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Ex Machina 1996 Robot Biologizzati

Post n°7469 pubblicato il 15 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Isao Shimoyama (1955), capo del Dipartimento di Meccano Informatica dell'Università di Tokio, costruisce nel 1996 un robot alto dieci centimetri, lungo altrettanto, concepito per rilevare e seguire le piste odorose:

  • ha batterie, ruote e motori;
  • i suoi sensori sono antenne naturali di maschi di farfalle della seta (bombice).

 

Spiega Shimoyama:

 

Si tratta di un robot "ibrido", consistente di parti meccaniche assemblate a organi viventi.

Siamo arrivati a questo perché è noto che un bombice maschio, grazie alle proprie antenne, percepisce la presenza d'una femmina fino a undici chilometri di distanza: gli basta essere raggiunto da una singola molecola del "profumo" di lei (feromone) per alzarsi in volo e dirigersi verso di lei.

... una sensibilità diecimila volte superiore a quella dei migliori sensori di gas fabbricati dalla tecnologia umana.

Il primo passo è stato verificare se e come fosse possibile:

  • mantenere vitale l'antenna pur separata dal corpo;
  • trasferirne i segnali (impulsi elettro nervosi) a opportuni sistemi di amplificazione e tradurli in comandi per i motori e la guida direzionale delle ruote del minirobot segugio, affinché possa mettersi a inseguire le tracce odorose.

Nella nostra prima fase sperimentale abbiamo constatato che questi "sensori biologici" possono, una volta espiantati dalle farfalle, restare funzionali per almeno un' ora e venti minuti, poi i segnali che producono divengono troppo deboli perché gli amplificatori riescano a distinguerli dagli onnipresenti "disturbi di fondo" elettromagnetici.

Già adesso i nostri robottini ibridi sarebbero in grado di scoprire minime fughe di gas molto precocemente, ad esempio in occasione di terremoti. 

 

 
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