Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Artemide – 2014, la risposta “illuminata”

Post n°4709 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Lo stesso giorno che ho inviato questa lettera rispettando i canali gerarchici dell’assitenza, un direttore marketing di Artemide è passato sul mio profilo professionale su Linkedin (un social network professionale dove non sono collegato che con informatici come me).

 

Sarà stato un caso?

Non so, ma a certe coincidenze non credo.

 

Un paio di settimane dopo la premurosa Signorina dell’assistenza romana mi ha contattato per comunicarmi che la società Artemide mi offre di sostituire la tecnologia delle luci ad un prezzo ribassato rispetto a quello di listino.

Onore ad Artemide, oltre il mio ringraziamento, per la sua risposta “illuminata”, inevitabilmente autoreferenziale con il core business dell’azienda.

 

Adesso sono solo in attesa che mi si dia un appuntamento per l’intervento manutentivo.

 

Fra poco, in contemporanea con la morte del sole, Chimera s’illuminerà nuovamente rischiarando con calore le mie serate, alla faccia di Murphy e delle sue leggi.

 
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Artemide – 1996, The Human Light

Post n°4708 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Nel 1996 Artemide scrive un “manifesto", in cui penso si identifica ancora oggi: "The Human Light”, con cui sottolinea la propria volontà di mettere la luce al servizio dell'uomo e delle sue esigenze.

 

Sono qui a chiedere questo servizio "The Human Light”, ad esprimere la sensazione d’essere stato abbandonato da Artemide, come cliente, soprattutto come cultore del design italiano della luce.

Non costringetemi a comprare una nuova Chimera: non solo spenderei 1.776 euro, soprattutto perderei fiducia in un’Azienda di cui sono cliente da quasi 40 anni.

 

Onestamente scriverei direttamente e senza remore al Cavaliere del Lavoro Ernesto Gismondi, che nel 1959 ha fondato Artemide, certo di trovare "illuminata” (potrebbe essere altrimenti?) comprensione del mio problema.

 

Sono però abituato a rispettare le linee gerarchiche delle aziende, quindi nuovamente annoierò l’Assistenza Artemide di Roma, nella speranza che possa presto darmi delle nuove e, soprattutto, dimostrami che Artemide mi cura come cliente di lungo corso.

 

Chiedendo venia per l'inusitata logorroica lettera,

porgo Cordiali Saluti

 

Sagredo


 
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Artemide – 2006, non è un caso che io abbia comprato le lampade Chimera

Post n°4707 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Ora sia chiaro se avessi acquistato Chimera terra 20 o più anni fa, probabilmente penserei direttamente di sostituirla con una nuova. 

 

Però l’ho acquistata solo 8 anni fa, a fine 2006, di fatto, se ho capito è diventata obsoleta poco dopo, perché la tecnologia è cambiata nel 2008. Non posso pensare che un oggetto di design, così ancora richiesto ed attuale, venga abbandonato da Artemide.

 

L’autunno è da poco iniziato, le giornate si accorciano nel ciclico rituale ottobrino della morte del sole, tra poco sarò nel pieno del crepuscolo, con un solo tubo luminoso acceso su tre.

 

Tutte queste tante parole per far intendere che non è un caso che io abbia comprato le lampade Chimera, più in generale le lampade Artemide.

 

 
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Artemide – 2014, mantenere un prodotto a catalogo

Post n°4706 pubblicato il 31 Ottobre 2014 da sagredo58

Chimera è probabilmente, dopo Alfa, il più vecchio prodotto a catalogo Artemide; so che Artemide ha venduto oltre due milioni di Tizio, quante Chimera abbia venduto non lo so, non saranno poche, solo io ne ho comprate sei!

 

Mantenere un prodotto a catalogo ritengo significhi per un'azienda farsi carico della sua evoluzione tecnologica e del suo effettivo uso nel tempo da parte dei clienti, almeno sull'orizzonte temporale del decennio, la mia Chimera ha 8 anni ancora da compiere.

Lo chiedo in considerazione del fatto che Chimera è una lampada storica di Artemide sin dagli anni ‘60, se ben ricordo nuovamente inserita nel catalogo prodotti alla fine degli anni ’90, dopo l’exploit iniziale degli anni ’60 e ’70, proprio per la continua e mai tramontata richiesta degli appassionati come me.

Questa mia richiesta da fine giugno 2014 ad oggi non ha avuto risposta.

 

La paziente signorina, dell’assistenza Artemide romana, sempre gentile non può che confermarmi di non avere risposte aziendali al mio problema.

 

ALFA

 
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Artemide – 2014, la mia vita si complica

Post n°4705 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Nel 2014 la mia vita si complica: la bella carriera è ormai alle spalle, travolta, prima dall’insipienza della politica, che non riesce, nonostante tante chiacchiere, ad innovare la pubblica amministrazione con l’Information Technology, poi dalla più generale crisi economica.

Il lavoro traballa preparandomi all’imminente esperienza della disoccupazione.

 

Nel 2014 la mia vita si complica: anche in piccolo perché in primavera mi si fulminano due dei tre tubi luminosi di Chimera terra, lasciandomi, o quasi, al buio. 

Tra aprile e giugno ho cercato di sostituirli, non sono riuscito a trovarli.

A fine giugno 2014 mi metto in contatto con l’assistenza Artemide di Roma: una gentilissima Signorina mi informa che la lampada Chimera terra ha cambiato la "tecnologia della luce”, se ho ben capito passando a lampade a neon non compatibili con la mia versione di fine 2006.

Mi viene detto che è necessario cambiare tutta la struttura interna, integrata con la piantana, di fatto conservando solo il rivestimento esterno in metacrilato.

Il costo dell’operazione non mi è precisato ma, a quanto capisco, sarebbe di poco inferiore all’acquisto ex novo.

 

Chiedo se l’azienda Artemide preveda un prezzo speciale per l’adeguamento della tecnologia. 

 
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Artemide – 2006, la vita m’intristisce

Post n°4704 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da sagredo58
 

 

Nel 2006 la vita m'intristisce: lasciata la casa, con tutte le lampade che amo, incluse le Chimera, a mia figlia ed alla mia ex moglie, mi separo e torno a vivere da solo in una nuova casa. Mi devo ricreare un guscio, comincio:

  • ricomprando per la seconda volta lampade Chimera, una da terra e due mezze chimera.
  • integrando la mia vecchia Tizio con una più piccola Tizio 35;
  • utilizzando poi Kalias e Utopia, disegnate direttamente da uno dei fondatori di Artemide, Ernesto Gismondi, ignoro in che anno.

 

KALIAS

Plafoniera di ridotte dimensioni adatta ad illuminare ambienti quali ingressi, corridoi, bagni e camerette, o le specchiere da bagno.

Di gusto elegante ma grintoso si adatta perfettamente ad ambienti classici e moderni.

Struttura in metallo verniciato; diffusori in vetro sabbiato colorato; il bulbo della lampadina bianca lattescente resta a vista permettendo un'illuminazione diffusa e molto brillante.

Il vetro della plafoniera viene completamente illuminato.

 

UTOPIA

Lampada da parete o soffitto con struttura in metallo verniciato grigio.

Diffusore in vetro sabbiato serigrafato bianco. Emissione di luce diffusa.

 
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Artemide – 1995, costruisco un progetto di vita

Post n°4703 pubblicato il 30 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Nel 1995 costruisco un progetto di vita: mi sposo e cambio casa in attesa di una figlia. Ho fatto carriera, ora mi occupo di Information Technology Governance & Management, finalmente posso comprare quelle lampade di design che risalgono agli anni '60, che ho per tanto tempo desiderato non potendomele permettere:

  • la mie prime lampade Chimera, disegnate da Vico Magistrettinel1966;
  • per l'esattezza una chimera da terra e due mezze chimera da tavolo che generano atmosfera in salone, di fatto arredato attorno alla loro luce, per inseguire la loro luce.

 

CHIMERA

Chimera e Mezzachimera sono lampade rispettivamente da terra e da tavolo.

Entrambe sono formate da una base in acciaio verniciato  bioanco che sorregge il lungo diffusore che consiste in un foglio di metacrilato opalino bianco che viene prima tagliato in forma e quindi curvato a caldo in versi opposti, con diversi passaggi successivi.

Una vera e propria colonna luminosa, una sinuosa scultura, la cui luce emessa è soffusa e non invadente. 

 
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Artemide – 1985, m’illudo di libertà

Post n°4702 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Nel 1985 m'illudo di libertà: lavoro nell'Information Technology e vado ad abitare per conto mio. Ho pochi soldi ma è imprescindibile "crearmi" i miei ambienti:

  • portandomi appresso la scrivania con su Tizio;
  • poggiandomi sul comodino una Eclisse,progettata da Vico Magistrettinel1965;
  • ambientando in salotto il monolite Megaron, ideato dall'architetto Frattini nel 1979;
  • più tardi, nel 1990, ristrutturo la casa attaccando ad una parete della sala da pranzo due vetrose Acheo, create l'anno precedente sempre da Frattini.

ECLISSE

E' uno dei prodotti di disegno industriale più rilevanti del XX secolo, divenuta uno dei simboli del design italiano nel mondo. F

a parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano, della collezione permanente del MoMA di New York ed è stata esposta in molti musei dedicati al design, all'arte contemporanea e all'arredamento di tutto il mondo.

Si tratta di una lampada da tavolo, a luce diretta o diffusa, ma concepita anche per l'installazione a parete.

Il concetto, come è facile intuire, deriva dal fenomeno astronomico che si rispecchia sul progetto non solo nel nome, ma anche nelle caratteristiche formali e tecniche della lampada stessa.

La lampada infatti permette al suo utilizzatore di oscurare, a suo piacimento, la fonte di luce sovrapponendovi a scorrimento un corpo tondo pieno e quindi di regolarne il flusso luminoso.

Se la fonte di luce viene completamente coperta rimane solo il bagliore esterno che ricorda un'eclissi totale.

Questa caratteristica non è unicamente concettuale ma anche funzionale, la lampada può essere utilizzata come fonte di luce diretta o diffusa, a seconda dell'uso che ne viene fatto.

Formata da forme molto semplici, è composta da 3 semisfere: base, calotta esterna fissa e calotta interna mobile.

S'ispira alle lanterne cieche dei minatori o dei ladri.

La lampada riceve subito attenzione internazionale, l'interesse le viene dato sia per l'originalità formale, sia per l'armonia estetica sia, soprattutto, per l'innovazioni in campo luminoso.

MEGARON

Lampada da terra ultra-minimal, si compone di un lungo tubo in alluminio essenziale. La scanalatura decorativa lungo il tubo evidenzia la verticalità della forma.

Un design puro che mette splendidamente in risalto la luce che fuoriesce dall'alto del tubo.

Caratterizzata da una base in acciaio rivestita di resina termoplastica e uno stelo in alluminio verniciato in colore rosso, nero, alluminio, con regolatore d'intensità luminosa.

La lampadina posta nella parte alta del cilindro offre un'illuminazione diffusa e indiretta, al tempo stesso funzionale e non abbagliante.

La sottile scanalatura posta lungo il tubo crea un raggio di luce luminoso decorativo che sottolinea la verticalità della forma.

ACHEO

Tutta la serie di lampade Acheo è caratterizzata dallo stesso elemento distintivo: un diffusore cilindrico in vetro borosilicato impreziosito da un elegante supporto in alluminio cromato.

Per tutte e tre le versioni il fascio di luce è diretto e non orientabile, la lampadina è di tipo alogeno.

Acheo parete è una lampada semplice, funzionale, versatile, che si presta ai più svariati utilizzi non dando nell'occhio pur essendo assolutamente originale.

Linee semplici, altamente espressive, conferiscono pregio ad una lampada oggetto che interpreta le nuove forme del vivere, esprimendo equilibrio, gradevolezza del design, senza alcuna rinuncia alla funzionalità e alla qualità dei componenti.

 

 

 
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Artemide – 1977, m’entusiasmo di conoscere

Post n°4701 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da sagredo58
 

 

Mi chiamo Sagredo,

mi permetto di tediare la società Artemide, con una breve storia personale, una storia con le proprie circonvoluzioni, proprio come quelle del metacrilato bianco opalescente delle lampade Chimera.

 

Nel 1977 m'entusiasmo d'apprendere e conoscere: studio fisica ma mi appassiono di design ed architettura moderna. Non è un caso che la mia conoscenza di Artemide risalga a quegli stessi anni, la luce crea gli ambienti ed il dominio della luce m'appare l'obiettivo delle lampade Artemide, obiettivo della ricerca sviluppo tecnologica come del design.

La mia scrivania è cosparsa di libri di fisica e fogli pieni di formule complicate, entrambi illuminati da quella che oggi è ormai un'icona del design hi tech, un vero e proprio archetipo della lampada da tavolo:

  • Tizio,disegnata da Richard Sapper nel 1970.

 

Sono così diventato cliente di Artemide, da allora lo sono sempre rimasto sino ad oggi.

TIZIO

E' uno di quegli oggetti "condannati" ad eterna modernità.

Non è solo un pezzo di design, presente tanto nei musei di mezzo mondo quanto sulle scrivanie di case e uffici: è una scultura contemporanea che nasconde nell'apparente semplicità della forma una combinazione di innovazione tecnica ed ingegno.

La lampada si caratterizza per un agile sistema di articolazioni senza cavi elettrici in costante equilibrio tramite contrappesi, nel quale gli stessi bracci basculanti con contrappesi, oltre a svolgere una funzione strutturale, sono anche i veri e propri conduttori dell' alimentazione che va dalla base, che contiene un trasformatore di corrente, così da avere il peso necessario a garantire la stabilità, alla lampadina alogena.

Il colore originale è il nero, Artemide ha proposto successivamente versioni limitate in alluminio anodizzato e lucidato, rendendola disponibile a catalogo in tre dimensioni.

Che io sappia è stata la prima lampada al mondo con sorgente luminosa alogena.

 
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Artemide – 2014, la lettera non scritta

Post n°4700 pubblicato il 29 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Mi sono allora convinto di scrivere una lettera.

Non l'ho scritta come si potrebbe immaginare:

 

Alla Società Artemide

 

Oggetto: lampadine codice XXX - lampada XXXXXXX Codice catalogo XXX

 

Vi prego di fornirmi n° X di lampadine del tipo XXXXXX, codice XXX, in sostituzione di quelle che mi si sono fulminate montate sulla lampada da voi prodotta, denominata XXXXXXX, a vostro catalogo con il N° XX, da me acquistata nel dicembre del 2006.

Grazie

Sagredo

 

Altrimenti, l'avessi scritta così, che ci sarebbe da raccontare?

Nei prossimi post la mia lettera ad Artemide:

  • priva di oggetto,
  • più lunga delle precedenti tre righe,
  • ma estremamente più accattivante.

 

 
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