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« La Fleur - Teatro RelativisticoLa Fleur - Afferma il Regista »

La Fleur - Regia

Post n°8007 pubblicato il 09 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Il regista dello spettacolo La Fleur, Riccardo Brunetti, dopo  studi di psicologia si forma al teatro grazie ad ex-collaboratori di Jerzy Grotowski, regista teatrale polacco, figura di spicco dell'avanguardia teatrale del Novecento.

Noto per aver ideato una rivoluzionaria tecnica di "allenamento" per gli attori, basata su:

  • Eliminare, non insegnare qualcosa (Via Negativa);
  • Intensificare ciò che già esiste;
  • Creare tutto ciò che è necessario per la rappresentazione teatrale nel corpo dell'attore, con il minimo utilizzo di materiale scenico;
  • Promuovere un rigoroso allenamento fisico e vocale degli attori;
  • Evitare il magnifico se non favorisce la verità;

che ha modificato profondamente la figura dell'attore in ambito teatrale.

 

Brunetti è sempre stato interessato alle possibilità del rapporto tra attore e spettatore, al tempo stesso trovando forzate e problematiche la maggior parte delle esperienze performative che gli sono proposte per esplorare modi meno convenzionali di interazione.

 

Per questo nel 2013, Brunetti si avvicina al Teatro Immersivo, a Londra grazie:

  • agli studi di psicologia sulla multisensorialità, sul rapporto tra sensi e rappresentazione,
  • all'amico e collega Emanuele Nargi.

Ne rimane folgorato:

  • ha già la necessità di raccontare qualcosa di particolarmente complesso;
  • il Teatro Immersivo, caratterizzato da multisensorialità e liberazione dello spettatore, gli appare una terra in Italia ancora sconosciuta quanto assolutamente fertile per la sperimentazione;
  • decide di lavorare in direzione di questa forma teatrale.

 

Il ruolo del soggetto nella percezione, lo spettatore, quindi nella co-creazione con l'attore anche dell'evento artistico, è il punto nodale di raccordo tra il suo lavoro da psicologo sperimentale e le esperienze immersive:

  • un evento artistico, in questo senso, è creato, insieme, da creatore e spettatore: la responsabilità dell'evento è condivisa;
  • le esperienze immersive rendono evidente (qualcuno sostiene che "restituiscono") il ruolo dello spettatore partecipante ad una performance.

 

La precedente esperienza immersiva dell'autore e regista Riccardo Brunetti è stata lo spettacolo del 2015, intitolato "Augenblick - L'istante del possibile", la prima prova di Teatro immersivo in Italia.

Un racconto rarefatto, claustrofobico, ossessivamente reiterato, una storia di amore e morte, di coraggio e paura, in cui predomina il tema del viaggio (e della scalata) come discesa agli inferi, o come ascensione.

 

L'intuizione del suo secondo spettacolo La Fleur nasce in Brunetti da più fattori:

  • il luogo dove è nato e cresciuto, l'Italia, Roma, con tutte le sue peculiarità,
  • la voglia di affrontare il tema furbizia/onestà, con la furbizia spesso considerata un valore preponderante sull'onestà, soprattutto in ambito malavitoso, da lì dilagando sino alla politica ed alle questioni morali;
  • la passione per il cinema noir, pulp, i film di Scorsese, Coppola e Tarantino;
  • il modo del Teatro Immersivo, che permette nella creazione una coesistenza di differenti punti di vista, differenti tagli, sottotrame multiple.

 

Più di venti attori, un doppio cast, una trama complessa ed ipertestuale, il fatto che praticamente nessuno in Italia ha l'esperienza pregressa per essere performer in un'esperienza immersiva, significa affrontare una prima fase laboratoriale affinché gli attori comprendano come il loro apporto personale, anche e soprattutto creativo, sia essenziale per il buon funzionamento dello spettacolo immersivo. 

 

 
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