova, pentita, si sentì leggera come se quell'essere minuscolo le avesse tolto un peso enorme che le impediva di amare: pianse di felicità. La stellina si sentì commossa ed orgogliosa, ma non si vantava affatto e molto dignitosamente se ne andò. Era un p0' malinconica perché avrebbe dovuto tornare in cielo. Cercava di non ascoltare le altre stelle e di amarle ugualmente anche se la deridevano. Si lasciò andare alto sconforto e pianse un po': le sue lacrime dorate cadevano al suolo con un leggero tintinnio. In quello stesso istante un bagliore fortissimo ed immenso la travolse e sentì una voce rimbombante intorno: quella di Dio: "Stellina ti voglio premiare per la tua bontà e per il tuo coraggio, fra tutte sarai la stella più bella e domani guiderai i Re Magi e veglierai sulla capanna quando nascerà Gesu". Gli angeli cantarono dolcemente e la stella Si trasformò in una enorme e lucente palla di fuoco con una coda maestosa: la stella cometa

 
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Post n°5 pubblicato il 24 Novembre 2009 da simo003

 

Babbo Natale quest'anno verrà
e nel suo pacco che ci sarà?
Treni blu, bambole grandi,
macchine rosse e telefoni gialli
e pennarelli di tutti i colori
per fare un fiore nel cielo là fuori.
E adesso è ora di andare a letto
e mentre dormo tu scendi dal tetto
per lasciare i tuoi doni
a tutti i bimbi buoni.

 
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IL DOLCE DI NATALE

Post n°4 pubblicato il 24 Novembre 2009 da simo003

 
Il dolce di Natale
 
Il dolce di Natale più buono che ci sia
si prepara in famiglia, in pace e così sia!
Si prende una misura ben colma di pazienza;
di gentilezza un pugno, molta condiscendenza;
si aggiungono all'insieme comprensione e buon cuore,
si unisce un grosso pizzico di dolcissimo amore;
astuzia e tenerezza non possono mancare,
danno un tocco squisito, molto particolare.
E infine l'allegria in grande quantità:
si cuoce lentamente, una vera bontà.
 

 
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LE CIARAMELLE

Post n°3 pubblicato il 24 Novembre 2009 da occhineri2005

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.
Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

 
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poesia di M.LODI

Post n°2 pubblicato il 23 Novembre 2009 da simo003

Lettera a Gesù

M. Lodi

 

Caro Gesù,

 

dà la salute a Mamma e Papà

un pò di soldi ai poverelli,

porta la pace a tutta la terra,

una casetta a chi non ce l'ha

e ai cattivi un pò di bontà.

E se per me niente ci resta

sarà lo stesso una bella festa.

 

 
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iniziamo cosi'

Post n°1 pubblicato il 23 Novembre 2009 da simo003

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

 
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