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sagredo58
   
Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni

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Carezza – Gestione

Post n°3887 pubblicato il 16 Aprile 2014 da sagredo58
 

Con un'adeguata consapevolezza di sé e della propria personale amministrazione delle "carezze", possiamo riorganizzare la nostra gestione delle "carezze", riconquistando la capacità di:

  • Dare.
  • Accettare.
  • Chiedere carezze.
  • Rifiutare le Carezze negative.
  • Carezzare noi stessi.

Penso che il Virtuale sia in questo senso, nella maggior parte dei casi, una palestra diseducante.

Diversamente, come già detto introducendo l'Economia delle carezze, la scelta di non consentirsi deroghe dalle cinque Regole allontana l'individuo dalla spontaneità, generando in esso:

  • svalutazioni;
  • emozioni parassite.

Concetti sicuramente da chiarire, cosa per cui è necessario introdurre un altro concetto: quello di strutturazione del tempo.

 
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Carezze – Giochi psicologici

Post n°3886 pubblicato il 15 Aprile 2014 da sagredo58
 

 

Cercare spasmodicamente carezze, anche negative, innesca giochi psicologici con gli altri, che si manifestano come lotte di potere, litigi senza un senso apparente.

Sono queste situazioni ripetitive alla fine delle quali ci si ritrova a chiedersi:

"Perché mi sta capitando di nuovo?".

Trovo questi giochi psicologici estremamente frequenti nel Virtuale.

Ne ho vissuti personalmente, giocando il ruolo di dispensatore di “carezze” negative.

Sono sempre rimasto sorpreso dalla reiterata disponibilità a farsele fare da parte di alcuni soggetti che, da ignorante, definirei psicologicamente deboli, o psicolabili.

Può essere che l’origine di questi comportamenti sia la mancanza di “carezze” e l’incapacità di dare “carezze” a se stessi?

Quanto a me, ho la fortuna di aver imparato presto a farmi “carezze”, qual’è allora l’intrigo di farsi includere (per un tempo limitato) in questi giochi psicologici?

Forse l’intrigo del trasgredire una delle regole dell’Economia delle carezze, quella che dice “Non puoi dare le carezze (negative) che desideri dare”.

Debbo dire che non mi sono mai risparmiato nemmeno nel Reale.

Il giudizio negativo non me lo tengo, lo condivido, praticamente sempre, con il suo legittimo destinatario.

 

 
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Carezze – Senza carezze non si può vivere

Post n°3885 pubblicato il 15 Aprile 2014 da sagredo58
 

Qualsiasi carezza è meglio di nessuna carezza:

  • preferiamo avere un rimprovero,
  • piuttosto che essere ignorati

Questo spiega perché certi comportamenti si rinforzano, mentre altri passano inosservati.

Per esempio, se un maestro sgrida un allievo ogni volta che sbaglia, e lo ignora quando fa le cose per bene, l'allievo continuerà a sbagliare, pur di ricevere attenzione (sotto forma di carezza negativa)

Quando siamo a corto di "carezze", cerchiamo in tutti i modi di procurarcele, anche a costo di riceverne di negative;

Le carezze negative ovviamente fanno sentire non a posto chi le riceve.

Tuttavia, anche se non piacevoli, sono pur sempre una forma di riconoscimento e non fanno "avvizzire la spina dorsale."

Questo spiega perché certe persone sembrano farsi del male intenzionalmente nelle loro relazioni con altre persone:

  • non perché amino "farsi del male";
  • perché non riescono ad avere un riconoscimento positivo;
  • perché preferiscono carezze negative dolorose piuttosto che stare senza carezze.

Proprio perché senza carezze non si può vivere, qualsiasi carezza è meglio di nessuna carezza. E' meglio cioè dell'indifferenza.

Ecco perché il peggior giudizio che si può dare di una persona è dire: "Però ... pausa di riflessione ... è tanto buono".

Perché in realtà non si riesce nemmeno ad avere un giudizio e ci si ripara dietro la bonta (esisterà la carezza compassionevole?).

Si arriva a specializzarsi nel ricercare "carezze negative".

E' il caso, per esempio, dei bambini che, pur di "attirare l'attenzione", assumono atteggiamenti aggressivi e provocatori.

 
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Carezze – Non puoi dare carezze a te stesso

Post n°3884 pubblicato il 15 Aprile 2014 da sagredo58
 

Un altro esempio pratico, adesso tra un BAMBINO e la MADRE, tanto per essere simmetrici.

BAMBINO: "Oggi sono stato proprio bravo!"

MADRE: "Non è bello vantarsi!".

Il messaggio che passa è "non va bene che ti fai i complimenti (carezze positive) da solo!".

Messaggio tanto forte e reiterato che è stato pure coniato il detto in rima:

 "chi si loda si sbroda".

Trovo assurdo che si sià invitati :

  • spesso, a fare autocritica, per gli errori;
  • molto meno spesso, ad autocelebrarsi per i successi.

Mi carezzo e mi premio da un sacco di tempo, non so più nemmeno dire quando abbia iniziato, mi fa vivere meglio.

Anche scrivere su questo blog è una carezza che mi faccio.

 
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Carezze – Non puoi accettare le carezze anche se le vuoi

Post n°3883 pubblicato il 15 Aprile 2014 da sagredo58
 

Il complimento viene spesso visto con sospetto.

È utilizzato per "imbrogliarci".

Chi ci loda lo fa con secondi fini

Per contro abituare il bambino ad un eccesso di complimenti non lo prepara a gestire le sconfitte e a migliorarsi.

Da bambino di complimenti ne ho avuti pochi, da grande me li godo tutti e chi se ne frega dei secondi fini!

 
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Carezze – Non puoi rifiutare le carezze che non desideri

Post n°3882 pubblicato il 15 Aprile 2014 da sagredo58
 

Un esempio pratico tratto da un tipico dialogo tra padre e figlio.

PADRE: "Sei il solito incapace!"

FIGLIO: "Non sono stato io!"

PADRE: "Guai a te se mi rispondi, non discutere!".

Il messaggio inviato è "non rifiutare la carezza negativa anche se fa male!".

L'accettazione:

  • della critica,
  • del maltrattamento,
  • dell'offesa,

anche se ingiusti, fanno spesso parte della "formazione del carattere", così abituano a non prendersela.

In questo caso sono stato precoce, probabilmente aiutato da genitori che non chiudevano il dialogo come il PADRE dell'esempio.

Ancora bambino, quando mi sono sentito ingiustamente colpevolizzato mi sono sempre ribellato con veemenza ma argomentando, riuscendo spesso a  far riconoscere le mie ragioni.

 
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Carezze – Non puoi dare le carezze che desideri dare

Post n°3881 pubblicato il 14 Aprile 2014 da sagredo58
 

Molto spesso vengono rimarcate:

  • più le manchevolezze,
  • che le cose positive.

Viene pesato più il "malus" che il "bonus":

  • comportarsi "bene" fa parte del normale dovere,
  • va ripreso solo il comportamento "sbagliato".

Alla fine dell'età dell'incertezza, verso i 20 anni, ho capito che una carezza che si desidera fare va sempre esplicitata. In questo mi ha aiutato il rapporto con il femminile.

 

 

 
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Carezze – Non puoi chiedere le carezze che desideri

Post n°3880 pubblicato il 14 Aprile 2014 da sagredo58
 

Spesso, quando sentiamo il bisogno di ricevere carezze:

  • non ci facciamo avanti richiedendole;
  • ci aspettiamo che siano gli altri a darcele.

Pensiamo che:

  • quelle ricevute in seguito ad una richiesta non abbiano lo stesso valore di quelle ricevute spontaneamente;
  • oppure che se chiedessimo rischieremmo un rifiuto.

Ci ho messo trent'anni a liberarmi da questo assurdo precetto.

Amo le carezze, adesso so chiederle!

 
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Carezze – Economia delle carezze

Post n°3879 pubblicato il 14 Aprile 2014 da sagredo58
 

Durante lo sviluppo della personalità, l'individuo può imparare alcune regole che costituiscono la base della cosiddetta "Economia delle carezze".

Che Steiner, allievo di Berne, individua in 5 regole riguardo alle carezze, trasmesse dai genitori, o meglio inculcate al bambino fin da piccolo, che costituiscono la base della personale economia di carezze di ogni persona:

  • non puoi chiedere le carezze che desideri
  • non puoi dare le carezze che desideri dare
  • non puoi rifiutare le carezze che non desideri
  • non puoi accettare le carezze anche se le vuoi
  • non puoi dare carezze a te stesso

Conseguentemente il bambino impara a trattenere gli affetti dentro di sé, senza saperli comunicare e condividere.

L'Economia delle carezze può essere insegnata, oltre che dai genitori, da altre figure di attaccamento, tipicamente nel periodo in cui l'individuo dipende da loro:

  • per il proprio sviluppo;
  • per migliorare il controllo necessario legato alla assunzione di responsabilità.

In seguito possono verificarsi nell'individuo ormai adulto difficoltà a derogare da queste regole.

La scelta di non consentirsi deroghe dalla Economia delle carezze allontana l'individuo dalla spontaneità, così generando in esso svalutazioni ed emozioni parassite.

Si parla di Economia delle carezze perché lo scambio di carezze segue regole "economiche" che disciplinano quante carezze dare, o ricevere, in ogni scambio.

Ogni carezza ha un peso, ad esempio:

  • un semplice saluto vale 1punto;
  • un saluto con richiesta delle condizioni di salute, o altro, vale 2 punti;
  • un notevole interesse per condizioni di salute, viaggio, lavoro potrebbe valere 5 punti.

Se lo scambio non dà valore zero (punti-carezze ricevuti = punti carezze dati) si crea disagio.

 
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Carezze – Condizionate/incondizionate

Post n°3878 pubblicato il 14 Aprile 2014 da sagredo58
 

Per ultimo, le carezze possono infine essere:

  • condizionate, quando si ricevono in base a quello che facciamo; ad esempio come quando un genitore dice al figlio "Ti compro un gelato se prendi un bel voto a scuola", o se diciamo "se mi accompagni a casa, ti offro un caffe";
  • incondizionate, quando si ricevono per il semplice fatto che esistiamo; ad esempio quando lo stesso genitore si limita ad un'affermazione "Ti compro un gelato".

 

 

 
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