Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cadute di stile e cazzeggi

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Che cosa è Dio?

Post n°4690 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da sagredo58
 
Tag: dio

Tempo fa mi è stato dato il compito (sarà mica stata una sfida?) di definire cosa sia Dio.

Ecco la mia definizione:

Dio è la risposta intima, romantica e consolatoria del bisogno dell'Uomo di di andare oltre gli elementi contingenti dell'esperienza sensibile, così passando dalla Fisica alla Metafisica.

 

Per dirla con parole più banali:

DIioè ciò che, credenti e non credenti, cercano con le lacrime agli occhi quando nella vita succede loro qualcosa di inaccettabile per la loro mente.

 

Nell'immaginario collettivo, è quello che tipicamente sviluppiamo quando le cose ci vanno bene: Dio è l'artefice dell'Universo con cui ti senti in equilibrio.

Però è nelle fasi lontane dall'equilibrio, nelle transizioni di fase catastrofiche, che ci si ritrova:

  • a imprecarlo e maledirlo,
  • o a evocarlo e invocarlo.

 

In entrambi i casi espettorare il dolore fa bene alla mente, per questo chi è senza Dio come me ha un arma in meno per sopravvivere rispetto al credente.

 
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TANTA – evidenze oggettive delle sintomatologie 3/3

Post n°4689 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Sintomatologia: sei TROPPO avida di commenti su di te.

Evidenza oggettiva:

  • Chiedi pareri a chi hai appena percepito e che nemmeno accetti (anche me per esempio e non solo).
  • Continui ad interagire perfino con chi ti si è palesato come un semplice stronzo o mero coglione.

 

Sintomatologia: ricerchi TROPPO l'immediata soddisfazione dei tuoi bisogni/desideri

Evidenza oggettiva:

  • Hai scritto ... mi ha detto che sono travolgente, coinvolgente e l'altro si ritrova sopra un'onda che non sa più gestire, come se io corressi a tremila all'ora portando tutto con me, e ad un certo punto l'altro aziona il cervello e comincia ad avere paura dei suoi stessi sentimenti, emozioni e comincia a frenare.
  • Hai "costretto" qualcuno a oltrepassare il limite di quello che per lui è tollerabile sessualmente, tanto che hai scritto che un uomo disse ... che io lo forzavo, che andavo oltre, che volevo cambiarlo ...
 
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TANTA – evidenze oggettive delle sintomatologie 2/3

Post n°4688 pubblicato il 24 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Sintomatologia: richiedi TROPPO.

Evidenza oggettiva:

  • Parlare di convivenza, o addirittura avviarla, in poco tempo (abbondantemente meno di 12 mesi), peraltro superando centinaia di chilometri, realizzando così una doppia compressione temporale e spaziale, per non parlare dell'impatto su abitudini, lavoro, famiglie pregresse.
  • Scrivi ... ho la sensazione che per tuo tramite io possa capire delle cose, vorrei tu mi dessi delle opinioni ... che mi aiutassi a trovare una chiave che non riesco a trovare riguardo me. Ti dispiace se mi approfitto di te?
  • Una tua amica che dici di stimare, ti dice ... che dall'uomo io pretendo sia un Kamikaze ... oppure al contrario m'invaghisco di chi scappa, non perché non coinvolto, ma perché non pronto e non in grado di confrontarsi, sostenere una donna come me.

 

Sintomatologia: reagisci TROPPO.

Evidenza oggettiva:

  • Il tuo feedback a quello che ti si dice è immediato, generalmente rigettante, poi passa del tempo e il feedback cambia, riuscendo quasi a ribaltare il primo.
  • La gelosia, esercitata verso l'ALTRO o subita dall'ALTRO.
 
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TANTA – evidenze oggettive delle sintomatologie 1/3

Post n°4687 pubblicato il 23 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Ho razzolato tra le cose da te scritte.

Potrei farlo in modo molto più approfondito ma temo sarebbe inutile. quindi mio fermo alle considerazioni seguenti, articolate in considerazione delle sintomatologie del TANTA già evidenziate.

 

Sintomatologia: hai una considerazione TROPPO esasperata di te.

Evidenza oggettiva:

  • Sei riuscita a scrivere: Appaio sicura di me, perché per lo più lo sono. Appaio "tosta" perché lo sono. Appaio "appassionata," perché lo sono. Appaio "vivace" perché lo sono ...
  • Scrivi bene, praticamente solo di te, in modo letterario direi, nel senso cha posto che sia vita vera quello che scrivi, ne scrivi in modo romanzato.

 

Sintomatologia: ti aspetti TROPPA ammirazione.

Evidenza oggettiva:

  • Hai scritto ... Sono certa, che è dagli altri che viene l'immagine di noi stessi, oltre che ciò di cui noi pensiamo di noi stessi! E che poi siamo!
  • Hai scritto ... Mi è quasi insopportabile il fatto che tu non sia minimamente interessato e stimolato a leggermi e a scambiare idee e opinioni dalle mie parti.

 

Sintomatologia: sembri legarti affettivamente TROPPO presto.

Evidenza oggettiva:

  • Avere voglia di scopare è sano, si può accettare di avere anche delle storie più per quella motivazione che per effettivo innamoramento; accettarlo significa essere in pace con se stessi. L'affetto arriva dopo.
  • Da certe riflessioni sul sesso sembra apparire che hai paura di giocare a fare la puttana e la copertura affettiva ti serve per non sentirtici.
 
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TANTA – compressione temporale

Post n°4686 pubblicato il 23 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Difficile mostrare le evidenze oggettive a chi non si vede.

Tu non ti vedi ma qualcuno, più d'uno, che poco ti conosce, ti vede TANTA.

 

Conoscerti poco, appartengo anch'io alla categoria, significa percepirti TANTA.

Inutile chiedere una "disconferma" a chi ti conosce da tanto tempo:

  • Il TANTA emerge dall'interazione concitata, affrettata, verso il nuovo ALTRO.
  • Tu non lasci il tempo di farti percepire, acceleri, sempre nei confronti del nuovo.

 

La compressione dei piani temporali:

  • prima genera il TANTA;
  • poi affatica l'ALTRO inducendo il TROPPA.

 

Già ti ho scritto in passato:

  • Tu desideri essere amata molto prima di amare.

Questo è un esempio di cosa discende dalla compressione temporale che eserciti nell'incontro con il nuovo.

Rilassati, lascia venire le cose lentamente, progressivamente, sarai così meno TANTA.

 
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TANTA – tanti COROLLARI tante SINTOMATOLOGIE

Post n°4685 pubblicato il 23 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Da questo fascino di grande effetto, piacersi è importante, autoincensarsi è stupido, discendono, altre convinzioni su te stessa, come ne fossero corollari:

  • L'imperativo categorico del fare impressione;
  • La convinzione radicata d'essere giudicata, prima che apprezzata, amata o che altro, per la tua apparenza e bellezza, non solo fisiche;
  • L'esserti impossibile non farti notare;
  • La certezza di non doverti mai frustrare, per ottenere quello che vuoi, sempre;
  • Le emozioni devono essere espresse, senza filtri, presto, velocemente.

 

Le sintomatologie del TANTA sono così delineate:

  • hai una considerazione TROPPO esasperata di te, richiedi di essere notata dall'ALTRO come persona del tutto speciale;
  • ti aspetti TROPPA ammirazione, gratificazione, dall'ALTRO, non rimanendo in attesa che accada ma andandole a cercare proattivamente;
  • sembri legarti affettivamente TROPPO presto, all'ALTRO appena conosciuto;
  • richiedi TROPPO all'ALTRO, rispetto a quello che dai cambio;
  • reagisci TROPPO nell'interazione con l'ALTRO;
  • sei TROPPO avida di commenti (non necessariamente tutti positivi) su di te da parte dell'ALTRO;
  • ricerchi TROPPO l'immediata soddisfazione dei tuoi bisogni/desideri emotivi e fisici.

 

Non a caso riemerge il passaggio dal TANTA ... al TROPPA

 
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TANTA – tanto INTRIGO tanta DELUSIONE

Post n°4684 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da sagredo58
 

L'ALTRO tendi a confonderlo, confusione che attui in due fasi pressoché codificate :

  • l'intrigo che elargisci inizialmente;
  • la delusione che provochi successivamente.

 

Per l'intrigo si evidenzia in te l'uso di una strategia che prevede una certa teatralità, sin dalla scrittura d'approccio.

Nel raccontarti stai già scrivendo la sceneggiatura dell'incontro che verrà con l'ALTRO, creandoti una parte più plateale, invece di esibire un più umile, aggiungerei anche efficace, fascino naturale.

Non ti accontenti di conoscere l'ALTRO, lo devi irretire! Questo porta a sviluppare eccessivamente l'esibizionismo, piuttosto che lasciarti libera di mostrare una espressività più contenuta, meno TANTA.

Al contempo non prendi in considerazione, di fatto lasciandoli sottosviluppati, aspetti legati alla riflessività, al controllo, alla razionalità, non disgiunti da una naturale empatia, che certo possiedi ma copri non usandola in maniera sistemica.

 

Per la delusione, la strategia invece si concentra sull'attacco d'ira (intendilo come licenza poetica, sono certo che non rompi piatti o tiri oggetti), rifuggendo pianto e vittimismo che mal s'accosterebbero all'idea di donna forte e autodeterminata che devi imprimere nell'ALTRO.

L'ira subitanea crea switch fulminei, agiti ad elevata frequenza in alternanza all'intrigo, che prendono il sopravvento sulla necessaria empatia da mostrare verso l'ALTRO.

Questo calo empatico favorisce una tua espressività esagerata verso l'ALTRO, che amplifica il tuo concetto di te, o meglio, potresti anche non crederci realmente, la proiezione sull'ALTRO che vuoi generare:

  • affascinante,
  • di grande effetto.

 

Sintetizzando un fascino di grande effetto.

 
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TANTA – essere TANTA per non considerare l’ALTRO

Post n°4683 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Dunque DONNA, ti chiedi, mi chiedi, perché sei TANTA?

Eccomi a risponderti.

 

Si può essere TANTA in diversi modi, il tuo modo di essere TANTA evidenzia una non completa considerazione dell’ALTRO.

Partiamo proprio dall’ALTRO rispetto alle tue caratteristiche, ai tuoi bisogni.

 

Altro rispetto a te DONNA, quindi uomo.

Altro rispetto a te TANTA, quindi POCO

 

Non sei cosciente, credo, di vivere l’ALTRO in modo accessorio e strumentale.

 

Sia chiaro non lo fai con cattiveria, o per cattiveria, ma, da come appari, da come ti racconti, appare che usi l’ALTRO in modo autocentrato su te stessa, sui tuoi bisogni, senza percepire rimorso alcuno nel non tenere in considerazione i bisogni e le emozioni dell’ALTRO.

 
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TANTA – dal TANTA al TROPPO

Post n°4682 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da sagredo58
 

L'estremizzazione del TANTO porta ad un facile e noto sconfinamento:

  • quello del TANTO in TROPPO.

 

Ritorno al vocabolario Treccani dove TROPPO come avverbio significa ...

in misura eccessiva, più del giusto o di quanto è necessario, opportuno, conveniente.

Mentre come aggettivo ...

Che è in quantità o in misura maggiore del bisogno, del giusto, del conveniente.

 

Facile concludere che sentire una donna come TANTA, tanto (notate il gioco di parole) da dirglielo, significa che è TROPPA!

 

Cara DONNA, se ti dicono che sei TANTA, l'intonazione della voce dovrebbe non lasciarti dubbi sull'intenzione di dichiararti TROPPA.

 

Questa è la parte facile, adesso dovrei cercare far capire a questa DONNA perché è TANTA/TROPPA, quali sue caratteristiche portano al lapidario giudizio.

Che di giudizio trattasi, sia chiaro!

 
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TANTA – in contrapposizione con POCA

Post n°4681 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da sagredo58
 

Passo al vocabolario Treccani dove TANTO limitandomi all'uso come aggettivo ...

riferito a cosa, così grande, in così gran quantità, e con significati più determinati, così lungo, così ampio, così esteso, così forte, così intenso ...

 

Questo ovvio significato mette sulla corretta via interpretativa.

C'è da chiedersi: TANTO è meglio di POCO?

Dipende:

  • E' certo meglio avere TANTO cibo e denaro, che poco.
  • Però è peggio essere TANTO affamati o poveri.

 

Questo gioco di contrapposizione evidenzia una caratteristica del TANTO, come anche del simmetrico POCO, una sorta di estremizzazione che il TANTO/POCO portano intrinsecamente al loro utilizzo.

 
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