Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Mediatore culturale museale – Cooperative culturali

Post n°7939 pubblicato il 09 Luglio 2017 da sagredo58
 

 

Negli Anni Novanta, con l'emanazione del D.L. n. 433 del 1992 e la successiva legge di conversione del 1993 n. 4, nota come Legge Ronchey, il museo può offrire più servizi, anche delegando a terzi.

 

Qui però nacque un equivoco: con il successivo D.M. del 24 marzo 1997 n. 139, le attività educative furono assimilate ai "servizi accessori".

 

Ovviamente i mediatori culturali rientrano per diritto nelle attività educative, che per legge sono appaltate a terzi, cioè alle cooperative culturali.

Sono loro, in concreto, che dovrebbero fornire la maggior parte dei servizi del reparto educational dei musei, anche i mediatori.

 

La Cooperative culturali dovrebbero formare e fornire mediatori culturali, prepararli in base alle necessità del museo ospitate.

Peccato che i loro servizi siano per lo più a pagamento e prevedano la prenotazione, cosa per cui mediazione culturale e visita guidata tornano a fare rima.

 

La questione è spinosa:

  • da un lato c'è il museo che deve sborsare soldi per ricevere un servizio da una cooperativa culturale, il quale è poi ovvio che debba rivenderlo al pubblico che, ovviamente, non è obbligato a sceglierlo;
  • dall'altro ci sono le cooperative che, nonostante tutto, se la vivono bene, poiché uniche a poter fornire determinati servizi.

 

Finché sarà così, la diffusione del mediatore culturale avverrà col contagocce, almeno fino a quando il reparto educazione non verrà più considerato "accessorio" e soggetto a forniture terze.

Significa che il Museo, come ad esempio virtuosamente fa la già citata la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, assorbe il comparto educazione, ammortizza i costi e fornisce direttamente un servizio gratuito. 

 

 
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Commenti al Post:
anastomosidisabbia
anastomosidisabbia il 09/07/17 alle 22:57 via WEB
Ciao Sag, spero di riuscire a non intortarmi con le parole. Questo che descrivi mi sembra un buon esempio di una situazione che ultimamente mi dà un senso di oppressione e trovo difficile pensare una via d'uscita. Parrebbe che nella nostra realtà non ci fosse più alcuno spazio per il faidate, nessuno per il volontariato, nessuno per il buonsenso, nessuno per la buona volontà, nessuno per l'autogestione, nessuno per la creatività, anche quando essi sono supportati da preparazione e competenza di ottimo livello, se non rientrano in protocolli codificati, convenzioni riconosciute, se non rispondono a precisi requisiti stabiliti da leggi, che spesso ignorano l'evolversi delle esigenze e l'ampliarsi delle possibilità. E' come se si dovesse temere di muoversi in direzioni nuove per non incorrere nella violazione di qualche legge sconosciuta e castrante mentre qualcuno trae profitti proprio da una situazione di rigidità e iper regolamentazione. Non è pensabile una deregolamentazione, almeno così parrebbe, perché ogni evento che assurge alla ribalta della cronaca viene esaminato con attenzione maniacale per stabilire responsabilità, colpe, difetti e la legge sembra uno strumento indispensabile in questo senso. Ma mi sfugge, credo, qualcosa perché io mi sento chiusa in una gabbia...
(Rispondi)
 
 
sagredo58
sagredo58 il 10/07/17 alle 08:51 via WEB
E' quello che ho cercato di contrastare sul versante delle certificazioni professionali, un conto è la formazione continua a cui credo, un conto il sovrapporsi di certificazioni di alfabetizzazione ce mutano di continuo.
(Rispondi)
 
 
 
anastomosidisabbia
anastomosidisabbia il 10/07/17 alle 10:24 via WEB
C'entra e non c'entra, Sag, la domanda che sto per farti. Mi pare di poter dire che di ogni argomento che "incocci" ti interessi, approfondisci, cerchi informazioni in maniera sistematica, selezionando ciò che ti sembra affidabile, e cerchi di organizzarlo in modo da renderlo sensato e utilizzabile da te e fruibile per altri, integrandolo in un sistema culturale multiforme e versatile. Non mi penso una persona stupida; ma pur stimando ciò che fai ed usufruendo del tuo lavoro, io non "ci avrei le palle" di fare lo stesso. Ti ammiro e mi chiedo se il tuo impegno sia il risultato di una tua predisposizione, l'effetto di un apprendimento sull'esempio di figure per te significative oppure dell'allenamento a cui ti ha educato la famiglia.

Pur avvertendo a volte la tentazione di infilarti le dita negli occhi (^_^) mi riesce difficile pensare di smettere di leggere il tuo blog, ci ho imparato diverse cose.

(Rispondi)
 
 
 
 
sagredo58
sagredo58 il 10/07/17 alle 12:06 via WEB
Tutto comincia con la curiosità, sempre avuta, i lavori di gruppo al liceo e l'impegno politico al liceo ed inizio università mi hanno insegnato a comunicare, trasferire, insegnare. Mi hanno insegnato che sapere è tarsferimento. Da lì nasce un impegno con me stesso e verso chi sa meno (come durante il militare dove mi sono trovato ad insegnare agli analfabeti). Non avendo volontà ma tirando avanti per passione, la formazione in ambito professionale nel ruolo di docente è stata una parte rilevante della mia attività e grande fonte di gratificazione. Le persone che hanno lavorato con me sanno quanto pretendo (non di rispetto degli orari ma di uso del cervello) ma ha distanza di anni rimpiangono di non lavorare più assieme per quanto hanno imparato in poco tempo e con grande impegno. Quando poco dopo l'apertura di questo blog, dal 2012, il lavoro è stato avaro nel fornirmi curiosità e gratificazioni, mi sono iniziato a premiare scrivendo di quello che m'intriga. Un hobby che la dimensione blog lega ad una sorta di piccolo atto di volontariato, che ho sempre fatto, ho condiviso quello che sapevo, che capivo, che m'interessava, con chi ha avuto meno opportunità di me. La fatica c'è, nel tempo le gratificazioni di ritorno sono state tante (il blog è solo la punta di un iceberg). L'ultima questo weekend quando ho condiviso con una decina di persone il mio modo di celebrare i 35 anni dalla mia laurea e la fisica, che non m'ha abbandonato mai, anche se io ho abbandonato il lavorarci dentro. La famiglia d'origine, colta, mi ha dato il metodo, non gli argomenti, erano fortemente umanisti, ed io ero l'ignorante di casa. La scuola degli anni '70 ha affinato il metodo e fornito gli interlocutori, alzavo la media di tutta la classe in matematica, fisica, chimica, biologia, filosofia. Non con il mio voto, con i voti di tutti, ero un generatore di una sorta di ripetizioni di gruppo. I miei voti non eccellevano, di poco superiori a quelli degli alti (mai visti 10, 9, rarissimi gli otto, il sette non mancava mai nelle materie che sceglievo, nelle altre per me non interessanti strascicate sufficienze) ma i professori sentivano la mia azione sugli altri e la positiva reazione di chi arrancava. La predisposizione per le materie d'interesse e la curiosità, quella credo ci sia sempre stata, anche prima della scuola, lo testimoniano le tracce che ancora conservo di quei "progetti" bambini su cui m'impegnavo. Le figure significative, rare, non sono mancate ma non ascrivo a loro questo modo d'interpretare la cultura, quanto l'aiuto ad indirizzarmi verso le fonti migliori.
(Rispondi)
 
anastomosidisabbia
anastomosidisabbia il 10/07/17 alle 15:34 via WEB
Non so se i blog e profili con la struttura del vecchio Libero sopravvivranno ancora per molto. Già da oggi sembrerebbe che non si potesse più intervenire sui box dei profili. I blog di Virgilio sono pesanti, tolgono il piacere di interagire. Ti sei già preparato ad un eventuale esodo?
(Rispondi)
 
 
arw3n63
arw3n63 il 10/07/17 alle 15:47 via WEB
Ho visto anch'io al momento non si può modificare e intervenire nei box del profilo,lavori in corso....speriamo sia solo momentaneo.
(Rispondi)
 
 
sagredo58
sagredo58 il 10/07/17 alle 17:01 via WEB
Preparato non direi. Mi limiterò a prendere atto. Dopo probabilmente aprirò/riattiverò un blog sulla piattaforma google+
(Rispondi)
 
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