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IDV - Dadaismo, Rappresentare il Movimento Rifiutando d’Appartenervi

Post n°7954 pubblicato il 17 Luglio 2017 da sagredo58
 

 

L'artista che ci permette di osservarci osservare, che ci pone a faccia a faccia con noi stessi, è considerato uno dei più grandi artisti del Novecento ed in particolare uno dei maggiori rappresentanti del Dadaismo.

Questo appare incongruo perché non ha mai accettato l'appartenenza a questo movimento.

Dato il personaggio, la cui personalità è assolutamente impossibile da inquadrare in un qualsiasi schema, la cosa non stupisce per nulla.

 

Utile però richiamare i principi del dadaismo per capire meglio l'artista e la sua opera.


Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce all'inizio della Prima Guerra Mondiale, con un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera, a Zurigo, nel 1916, per sfuggire alla guerra.

L'esordio ufficiale del dadaismo risale al 5 febbraio 1916, giorno in cui si inaugurano le serate al Cabaret Voltaire, non molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi, in entrambe vi è l'intento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, così da proporre un'arte nuova ed originale.

 

I due movimenti, futurismo e dadaismo, hanno diversi punti in comune:

  • l'uso dei "manifesti" quale momento di dichiarazione di intenti;
  • l'intento dissacratorio;
  • la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte;

ma anche profonde differenze, soprattutto nell'atteggiamento nei confronti della guerra.

  • I futuristi, hanno una posizione interventista;
  • i dadaisti, sono del tutto contrari alla guerra.

 

 
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