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sagredo58
   
Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cadute di stile e cazzeggi

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Vertigine da altezza – Cara Giulia, come si fa ad uscire con te?

Post n°4385 pubblicato il 29 Luglio 2014 da sagredo58
 

Cara Giulia,

il mix di intelligenza, valori desueti, aspra ombrosità e serietà, incute soggezione ma visto che ti descrivi come una roscia, spilungona, dagli occhi verdi, mi chiedo:

Come si fa ad uscire con te?

Non ti preoccupare del rispetto, lo assicuro sempre.

Al di la di una scrittura autoironica, che può sembrare spavalda, ho una innata timidezza nei confronti del femminile, il rispetto è il mio modo di non lasciarla trapelare.

* * *

Alla fine con Giulia ci esco, a Roma, è agosto del 2008, ne nasce una settimana che:

  • sfalsa tutti i piani temporali,
  • confonde i giorni,
  • annulla le mezzenotti,
  • gode della sospensione temporale inflitta dall'agosto, che tutto ferma e dilata.

Per enfatizzare questa confusione temporale scelgo di scriverne la cronaca di questo incontro nato dal Virtuale procedendo all'indietro nel tempo: dalla mattina di Sabato sino al Lunedì precedente.

Visto che è il 2014, riferendomi a Giulia, che intanto era un nome inventato, sostituisco la "sellerona" dagli occhi verdi con una "gnappetta" dagli occhi azzurri.

Lo faccio, per divertire lei se si leggerà, come anche per ricordare, visto che molti se lo scordano di continuo, che sui blog quello che si legge è edulcorata letteratura, non necessariamente incontrovertibile verità.

 
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Vertigine da altezza – Cara Giulia, così dici di essere?

Post n°4384 pubblicato il 29 Luglio 2014 da sagredo58
 

Cara Giulia,

sufficientemente intelligente? Così dici di essere.

Perché non semplicemente intelligente, scarsa autostima?

Sai io fino all'anno scorso avevo un grosso difetto: ero molto egocentrico.

Per fortuna me ne sono accorto.

Ci ho lavorato molto ed oggi ...

Oggi si che sono perfetto!

 

Cara Giulia,

interessata ai valori desueti? Così dici di essere.

Non faccio il baciamano.

Ne scendo dall’auto per aprire la portiera alla donna che accompagno.

Voi donne avete voluto la parità dei sessi, ricordi?

Alla parità ci credo, anche se a distanza di anni ancora non la vedo raggiunta.

Con ironia e simpatia, palla al centro.

 

Cara Giulia,

aspra, piena di ombre e seria? Così dici di essere.


Bisogna verificare dal vivo, difficile rendersene conto nel Virtuale!

 
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Vertigine da altezza – Cara Giulia, è bellissimo!

Post n°4383 pubblicato il 29 Luglio 2014 da sagredo58
 

Cara Giulia,

è bellissimo!

Si configura un “altissimo” scontro di “razionalità”, dove:

  • le scienze dure (fisica, io) si contrappongono alle scienze molli (psichiatria, lei);
  • il maschile al femminile;

così che il linguaggio diviene lucido ed acuminato, come solo la verità e l’acciaio sanno essere.

 

Cara Giulia,

credo a tutto, nel Reale come nel Virtuale, rifiutando la fatica mentale di discernere tra verità e menzogna.

Quando poi quello che mi è palesato evidenzia una bugia, di quelle cattive, semplicemente, ma molto determinatamente, mi allontano.

Ho perso amici per questo, è stato molto doloroso.

 

Cara Giulia,

hai notato che nel Reale uno non si dipinge mai al negativo, mentre nel Virtuale, soprattutto in una prima fase di conoscenza, le negatività vengono esaltate?

Ti sei detta

  • giraffa (aggettivazione che per me è un plus),
  • sufficientemente intelligente,
  • attaccata a valori desueti,
  • aspra,
  • piena di ombre,
  • seria.


Sarà un mettere le mani avanti temendo un rifiuto?

 
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Vertigine da altezza

Post n°4382 pubblicato il 29 Luglio 2014 da sagredo58
 

Ho aperto il primo blog su questa piattaforma nel 2008, non ero un blogger, volevo solo rimorchiare qualche donna ed ho scoperto che, avendo il dono della parola e qualche neurone funzionante, nonostante una certa età, non è difficile.

* * *

Lei mi manda un messaggio privato.

Una donna alta 188 cm.

Come avrà saputo che la sovrasto di 5 centimetri? Sono alto 193 cm.

Dice di chiamarsi Giulia.

Bene, evviva Giulia!

Ovviamente, come al solito, molto dopo scoprirò che non è vero che si chiama Giulia.

Quello che continua a meravigliarmi nel Virtuale, non è che una donna il nome vero non te lo voglia dire, soprattutto in una fase iniziale d’aggancio.

Mi meraviglia piuttosto che le donne vogliano illudermi di farmi conoscere il loro nome, tirando fuori, non un nick, che pure ci starebbe, ma un normalissimo nome.

Un nome reso patetico, non in se, ma solo per l’uso assurdo che ne viene fatto.

M’intriga l’altezza, mai stato con una donna veramente alta.

Richiamo irresistibile, vertigine d’altezza mai provata prima!

Impossibile non risponderle! 

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Rito Amicale

Post n°4381 pubblicato il 29 Luglio 2014 da sagredo58
 

Luglio 2014

Guardando questa "Superluna", fotografandola, ho scelto di commemorare il mito di quell'antico primo allunaggio, del mio giovanile irrefrenabile entusiasmo, con un rito:

  • Ho scritto questa storia.
  • Ho comprato un DVD, con le immagini di Apollo 11.
  • Ho composto un biglietto di invito, cui allegare questa storia.
  • Ho diramato gli inviti agli amici che chiamo fratelli.
  • Ho riaperto ancora una volta, la scatola che custodisce la "mia" Luna, così che tutti hanno potuto guardare, sfogliare, leggere.
  • Abbiamo gustato del buon gelato.
  • Abbiamo ascoltato The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd.

 

Epilogo (per ora)

Abbiamo festeggiato ... La notte del 21 luglio

Non so bene cosa ...

Se la Luna,

o quel bambino che tutti noi siamo stati,

quel bambino che guardava alla Luna!

Per aggiungere un altro capitolo a questa storia

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Indelebile emozione

Post n°4380 pubblicato il 28 Luglio 2014 da sagredo58
 

Luglio 2014

 

La “Superluna” mi ha fatto emozionare.

Mia figlia ha capito da tempo, proprio nell’occasione di quella tesina fatta assieme, che il padre non ha quelle divine caratteristiche di onniscienza che l’esser piccoli ci spinge ad attribuire a chi ci vuol bene.

Sa ancora chiedere, alla soglia dei suoi diciotto anni, la mia partecipazione in quelle cose dove è certa che, oltre all’amore che posso darle sempre e comunque, da me arriverà incontenibile entusiasmo, attiva partecipazione ed il piacere di condividere assieme qualcosa, facendola!

Sia questo qualcosa, un giro in moto per perdersi nel vento; un’immersione in acqua per raccogliere una stella marina; un film da vedere rannicchiati per fuggire il freddo di una sera d’inverno; un compito scolastico per lei sfidante; l’organizzazione di un evento gioioso, una festa.

La scatola foderata di finto legno è, dal 2010, in evidenza nella libreria della sua stanza.

Sono convinto che saprà custodirla a lungo, per ricordo, suo ricordo, come ho fatto io.

Ancora una volta mia figlia mi ha profondamente emozionato.

 

La “Superluna” mi ha fatto ricordare.

Scrivo tutto questo in prossimità del 20 luglio 2014, a 45 anni da quel primo passo, nella perduta speranza di riuscirne a vedere un altro sulla Luna o altro nel corso della mia vita, avevo 11 anni.

Scrivo tutto questo non per ricordarlo, non serve, è indelebile nella mia memoria, ma per godere visceralmente questa emozione, per risentirla prorompere in ogni singolo carattere buttato giù di questa storia di un bambino che guardava alla Luna.

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Super Luna

Post n°4379 pubblicato il 28 Luglio 2014 da sagredo58
 

Luglio 2014

Il bambino che è in me continua a guardare alla Luna.

Qualche giorno fa, il 12 luglio, è stata la notte della prima "Superluna" di questa estate, fenomeno abbastanza comune, ma non per questo meno affascinante.

Il giorno dopo un amico ha confermato la mia intuizione: era una "Superluna"!

"Supermoon", in italiano "Superluna", è il termine coniato dall'astrologo Richard Nolle per indicare che la Luna piena è più grande e luminosa.

Una "Superluna" è un evento che si verifica regolarmente quando la Luna  Piena è in perigeo, ovvero si trova nel punto più vicino alla Terra durante la sua orbita.

La "Superluna" tornerà ad Agosto (il 10) e Settembre (l'8) a scandire l'estate.

La distanza media Terra-Luna è di circa 382.000 km, il 10 Agosto si troverà a 363.319 km dalla Terra, il 5% più vicina.

Per questo motivo, in questa posizione la luna si vedrà:

  • il 14% più grande;
  • il 30 % più luminosa. 

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Coetanea Asincronicità

Post n°4378 pubblicato il 28 Luglio 2014 da sagredo58
 

Giugno 2010

Appena tornato a casa, una copia di questo nostro lavoro l'ho riposta, non a caso, in questa stessa polverosa scatola, sopra al vasto archivio di cose scritte e fotografia che mi porto dietro dalla metà degli anni 60.

In questa scatola, che ora riporrò per un lungo ennesimo oblio, ci sono adesso le memorie di due ragazzi coetanei, che mai si sono e si potranno conoscere: io e mia figlia.

Quella preziosa scatola, piena dei ricordi di un'impresa unica che ha segnato la mia infanzia, lega indissolubilmente:

  • il mio entusiasmo bambino,
  • al privilegio di un esame appagante di cui oggi mia figlia a goduto.

Siamo lì, entrambi, sulla Luna, io e lei, assieme ad Armstrong, Aldrin e Collins, gli astronauti di Apollo 11, insieme come non siamo mai potuti stare, come fossimo compagni di scuola, di giochi, di vita, o forse dovrei dire compagni di Luna.

Non oso pensare a quando, se mai, aprirò nuovamente quella scatola.

Forse mai più.

Certamente però continuerò a portarla con me.

Mia figlia cresce veloce.

Oggi ancora non sa, che lì, sulla Luna, sono rimasti a correre a lunghi balzi nella bassa gravità, come al rallentatore, tenendosi per mano, felici, liberi, i ragazzi che entrambi siamo stati.

Oggi non sa che quei ragazzi correranno sulla Luna per tutto il resto della sua vita.

Quando finalmente lo capirà, io sarò lì sulla Luna, ancora con lei.

Questo è il grande privilegio che avrò avuto io mentre continuo il mio viaggio.

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Esaltante Cooperazione

Post n°4377 pubblicato il 28 Luglio 2014 da sagredo58
 

Giugno 2010

Mia figlia è riuscita a imprimere anche lei la sua impronta sulla Luna, a fianco di quella di Armstrong che campeggia sulla copertina della sua Tesina, motivo per cui il titolo è declinato al plurale: "Impronte sulla Luna".

La sua fatica è stata compensata dalla soddisfazione di essere riuscita a colpire gli insegnanti chiamati a giudicarla:

  • con la contestualizzazione del primo allunaggio alle diverse materie di studio,
  • con la sua bella riproduzione della "Notte stellata" di Van Gogh;
  • con l'uso della rimembranza leopardiana;
  • con l'impiego di un computer portatile per mostrare, mentre parlava, slide ricche di foto della missione Apollo 11 cercate in internet;
  • con la copia cartacea della tesina distribuita agli insegnanti, da lei scritta e da me revisionata e ricomposta tipograficamente in veste semi professionale.

E' stato un bel lavorare assieme, quasi tre mesi, duramente, confrontandoci accesamente, smussando, modificando, integrando, sostituendo, migliorando.

Affinando le idee in un dialogo adulto in cui spesso mi ha convinto delle sue ragioni, del suo punto di vista.

Imparando parole e concetti nuovi, usando moderni strumenti concettuali (mappe mentali) e tecnologici (computer, internet), senza per questo tralasciare cose antiche come la polverosa scatola del bambino che sono stato, ancora piena dei ritagli di giornali dedicati alle missioni Apollo.

 
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Storia di un bambino che guardava alla Luna – Rinnovato Esame

Post n°4376 pubblicato il 28 Luglio 2014 da sagredo58
 

Giugno 2010

Fatto! Nel 2010 ho preso, per la seconda volta, la licenza di III media.

Mia figlia ha avuto il raro privilegio di un esame appagante.

Privilegio raro, molti dei miei esami, che pure si sono legati ad ottime valutazioni, non mi hanno dato quel senso di soddisfazione che lei ha potuto sperimentare per la prima volta.

Soddisfazione che nasce dal pilotare l’esame nel modo che si è pianificato, dal riuscire a dire quello che si vuol dire, dall’essere sufficientemente rilassati, tanto da divertirsi seppur emozionati.

Non ho assistito al suo esame come da lei richiesto.

L’ho banalmente abbracciata stretta prima che salisse.

Rispettando il suo desiderio di autonomia.

Mi sono limitato ad attenderla all’uscita per farmi raccontare.

Non avevo paura che andasse male, solo che potesse rimanere delusa.

 
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