Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Parte IV – Cibo, anni ’80 la rivolta slow food

Post n°4928 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Il ricordo degli anni '80 è legato:

  • all'imporsi di nuove prospettive politiche di carattere liberista (Ronald Reagan negli Stati Uniti e Margaret Thatcher in Gran Bretagna),
  • ad un processo di sviluppo economico accelerato e di rilancio dei Paesi occidentali,
  • all'imporsi di stili di vita di carattere edonistico,
  • alla definitiva sconfitta del terrorismo in alcuni Paesi europei,
  • alla caduta del Muro di Berlino.

In questo contesto nella seconda metà degli anni '80, nasce il movimento di pensiero slow food, in aperto e dichiarato contrasto con il dilagare:

  • del fast food,
  • della frenesia della vita moderna.

Il movimento slow food studia, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, rivendicando il diritto al piacere nel rapporto con il cibo.

Il tratto culturale più innovativo del movimento slow food è l'idea che l'atto di consumo sia un atto politico, che implica la consapevolezza delle conseguenze socio economiche delle scelte alimentari.

Conseguenze per sé e per gli altri.

Il movimento slow food segna primo punto di congiunzione di due "categorie culinarie" completamente differenti, per quanto tra loro interrelate:

  • quella del COME mangiare, dell'atto del "mangiare", lo SLOW;
  • quella del COSA mangiare, l'oggetto di tale atto, il "cibo", il FOOD.

SLOW rimanda al "mangiare", di fatto evidenziando una critica al diffuso approccio contemporaneo al cibo che, di fatto, si è ridotto a una forma di "nutrizione" e non di "mangiare".

 
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Parte IV – Cibo, anni ’70 il consolidamento delle novità introdotte

Post n°4927 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da sagredo58

Gli anni '70 segnano, nel rapporto con il cibo, il definitivo imporsi, in forma strutturata, delle dinamiche manifestatesi nei decenni precedenti.

In un contesto di profonda inquietudine giovanile e di messa in discussione della famiglia e dei suoi riti, i tratti caratteristici della nuova realtà dei consumi divengono la norma, il modo abituale di vivere il rapporto con il cibo:

  • industrializzazione spinta, anche come possibilità tecnologica,
  • crescente massificazione,
  • l'imporsi della grande distribuzione e delle sue catene,
  • il cambiamento dei gusti sempre più nella direzione del meno cibo cucinato e più cibo pronto (anche surgelato),
  • una pubblicità sempre più incidente sulle dinamiche di consumo.

Un cibo sempre meno concepito come forma di piacere, rito collettivo e conviviale, o stuzzicante oggetto di curiosità.

Un contesto sociale in cui le scelte gastronomiche sono:

  • sempre più ridotte a risposte meccaniche alle sollecitazioni della pubblicità e dei tempi frenetici della vita quotidiana;
  • un riflesso condizionato delle pressioni che stanno modificando strutturalmente la vita delle persone, senza che queste abbiano ancora avuto il tempo di elaborare strategie di risposta e adattamento.
 
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Parte IV – Cibo, anni ’60 l’avvento della grande distribuzione

Post n°4926 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Gli stessi anni '60, segnano un'epoca nella quale l'industria alimentare promuove i suoi valori peculiari:

  • sicurezza alimentare,
  • controllo dei processi,
  • ampiezza di scelta per il cliente,
  • accesso al cibo.

Parallelamente alla nascita della comunicazione pubblicitaria ha inizio la rivoluzione nella distribuzione, con l'imporsi, in tutto il mondo occidentale, della grande distribuzione organizzata.

Basta rileggere il racconto "Marcovaldo al supermarket" di Italo Calvino, del 1963, per comprendere l'effetto di novità destabilizzante, rappresentato da questi nuovi "negozi":

Insomma, se il tuo carrello è vuoto e gli altri pieni, si può reggere fino a un certo punto: poi ti prende un'invidia, un crepacuore, e non resisti più.

Allora Marcovaldo, dopo aver raccomandato alla moglie e ai figlioli di non toccare niente, girò veloce a una traversa tra i banchi, si sottrasse alla vista della famiglia e, presa da un ripiano una scatola di datteri, la depose nel carrello.

Voleva soltanto provare il piacere di portarla in giro per dieci minuti, sfoggiare anche lui i suoi acquisti come gli altri, e poi rimetterla dove l'aveva presa.

Questa scatola, e anche una rossa bottiglia di salsa piccante, e un sacchetto di caffè, e un azzurro pacco di spaghetti.

Marcovaldo era sicuro che, facendo con delicatezza, poteva per almeno un quarto d'ora gustare la gioia di chi sa scegliere il prodotto, senza dover pagare neanche un soldo.

Ma guai se i bambini lo vedevano!

Subito si sarebbero messi a imitarlo e chissà che confusione ne sarebbe nata!

 
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Parte IV – Cibo, anni ’60 l’affermazione della velocità

Post n°4925 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da sagredo58
 

L'industria alimentare, negli Stati Uniti prima, in Europa poi, distilla abbastanza rapidamente una formula di successo che, seppure costantemente aggiornata nel tempo, mantiene invariati nel tempo i suoi elementi di base.

  • aggressive campagne pubblicitarie,
  • attenzione maniacale al packaging,
  • competizione concentrata sul prezzo e sulla convenienza (giocata anche in chiave di proposizione di porzioni sempre più ricche e caloriche),
  • capacità di individuare modalità di consumo coerenti con uno stile di vita medio sempre più veloce e convulso.

Si introduce così una delle dimensioni ancora oggi centrali in ogni sviluppo di pensiero relativo al ruolo del cibo nel futuro: la velocità.

Si tratta dell'elemento che più di ogni altro ha segnato una differenza sostanziale nella struttura della vita delle persone negli ultimi cinquanta anni.

Essa ha investito ogni sfera della vita delle persone, anche quello relativo ai tempi e alle modalità del consumo di cibo.

Inizialmente questa velocizzazione dei ritmi di vita non sembra costituire un motivo di disagio.

Il consumatore a cui la nuova proposta alimentare fast è rivolta è:

  • ottimista;
  • inebriato dallo sviluppo economico accelerato e dalle prospettive di progresso suggerite da scienza e tecnologia;
  • ignorante dei nessi tra alimentazione e salute, verso i quali sembra in generale molto poco sensibile.

La velocità è l'elemento caratteristico della nostra epoca, destinato ad influenzare significativamente il nostro rapporto con il cibo e gli stili alimentari, impattando sulle seguenti diverse dimensioni:

  • il piacere dell'esperienza sensoriale;
  • la richiesta di una comodità situazionale che consenta di godere appieno del cibo gustato,
  • l'esigenza di semplificare le procedure di preparazione del cibo (per guadagnare il tempo che oggi manca e supplire la perdita di cultura alimentare che impedisce di operare autonomamente in questo ambito);
  • la nozione di portabilità ovunque, intesa come facilità di applicazione dello stile alimentare desiderato anche all'interno di una società in movimento sempre più frenetico.
 
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Parte IV – Cibo, anni ’60 l’introduzione della pubblicità

Post n°4924 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da sagredo58
 

In Italia, gli anni'60 sono anni di grande mobilità sociale, nei quali nasce una nuova classe imprenditoriale e si allarga l'accesso alle Università.

Si forma una classe media la cui prevalenza sarà, fino a tutti gli anni '90, una delle caratteristiche sociali più rilevanti del nostro Paese.

Sono anche anni di elevata mobilità territoriale:

  • dal Sud al Nord del Paese,
  • dalle campagne alla città (urbanizzazione).

Accanto al consolidarsi del ceto medio, nasce una vasta classe di proletariato urbano.

Uno degli elementi che segna in modo marcato lo sviluppo sociale del paese, come era accaduto più di un decennio prima negli Stati Uniti, è la nascita della televisione.

La televisione costituisce la cinghia di trasmissione di un nuovo approccio alla comunicazione di beni e prodotti.

Con la televisione nasce l'industria pubblicitaria moderna, che tanta parte ha avuto nelle sorti delle produzioni di beni di largo consumo, anche alimentare.

La televisione, la stampa e, nel caso specifico, la pubblicità si offrono come mezzi ideali per una pedagogia del consumo, diffondendo le novità del momento, i nuovi beni industriali da trasformare in simboli di status.

Icona di questo fenomeno è il Carosello televisivo che, nato nel 1957, diviene all'inizio degli anni '60 un formidabile mezzo di comunicazione pubblicitaria, dunque un canale per nuovi modelli di comportamento.

Il mezzo televisivo, oltre ad essere volano di comunicazione per sua natura piuttosto invasivo, arriva ad incidere direttamente perfino sulle stesse modalità di consumo dei beni alimentari.

All'estero la nozione di "TV dinner" risale al 1953 quando un azienda di cibo congelato propone un piatto di tacchino precotto, pronto per essere consumato davanti al televisore, riducendo al minimo le operazioni di preparazione. 

 
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Parte IV – Cibo, anni ’50 la “sbornia” alimentare

Post n°4923 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da sagredo58
 

In Italia, più in generale in Europa, il secondo dopoguerra segna la nascita dell'industria alimentare moderna.

Si realizza in quegli anni un progresso straordinario di innovazioni tecnologiche che rende possibile un miglioramento economico e sociale, fortemente accelerato:

  • migliorano i trasporti urbani ed extra urbani,
  • migliora la logistica,
  • si sviluppano impetuosamente l'automobile e le infrastrutture viarie.

Sul versante più strettamente alimentare si assiste:

  • al progresso nelle metodologie di conservazione e preparazione degli alimenti,
  • agli sviluppi delle conoscenze scientifiche nella gestione degli allevamenti animali e delle coltivazioni,
  • alla diffusione degli elettrodomestici.

La diffusione capillare dei mezzi di comunicazione di massa origina nuovi modelli di consumo.

Accedono alle prime forme moderne di produzione alimentare di natura industriale intere fasce di popolazione.

Parallelamente al consolidarsi di regimi politici democratici e al rifiorire, in forma rinnovata, dell'industria, dopo le ristrettezze della guerra, si assiste dunque nel mondo occidentale all'affermarsi di una condizione di benessere economico diffuso che costituisce uno dei fattori essenziali per la nascita di una moderna società dei consumi.

 

Risale agli anni '50 anche la nozione di fast food:

  • Nel 1955 che Raymond Kroc fonda l'impresa ad oggi di maggior successo nel settore, la celeberrima e globale Mc Donald's.
  • In Italia il primo Mc Donald's è inaugurato a Roma, nei pressi di piazza di Spagna, il 20 marzo 1986, solo 36 anni dopo!

Gli anni '50 sono gli anni della grande "sbornia" alimentare che fa seguito alle angustie dei conflitti mondiali, con un'attenzione nel complesso modesta verso la qualità e gli aspetti nutrizionali dei prodotti, 

 
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Parte IV – Cibo, dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei

Post n°4922 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.

Frase che trasforma il cibo in emblema, come espressione della personalità e del carattere di un individuo.

Con la sovrabbondanza (dove c'è!):

  • si è indebolito il valore nutrizionale del cibo;
  • sono stati enfatizzati altri significati, capaci d'identificare l'individuo o gruppi sociali;
  • il cosa e come mangiare permettono di identificare e identificarsi;
  • il cibo sembra diventato un problema razionale su cui fare scelte meditate;
  • il valore culturale, emozionale e sensoriale del cibo reindirizza la visione dell'alimentazione.

Esiste un fil rouge che lega tra loro i temi:

  • della cultura,
  • della qualità,
  • della salute,
  • dell'alimentazione come esperienza.

Cerchiamolo nella storia recente dell'alimentazione, dagli anni '50 sino alla fine del millennio.

 
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Parte IV – La storia recente dell’alimentazione

Post n°4921 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Si, mi piace mangiare!

Che è cosa ben diversa, nel ricco Occidente, dall'alimentarsi per sopravvivere.

Questa banale considerazione mi spinge a riflettere sul cibo.

 

Riflettere sul cibo dunque ...

Dopo aver:

Per ripassare la storia recente dell'alimentazione (PARTE IV), in Italia, dal 1950 ai giorni nostri, marcata da:

  • "sbornia" alimentare,
  • introduzione della pubblicità,
  • affermazione della velocità (fast food),
  • avvento della grande distribuzione,
  • consolidamanto delle novità introdotte,
  • rivolta slow food,
  • globalizzazione,
  • nascita del salutismo.
 
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Mimetizzazione – Epilogo

Post n°4920 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Che SAGREDO giochi a fare un po' lo stronzo lo sanno tutti qui nel Virtuale, perfino LEI.

Quindi di certo LEI non si stupirà dell'ambivalenza dell'interpretazione fornita dell'enigmatico commento di SAGREDO, il cui significato è sospeso come un pendolo oscillante tra:

  • OSSIMORO ed ANTIFRASI.
  • Intelligenza e stupidità.

 

Che avrà voluto dire SAGREDO?

Nulla di più di quanto già detto sarà aggiunto, anche per lasciare la dovuta suspense finale.

 

Qualcosa però è inequivocabilmente chiaro, la pervicacia di LEI, quella che:

  • non le permette di lasciar correre,
  • che le impedisce di non infilarsi dove non c'entra nulla.

Considerata detta pervicacia, riuscirà LEI ad astenersi dal commentare questi post, anche con il vantaggio di mantenere un sufficiente anonimato?

SAGREDO se lo augura ma non ci scommetterebbe sopra, troppo il rischio di perdere, in ogni caso non ha voglia di aggiungere ulteriori spiegazioni.

 

Tutto ciò dedicato con beffarda simpatia a LEI, la più bella mimetizzazione di una persona intelligente che voglia apparire stupida, qualsiasi cosa voglia dire

 
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Mimetizzazione – Interpretazione del commento di Sagredo, l’uso dell’ANTIFRASI

Post n°4919 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da sagredo58
 

Con tutto il detto sulla retorica e la figura dell'ANTIFRASI abbiamo tutto quello che ci serve per finire di interpretare il commento di SAGREDO, così finalmente rispondendo, pubblicamente ma in anonimato, al messaggio privato di LEI.

 

Commento di SAGREDO

Questa (il commento di LEI) è la più bella mimetizzazione di una persona intelligente (LEI) che voglia apparire stupida (sempre LEI).

 

Interpretazione del commento di SAGREDO, l'uso dell'ANTIFRASI

E' a questo punto che il perfido SAGREDO, allo scopo di confondere e ritrattare l'implicito complimento che porterebbe a ritenere la cocciuta LEI in ogni caso intelligente, rivela tutta la sua infida doppiezza: giocandosi, in accoppiata con l'OSSIMORO, pure l'ANTIFRASI.

ANTIFRASI per dire l'opposto di quello che si potrebbe intendere, come quando ad  una persona che ha fatto qualcosa di davvero stupido si dice: 

"Ma come sei intelligente!".

Il risultato è che tutto il senso del commento di SAGREDO si ribalta, o meglio traballa, in una risonanza percettiva oscillante tra:

  • una LEI intelligente, che, mimetizzandosi, voglia apparire stupida;
  • una LEI stupida, che, senza mimetizzarsi, pensi d'apparire intelligente.

 

 
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