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Gelato Storia XX Secolo, Cattabriga e la Gelatiera

Post n°7700 pubblicato il 21 Aprile 2017 da sagredo58
 

Per lungo tempo la figura dei gelatieri è stata relegata nelle latterie, dove il latte che altrimenti sarebbe scaduto veniva utilizzato per produrre gelato.

 

Quando, però, nel 1927, Otello Cattabriga inventò la prima macchina del gelato la produzione artigianale crebbe enormemente.

Cattabriga, ideò un sistema meccanico per produrre il gelato artigianale che imitava automatizzandolo, il sistema tipico della lavorazione a mano.

Applicò un motore alla spatola con la quale si mescolava il gelato, immersa in un contenitore cilindrico in rame con il fondo arrotondato, rivestito di stagno e immerso in salamoia (miscela di acqua e sale per abbassare la temperatura) contenuta in un recipiente più grande.

La salamoia era raffreddata da una serpentina di rame all’interno della quale passava un liquido refrigerante (freon, quello dei primi frigoriferi) che correva su tutta la parete del contenitore della salamoia che ne veniva così raffreddata fino a gelare.

Il gelato era poi estratto manualmente con una pala di legno.

Il procedimento non solo alleggeriva il lavoro per l'uomo, ma consentiva anche di avere un gelato più morbido perché aveva incamerato più aria.

Il 3 febbraio 1931 Cattabriga ottenne il brevetto della sua invenzione che garantì un notevole salto di qualità al gelato italiano, facendone crescere la fama e il prestigio nel mondo.

 

L’innovazione ebbe successo e Cattabriga che aveva bottega in via Mazzini a Bologna, si mise a produrre le sue "motogelatiere elettriche"; divenne subito famoso in tutto il mondo: da quel momento le macchine per gelato artigianale presero il nome dal loro inventore e vennero chiamate “CATTABRIGA“.

La storia della sua ditta continua ancora oggi: le macchine Cattabriga sono infatti ancora prodotte, vendute e utilizzate dai gelatai di tutto il mondo, anche se con alcuni ammodernamenti (per esempio il contenitore è in acciaio e non più in rame).

 

 

La macchina del gelato porta inevitabilmente ad affiancare al gelato artigianale (ora meccanizzato) anche quello industriale, per la storia di quest’ultimo mi limito all’Italia.

 

 
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