Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Quali presupposti per una coppia sana? – Promesse

Post n°7599 pubblicato il 23 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Alla fine della serie di post ANATOMIA DELLA COPPIAproponevo anche una riformulazione della canonica promessa di matrimonio, che parlasse di:

  • Intelletto,
  • Emozioni,
  • Possesso,
  • Sesso,
  • Tradimento,
  • Condivisione.

La mia promessa ha molte assonanze con le parole che Jodorowsky mette in bocca ad un Buddha per esporre la sua idea di promessa:

 

I coniugi per raggiungere un'unione sana, dapprima, devono promettersi che ...

  • In campo intellettuale ...
  • In campo emozionale ...
  • In campo sessuale ...

 

Condivideremo uno spazio ma ci permetteremo anche di avere un territorio personale, con la promessa di non invadere mai quello dell'altro, rispettando il bisogno di solitudine che ciascuno di noi può avere.

Da nessuna parte io sono qualcosa di qualcuno, e da nessuna parte c'è qualcosa che sia mio.

 

Cosa promettere in campo intellettuale?

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Unione di individui!

Post n°7598 pubblicato il 23 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Jodorowsky intende la coppia come la intendo io, come ne scrivevo nel settembre 2012, quando non avevo ancora letto Cabaret Mistico, in una serie di post intitolata ANATOMIA DELLA COPPIA, in cui riflettevo sulla mia fallimentare esperienza di coppia, su quella delle altre innumerevoli coppie scoppiate o insane che mi circondano.

 

Scrive Sagredo ...

La coppia, intesa come relazione amorosa, non ha per scopo l'annichilazione di due persone che, pur osservando la medesima realtà, ne danno letture diverse.

Una coppia non è una monade, entità unitaria, semplice, indivisibile, l'elemento primo della società.

Una coppia è l'unione di due individui che rimangono tali, con le loro individualità ed i loro punti di vista.

La finalità della coppia non è il raggiungimento di una visione comune, piuttosto quella di una "creazione" comune: quella del luogo dove dovrebbero essere condivise visioni diverse.

 

Scrive Jodorowsky ...

Un rapporto sano non si costruisce sul desiderio di possesso.

La donna non appartiene all'uomo e l'uomo non appartiene alla donna.

I due si uniscono nell'amore e collaborano insieme a un'opera, materiale e spirituale.

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Cabaret mistico

Post n°7597 pubblicato il 23 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Cabaret mistico, non è un banale manuale di autoanalisi e crescita personale, è come uno spettacolo messo in scena utilizzando i materiali più diversi,:

  • barzellette, storielle zen,
  • citazioni da testi religiosi e filosofici,
  • affermazioni di psicologia,
  • cartomanzia e tarocchi.

 

Spettacolo con cui Jodorowsky svolge una terapia pubblica collettiva, così dimostrando:

  • di avere molte e profonde conoscenze in diversi campi, derivanti dall'essere supoer poliedrico, senza la pretesa d'essere esperto, né di voler scrivere un manuale di psicologia;
  • di essere affabulatore, capace di proporre piacevoli costrutti di immaginazione come verità da accettare senza remore.

 

Un centinaio di storielle umoristiche e iniziatiche, attinte dalle tradizioni filosofiche, religiose e magiche più disparate, il tutto amalgamato e plasmato in un gran pentolone esoterico, nel quale immergersi per:

  • sviluppare una Coscienza compiuta;
  • ricercare la ‟verità autentica" per incorporarla nella nostra vita cancellando la paura della vecchiaia e della morte;
  • istaurare una più giusta relazione con noi stessi, con gli altri, con tutto ciò che ci circonda.

 

Un percorso pervaso da uno slancio verso un laico divino costruttivo e positivo, che contesta la limitatezza circoscritta delle diverse religioni, che si dipana:

  • dall'individuo alla coppia, alle relazioni familiari,
  • per poi allargarsi sulla concezione del mondo e del senso d'esistere.

 

E' un libro capace di avviare un riscatto, senza la presunzione di portarlo a compimento:

  • le pagine si staccano dal libro per parlare direttamente al lettore, per catturarlo, come lo stessero aspettando;
  • difficile arrivare alla fine, senza innescare qualche riflessione personale.

 

Rimango meravigliato di come possa aver trovato assonanza tra il mio pensiero e quello di Jodorowsky, giacché aborro religioni, mistiche, esoterismi e magie, nel rispondere alla domanda:

 

Quali presupposti per una coppia sana?

 

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Svelamenti

Post n°7596 pubblicato il 23 Marzo 2017 da sagredo58

 

In ordine inverso sveliamo i misteri:

  • il film è La Montagna Sacra (1973);
  • il libro è Cabaret mistico (2008);
  • l'autore è Alejandro Jodorowsky (1929).

 

Lascio la parola ad Alejandro per presentarsi:

 

È inutile chiedere a Dio ciò che si può ottenere da soli.

 

Se Dio non è qui, non è da nessuna parte; questo stesso istante è la perfezione.

 

Posto che sogniamo la nostra vita, dobbiamo interpretarla e scoprire ciò che sta tentando di dirci.

 

L'immaginazione attiva è la chiave di una visione più ampia, permette di mettere a fuoco la vita dai punti di vista che non sono i nostri, pensare e sentire partendo da prospettive diverse.

 

Ho capito che amare significa ringraziare l'altro di esistere.

 

La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze.

 

Posso affermare che la mia vita è in sintonia con i sogni più fantastici.

 

Che altro è la vita se non una morte lenta?

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Film Misterioso

Post n°7595 pubblicato il 22 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Quest'autore misterioso l'ho "conosciuto" in quegli anni in cui s'agitavano ancora gli spettri del '68 e cominciavano a farsi spazio le idee sovversive e terroristiche della fine anni '70.

 

Non l'ho conosciuto come autore di un libro, ma, a rimarcarne la multiforme ecletticità, come:

  • regista,
  • compositore,
  • scenografo,
  • costumista,
  • attore,

di un film, mai più rivisto ma che ancora ricordo perché aggettivato come:

  • oltraggioso e scioccante,
  • eversivo e paradossale,
  • sconvolgente e carico di eccessi portati all'esasperazione,
  • simbolico,

 

Un film dove le parole trasgressione, eresia, blasfemia, allegoria, grottesco, malattia, perversione, follia, surrealismo e terrorismo si fondono restituendo qualcosa, che pure non saprei definire, di vivo e pulsante.

Una faticosa ed intensa esperienza di vita, più che una semplice visione di un film.

 

Un film idealmente diviso in tre sezioni:

  • INIZIAZIONE In cui il protagonista, un essere allo stato brado, senza regole né morale, incontra un guru, l'Alchimista interpretato dallo stesso regista, che lo istruisce sulla Missione che vuole affidargli. Il tutto scandito da balli, coreografie allucinate e scene oniriche.

 

  • PROSELITISMO In cui si presentano i co-protagonisti, discepoli presi in prestito dal mondo malato, blasfemo, carico di violenza, straripante di grottesca animalità, viscerale a tratti, in un'orgia di visionarietà eccessiva, con invenzioni più o meno riuscite di macchinari, violenza e tecniche di sottomissione della varia umanità sparsa nel mondo.

 

  • ASCENSIONE In cui il protagonista, l'Alchimista e coi suoi discepoli inizierà la scalata simbolica di una montagna per la redenzione del mondo, per capire il senso ultimo dell'esistenza, con il colpo di scena finale, davvero inaspettato: non siamo che immagini!

 

Quale è il film? Chi ne è il regista? Chi ha scritto le mie risposte?

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Libro Misterioso

Post n°7594 pubblicato il 22 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Non ho ritrovato le risposte coincidenti con le mie in un serio manuale di psicologia, scritto da un accademico.

 

Piuttosto in un libro, pubblicato nel 2006, che metaforicamente costruisce una sorta di sentiero facilmente percorribile all'interno della complessa ed intricata foresta della psicanalisi.

 

Scritto da ...

 

Un super poliedrico:

  • scrittore,
  • fumettista,
  • saggista,
  • drammaturgo,
  • regista teatrale e cinematografico,
  • studioso dei tarocchi,
  • compositore,
  • poeta.

 

Un delocalizzato cittadino del mondo:

  • di origini ebraico-ucraine,
  • nato in Cile,
  • poi di cittadinanza Francese.

 

Chi ha scritto le mie risposte? Dove le ha scritte?

 

 
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Quali presupposti per una coppia sana? – Autore Misterioso

Post n°7593 pubblicato il 22 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Quali presupposti per una coppia sana?

 

Ho le mie risposte, da qualche tempo, costruite lentamente sulla base dell'esperienza.

 

Inverosimilmente le ho ritrovate in un libro:

  • che paradossalmente mi ha regalato la mia ex moglie, anni fa, nel 2008, un anno dopo aver smontato la nostra coppia non più sana;
  • che ho letto solo nel 2015, avendo nel frattempo consolidato un nuovo rapporto di coppia.

 

Risposte incredibilmente coincidenti con le mie, per di più messe in bocca dall'autore del libro ad un Buddha.

Secondo il Buddhismo, un essere che, dopo diverse vite, lenta è la via per la perfezione:

  • si è progressivamente liberato dagli attaccamenti, dai tre difetti fondamentali, la brama, l'odio, l'illusione;
  • fino a raggiungere il massimo grado dell'illuminazione,
  • così da entrare nel Nirvana, lo stato in cui si ottiene la liberazione dal dolore.

 

Tanto per la chiarezza:

  • non sono, non mi sento, non mi penso un Buddha;
  • non sono un buddista;
  • nemmeno penso che un uomo possa raggiungere una vera illuminazione,
  • non m'intrigano letture mistiche.

 

Dove ho ritrovato le mie risposte?

 

 
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Morale e Biologia – Antropologia non Geneticamente Deterministica

Post n°7592 pubblicato il 22 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Rifiutare il Darvinismo Sociale significa escludere che una qualunque considerazione di carattere biologico, evoluzionistico, naturalistico, possa avere rilevanza per la Morale dell'Uomo.

 

Una teoria biologica non contiene un'opzione sociologica obbligata, come pensava anche Darwin, come penso io.

Chi tende a ridurre l'essere ed agire dell'Uomo alla sua sola base genetica, ripropone i deliri del Darwinismo Sociale, respinti da tutte le scienze biologiche.

A queste inconsulte pretese risponde bene Alain Prochiantz, direttore del laboratorio di ricerche sullo sviluppo del sistema nervoso dell'Ecole Normale di Parigi, che auspica, io con lui, un'antropologia alternativa al determinismo genetico:

L'individuazione umana prosegue dopo la nascita; questa specificità dell'uomo si fonda in ultima analisi sulle caratteristiche - geneticamente determinate - del suo sviluppo; ma questa determinazione da parte dei geni ha il risultato di liberare l'uomo dallo stretto determinismo.

L'uomo costruisce nella storia molte delle proprie determinazioni biologiche e la totalità delle proprie determinazioni culturali.

L'individuazione umana è più che biologica: è bio-culturale, dove la cultura è una determinazione aperta dalla specificità dell'individuazione biologica dell'organismo umano.

 

Si deve allora concludere che non ha senso parlare di basi biologiche della Morale dell'Uomo.

 

Da profondo detrattore del Darwinismo Sociale, quanto avvinto sostenitore del Neodarwinismo, aggiungo sarcasticamente che ...

 

L'unica "conseguenza morale" dell'evoluzione naturale dell'essere umano è la depressione e lo sconforto conseguenti alla scoperta della totale inconsistenza di quel qualcuno che ci siamo illusi ci abbia plasmati coerentemente al suo precetto Morale "devi amare il prossimo come te stesso", dobbiamo imparare a farlo da soli.

 

 
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Morale e Biologia - Controfatti non Doveri Morali

Post n°7591 pubblicato il 21 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Del resto nella storia evolutiva delle specie non è presente solo l'elemento competitivo, nel mondo biologico esistono innumerevoli esempi:

  • di cooperazione tra organismi che appartengono alla stessa specie; ad esempio le gazzelle "sentinella" che avvisano dell'arrivo del predatore gli altri membri del gruppo mettendosi così in maggiore pericolo, o i pesci che nuotano nella periferia del branco per proteggere gli altri che nuotano al centro.
  • di convivenza tra organismi di specie diversa (simbiosi); ad esempio l'Uomo è un organismo simbiotico, tra 500 e 1000 specie di microorganismi ci sono essenziali per le funzioni digestive.

 

Anche accentuare l'attenzione solo sugli aspetti cooperativi o simbiotici, indubbiamente assai diffusi nel regno animale, può portare a compiere l'errore esattamente opposto.

Quello di utilizzare l'evoluzione biologica per sostenere un'impostazione Morale volta, specularmente, non alla "lotta per la vita e la morte", ma alla cooperazione, all'amore e alla solidarietà:

  • come non è legittimo giustificare l'egoismo basandosi sulla presunta legge naturale del più forte;
  • non è legittimo spiegare l'altruismo d'aiutare il prossimo basandosi sugli esempi di cooperazione e simbiosi.

 

 

 
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Morale e Biologia - Fatti non Doveri Morali

Post n°7590 pubblicato il 21 Marzo 2017 da sagredo58
 

 

Applico il principio di Hume, in base al quale non si può mai derivare "un deve" che introduce un imperativo morale o una norma, da un "è", che descrive un fatto, al Darwinisno Sociale.

 

Ammesso che l'evoluzione biologica consista nella competizione egoistica per cibo, risorse e partner sessuali, essa al più descrive un fatto assai complesso, o una serie di fatti, che attengono alla storia evolutiva delle specie, come anche alla specie umana.

 

Per il principio di Hume, da questa descrizione di un fatto, non consegue in alcun modo un imperativo Morale:

  • di "seguire" il presunto ordine naturale, abolendo qualsiasi forma di stato sociale o assistenziale (welfare state) ;
  • o al contrario, di "sovvertire" il presunto ordine naturale, per promuovere strutture sociali che aiutino il debole, il malato, il diverso.

 

Non ha senso parlare di basi biologiche della Morale dell'Uomo!

 

 

Mi dicono (Grazie Giuliana) che secondo le neuroscienze e la neuropsicologia ha senso parlare di basi biologiche della Morale dell'Uomo, rinvio per questo ad un testo che mi è stato suggerito: "Neurobiologia della morale" di Patricia S. Churchland, Raffaello Cortina Editore.

Ne prendo atto e non voglio sostenere il contrario, sono ignorante in questi campi, qui e nel proseguo mi sono solo "divertito" ad adottare il principio di Hume per rigettare l'istanza del Darwinismo sociale rompendo il legame biologia-morale solo a questo scopo.

 

 
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