Creato da swala_simba il 20/09/2008

nel tempo...

E sarà sempre un nuovo gioco per tenere acceso il fuoco nel lungo tempo da venire, piccole pietre da trasportare e da seguire per ritornare.. (finardi)

 

 

come un miraggio...

Post n°1072 pubblicato il 31 Marzo 2015 da swala_simba
 

 

 

 

 

 

all’ultimo minuto ho preso un libro e l’ho infilato nello

zaino…

 

uno di quei gesti automatici che fai da sempre, a volte

- come questa  - di corsa, senza scegliere, ma con lo

sguardo preso dal viso del poeta.

 

 

 

 

 

 

e poi ti lasci avvolgere dal mistero dell’opera d’arte che o ti porta in un altrove o ti

accompagna nei tuoi spazi e nei tuoi quotidiani momenti…

scompare l’alterità e ti fondi  in quel mondo poetico che appare anche più vero  di quello

che vedi

 

e i tuoi pensieri si colorano ed entri in "quella zona in cui non siamo mai stati ma che ci

sembra di conoscere da sempre, quasi fosse un intero paese straniero perduto ed ogni

tanto riconquistato" 

 


Lo specchio curvo

I

Guardali laggiù, a quell’incrocio,

sembrano esitare e poi ripartono.

Il bambino corre davanti, hanno raccolto

in grandi fasci per i pochi vasi

i fiori di campo che non hanno nome.


E l’angelo è sopra che li osserva

avvolto nel vento dei suoi colori.

Un braccio è nudo nella stoffa rossa,

sembra che regga uno specchio e che la terra

si rifletta nell’acqua di quest’altra riva.


Cosa mostra adesso con il dito

che indica un punto nell’immagine?

E’ un’altra casa o un altro mondo,

è forse una porta nella luce

confusa qui di cose e di segni?

II

Rientrano tardi, gli piace così. Non distinguono

nemmeno il sentiero tra le pietre

dove sorge ancora un’ombra di ocra rossa.

Ma vanno avanti, comunque. Vicino alla soglia

l’erba è facile e niente è la morte.


Eccoli ora sotto le volte.

E’ buio nel fruscìo delle foglie secche,

le muove sulle lastre

il vento che non sa, di sala in sala,

ciò che ha nome e ciò che è solo cosa.


Ma vanno. Laggiù tra le rovine

è il paese delle rive calme,

dei sentieri fermi. Nelle stanze

metteranno i fiori, vicino allo specchio

che forse consuma e forse salva.


I. Bonnefoy,  da Ce qui fut sans lumière

 

e ho sentito che mi accompagnava lungo la via....

 

 

 
 
 
Successivi »