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fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

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Indelebili Tracce – Ready-Made

Post n°8535 pubblicato il 21 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

L'opera "Merda d'artista" (sempre quella con la "M" maiuscola) di Piero Manzoni, è influenzata dai celebri "ready-made" di Marcel Duchamp realizzati nei primi decenni del Novecento.

 

Il termine ready-made, traducibile come "detto-fatto", nel senso d'istantaneo, è utilizzato per descrivere un'opera d'arte ottenuta da oggetti lontani dal sentimentalismo e dall'affezione, comuni manufatti d'uso quotidiano, modificati o usati direttamente così come sono:

  • un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinale, per Duchamp;
  • la propria merda inscatolata, le uova timbrate con il pollice, il pubblico ed il mondo messi sul piedistallo, per Manzoni;
  • una carriola, per la grafantastica artista, che in un lampo di autocoscienza si percepisce stronzetta, come poterle dare torto.

 

L'oggetto prescelto assurge ad opera d'arte una volta prelevato dall'artista e posto, così com'è, in una situazione diversa da quella di utilizzo che gli sarebbe propria, museo o galleria d'arte.

 

Il valore aggiunto dell'artista è l'operazione di scelta o individuazione casuale dell'oggetto, di sua acquisizione ed isolamento.

 

 
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Indelebili Tracce – Tutto come Opera d’Arte

Post n°8534 pubblicato il 21 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

L'ultimo vincolo, quello temporale, che costringe il pubblico a sostare sulla "Base magica" per essere opera d'arte, Manzoni lo rimuove con la serie "Socle du monde", traducibile dal francese con "Base del mondo".

 

Ne realizza tre, l'ultima "Socle du monde" include un omaggio ad un altro mio eroe, Galileo Galilei, che ha insegnato all'Uomo a vedere in modo nuovo:

  • un parallelepipedo in ferro (100 x 100 cm di base, per 82 cm di altezza), installato nel parco della ex fabbrica Herning, in Danimarca, divenuta Museo d'arte moderna;
  • su un lato è impressa la scritta "SOCLE DU MONDE, socle magique n.3 de Piero Manzoni, 1961, Hommage à Galileo";
  • scritta rivolta verso il basso, che nell'esperienza fisica si legge capovolta;
  • se guardata a testa in giù, piegandosi a guardarsi tra le gambe, la scritta si legge correttamente, come se si trattasse di un piedistallo capovolto;
  • nell'esperienza mentale il piedistallo sorregge il mondo intero e non viceversa;
  • quello che è sul piedistallo è l'opera d'arte, il mondo intero.

 

Così adesso tutto il Mondo, tutto quello che contiene è un'opera d'arte ...

 

 

Perfino le carriole!

 


 

 
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Indelebili Tracce – Pubblico come Opera d’Arte

Post n°8533 pubblicato il 21 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Il passo successivo è sancire la trasformazione del pubblico in opera d'arte, cosa che Piero Manzoni ottiene firmando le "sculture viventi":

  • modelle o persone del pubblico autografate dall'artista;
  • accompagnate da un attestato di autenticità, come ogni opera d'arte.

 

Su questi documenti Manzoni appone un timbro:

  • rosso, se la persona è per intero un'opera d'arte e tale rimarrà per sempre;
  • giallo, se il nuovo status è limitato a certe parti del corpo;
  • verde, se vincolato a particolari attività a carico della persona, come il dormire o il correre;
  • porpora, se l'artisticità del corpo è stata comprata.

 

Il gesto artistico che eleva lo spettatore dell'opera, in opera d'arte stessa, è automatizzato da Piero Manzoni mediante la costruzione della "Base magica":

  • una piedistallo di legno, di forma tronco piramidale, a base quadrata, 79,5×79,5 cm, alto 60 cm.
  • chiunque salga sul piedistallo deve essere considerato un'opera d'arte;
  • anche Manzoni ci sale sopra.

 

C'è ancora una limitazione, si è opera d'arte solo per il tempo che si rimane sulla "Base magica", come rimuoverla?

 

 
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Indelebili Tracce –Pubblico che partecipa all’Arte

Post n°8532 pubblicato il 20 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Piero Manzoni, per far partecipare il pubblico all'arte, inventa una performance, eseguita nel luglio del 1960, in cui il pubblico è chiamato a divorare l'arte:

  • Manzoni fa bollire delle uova (Ben 150);
  • una volta sode, Manzoni imprime li pronta  del suo pollice sulle uova che così diventano sculture commestibili;
  • poi le offre al pubblico da mangiare.
  • lui stesso divora un uovo, dichiarando "ho mangiato una scultura".

 

Attraverso l'uovo divenuto reliquia scultorea, perché "consacrato" dal contatto col corpo dell'artista, come testimoniato dall'impronta, il pubblico partecipa all'arte, entrando in comunione con la fisicità dell'artista.

 

 

 
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Indelebili Tracce – Oltre il Barattolo

Post n°8531 pubblicato il 20 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Per superare il ruolo passivo dello spettatore, due sono le strategie oltre il Barattolo attuate da Piero Manzoni:

  • il pubblico è fatto partecipare all'arte, seguendo le orme dell'artista, partecipando alla natura del suo corpo.
  • pubblico è chiamato ad essere esso stesso opera d'arte.

 

Vediamo cosa c'è oltre il Barattolo ...

 

 

 
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Indelebili Tracce – Fuori dal Barattolo

Post n°8530 pubblicato il 20 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Fuori dal Barattolo cosa accade?

 

 "Merda d'artista" genera un effetto di chiusura del senso dell'opera d'arte che non ha più un "messaggio" da comunicare, significa solo se stessa.

Ciò coinvolge anche i destinatari della comunicazione artistica, il pubblico.

 

Se l'arte non è portatrice di un messaggio,

se l'opera d'arte non esiste più come oggetto concreto,

che può essere esibito in un museo o venduto in una galleria,

il pubblico non può restare confinato nel ruolo passivo di spettatore:

  • Bisogna andare oltre il barattolo di merda!
  • Arrivare persino ad ingerire cibo, peraltro essenziale per produrre merda.

 

 
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Indelebili Tracce – Dentro al Barattolo

Post n°8529 pubblicato il 20 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Dentro al Barattolo cosa c'è?

 

Evidentemente l'effettivo inserimento di merda, oltre al rischio di sporcarsi ad alla poco piacevole manipolazione della preziosa materia fecale, risulta assolutamente inutile per rafforzare l'idea della messa in vendita di un barattolo di "Merda d'artista".

Dopo la morte di Piero Manzoni, un suo amico ha dichiarato che in realtà all'interno dei famosi barattoli è contenuto solo gesso.

Non credo ci sia collezionista che voglia verificare, anche perché dopo tutto questo tempo chissà che cosa potrebbe uscire.

 

 
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Indelebili Tracce – Valore della Merda d’Artista

Post n°8528 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Attualmente i barattoli di "Merda d'artista", sono conservati in diverse collezioni d'arte in tutto il mondo, in Italia nel Museo d'arte contemporanea Donnaregina (NA) è conservato il barattolo numero 12.

 

Il valore di ogni barattolo è ormai assai superiore a quello fissato da Piero Manzoni al momento della creazione dell'opera:

  • Il costo originale è 21.000 lire a barattolo, l'oro all'epoca è quotato 700 lire al grammo, nel barattolo ci sono 30 grammi di merda venduta al prezzo dell'oro, equivalenti a circa 10 €.
  • Il costo attualizzato è di 1.050 € a barattolo, oggi l'oro è quotato 35 € al grammo;
  • L'ultimo record mondiale è di 275.000 €, compresi i diritti d'asta, raggiunto il 7 dicembre 2016, presso la casa d'aste milanese Il Ponte, a Milano, per la scatoletta numero 69, altro che oro la merda di Piero Manzoni vale 260 volte di più.
  • Il penultimo record mondiale è di 124.000 €, raggiunto il 23 maggio 2007, nella casa d'aste Sotheby's, a Milano, un collezionista privato europeo si è aggiudicato il barattolo numero 18.

 

Non vi affrettate ad inscatolare il vostro prodotto fecale.

Ha valore solo quello di chi per primo ha avuto l'idea, Piero Manzoni, è proprio questo che rende l'idea non banale, averla avuta per primo.

E' evidente che aprire un barattolo significherebbe perdere l'investimento fatto per acquistare l'opera.

Si pone allora il problema di cosa ci sia dentro ai barattoli, come, simmetricamente, anche di cosa ci sia fuori.

 

 
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Indelebili Tracce – Significato della Merda d’Artista

Post n°8527 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

L'opera "Merda d'artista":

  • quella con la "M" maiuscola,
  • che poi ne incontreremo altra di merda, ma con la "m" minuscola;

suggerisce diverse letture simboliche:

  • ironica metafora dell'origine profonda del lavoro dell'artista, in senso più generale dell'uomo che creativamente produce;
  • poetica della cessione da parte dell'artista di una parte di sé.

 

I barattoli di merda, oltre che dare dignità alla vile materia, inducono una riflessione sul ruolo dell'artista di fronte all'autoreferenzialità dell'opera d'arte.

 

Spossessato dell'oggetto, la merda,

incantato dal ricordo del suo status eroico, di artefice e produttore,

l'artista trova una compensazione della perdita,

invadendo lo spazio tradizionalmente assegnato all'opera, il museo.

Il corpo stesso dell'artista si offre al pubblico come un'opera d'arte,

le vestigia di quel corpo divengono reliquie.

 

 

 
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Indelebili Tracce – Merda d’Artista

Post n°8526 pubblicato il 19 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Il 21 maggio 1961 sigilla le proprie feci, avete capito bene la merda, in 90 barattoli di latta, del diametro di 6,5 centimetri e 4,5 d'altezza, ai quali applica un'etichetta con la scritta:

 

Merda d'artista

CONTENUTO NETTO GR 30

CONSERVATA AL NATURALE

PRODOTTA ED INSCATOLATA

NEL MAGGIO 1961

 

Scritta ripetuta in quattro lingue: inglese, francese, tedesco e italiano.

 

Sulla parte superiore del barattolo, il tappo, appone:

  • un numero progressivo da 1 a 90, che definisce l'opera essere un multiplo;
  • insieme alla sua firma, posta sotto la scritta PRODUCED BY.

 

Mette in vendita i barattoli ad un prezzo pari all'equivalente in oro del loro peso.

 

Ho visto alcune scatole di "Merda d'artista" alla X Quadriennale d'arte moderna che si tenne a Roma nel 1973, avevo 15 anni, quella merda:

  • mi è parsa una bellissima e trasgressiva provocazione;
  • un inequivocabile e radicale segnale di rottura con la tradizione artistica del tempo;
  • l'incipit che apre la via alla degenerazione e decadenza dell'arte contemporanea in carriola.

 

"Merda d'artista" è il titolo di un'opera dell'artista italiano Piero Manzoni.

 

 

 
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