Community
 
smeraldoeneve
   
 
Creato da smeraldoeneve il 25/09/2010

smeraldoeneve

smeraldoeneve

 

« 1o giugno 1940Così terminò la mia prim... »

Assietta

Post n°64 pubblicato il 10 Maggio 2012 da smeraldoeneve

Al rientro in caserma, una sorpresa, il giorno dopo sette di noi sarebbero partiti con sei auto carrette OM/33 destinazione: Quartier Generale Divisione "Assietta" al confine con la Francia. Con l'incoscienza della gioventù partimmo allegri e spensierati, non potevamo immaginare che cosa ci aspettava.
Il viaggio da Alessandria ad Ulzio, in ferrovia, fu un'avventura.
Gli automezzi erano stati caricati su carri scoperti e noi con essi, seduti al volante sembrava di viaggiare senza dover guidare.
Fino a Torino, tutto bene. Sosta tutta la notte su di un binario, dove ad una certa ora una locomotiva in manovra ci venne contro. A causa del buio, erano in atto le prove di oscuramento, il macchinista non ci aveva visto, l'urto violento per poco non ci sbalzò fuori dagli automezzi ai quali ci eravamo disperatamente aggrappati. Nessun danno e per fortuna, nessun ferito. Ritornata la calma ci stendemmo sotto la tenda nel piccolo cassone e ci mettemmo a dormire.
Al mattino ci dissero che saremmo ripartiti al pomeriggio perciò, considerando che avevamo qualche ora a disposizione, uno restò con gli automezzi, noi ci avviammo verso le prime case vicino alla ferrovia. Con gli ultimi soldi che avevamo, acquistammo pane e mortadella, la razione di viaggio, una pagnotta ed una scatoletta di carne, era già finita la sera prima e l'appetito non aspettava che fossimo arrivati a destinazione per farsi sentire.
Una signora, dalla finestra del suo appartamento, ci chiese dove eravamo diretti, quando lo seppe, ci disse di attendere e intanto ci mandò la sua bambina con un sacchetto di ciliege. Commossi, la ringraziammo e la salutammo, non ho mai dimenticato il gesto di quella mamma.
Ritornati al posto dove avevamo lasciato gli automezzi, non li trovammo più, erano partiti in anticipo! Uno di noi si ricordò che sul carro c'era scritto "Destinazione Pinerolo", di corsa allora salimmo sul primo treno diretto costà, ma una volta giunti, non trovammo traccia né del compagno, né delle auto carrette. Eravamo stati sviati da quel cartello sul carro. Al mattino seguente con il primo treno, via a Torino, senza biglietto. Il controllore ci prese i nomi.
A Torino, qualche santo ci assisteva, riuscimmo a salire proprio su di un treno in partenza per Ulzio. Durante il viaggio, altra discussione con lo stesso controllore del tratto precedente. Oramai eravamo saliti e nonostante che costui volesse farci scendere alla prima stazione, proseguimmo fino alla, finalmente, giusta destinazione, appena in tempo per scaricare le auto torrette e sorbirci rimbrotti e minacce di una serie di punizioni dal nostro furibondo e spaventatissimo sottotenente, al suo primo comando.
In colonna, sotto una pioggia battente, mogi mogi, a bordo dei nostri automezzi, lasciammo la cittadina. Rimbombavano i motori lungo la strada ed i poveri nostri stomaci, per la fame arretrata, facevano l'accompagnamento con un brontolio di protesta.
Lungo la strada per Cesana Torinese, durante una sosta, feci una manovra in retromarcia, la leva si bloccò e non fui capace di disinnestarla. Sfortuna volle che non avessimo ne un cavo, ne una corda per potermi rimorchiare, cosicché, i miei compagni proseguirono ed io rimasi solo ad aspettare che qualcuno venisse a recuperarmi.
Calò la sera, smise di piovere e un cupo silenzio dominò la valle. A quel punto mi venne l'idea di proseguire da solo. Bloccai, per prima la frizione, legandola con un filo di ferro, misi in moto il motore e lasciai sollevare lentamente il pedale, dopo averlo sbloccato. L'auto carretta si mosse ed io con un po' di acrobazie saltai su, mi sedetti sul volante e guidando così in retromarcia arrivai finalmente a destinazione. E bene fu! Se non fossi arrivato da solo, sarei rimasto tutta la notte sulla strada. Al comando non sapevano ancora come andare a prendermi, non avevano ancora trovato né un cavo, né una fune. Il nostro sottotenente mi venne vicino e con un sorriso mi disse sottovoce: meno male che ce l'hai fatta da solo. Da quel giorno diventammo amici.

Ciao da Nonno Libero :)

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

AREA PERSONALE

 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 2
 

ULTIME VISITE AL BLOG

sidopaulmaniago1lorddesideriosmeraldoenevelussertVentoDelNord_69sineapsicologiaforensela_medusa_artADG_VIDEOGRAPHICS_HDmarino.l54unamamma1iltuonoilgrilloChiaraCast
 

CHI PUŅ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore puņ pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom