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Ex Machina – 1980-1994 – Dall’Artificiale al Virtuale

Post n°7477 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Oggi, la bioelettronica e l'ingegneria proteica si propongono come potenziali candidate a offrire nuove basi tecnologiche al cervello positronico asimoviano, "costruito" nel 1950 con metalli nobili.

Nuove generazioni di visionari costruttori di automi si stanno affacciando alla ribalta con nuovi bagagli culturali ma col sogno di sempre: essere i creatori di macchine in grado di muoversi, percepire, agire e comportarsi come esseri viventi, al servizio di committenti sempre più sofisticati, esigenti e smaliziati.

 

Quindi, nell'ambito delle discipline dell'artificiale, per la realizzazione dell'antico sogno dell'umanità di costruire macchine pensanti a partire dagli anni novanta si sta operando nel seguente modo:

  • da una parte, si lavora nel settore della progettazione e della costruzione del corpo,
  • dall'altra, in quello della valorizzazione esclusiva del ruolo del puro robot-software, progettato per vivere solo nel ciberspazio.

I Robot Virtuali, realizzati a partire dal 1994, sono i primi robot industriali che sono stati costruiti in funzione della fabbrica in cui vivono: il cyberspazio.

 

 

 
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