Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Ottobre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
 
 

Ultime visite al Blog

fcautosagredo58mare233estinetteelascrivanagiacomuzziirene.rannamariapicarellalucky552003re_dei_sogni1domenico.dimiceliButturfly66arw3n63RavvedutiIn2
 
 

Contatori e Contati

 
Citazioni nei Blog Amici: 88
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Mobile

Seguimi su Libero Mobile

 

Riconoscimenti

sito internet

 

Motori di ricerca

motori di ricerca

 

 

 
« La Fleur – Sagredo, Impr...La Fleur – Sagredo, Piac... »

La Fleur – Sagredo, Immerso Vicino agli Attori, Trasparente o Visibile?

Post n°8012 pubblicato il 10 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Mi piace sentirmi parte (limitatissima) dello spettacolo, del progetto di Teatro Imersivo.

Essere coinvolto in conversazioni e piccole azioni dirette, anche se rimango nitidamente cosciente dell'inapplicabilità del concetto di "libero arbitrio", in scena non ne ho avuto, mi da la sensazione effimera e piacevole di poter fare la differenza.

 

Mi ritrovo tra gli attori ma per essi sono trasparente.

Incredibile l'efficacia della maschera bianca calata sul volto, l'attore mi è di fronte, di fianco, mi urta, lo urto, lo supero, ne occupo lo spazio recitativo.

Sedendomi su una poltrona alla quale mira, lo vedo dirottarsi su quella a fianco.

Eppure, non mi vede, non mi guarda, casomai mi trapassa con lo sguardo, come fossi trasparente.

Mi metto Tra Nick, l'avvocato, e il suo violento fratello Rocco, l'altro figlio di Vito, un battibecco tra i due, gli guardo gli occhi, l'espressione, ci sono ma non interferisco, ci sono e per loro sono del tutto assente.

Bravi questi attori, non li distoglie nessuno, perché, oltre me, tra loro, s'aggirano stuoli di maschere bianche.

 

L'atmosfera creata dalle maschere bianche, che si muovono prevalentemente mute nella scena è suggestiva, richiama alla mente l'atmosfera peccaminosa associabile alle scene del film Eyes wide shut.

Immagino sia voluto, funzionale ad incitare la trasgressione, coerente alla location e alla storia, visto che:

  • sono in un club esclusivo di dubbia reputazione,
  • interagisco con malavitosi di pessima reputazione,
  • sono immerso in un contesto definito da sesso, gioco d'azzardo e droga.

Trovo piacevole e stimolante muovermi sulla scena in autonomia, o come suggerito degli attori stessi, meno su imperio dei poliziotti che mi inviano ordini via radio.

Del tutto svincolato dalla Gnappetta dispersa per conto suo. Con la quale, a valle della conclusione dello spettacolo, è stato divertente confrontare sensazioni, notizie, scene diverse, idee, interrogativi, andando avanti per un paio di giorni a confrontare due storie simili ma diverse.

Così come analogo confronto ho fatto con chi mi ha segnalato lo spettacolo (di nuovo grazie Roberta), ritrovando affinità come differenze o cose nemmeno percepite.

 

Interagisco con gli attori, ritorno visibile, solo perché da loro scelto.

Lascio Nick, al suo fraterno confronto, sono nel corridoio, m'affaccio alla sala giochi e l'imperturbabile croupier, una bella donna, la compagna o la moglie di Rocco, il fratello di Nick, m'invita a sedermi al tavolo del blackjack, suadente mi offre come omaggio del Club qualche fiches per giocare.

Sa giocare? M'interroga sorniona.

Nego, volutamente bugiardo, sono stato per un paio d'anni un frequentatore abituale del Casinò di Montecarlo, quando ero il Direttore Tecnico di una società monegasca, giocavo quasi esclusivamente a blackjack, l'unico gioco alla pari tra banco e giocatore, tutte le sere di una settimana, ogni mese.

O è pudore, quello di confessarmi frequentatore abituale di casinò, che m'induce questa risposta?

M'arrivano puntuali le istruzioni del gioco, ho detto di non saper giocare perché sono convinto di vincere contro questa bella donna, penso che l'attenzione dell'attore croupier sia a tutt'altro rivolta rispetto al gioco, al mio fianco altri spettatori giocano contro il banco.

Interagisco con l'attrice, le parlo, dopo qualche battuta d'inizio, esclusivamente in relazione al gioco avviato, che incanala inevitabilmente l'azione. Senza volere, né sapere, sto recitando una parte da comprimario, così giocando a blackjack, tentando di vincere.

Niente da fare, mano dopo mano, la bella croupier, nel frattempo me la rimiro lentamente, scollatura inclusa, con attenzione ai dettagli, inanella il fatidico 21, il punto che vince. Perfino quando io ho già un 20 in mano e lei rischia di sballare con un punto già alto, se solo uscisse una figura che vale 10. Non esce, anche questa volta il 21 le è assicurato. Anche gli altri ignari spettatori/giocatori perdono come me.

 

Scenografia attenta, evidentemente anche la successione di carte nel sabot, il ligneo "zoccolo" che contiene le carte ed aiuta il croupier a distribuirle, è stata accuratamente pianificata, il banco fa 21 ad ogni mano. Impossibile vincere! Hanno pensato a tutto.

Finite le fiches mi alzo di scatto, voglio fregarmene una ma la croupier mi sorveglia attenta:

In questo casinò è impossibile vincere, le dico.

Mi sorride spavalda, ritira le mie carte, tira le fiches a se, togliendomi di mano quella che tentavo di fregarmi, dice: Crede ... ?

 

Quest'esperienza iniziale mi mette voglia di non aspettare d'essere ingaggiato da un attore, di andare a provocarne qualcuno ... 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
La URL per il Trackback di questo messaggio è:
http://gold.libero.it/sognidigitali/trackback.php?msg=13546305

I blog che hanno inviato un Trackback a questo messaggio:
 
Nessun Trackback
 
Commenti al Post:
Nessun Commento