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Disney – Dalì, 1938 Trasformare l’arte in arte popolare

Post n°4784 pubblicato il 25 Novembre 2014 da sagredo58
 

Di qui la grande idea di Disney: trasformare l'arte in arte popolare.

Sogno realizzato nel 1940 con il film d'animazione Fantasia, che si distingue per la sua originalità nel riuscire ad abbinare animazione e musica.

In questo cartone, per la prima volta, le immagini raccontano la musica, non viceversa; creando così una fusione sensoriale che conduce lo spettatore al di là della semplice contemplazione passiva di immagini in movimento, permettendogli qualcosa di straordinario: riuscire a "vedere" la musica.

Fantasia è un film:

  • senza una precisa funzione narrativa,
  • senza trama né dialoghi,
  • mostra immagini astratte reali e surreali.

Forse per questo il pubblico non lo accolse con entusiasmo, quando oggi viene riconosciuto come un capolavoro d'animazione.

Tassello fondamentale che permette di comprendere da quali ambizioni è nato il progetto di Destino che sugella l'incontro tra Disney e Dalì.

 
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Disney – Dalì, 1938 Topolino ha conquistato il mondo

Post n°4783 pubblicato il 25 Novembre 2014 da sagredo58
 

L'incontro tra il mago dell'animazione, Walt Disney, ed il genio degli orologi, Salvador Dalí, e il progetto del film d'animazione Destino parte da lontano.

Perlomeno dal fatidico 1938, l'anno in cui Mickey Mouse, Topolino, è divenuto un'icona americana che ha conquistato il mondo.

Conseguenza dello straordinario successo del primo lungometraggio di Disney, Biancaneve e i sette nani, che segna la nascita di una nuova forma espressiva:

  • il disegno animato non è più fatto solo per divertire,
  • ma anche per emozionare, commuovere, stupire.

Perfino il famoso regista russo Eisenstein, quello del La corazzata Potëmkin di fracchiana memoria, riconosce che Disney ...

sembra conoscere tutte le corde più segrete dell'animo umano,

delle immagini, delle idee, dei sentimenti.

Disney si prepara al successo con attenzione, passione e grande lungimiranza:

  • studiando l'arte europea dell'Ottocento e del Novecento;
  • facendo arrivare casse di libri con i migliori illustratori.

 
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Disney – Dalì, Rappresentazione estetica/Creazione

Post n°4782 pubblicato il 25 Novembre 2014 da sagredo58
 

Rifacendosi la domanda: si sono occupati di ambiti differenti Disney e Dalì?

Sembrerebbe di poter rispondere di si.

Invece no!

 

L'arte non è solo:

  • rappresentazione,
  • estetica.

L'arte è molto di più:

  • libera e multiforme,
  • bella/brutta,
  • materiale/immateriale,
  • apparenza/discrezione,
  • precisa nella sua imprecisione,
  • utile/inutile,
  • decorativa/assurda,
  • frutto di immaginazione/fantasia ...

L'arte, soprattutto, è creazione.

  • Dalì esprimeva la sua arte, confondendola con la sua persona.
  • Disney non solo la esprimeva, la distaccava da se, la rendeva viva, l'animava.

 
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Disney – Dalì, Surrealismo/Animazione

Post n°4781 pubblicato il 24 Novembre 2014 da sagredo58
 

Si sono occupati di ambiti differenti Disney e Dalì?

 

Il contributo più grande di Disney al cinema è, dopo quello di essere stato un pioniere dell’animazione, l’esaltazione del rapporto fra immagine e musica.

 

Tenendo presente il Manifesto del 1924 che definì il surrealismo:

Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero.

Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale.

 

Il contributo di Dalì, pittore abile, dotato di una grande immaginazione, al surrealismo è stato quello, nella piena applicazione del Manifesto, di superare il confine tra opera ed autore, gli atteggiamenti stravaganti, i suoi modi eccentrici, attirano l'attenzione su di sé, tanto da entrare in competizione con le sue opere nel catturare l'attenzione del pubblico e della critica.

 
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Disney – Dalì

Post n°4780 pubblicato il 24 Novembre 2014 da sagredo58
 

Sul Blog di Lab79 ho visto un corto d'animazione di pochi minuti che m'ha veramente colpito:

  • sia perché assai bello nel criptico simbolismo che evoca,
  • sia perché segna indelebilmente un incontro di cui non sapevo nulla.

Irrinunciabile occasione per approfondire.

 

Tutti conoscono Disney e Dalì:

  • pensare a Walt Disney significa pensare all'animazione di indimenticabili cartoni,
  • così come il nome Salvador Dalì si associa al surrealismo, movimento culturale molto diffuso nella cultura del Novecento che ha coinvolto le arti visive, la letteratura, il cinema, che nasce nello stesso luogo, Parigi e nello stesso tempo, anni '20.

Pochi sanno del collegamento che c'è tra i due.

Io l'ho scoperto solo qualche giorno fa sul Blog di Lab79. Grazie Lab79.

 

Cosa può aver avuto in comune una figura come quella di Walt Disney, uno dei più grandi rappresentanti nel campo dell'intrattenimento ed in particolare della settima arte, il cinema con Salvador Dalì, maggior esponente dell'arte surrealista? 

 

 
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+18 anni – 2014, Auguri di compleanno

Post n°4779 pubblicato il 24 Novembre 2014 da sagredo58
 

Cara figlia,

auguri per i tuoi 18 anni …

non sarò lì, con te,

nella notte, a brindare ...

 

Io festeggio la tua nascita,

ogni volta che ti vedo,

che ti abbraccio,

che piango travolto dalle emozioni che mi dai.

 

Perdona il mio povero dono,

sono solo parole,

tante parole,

alla "cosa" più importante della mia vita.

 
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+18 anni – 2013, Risvegli

Post n°4778 pubblicato il 24 Novembre 2014 da sagredo58
 

Non sono uno di quei padri che ti vede,

nell’imminenza della donna che ti appresti ad essere,

fossilizzata nell’epoca dell’infanzia,

quando ti potevo coccolare a piacimento.

 

Eppure c’è un momento,

in cui ritorni ad essere la bambina,

che mi ha cambiato la vita,

che ha stravolto il mio sistema di valori.

 

Accade la mattina dei giorni di scuola,

quando dormi da me,

quando, nel torpore del primo mattino,

mi concedi rinnovate incursioni nella tua infanzia di cui ti sono grato.

 

Te ne vergogneresti di certo, se solo fossi più cosciente.

Oppure sei così saggia, figlia mia, da giocare sull’incertezza di quell’ora crepuscolare,

per concederti, per concedermi, un lampo di quel legame padre-bambina,

che non vogliamo dimenticare, preda, entrambi, dei propri inconfessabili bisogni affettivi?

 

Apro la porta della tua stanza, al buio mi avvicino al tuo letto,

ti chiamo dolcemente con il tuo nomignolo bambino,

quello che non mi è più concesso in pubblico da anni,

quello che ho elaborato a partire da quello con cui da bambino mi chiamava mio padre.

 

Mi rispondi con uno sbuffetto soffocato che sa di saluto.

Io aggiungo “5 minuti”,

a significare che quello è il tempo che ti concedo nel conforto del dormiveglia,

prima della colazione che facciamo assieme.

 

Sono tornato indietro,

eri lì, la bambina che ricordavo d’aver consolato, vezzeggiato, protetto, guidato.

Eri lì, come fossi ancora nel piccolo lettino con le sponde, ad affrontare il nuovo giorno,

sincerandoti d’avere attorno l’amore con il quale ti sei addormentata la sera prima.

 

Un’onda affettiva mi ha invaso, traboccando, tracimandoti addosso.

“Bacino”, hai ripetuto flebile,

“non me lo hai dato”, ha aggiunto la bambina cresciuta che al risveglio non lo ricorda nemmeno.

“Si che te l’ho dato figlia mia adorata!”, ho pensato, senza sentire il bisogno di dirglielo.

 

Mi sono nuovamente chinato su di te ed ho indugiato con le labbra sulla tua gota,

ti sei girata sulla pancia accoccolandoti nel letto.

Uno “scaldino” ha inevitabilmente suggellato il richiamo che mi hai inviato,

 attraverso il lungo tempo che ti separa dalla sua infanzia.

 
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+18 anni – 2012, Volare

Post n°4777 pubblicato il 24 Novembre 2014 da sagredo58
 

Eravamo di fronte uno scenario maestoso di verticali pareti di roccia,

infisse in prati di un verde brillante,

abbiamo visto dispiegarsi vele.

I parapendii si muovevano lenti,

accompagnati dalle aquile.

Si alzavano spiraleggiando sopra la sommità delle rocce ,

pigri scendevano lenti a valle.

 

Incantato seguivo le loro evoluzioni con un piccolo binocolo,

immaginando d'essere lassù,

a guardare la valle disseminata di rifugi e baite di legno.

Mentre fantasticavo di volare,

mi hai raggiunto,

abbracciandomi mi ha detto:

mi piacerebbe provare.

 

Per questo abbiamo volato assieme,

su due diversi parapendii,

per incrociare gli sguardi,

contemplarci estasiati in questa inenarrabile bellezza,

bagnati di luce,

commossi della nostra piccolezza nel cielo.

Non fosse stato per te, non avrei realizzato questo mio antico sogno.

 

Emozione,

libidine,

entusiasmo,

gioia.

 

Essere sospeso lassù,

tra scenari di rocce dolomitiche,

arrossate dal sole del tramonto.

Con te, mia figlia.

 
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+18 anni – 2011, Incidente

Post n°4776 pubblicato il 23 Novembre 2014 da sagredo58
 

Quella sera sono andato all’arena

Sono andato solo,

tu sei a studiare inglese ad Edimburgo,

altrimenti di sicuro m’avresti accompagnato,

ci piace vedere un film,

col gusto di stare all’aria aperta nella calda estate.

Per fortuna non c’eri!

 

7 luglio 2011, 23:57 e 19 secondi

Il tempo si è fermato, eppure mi muovo.

le tempie mi pulsano fragorosamente, unico segno che il tempo scorre.

Il taxi che mi è quasi addosso, sento lo stridore dei suoi pneumatici sull’asfalto.

Odoro il puzzo di motore imballato e gomma surriscaldata dall’attrito con l’asfalto.

La fronte si riempie di goccioline di sudore.

Gli occhi strizzati, per cercare la luce nell’incerto arancione dell’illuminazione stradale.

La gamba destra è oltre il taxi, ce la faccio! Ce la faccio a passare!

7 luglio 2011, 23:57 e 20 secondi

Non vedo più il taxi, gli sono davanti.

Le mani serrate spasmodicamente sul manubrio, le gambe strette attorno al serbatoio.

Il cuore batte impazzito.

Ce l’ho fat … ta!

Completo il pensiero che la moto m’impazzisce sotto.

7 luglio 2011, 23:57 e 21 secondi

M’ha colpito la coda della moto!

Non sento il rumore dell’urto.

Solo lo stridore della frenata del taxi, il rombo del motore che doveva strapparmi via.

So di non poter reggere la botta, ne la moto.

Devo lasciare la moto, eppure mi da illusoria sicurezza rimanervi abbarbicato sopra.

7 luglio 2011, 23:57 e 22 secondi

Mi faccio male! Rischio di rimanerci sotto con una gamba, di farmi salire il taxi sopra.

Ho una paura fottuta.

Gli occhi si velano di lacrime che sfumano l’arancione surreale che m’avvolge.

Devo lasciarmi andare, non contrastare l’impatto.

Allento la presa delle mani, rilascio i muscoli delle cosce allargando le gambe.

Finalmente volo!

7 luglio 2011, 23:57 e 23 secondi

Mi sento leggero.

Non so più in che posizione sono.

Volo in aria, sbalzato dall’urto che ha fatto piroettare la moto.

Ricerco la posizione fetale.

Mi farò male? Quanto male?

Tutti i muscoli sono contratti.

La respirazione accelerata.

Figlia mia!

7 luglio 2011, 23:57 e 24 secondi

Un tonfo sordo.

Sono sull’asfalto, atterro di schiena, leggermente spostato sul fianco sinistro.

Le braccia si allargano, con i palmi tasto il ruvido catramoso dell’asfalto.

Le gambe ancora sollevate in alto, precipitano rovinosamente, dolorosamente.

Un istante dopo che ho toccato con il busto.

La botta mi caccia fuori l’aria dai polmoni.

Annaspo, non riesco a inspirare!

Sono in apnea.

Figlia!

Non posso morire!

Non ci penso nemmeno a provare a chiamarti, inutile preoccuparti.

 
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+18 anni – 2010, Luna

Post n°4775 pubblicato il 23 Novembre 2014 da sagredo58
 

Quando siamo stati entrambi sulla Luna,

io e te, assieme agli astronauti di Apollo 11,

come fossimo compagni di scuola,

una copia della tua tesina di terza media l'ho riposta.

in quella stessa polverosa scatola piena di “cose di Luna”.

 

Me la porto dietro dalla mia infanzia.

In questa scatola ci sono adesso le memorie,

pur distanti quarant’anni,

di due ragazzi coetanei,

che mai si sono e si potranno conoscere: io e te.

 

Tu, figlia, cresci veloce.

Oggi ancora non sai, che lì, sulla Luna,

sono rimasti a correre,

a lunghi balzi nella bassa gravità, come al rallentatore,

tenendosi per mano, felici, liberi, i ragazzi che entrambi siamo stati.

 

Oggi non sai che quei ragazzi correranno sulla Luna per tutto il resto della sua vita.

Quando finalmente lo capirai,

io sarò lì, sulla Luna, ancora con te.

Questo è il grande privilegio che avrò avuto, che tu mi hai dato,

mentre continuo il mio viaggio.

 
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