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Creato da: CAIOGIULIVO il 21/02/2008
aperto a tutti per i commenti politici sul futuro della politica in Italia e nelle realtà locali del comprensorio vesuviano
NOVITà
Post n°963 pubblicato il 13 Dicembre 2010 da CAIOGIULIVO
Non inceneriamo la RACCOLTA DIFFERENZIATA: a Battipaglia la fabbrica che ricava oro dalla spazzatura. Post n°1228 pubblicato il 10 Dicembre 2010 da joiyce A Battipaglia i rifiuti diventano oro. Diventano plastica di vario tipo, diventano reti per letti in legno, ma anche alluminio, carta che viene esportata in Cina e tanto altro ancora. Da una tonnellata di rifiuti secchi (senza la frazione umida) si recupera fino al 90% dei materiali. Rimane un mucchietto di terriccio scuro che viene imballato in ecoballe doc. Le vere ecoballe da destinare agli impianti di termovalorizzazione. Con un particolare inquietante: le ecoballe «vere» che escono da quest’impianto di trattamento dei rifiuti non vengono accettate dai Cdr (che sono quegli impianti che spesso producono ecoballe non a norma). È la storia all’italiana che racconta Antonio Nappi che con la moglie Angela Bianco ha creato una fabbrica che più ecologica non si può. All’italiana perchè nasce dall’inventiva e dal coraggio di un piccolo imprenditore che come tutti gli imprenditori italiani che hanno la stoffa è riuscito a far fruttare - letteralmente in questo caso — finanche l’immondizia, gli scarti della società dei consumi. I filosofi della modernità si chiedono come risolvere le contraddizioni di una società sprecona e incapace di fare i conti finanche con le proprie scorie, a Battipaglia troverebbero materiale per le loro riflessioni. «Quando vedo i mucchi di immondizia a Napoli posso dire ad occhio quanto ci si può ricavare: milioni di euro se riciclata, un affare anche per la salute dei cittadini; altro che bruciare tutto: meglio dividere, separare, stoccare, rilavorare. Questa è la mia missione».«Qui ricicliamo tutto: vetro e legno, sacchetti in plastica e carta di giornale - dice Nappi - basta che ci portiate la frazione secca e noi procediamo alla valorizzazione di ogni materiale». C'è da chiedersi perchè ciò non avviene negli impianti pubblici e invece di pensare a bruciare tutto, catarticamente, nei termovalorizzatori, non si sia pensato ecologicamente a valorizzare i rifiuti selezionando gli scarti. Un lavoro attento, quasi artigianale, che parte dal contenuto delle buste «multimateriale» che i comuni, praticamente tutti quelli della zona sud della provincia, compresa Salerno, inviano all’impianto di Battipaglia attraverso i consorzi di smaltimento. Ogni cumulo depositato nel piazzale (in una situazione che ha dello stupefacente: niente odori, niente liquami, finanche un parco-zoo con animali esotici custoditi in una pineta) vengono attentamente vagliati da un centinaio di operai. Lunghi nastri trasportatori indirizzano i diversi materiali su autostrade che si diramano in più svincoli. L’uscita «carta», quella «alluminio», e così via. Elettrocalamite tirano via i metalli nobili, acciaio e alluminio, separano la banda stagnata dagli altri scatolami. Polipropilene e polietilene vengono distinti da occhi esperti e mani veloci e vanno a formare balle coerenti. Alla fine del processo rimane davvero poco o niente, il vero Cdr, il combustibile da rifiuto che può essere sversato - questo sì - in un termovalorizzatore. Ma è ben poca cosa, un dieci-venti per cento del totale, roba che fa il solletico all’impianto di Acerra. «A questo punto non servirebbero tanti impianti di termovalorizzazione in Campania - dice Nappi - se ci fossero altri stabilimenticome il mio potremmo smaltire in pochi giorni l’immondizia che si deposita ogni giorno lungo le strade di Napoli». In tre anni di attività sono entrati in azienda 75 milioni di chili di rifiuti. «Insomma abbiamo lavorato ciò che corrisponde a tre emergenze rifiuti», dice Nappi. E si tratta di ricchezza per le casse comunali. Ai comuni che sversano a Battipaglia ritornano 80 euro a tonnellata per la banda stagnata, 500 euro per tonnellata di alluminio, 50 euro a tonnellata per la carta, 325 euro a tonnellata per la plastica (80 euro vanno all'impianto di Battipaglia). «I nostri sindaci clienti finiscono subito in vetta alle classifiche di Legambiente; i comuni ricicloni come Atena Lucana e Bellizzi sversano qui». dice Nappi. E Salerno? «Ora ha cominciato sul serio a fare differenziata e finalmente finirà in classifica».Ascoltate l'esperto PALLANTE co ha da dire in merito agli inceneritori:
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per te un mega salutissimo.............iper.....
sorrisi Inviato da: CAIOGIULIVO il 17/05/2012 alle 20:04 Inviato da: lightdew il 17/05/2012 alle 08:39 Inviato da: CAIOGIULIVO il 07/05/2012 alle 21:02 Inviato da: STREGAPORFIDIA il 07/05/2012 alle 12:30 Inviato da: lightdew il 07/05/2012 alle 09:28 Chi può scrivere sul blog
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Inviato da: CAIOGIULIVO
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