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Tratalias – Ragnatela Pentagonale

Post n°8443 pubblicato il 23 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Quelli delle pintadere sarebbero dunque disegni che rimandano all'astronomia, ai riti sacri, tutti simboli che ricorro nel mandala, in cui rimandano alla radice della creazione.

 

L'insieme delle incisioni delle pintadere nuragiche a forma di "V" riproducono una sorta di ragnatela di forma pentagonale, nei mandala:

  • la ragnatela spesso indica l'impegno a costruire se stessi, il proprio destino; nello stesso tempo la capacità di distruggere, l'alternanza delle forze generatrici e distruttrici dell'universo da cui dipende la stabilita' e l'equilibrio dell'intero cosmo.
  • il pentagono è connesso con il numero cinque che, nella cultura occidentale rappresenta la totalità naturale; è il numero che aggiunge la spiritualità ai 4 elementi di cui è fatta la materia, ricollegabile alla coscienza dell'uomo di essere elemento positivo e portante dell'universo.

 

Acquisiti questi significati astronomici, quale è allora l'altra funzione, compatibile con la marcatura di buoni auspici., svolta in epoca nuragica dalla pintadera?

 

 
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Tratalias – Sole e Luna

Post n°8442 pubblicato il 23 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Nella cultura nuragica, come in molte altre culture primitive, il Sole e la Luna, sono considerati sacri, venerati come divinità:

  • il Sole è simbolo di forza generatrice;
  • la Luna, il principio femminile per antonomasia, ha fin dalle origini un valore equivalente ed equilibrante rispetto al Sole, ne limita la potenza distruttrice, ne assorbe gli eccessi.

 

Una visione del mondo animista e panteistica, una necessità storica perché con i loro cicli indicano l'alternarsi delle stagioni:

  • delle belle giornate e delle piogge, della neve e della siccità;
  • della semina e del raccolto, della vita e della morte.

 

Le antiche religioni nuragiche trovano una propria declinazione nella simbologia mandalica e nell'artigianato che riporta antiche forme e significati arcani nella quotidianità.

 

Per questo motivo le forme delle diverse pintaderas nuragiche sarebbero iconografiche:

  • il foro centrale indicherebbe le pintadere "solari", perché rappresenta il Sole, la divinità che occupa il posto centrale;

  • esistono poi le pintadere "lunari", distinguibili dalle prime perché prive del foro centrale.

 

 
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Tratalias – Pintadera Nuragica

Post n°8441 pubblicato il 22 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Eppure la pintadera, oltre che per "pintare" il pane, potrebbe essere servita in epoca nuragica per un'altra funzione, più che contrapposta compatibile con la marcatura di buoni auspici.

 

Lo sostiene nel 2006 un ingegnere abruzzese, Nicolino De Pasquale (1949), professore di matematica tra istituto tecnico e università, che nel 2000, praticamente per caso, ha scoperto il sistema di numerazione su base 40 adottato dagli Inca ed il funzionamento di una sorta di abaco da essi utilizzato, la Yupana.

Condivide la tesi di de Pasquale lo scrittore sardo, Leonardo Melis (1949).

 

Per ora le loro sono solo supposizioni, affascinanti, ancora prive di riscontri obiettivi.

 

Per individuarla bisogna osservare bene le pintadere sarde, "quasi" tutte:

  • in terracotta;
  • spesso con un foro centrale, altre volte senza;
  • ripartire in più settori, solitamente 5;
  • spesso decorate con segni a forma di V a formare una sorta di ragnatela;
  • spesso con altri fori disseminati per il disco come motivo decorativo.

 

I dischi di terracotta con incisioni geometriche richiamano le immagini mandaliche delle culture buddiste e induiste, i simboli classici dell'astrologia e della mitologia sacra rappresentazioni del cosmo.

 

Questo indica che le pintadere potrebbero avere avuto un'altra funzione, oltre a quella ben testimoniata di "pintare" il pane.

 

 
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Tratalias – Pintare

Post n°8440 pubblicato il 22 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Pane e dolci sono "pintati", ieri come oggi, per raccontare antichissimi significati:

  • fertilità,
  • benevolenza,
  • fortuna.

 

Significati custoditi in semplici simboli grafici:

  • cerchi,
  • spirali,
  • fori,
  • motivi a forma di "V";
  • motivi a "Zig Zag", una sorta di successione di lettere "Z" legate l'una all'altra.

 

Simboli grafici riprodotti sulla superficie della pintadera, che la rendono:

  • uno stampo, un timbro,
  • strumento per decorare pane e dolci imprimendo su di essi questi simboli.

 

"Pintare" dunque per marchiare!

 

 
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Tratalias - Pintadera

Post n°8439 pubblicato il 22 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

La pintadera è un oggetto tipico di diverse culture preistoriche, fin dal Neolitico, nell'area mediterranea e dei balcani, tra cui la civiltà nuragica sarda.

 

La pintadera si presenta come una sorta di piatto:

  • in ceramica o terracotta,
  • uno spesso (1 cm) disco  di forma circolare,di diamtro tra i 6 ed i 18 centimetri;
  • caratterizzato da un disegno geometrico.

 

A che serve la pintadera?

Facile rispondere quanto ovvio: la pintadera serve per "pintare"!

 

"Pintare" era un volta una pratica molto in voga tra le famiglie notabili nella Sardegna medievale, per cui si "pintava":

  • il pane, soprattutto;
  • ma anche i tessuti;
  • perfino il corpo.

 

Anche oggi quest'oggetto tanto antico, oltre che essere divenuto dal 1986 il marchio del Banco di Sardegna, è ancora presente in qualche cucina, sempre utile per lo stesso scopo, "pintare":

  • ormai soprattutto i dolci, così d'arricchirli di buoni auspici.

 

Cosa comprensibile, visto che la tradizione prevede il rituale confezionamento di dolci per scandire il correre della vita, per celebrare:

  • nascite e morti,
  • fidanzamenti e matrimoni,
  • il trascorrere delle stagioni.

 

Pintare?

 

 
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Tratalias – Borgo Turistico

Post n°8438 pubblicato il 21 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Solo verso il 2010 le costruzioni del vecchio paese sono recuperate, cosa che mi toglie parte del fascino delle prime visite, per poter essere valorizzate e fruite a scopi turistici.

 

Per questo l'ultima volta che ci sono passato, nel 2012, invece di quella strana sospensione temporale che vi ho sempre provato, ho trovato "vita":

  • ho conosciuto Carlo innanzitutto;
  • ho visitato qualche bottega artigiana;
  • sono entrato, non più come esploratore ma come turista, un'antica dimora riaperta, arredata con gli utensili e il mobilio tipico dei primi nel '900, una sorta di museo delle tradizioni popolari;
  • mi sono imbattuto nell'associazione culturale Gardia Sulcitana, il cui scopo è lo studio, la divulgazione, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico del territorio di Tratalias e del Sulcis;
  • ho perfino mangiato in un ristorante e scoperto la possibilità di affittare una stanza, prima o poi, ripassando da qui ci passerò una notte.

 

Carlo, simpatico, di una decina d'anni più grande di me, è stato prodigo di informazioni mi ha raccontato della pintadera, come quella effigiata sugli orecchini che gli ho comprato, qualcosa che ancora non sapevo.

 

 

 
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Tratalias – Borgo Intrigante

Post n°8437 pubblicato il 21 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Arrivo per la prima volta a Tratalias nel 1981.

 

Il Borgo m'intriga per le affascinati stradine che si diradano dall'ex cattedrale, individuo facilmente una suddivisione dell'abitato in base ai ceti sociali che lo hanno abitato:

  • nelle immediate vicinanze della cattedrale si trovano gli edifici delle famiglie benestanti, commercianti o proprietari terrieri, solitamente su due piani, con ampie finestre ornate da balconi in ferro battuto,
  • nelle zone più decentrate, le case più modeste dei ceti minori, più diroccate, più abbandonate.

 

M'intrufolo dove posso, esploro a rischio di farmi cadere una pietra in testa, le abitazioni evidenziano lo stile tipico della Sardegna meridionale:

  • edificate a schiera, monofamiliari, composte da un piano;
  • l'affaccio sulla strada, un cortile nella parte posteriore;
  • realizzate con il caratteristico uso del ladiri (mattone di argilla crudo), i solai sono sorretti da travi in legno, quasi sempre di ginepro;
  • all'interno spiccano i caratteristici caminetti sardi, ad angolo, con le mensole sulla cappa.

 

 
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Tratalias – Borgo Fantasma

Post n°8436 pubblicato il 21 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Il borgo di Tratalias, per quanto "abbandonato", ha qualche ex abitante che si prende cura del passato, di un paese che non c'è più, le antiche dimore, per quanto non abitate, sopravvivono.

 

Una volta l'anno, in occasione della festa di Santa Maria di Monserrato il borgo antico rivive.

 

Sa Festa Manna è una festa antichissima, risale al 1503, al trasferimento della diocesi da Tratalias ad Iglesias.

 

In occasione della festa, il giorno dell'ascenzione, la statua della Madonna è trasportata da Iglesias a Tratalias.

 

Fino al 1948 la processione è guidata da cortei di carri trainati dai buoi abbelliti con lenzuola, coperte bianche e fiori, poi inevitabilmente il mezzo di trasporto diviene il trattore. 

 

 
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Tratalias – Lago di Monte Pranu

Post n°8435 pubblicato il 20 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Nel 1954, a seguito della realizzazione di una diga sul rio Palmas, costruita per dare un nuovo impulso all'economia agro-pastorale e valorizzare le terre del Basso Sulcis, si crea il lago artificiale di monte Pranu.

 

Una iattura per Tratalias:

  • a causa delle infiltrazioni d'acqua conseguenti alla nascita dell'invaso artificiale le fondamenta delle vecchie case del borgo sono minate e provocano lesioni e gravi danni agli edifici;
  • si aggiungono anche problemi di tipo igienico-sanitario dovuti all'umidità che risale dalle fondamenta.

 

Il borgo è ancora una volta progressivamente abbandonato, intorno al 1970 è ridotto a paese fantasma.

 

Negli anni '70, per risolvere il disagio degli abitanti si costruisce un nuovo villaggio, a circa un chilometro di distanza, in una zona più sicura, l'intera popolazione del vecchio borgo vi si trasferisce.

 

 
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Tratalias – Sede Vescovile

Post n°8434 pubblicato il 20 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Nel 1213, nel borgo di Tratalias, che fa parte del giudicato di Cagliari, uno Stato sovrano ed indipendente, iniziano i lavori per la costruzione di una nuova cattedrale, in stile romanico pisano, intitolata a Santa Maria di Monserrato, che possa accogliere la diocesi di Sulci ed essere sede vescovile.

 

Il trasferimento della diocesi da Sant'Antioco al borgo di Tratalias, nella cattedrale in corso di costruzione, è ufficializzato da una bolla papale pochi anni dopo (1218, bolla di papa Onorio III).

 

Dopo la caduta del giudicato cagliaritano (1258), il borgo di Tratalias passa sotto il controllo della famiglia pisana dei Della Gherardesca (sino al 1355).

 

Nel XV secolo il borgo di Tratalias, sviluppatosi attorno alla cattedrale, come del resto gran parte del Sulcis, si spopola, la sede della diocesi di Sulci viene nuovamente spostata, da Tratralias ad Iglesias (ufficialmente nel 1503).

 

Dal 1471 il paese è completamente abbandonato, il territorio di Tratalias si ripopola solo a partire dal XVIII secolo.

 

Nel 1853 il borgo di Tratalias, è finalmente un centro ben sviluppato, diviene comune della provincia di Iglesias. 

 

 
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