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Il Becchino – Cimitero di Dorgali

Post n°4495 pubblicato il 28 Agosto 2014 da sagredo58
 

Il cimitero è piccolo, addossate alle pareti le cappelle, al centro lapidi e croci separate da stretti vialetti.

Sto lì a vagare tra nomi sconosciuti cercando le date di nascita più vecchie.

Spuntato dal nulla, avvicinandosi con passo claudicante, mi chiama un vecchio imponente con baffi bianchi e cappello, vestito con abiti da lavoro.

Vuol sapere chi cerco in particolare.

Sono imbarazzato mentre confesso che in realtà non cerco nessuno, lì non conosco nessuno, e spiego che sto solo passeggiando.

L’imbarazzo è fugato dal sorriso col quale entusiasta si offre di farmi da guida per illustrami le famiglie più importanti, le dinastie, i rancori e le faide, gli amori segreti, i buoni ed i cattivi.

Per la verità non sarei molto interessato ma il signore, presentatosi come il becchino di Dorgali, ha già iniziato a parlare e mi sembra scortese rifiutare.

Del resto mi stavo annoiando.

Non è che capisca esattamente tutto, parla in dialetto e piuttosto veloce.

Sa tutto, quello che mi piace è che ci si dedica, non racconta come fosse il discorso pre-registrato tipico di un atavico tipo di custodi di museo, varia, arzigogola, approfondisce, salta le tombe meno interessanti, seleziona lì per lì quello che deve mostrare.

Prima mi limito a fissare le foto sbiadite su ceramica delle tombe non troppo antiche, non troppo recenti, volti segnati dal lavoro, in costume le donne, col berretto gli uomini.

Poi riesco ad infilare una serie di domande che, sfruttando quello che mi racconta di famiglie del luogo, mi aiutino a capire come si viveva lì in passato.

Devono sembrargli domande intelligenti perché il suo entusiasmo raddoppia, gli ho dato segno di interessamento, forse pensava che mi sarei stancato prima.

 
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Il Becchino – Dorgali

Post n°4494 pubblicato il 28 Agosto 2014 da sagredo58
 

La pioggerellina è finita.

Dorgali non offre molto al turista distratto che sono.

Il Museo Civico Archeologico sarebbe ancora chiuso come orario, ma poiché non è molto uso ai visitatori, viene immediatamente aperto da un solerte impiegato comunale.

E’ un unico stanzone che illustra il patrimonio archeologico del territorio circostante.

Pochi, ma interessanti, sono i reperti del villaggio nuragico di serra Orrios.

La via principale mi porta fuori del paese tra botteghe artigiane per la lavorazione della filigrana d’oro e d’argento, del cuoio e delle pelli conciate, della ceramica.

Per strada incontro poca gente.

Il paese finisce all’improvviso, quasi in bocca al cimitero.

Non mi resta che proseguire e visitare anche questo.

 
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Il Becchino – Anomalia della pesca

Post n°4493 pubblicato il 28 Agosto 2014 da sagredo58
 

Il fatto che la popolazione locale sia dedita alla pesca è un’altra anomalia rispetto alle usuali abitudini del popolo sardo.

Si spiega, oltre che con l'orografia del luogo, praticamente fatta per buttare a mare chi vi abiti per quanto è impervia e difficile la comunicazione con l’entroterra, anche con l’origine prevalentemente ponzese dei pescatori.

 All'inizio del XX secolo i pescatori da Ponza, di fronte alle coste laziali, si spingevano indisturbati fino alle coste sarde.

Una volta scoperta la totale assenza di pescatori sardi, come anche di altri abitanti lungo queste coste, si insediarono su questa costa un tempo tra le più pescose della Sardegna.

Ora non più in conseguenza all’indiscriminata pesca con l’esplosivo che ha sterminato l'infinita varietà e quantità di pesci che popolava la zona; foca monaca compresa che, spaventata dalle bombe, per partorire si rifugiava nei sifoni della Grotta del Fico, tra Cala Luna e Cala Goloritzè, che ha una spiaggetta interna comunicante col mare.

Riguardo alle foche monache, eccezionale sopravvivenza nel mediterraneo di fauna risalente ai più freddi climi del quaternario, mi schiero con la maggioranza degli abitanti del luogo che le giudica da tempo del tutto scomparse.

Il mare e la fertile e pianeggiante conca sono state le risorse sufficienti per la creazione di un’economia povera ma autosufficiente che, unitamente all’isolamento, ha permesso agli abitanti di Cala Gonone di passare attraverso due guerre mondiali senza che praticamente nulla cambiasse.

 
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Il Becchino – Indolente passeggiata

Post n°4492 pubblicato il 27 Agosto 2014 da sagredo58
 

Senza uno scopo preciso decido di saltare il pranzo e farmi un’indolente passeggiata, andrò a visitare Dorgali piccola cittadina nell’immediato entroterra.

Mai vista, solo attraversata, tutte le volte che sono stato a Cala Gonone.

Percorrendo in salita, sotto una leggera ma insistente pioggerella i quasi dieci chilometri di panoramica strada che mi separano da Dorgali, rifletto su quella condizione d’isolamento vissuta da Cala Gonone prima che fosse aperta, nell’ultimo dopoguerra, la strada che sto percorrendo.

Soprattutto la galleria a 500 metri d’altezza che ha reso desueto l’unico e ben più alto valico posto a 900 metri verso il Monte Tului, percorribile esclusivamente a dorso di mulo.

Cala Gonone è infatti una conca dotata di un microclima eccezionalmente mite, protetta dai venti dell’entroterra da questo semicerchio di dirupate colline.

Località abitata già in epoca nuragica, poi romana con il porto di Sulcalis ed infine bizantina, sino alla fine del primo millennio, successivamente si è spopolata pur rimanendo utilizzata come approdo in epoca medioevale.

Solo nel 1878, con la costruzione della Chiesa, nasce un primo villaggio, precursore dell’attuale paese.

Prima della costruzione della strada che risalgo con passo costante continuando ad infradiciarmi di pioggia, le comunicazioni con l’interno erano assai scarse.

Dalla fine dell’ottocento alcune delle famiglie benestanti di Nuoro avevano eletto Cala Gonone a sede di soggiorno estivo ed ogni anno affrontavano un faticoso viaggio su carri trainati da buoi, poi semplici muli, per potervisi recare.

 
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Il Becchino – Cala Gonone

Post n°4491 pubblicato il 26 Agosto 2014 da sagredo58
 

Sono a Cala Gonone, all’affacciarsi delle consuete piogge che salutano il primo settembre.

I locali chiamano il paese semplicemente Gonone, mentre i baunesi la chiamano Cala Gommone, forse perché è il porto di partenza per l’assalto turistico all’incontaminata e meravigliosa costa che da qui si dipana a sud sino a Santa Maria Navarrese.

La mattina è trascorsa stanca, dominata da gonfi ed immobili nuvoloni.

Nessuna barca parte per raggiungere quella serie di calette che si snodano a sud del porto.

Cala di Luna, la più famosa, lunga spiaggia sabbiosa chiusa a mezzoggiorno da uno stagno originato dallo sbocco a mare del rio Còdula de Ilune, o Elune, il ruscello della Luna che separa il territorio di Baunei da quello di Dorgali, nella sua propaggine più a nord ospita i grandi imbocchi di otto grotte disposte in fila, parallele, alla base di una grande e bianca parete rocciosa.

Cala Mariolu, la meno nota e forse appariscente tra le tre, e Cala Sisine, la mia preferita, più lontana, incantevole insenatura sabbiosa formata anch’essa dallo sbocco a mare dell’omonimo rio Còdula de Sisine.

La noia m’invade, il grigio cielo basso mi toglie ogni voglia di lettura.

Di visitare la grotta del Bue Marino nemmeno a parlarne.

Bellissima, l’avrò vista almeno quattro volte riuscendo a percorrere, oltre il canonico percorso attrezzato di circa un chilometro, anche parte del secondo ramo, grande galleria nella quale penetra l’acqua del mare caratterizzata da numerosi laghetti d’acqua dolce separati da suggestivi tratti sabbiosi ricchi di concrezioni.

Mi devo muovere e rompere il torpore indotto dal maltempo.

 
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Sesso/Amore Reale/Virtuale – Storia vera, 31 anni

Post n°4490 pubblicato il 26 Agosto 2014 da sagredo58
 

Donna, insegnante, 31 anni

Panico! O mamma! Un conto è parlare davanti a uno schermo, un conto è parlare ... dal vivo!

Sono un po’restia.

Lui capisce e cerca di tranquillizzarmi.

Mi mette di nuovo a mio agio, mi parla, mi coccola, mi fa venire la voglia di sentirlo, di parlargli di persona ...

Erano solo tre giorni che ci parlavamo, era come se quelle 72 ore le avessimo passate insieme ...

Lo ascoltai. Diceva tante fesserie!

Quanto gli ero mancata, quanto non vedeva l’ora di vedermi, quanto gli era pesata quell’attesa.

Ad un certo punto lo fermai.

Era inutile farlo andare avanti.

Con il cuore in gola per l’emozione e la paura, cominciai a dirgli che sapevo che per lui ero una delle tante, che e quanto mi ero fidata di lui, che e quanto affetto avevo provato per lui ...

 

Del resto ... era tutto troppo bello per essere vero.

 
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Sesso/Amore Reale/Virtuale – Storia vera, 30 anni

Post n°4489 pubblicato il 25 Agosto 2014 da sagredo58
 

Donna, impiegata, 30 anni

Ho una relazione sentimental virtuale con LUI, il quale si è innamorato perdutamente di me, mi manda poesie, mail, mi fa proposte di week end romantici e via dicendo ...

L'ho anche incontrato: è venuto e siamo stati insieme un pomeriggio ...

E' una persona piacevole, ma comincia a starmi troppo addosso, si è innamorato, capisci?

Io ho provato a parlarci chiedendo di cosa si fosse innamorato, perchéé non capisco come possa succedere di perdere la testa per una persona di cui vedi solo brevi messaggi in video, oppure va beh nella nostra situazione di una voce, poiché̀ ci sentiamo per telefono tutti i giorni.

Lui mi ha risposto che si è innamorato della mia anima, non del mio volto come succede a tutte le relazioni normalissime, io capisco che a parole si può comunicare tutto quello che di persona spesso non si riesce a dare, ed inoltre capisco che il telefono, come il computer rendano molto meno inibiti, però questo è un fenomeno alquanto complicato.

... Se si continua così, tanta gente non si considererà più come una volta, non voglio dire un luogo comune, ma davvero fuori nei locali non esisterà più il classico imbrocco di una volta, e questo sta già accadendo.

Un po’ di tempo fa parlando con un gruppo di ragazze, facemmo questo tipo di discussione, ci chiedevamo dove fossero finiti i classici imbrocchi in macchina, quando al semaforo si accostavano i buoni "lumaconi" che ti puntavano e ti inseguivano finchè non ti fermavi per conoscerli

A fischiarci in strada sono rimasti gli ometti vecchio stampo, di una certa età, oppure i camionisti che lo devono fare per partito preso, ma non trovi più un ragazzo che ti fa un complimento o cerca di conoscerti questo è un piccolo sfogo femminile, concedimelo ...

 
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Sesso/Amore Reale/Virtuale – Storia vera, 26 anni

Post n°4488 pubblicato il 24 Agosto 2014 da sagredo58
 

Studentessa, laureanda in lettere, 26 anni

Non è facile spiegare senza sembrare assurdi o fuori dalla realtà, come ci si possa infatuare virtualmente!

Per quanto mi riguarda, forse, ho cercato un’alternativa a quei sentimenti che avevo perso o, meglio, non ancora trovato.

Appena entrata in chat, a dire la verità, non avevo alcuna intenzione di cercare l’anima gemella, soltanto qualcuno con cui scambiare pareri, consigli ...

Per sentirmi meno sola e non pensare troppo alla malattia di una persona a me molto cara e ad un certo tale, che ha fatto di tutto per irritarmi ed esasperarmi.

... Dalla trepidante emozione provata nel telefonargli la prima volta sono giunta a questo confortante limbo d’indifferenza ...

Il mio unico desiderio adesso è di stare in pace con me stessa, difficile da realizzare, lo so bene!

 

Ma a quanto pare mi piacciono le cose complicate.

 
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Sesso/Amore Reale/Virtuale – Insidia del Virtuale

Post n°4487 pubblicato il 24 Agosto 2014 da sagredo58
 

Le evasioni "amorose o sessuali" nel Virtuale possono costituire un'insidia grossa per le coppie reali già formate.

Nessuna relazione è infatti così bella come quella che si immagina ...

  • Come può dunque reggere il confronto, un rapporto reale con uno virtuale?
  • Quale rapporto sessuale reale è così coinvolgente come quello l'individuo immagina e basta di avere?

Se l'amore appare come una sorta di salvagente per molte donne in crisi di coppia o, per lo meno, annoiate dalla vita di coppia, il sesso on line rappresenta, per il maschile e per un femminile più inquieto, un nuovo modo di provare piacere attraverso parole che scorrono su uno schermo, o immagini che ciascuno ruba a se stesso e regala all'altro attraverso le webcam, spesso accompagnate dalle parole pronunciate in un microfono ed ascoltate da un auricolare.

Potrebbe sembrare depravazione, potrebbe sembrare squallore, potrebbe sembrare isolamento, potrebbe sembrare qualcosa da evitare ma non sempre è così, questo è il tempo

  • dell'AIDS,
  • della diversitaà,
  • della fretta dell'esistere,
  • delle scelte non facili,

Questo tempo spesso rappresenta una spiegazione per utilizzare il Virtuale, in cui il canale immaginativo rappresenta l'asse portante del contesto.

Si dice spesso che per fare buon sesso l'immaginario è importante ma spesso le fantasie non sono semplici da realizzare senza un compagno di giochi.

Il Virtuale talvolta rappresenta il mezzo per costruire un identità fantastica ed agire in modo virtuale, cioò che nel mondo reale non riesco o non posso permettermi di fare.

Alienazione?

Forse ma non ne sono del tutto certo.

Si parla spesso male di ogni innovazione tecnologica per poi ricrederci nel tempo.

Una cosa è certa ... Non è colpa del Virtuale!

 
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Sesso/Amore Reale/Virtuale – Bisogno, Gelosia, Disperazione

Post n°4486 pubblicato il 24 Agosto 2014 da sagredo58
 

Il bisogno di innamorarsi porta a

  • immaginare,
  • fantasticare,
  • riflettere intensamente sulla comunicazione avvenuta attraverso il Virtuale.

Chi è capace di leggere tra le righe di quello che gli arriva scritto dall'altra parte è avvantaggiato:

  • carpisce le necessità e i bisogni dell'interlocutore;
  • è in grado di suscitare in lui interesse ed emozioni.

Il rischio è che persone troppo fragili o psicolabili tendano a star male per le delusioni che i rapporti virtuali tendono a dare:

  • la telefonata, mail, richiesta che poi non arriva,
  • il non trovare la persona nel Virtuale nel momento in cui la si aspetta o la si desidera.

Oppure ancora che queste persone soffrano per la gelosia, che spesso accompagna questo tipo di comunicazioni: c'è chi diventa geloso di un'altra persona che sta chattando con colui o colei che è oggetto delle sue attenzioni.

Per un amore virtuale possono essere fatte le cose più disparate.

Ho letto che una ragazza è andata in giro nuda, con il solo soprabito, per strada, solo percheè il proprio amante virtuale le aveva chiesto di farlo ad una determinata ora in cui lui l'avrebbe pensata.

 
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