Creato da smeraldoeneve il 25/09/2010

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E' simpatica?

Post n°108 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da smeraldoeneve
 

Mi hanno regalato una gattina Thai. E’ simpaticissima e molto intelligente. Il suo nome è Bimba. Ogni volta che pronuncio questo nome lei arriva di corsa.

 
 
 

Sono la tua compagna

Post n°107 pubblicato il 07 Luglio 2014 da smeraldoeneve
 

Giorgio Faletti

Testo Compagna Di Viaggio

Sono seduta accanto a te 

Anche se adesso non mi vedi 

Con il mio sguardo che non c'è 

Osservo il gioco dei pedali sotto i piedi 

E sono fatta d'aria 

La stessa aria che ancora respiri leggera 

E sono accanto a te, con te 

Son la tua passeggera 

 

Io sto viaggiando accanto a te 

Qualunque cosa io ti dica 

Con la mia voce che non c'è 

Sono la tua migliore amica 

 

E sono fatta d'aria 

La stessa aria che muove la nebbia in brughiera 

E sono accanto a te, con te 

Son la tua passeggera 

 

Quante lune sui campi 

Quanti inverni ed estati 

Quante lucciole accese 

Quanti nomi scordati 

Quanto sole sul mare 

Quante estati ed inverni 

Da riempirsene gli occhi 

Da riempirci i quaderni 

Quante cose saranno 

E quante cose son state 

E non sono bastate, e non sono bastate 

E non sono bastate 

 

Sto camminando accanto a te 

E sono dentro al tuo pensiero 

Per quanta strada adesso c'è 

Può camminarci il mondo intero 

E sono fatta d'aria 

La stessa aria che muta un bisbiglio in preghiera 

E sono accanto a te, con te 

Son la tua passeggera 

E sono accanto a te, per te

 
 
 

Minchia Signor Tenente.

Post n°106 pubblicato il 07 Luglio 2014 da smeraldoeneve

Giorgio Faletti - Signor Tenente (Sanremo 1994).

Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è

Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole

Forse cent'anni o duecento è un attimo che va

Fosse di un attimo appena

Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole

Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove

Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale

Ed in costante contatto radio

Abbiamo preso la provinciale

Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera

Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era

E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà

A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età

E preso uno senza patente

Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava

La provinciale sembrava un forno

C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo

Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio

Di quei ragazzi morti ammazzati

Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone

Che han fatto a pezzi con l'esplosivo

Che se non serve per cose buone

Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente

Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise

Che tante volte ci vanno strette

Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette

E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese

Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese

E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù

E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più

Di quel che prende la brava gente

Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante

Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante

La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto

Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti

Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso

Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso

E scusi tanto se non è niente

Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni

Credo che proprio non mi dà torto

Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto

E glielo dico sinceramente

Minchia signor tenente

Canzone seconda classificata al 44° Festival della Canzone Italiana, Sanremo 1994.

 

 


 
 
 

Ricordando Giorgio Faletti

Post n°105 pubblicato il 07 Luglio 2014 da smeraldoeneve

L'Assurdo Mestiere (Lyrics)

Ci metterò la mani e un genio da inventore
Ci metterò un dolore che so io
Ci metterò l'asfalto e il sogno di un attore
Che appoggia il manoscritto sul leggio
E tirerò il cemento come un muratore sa non è possibile
E tesserò una tela che sarà una vela grande e irrestringibile
E tergerò la fronte con la mano aperta per il gran sudore
E accorderò strumenti con il tocco esperto che ha un suonatore
Mi metterò seduto li a impagliare sedie per sedermi insieme
Mi stupirò di non averlo fatto mai e di averlo fatto bene
Perché c'è sangue, c'è fatica, c'è la vita
Anche se a volte ci si spezza il cuore
In questa assurda specie di mestiere
Benedetto tu sia per quel ciuffo di pelo nero
Che se l'hai fatto tu non è cosa brutta davvero
E per le storie eterne dei cartoni animati
Per quei pazzi o quei saggi che li han disegnati
E per quel che si mangia si respira e si beve
Per il disegno allegro della pipì sulla neve
E per le cose tonde e per le cose quadre
Per le carezze di mio padre e di mia madre
Per il futuro da leggere invano girando i tarocchi
Per le linee della mano diventate rughe sotto gli occhi
Perché tutto è sbagliato ed è così perfetto
Per ciò che vinco e ciò che perdo se scommetto
Tu sia benedetto
Benedetto tu sia
Per avermi fatto e messo al mondo
E per quel che ho detto prima ti perdono
Di non avermi fatto alto e biondo
Ma così stupido e così vero
Con l'eterna paura dell'uomo nero
E del viso bianco come calce
Di quella sua signora con la falce
Che come tutti prima o poi mi aspetto
E per cui altri ti han benedetto
Ma io no
Mi dispiace ma sono solo un uomo e non ne son capace
Ma c'è una cosa che ti chiedo ed è un favore
In cambio del bisogno del dottore
Mentre decidi ogni premio e ogni castigo
Mentre decidi se son buono o son cattivo
Fa che la morte mi trovi vivo
E se questo avverrà io ti prometto
Che mille e mille volte ti avrò benedetto
E se per caso non ci sei come non detto
E avrò davanti agli occhi la mia mano aperta per il troppo sole
E andrò verso la notte con il passo calmo del seminatore
Aspetterò seduto lì per dare un nome all'ombra di qualcuno
Che per un poco sembrerà sia tutti e non sarà nessuno
Perché c'è sangue, c'è fatica, c'è la vita
Anche se a volte ci si spezza il cuore
In questa assurda specie di mestiere
Che è l'amore.


 
 
 

0 Recensione: X-Ray Life – X-Ray Life (2013)

Post n°104 pubblicato il 04 Luglio 2014 da smeraldoeneve

Una nuova recensione del Sagana, come sempre qui a portarvi i migliori prodotti del panorama underground vicino e lontano! Oggi ascolteremo assieme il primo disco -omonimo- del gruppo veneziano X-Ray Life.

 

La band

Gli X-Ray Life si formano nel tardo 2011 a Venezia ove la band inizia a partecipare a contest ed esibirsi in live con le prime canzoni. Dopo essersi fatti notare grazie al singolo “Coma Like a Dream” comparso in alcune compilation, vengono annessi all’etichetta Atomic Stuff Records con cui nel concludere del 2012 pubblicheranno il primo disco omonimo. Nel 2013 Alberto Biason si sostituisce a Corrado Ricucci come lead guitar e nel dicembre dello stesso anno esce un ep autoprodotto “Skinned Songs… Naked Sound” che contiene la rielaborazione acustica di alcuni brani del primo disco.

L’album

La prima cosa che ho notato, durante i primi ascolti di questo lp è che X-Ray Life è un disco molto omogeneo. Nonostante le molteplici influenze presenti e la capacità di spaziare tra sonorità Grunge, hard rock e punk, il disco dimostra di esistere in una sua dimensione, che rappresenta il punto di arrivo nel percorso musicale della band. Detto questo, iniziamo l’analisi del disco: Machine Gun Kelly da inizio all’ascolto, e di tutte le canzoni presenti nel disco, è probabilmente la più anonima, seguono Everyone is a Star, Coma Like a Dream e Hey tre pezzi al fulmicotone che ricordano alcuni dei pezzi più riusciti dei Motley Crue, quanto dei Velvet Revolver, Lay on you e Sad sono i punti più alti del disco, nonostante la forse eccessiva ripetitività del ritornello nella prima, e sono anche le canzoni più vicine allo stile grunge di Nirvana e SoundGarden. Devil On Earth e 665 Inside sono altri due pezzi in pieno stampo hard rock Californiano, e a chiudere il disco ci sono Suzie Q (cover dei Creedence Clearwater Revival), Charlie The Shepherd e The Last Song, che sono probabilmente le tre canzoni più personali e che più racchiudono lo stile poliedrico della band.

Conclusioni

Nel panorama musicale underground non è inconsueto trovare gruppi validi, ma penalizzati da una produzione poco attenta o casalinga, nel caso di X-Ray Life sia come registrazione, che mixing, ci troviamo davanti ad un prodotto quasi professionale, con qualche lieve calo in alcuni brani. In questo caso non sono nè la produzione, nè la tecnica ad abbassare il livello qualitativo, ma bensì la scarsa originalità e le molteplici influenze di gruppi più famosi. La band dimostra certamente delle potenzialità, che osando un po’ di più avrebberò di certo alzato la qualità di questo disco, già di per se, assai valido.

 http://cultounderground.altervista.org/recensione-x-ray-life-x-ray-life-2013/#more-987

 
 
 
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