Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cadute di stile e cazzeggi

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Adulatrice :-) c'è gelo da sciogliere?
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Emozionante è raccontare l'emozione
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Tu, gigante nel fisico e nella mente, riesci a sciogliere...
Inviato da: fran6319
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E' stato emozionante conoscere attraverso questo post,...
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+18 anni - 2005, Cielo Azzurro

Post n°4770 pubblicato il 21 Novembre 2014 da sagredo58
 

Quell’anno che eri in terza elementare,

per entrare nel tuo mondo scolastico che m’era precluso,

per vederti in esso,

mi sono inventato le lezioni sul “Perché il cielo è azzurro?”.

Ne ho goduto.

Nel progetto didattico che ho inviato a molte scuole ho scritto …

 

Molto devo a mia figlia, che ha svolto il ruolo di piccola musa ispiratrice.

Da quando aveva sei anni ha accettato, con entusiasmo,

di alternare le solite favole della buona notte

con quelle che lei chiamava le “domande difficili”,

che altro non erano che storielle ispirate a spiegare

concetti e ragionamenti di scienza, fisica e matematica.

 

Queste esperienze,

svolte rigorosamente nella sua cameretta,

con la luce spenta,

sul bordo del suo letto,

non hanno facilitato il suo sonno,

forse le hanno sottratto qualche coccola,

 

Hanno fatto sviluppare in me la convinzione,

che parlare di fisica ai bambini fosse possibile,

che per i bambini potesse essere interessante.

Hanno creato in mia figlia la convinzione,

che dovessi spiegare quelle stesse cose,

anche ai suoi compagni di classe.

 
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+18 anni – 2004, Nascita

Post n°4769 pubblicato il 21 Novembre 2014 da sagredo58
 

Solo dopo che è morta mia madre

sono riuscito a scrivere parole

che ho sempre rimuginate,

senza prima riuscire a fissarle …

sulla tua nascita.

 

Il Parto è stato difficile ed io non sono tipo da sala parto.

Aspetto fuori, con mia madre.

Mio padre troppo malato per esserci; mia sorella all'estero.

Davanti al vetro della nursery.

Punto quella scatoletta di plastica trasparente, ancora vuota.

 

Quando l'infermiera vi depone un paonazzo mostriciattolo,

mi giro, e abbraccio mia madre.

Piango a dirotto, con profondi singulti,

per liberare la tensione che si è accumulata dalla mattina,

quando si sono rotte le acque.

 

Scuoto mia madre

con i sussulti che mi fanno vibrare il corpo, cresciuto, con il quale l’avvolgo.

Dura tanto quell’abbraccio.

Stringo mia madre, la carezzo sulle guance, come fosse un'amante.

La ristringo a me e la bagno di lacrime.

 

Lei è stata lì, senza ritrarsi, partecipando, di fronte a te, oltre il vetro.

L'ho sentita come per anni non mi era capitato,

il suo seno premuto sul mio petto.

Le toccavo i capelli, ne inspiravo l'odore.

Mi sentivo dentro di lei, caldo, confortato.

 

Urlavo il dolore per esserne uscito trentotto anni prima.

Urlavo, all'unisono con te figlia, per celebrare il mio e tuo dolore d’esser venuti al mondo,

per essere stati, io strappato a lei, tu donata a me.

Di mia madre mi rimane quest'infinito abbraccio, di fronte a te, con te.

Non posso non piangere al ricordo, anche adesso che l'ho descritto un’altra volta.

 
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+18 anni - 1996, Lettera di una bambina prossima a nascere

Post n°4768 pubblicato il 21 Novembre 2014 da sagredo58
 

Nemmeno eri nata,

che già ti mettevo in bocca parole,

facendoti scrivere una lettera impossibile …

 

Quando la mia eternità inizierà a vacillare,

ci saranno delle cose che non vorrò dirti papà,

questo sarà semplice.

 

Ancora più in là,

quando la mia eternità sarà definitivamente compromessa,

ci saranno delle cose che vorrò disperatamente dirti,

 

Che non potrò proferire,

per mancanza di una lingua,

un vocabolario, una grammatica, una sintassi, adeguate.

 

Forse per questo mi piace tanto vedere le tue foto,

d’inimmaginabile padre bambino,

nell’impossibilità di comunicare realmente.

 

Nel continuare a meravigliarmi di quelle tue foto,

pensando, posso illudermi …

che il solo pensato sia stato detto.

 

Sia stato tradotto in quell’inesistente lingua atemporale,

dove i verbi non si coniugano,

ed il presente si fa’ asintotico ed irraggiungibile.

 

Rimane per legarci la pura emozione,

la dimensione dell’affetto,

questo sì in grado di dilagare.

 

Ora impulsivo e disperato, ora ipnotico e suadente,

in ogni circonvoluzione cerebrale, in ogni anfratto temporale,

Come a suggerire che il tempo sia solo annidato tra le spire del nostro cervello.

 

Questo affetto, allucinogeno potente ed appagante,

m’i infiamma la ragione,

mi distorce la memoria.

 

E’ la causa, al tempo stesso l’antidoto,

di questa impossibilità di scambiarci il solo pensato,

attraverso i nostri tempi sfasati.

 

 “Quando la tua eternità inizierà a vacillare” scrivevi/scrivevo ...

Quel “Quando” è arrivato,

E’ oggi, adulta, con le cose, tue, che, legittimamente, non mi vorrai dire.

 
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+18 anni – 2014, Cara figlia non sarò lì, con te

Post n°4767 pubblicato il 21 Novembre 2014 da sagredo58
 

Cara figlia,

non sarò lì, con te, nella notte,

a brindare, per il tuo diciottesimo compleanno.

 

Non ci sarò,

per il ricordo dei miei 18 anni,

che esigevano la dicotomica separazione tra genitori ed amici.

 

Non ci sarò,

per il rispetto dei tuoi 18 anni,

che alla medesima promiscuità volentieri rinunciano.

 

Non mi serve esserci,

festeggio la tua nascita ogni volta che ti vedo, che t’abbraccio,

che piango travolto dalle emozioni che mi dai.

 

Si figlia, tu m’emozioni, intensamente,

da quando t’ho preso in braccio la prima volta,

intimorito di poterti far male senza volere.

 

Sono passati anni, 18 dunque,

da quel primo abbraccio,

da allora nulla ha potuto interessarmi di più del vederti, ascoltarti e stringermi a te.

 

Le emozioni che tu mi regali sono scolpite nella mia memoria,

queste emozioni evoco scrivendo,

per ripercorrerle, rigoderle, incessantemente.

 

Per questo, oggi tu maggiorenne,

non posso che donarti mie parole adulte,

alcune le avrai già udite, altre ti suoneranno nuove.

 

Queste parole descrivono il mio amore per te,

raccontano le emozioni che tu mi dai,

valgono il legame che ci unisce.

 
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Fallingwater – un capolavoro senza progenie.

Post n°4766 pubblicato il 20 Novembre 2014 da sagredo58
 

La casa sulla cascata ha sbalordito per decenni osservatori, architetti e visitatori, sommando la bellezza dell’inserimento nell’ambiente naturale, all’ardimento e l’equilibrio dei suoi volumi.

Nonostante la sua fama, Fallingwater è stata spesso definita come un capolavoro senza progenie.

Forse perché alla fine degli anni Trenta, mentre la Casa Kaufmann veniva completata, era giunto il momento in cui l’approccio “industriale” al modernismo stava per prevalere su quello artigianale.

Fallingwater è moderna per le sue forme non tradizionali, ma non modernista nei termini dettati dalla scuola di architettura di Ludwig Mies Van der Rohe e Walter Gropius.

Il modernismo voleva integrare qualità estetiche maturate del passato con le nuove soluzioni industriali e una novità nelle forme, ma la caratteristica fondamentale di Fallingwater riguarda, come già accennato, l’integrazione tra l’ambiente artificiale (la casa) e quello naturale (la foresta e la cascata che la circondano).

È un esempio unico e originale in quella corrente, non si può dire che volesse seguirne i dettami: Wright l’ha concepita in totale autonomia.

 
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Fallingwater – Un aneddoto

Post n°4765 pubblicato il 20 Novembre 2014 da sagredo58
 

Wright, che modesto non era, che adorava farsi chiamare “il maestro”, ricevette l’incarico e i rilievi topografici nel marzo del 1935.

Poi, per sette mesi, non fece assolutamente niente.

Un giorno di settembre dello stesso anno Edgar Kaufmann Sr. si trovava a Taliesin, nel Wisconsin, dove Wright aveva lo studio, e incuriosito dall’andamento del progetto gli telefonò per annunciare la sua visita.

Con grande teatralità Wright rispose: “La stavamo aspettando, signor Kaufmann” e invitò il suo trascurato, ignaro cliente a pranzare con lui per poi guardare insieme le tavole.

Alla fine della telefonata, Wright cominciò a disegnare freneticamente prima dell’arrivo di Kaufmann, per poi consegnare gli schizzi ai suoi collaboratori che, mentre lui pranzava, prepararono delle tavole più raffinate.

 
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Fallingwater – Giudizi

Post n°4764 pubblicato il 20 Novembre 2014 da sagredo58
 

Nel 1991, l’American Institute of Architects ha dichiarato Fallingwater come:

la migliore opera architettonica americana di tutti i tempi.

 

Frank Lloyd Wright definisce così l’opera:

Fallingwater è una grande benedizione - una di quelle grandi azioni umane che possono essere sperimentate qui sulla terra, non penso che niente ancora abbia mai uguagliato la coordinazione, la sintonia espressiva di un grande principio di armonia dove la foresta, il ruscello, la roccia e tutti gli elementi strutturali sono così quietamente combinati tanto che tu puoi realmente ascoltare non altri rumori se non la musica del ruscello che scorre.

Ma se tu ascolti il suono di Fallingwater tu ascolti la quiete della campagna ...

 

Bruno Zevi, la descriveva così:

Si libra sopra una cascata, tra le colline della Pennsylvania, incastrandosi alla formazione rocciosa.

Apoteosi dell’orizzontalità, con gli sbalzi impressionanti del soggiorno e delle terrazze.

 

Kenneth Frampton, altro grande storico dell’architettura, ne parla in questi termini:

il trattamento a sbalzo era stravagante fino a rasentare la follia, un agglomerato di piani miracolosamente sospesi nello spazio, posti in equilibrio a varie altezze.

 
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Fallingwater – Architettura organica

Post n°4763 pubblicato il 19 Novembre 2014 da sagredo58
 

La sua architettura organica promuove un'armonia tra l'uomo e la natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale attraverso l'integrazione dei vari elementi artificiali e naturali dell'intorno ambientale del sito: tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo architettonico.

Wright in FallingWater adopera per raggiungere la sua architettura organica non solo i materiali del luogo, come la pietra, ma anche e soprattutto una moderna tecnologia espressiva, che nonostante la sua apparente dirompenza s’integra perfettamente con i suoi volumi nello spazio del luogo.

La pietra nativa si fonde con le strutture in cemento armato originariamente color albicocca chiaro che si amalgamano come in un unico impasto; così che la costruzione non può essere immaginata in nessun altro luogo se non in questo.

I tre piani della casa si arretrano gradualmente dal corpo roccioso centrale, il succedersi dei piani equivale ad un continuo incrociarsi di un volume sull'altro.

La logica compositiva si basa sul saldo rapporto con l'ambiente circostante: la dislocazione dei corpi e lo slittamento dei volumi riflettono e al contempo si adeguano ed esaltano l'organico "disordine" proprio della natura del luogo.

Al piano principale ed al lato del camino, poggiante su un macigno e fulcro della composizione, è il grande soggiorno aperto verso sud e fiancheggiato da due terrazze; sul suo angolo ad est è l'ingresso al quale segue la scala che porta ai piani superiori.

 

La zona giorno occupa il lato nord dell'edificio; dal soggiorno con una scala si scende al basamento dell'edificio, dove dall'acqua della cascata emergono sagomati sostegni di cemento ed altri elementi portanti, formati da blocchi di pietra locale.

 
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Fallingwater – Casa sulla cascata

Post n°4762 pubblicato il 19 Novembre 2014 da sagredo58
 

 “Casa sulla cascata” è il nome italiano con cui è più nota Fallingwater, una villa progettata nel 1935 e realizzata nel 1936-39 in Pennsylvania (Stati Uniti d'America) dall'architetto Frank Lloyd Wright.

Fallingwater nasce da un progetto per Edgar J. Kaufmann, ricco e sosfisticato commerciante di Pittsburgh.

Frank Lloyd Wright è ispirato dalla famiglia Kaufmann che è affascinata da una cascata su un ruscello chiamato Bear Run che corre sui boschi montuosi dell’ovest della Pennsylvania.

Così realizza una serie di piani a terrazza a sbalzo e sovrapposte, che si richiamano alla stratificazione delle rocce del sito e che aggettano audacemente sopra la cascata creando un eccezionale effetto scenico.

La famiglia Kaufmann usa l’abitazione come casa di vacanza sino agli anni cinquanta, donandola nel 1963 al Western Pennsylvania Conservancy, che la fa diventare una casa museo aperta al pubblico con migliaia di visitatori ogni anno.

L’abitazione conserva intatto quasi tutto l’arredamento disegnato da Wright e numerosi oggetti d’arte di famosi artisti dell’epoca, oltre a tappezzerie e libri originali.

 
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Fallingwater – Oggi ho giocato felice con i mattoncini Lego

Post n°4761 pubblicato il 18 Novembre 2014 da sagredo58
 

2014

Quest’anno mi regalano una scatola Lego della nuova serie Architecture, per i costruttori esperti di almeno 16 anni, che comprende gli edifici più famosi dell'architettura mondiale, tutti realizzati in stile LEGO.

 

Oggi ho giocato felice con il Lego …

Ci ho giocato con mia figlia.

Che questo sia accaduto in prossimità del suo 18esimo compleanno è stupefacente.

Non so se potrà mai più accadere.

 

Ogni pezzetto che mettevo a posto mi rivedevo,

bambino prima,

padre poi,

in una sovrapposizione struggente di memorie.

 

Abbiamo aperto la scatola, regalatami da chi conosce la mia passione.

In un paio d’ore di lavoro, assieme,

abbiamo ricostruito un mio giovanile entusiasmo architettonico:

la “Casa sulla cascata”, dell'architetto Frank Lloyd Wright.

 

Alla fine ci siamo fotografati, a vicenda,

vicino alla casa completata.

Dopo ci siamo abbracciati stretti,

consci di quello che questo ultimo montaggio sugella.

 
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