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Pedante Grammaticale – Risultati dell’Esperimento

Post n°8035 pubblicato il 20 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Prima di rivelare i risultati dell'esperimento osservo che:

  • 83 persone sono un campione troppo piccolo per dedurre qualcosa che abbia validità scientifica;
  • la modalità di scelta volontaria delle persone non genera un campione statisticamente rappresentativo, che fotografa il contesto sociale a cui si riferisce, ad esempio rispettando la percentuale tra uomini e donne, quella tra laureati e non laureati e così via.

 

Questo rende necessario usare il condizionale per riportare le conclusioni dei due ricercatori:

  • le persone di natura gentile riuscirebbero a sorvolare sugli scivoloni linguistici, quelle meno cortesi non riescono a tollerare le deviazioni dalla norma;
  • le persone più introverse sarebbero maggiormente infastidite dagli sbagli linguistici, rispetto a quelle estroverse.

 

Dall'esperimento emergerebbe che i più critici e severi contro gli autori distratti e imperfetti sono proprio i più introversi e scrupolosi, i meno aperti e "versatili".

Spiegano i ricercatori.

Questo si deve al fatto che le persone meno disponibili tollerano con difficoltà le deviazioni dalla norma.

 

Quindi scopro che essere:

  • attenti difensori della lingua ...
  • un "precisino" del cazzo,
  • un fastidioso pignolo,
  • uno di quelli che su certi sbagli proprio non riescono a passar sopra e devono, subito, correggere.

Sintetizzando ...

Essere un pedante grammaticale:

  • evidenzierebbe un carattere poco gentile, disponibile, cortese, verso gli altri;
  • potrebbe essere fortemente legato ad una personalità introversa.

 

Secondo il professore di Linguistica all'Università di New York, Gregory Guy, pur riconoscendo l'originalità della correlazione tra lingua e personalità, un campo di studi relativamente recente, la scoperta di Boland e Queen non è poi così eccezionale:

Ho sempre immaginato che determinate attitudini linguistiche fossero legate a determinati tratti della personalità.

E' interessante notare come caratteristiche psicologiche incidano sull'ostilità di alcuni al cambiamento linguistico. 

 

 
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Pedante Grammaticale - Esperimento

Post n°8034 pubblicato il 20 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Da cosa dipende l'ossessione per la correttezza linguistica?

Oggi scopro che due ricercatori e docenti della Michigan University,

  • Julie E. Boland, dipartimento di Sociologia,
  • Robert Queen, dipartimento di Linguistica,

hanno condotto un semplice esperimento per rispondere alla mia domanda:

  • tramite Amazon Mechanical Turk, un servizio internet di crowdsourcing, ovvero sviluppo collettivo di un progetto da parte di numerose persone slegate da chi idea il progetto stesso, che collaborano volontariamente, rispondendo ad un invito a collaborare (un esempio è Wikipedia);
  • hanno coordinato 83 Worker o informalmente Turker, i partecipanti alla sperimentazione, tutti di madrelingua inglese, pagandoli un dollaro l'uno;
  • gli hanno chiesto di compilare una scheda anagrafica, inerente abitudini personali, età, sesso;
  • gli hanno chiesto di compilare un test di personalità;
  • gli hanno chiesto di valutare un fantomatico loro conoscente, basandosi su dodici messaggi di posta elettronica ricevuti.

 

Delle 12 mail che ogni Worker doveva leggere:

  • alcune contenevano errori di battitura,
  • altre includevano sviste grammaticali,
  • altre ancora prive di errori.

 

Ad ogni mail il Worker deve assegnare un giudizio da uno a dieci, le parole "errate" consistevano in termini dal suono simile a quelli corretti grammaticalmente.

 

Spiega Julie Boland:

Si tratta del primo studio ad ipotizzare che la personalità di chi ascolta o legge possa avere un effetto sull'interpretazione del linguaggio.

Con questo esperimento siamo riusciti ad esaminare i giudizi sociali dei lettori nei confronti di chi scrive.

 

 

 
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Pedante Grammaticale – Come nasce?

Post n°8033 pubblicato il 19 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Ho trovato un mirabile schemino che spiega come nasce un pedante grammaticale:

  • Si PARTE dal punto (A), quando un iniziale investimento in termini di tempo porta a un ingiustificato senso di superiorità morale da parte del pedante grammaticale nei confronti del resto dell'umanità.
  • Dopo una fase di CRONICIZZAZIONE, che vede l'adozione progressiva di mezze verità (es. sé stessi, curricula) e la CRIMINALIZZAZIONE SISTEMATICA di questioni di stile (a me mi), si arriva arrivati alla pedanteria grammaticale a pieno titolo (B), all'integralismo del TALEBANO GRAMMATICALE, quello che crea gruppi di Facebook contro la scomparsa del congiuntivo negli sms, imposta widget per ricevere notifiche da Twitter ogniqualvolta qualcuno pubblichi un tweet contenente la parola apposto, da retwittare puntualmente alla sua setta di fanatici.
  • Qualche anima pia nella cerchia sociale del nostro, in seguito a frattura scomposta ai testicoli dopo l'ennesima malignità, gli regala un libro di linguistica, ad esempio, Prima lezione sul linguaggio di Tullio De Mauro. Inizia da qui (C) il processo di recupero.
  • Ciò avvia la scoperta di una mirabile struttura finora insospettata, il vocabolario si arricchisce di termini come convenzioni condivise, sintassi, economia linguistica, registro e così via, si riduce via via l'uso del termine grammatica (D).
  • Ci si crogiola infine nella calma saggezza che reinserisce nell'equilibrio del creato, porta il conforto della tolleranza (E).

 

Il vero partigiano della lingua italiana non è chi prende di mira, deride, o anche semplicemente corregge, ma chi si sbatte per trasmettere e condividere qualcosa d'intellegibile (ci vedo sempre la cultura dello slash).

I consigli arroganti e non richiesti non sono un modo particolarmente persuasivo di insegnare l'italiano, ne di sviluppare relazioni sociali.

 

Mi chiedo:

Da cosa dipende l'ossessione per la correttezza linguistica?

 

 
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Pedante Grammaticale – Contesto e Integralismo

Post n°8032 pubblicato il 19 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Correggere o non correggere lo scivolone linguistico su un blog?

Personalmente non ho dubbi, non lo faccio mai, né dal vivo, ne su un blog.

Se non è un caso isolato, ma prassi indice di ignoranza della lingua m'astengo dal leggere.

Chi lo fa sistematicamente diventa, almeno ai miei occhi, un pedante grammaticale!

 

Un pedante grammaticale è un fondamentalista che ignora il contesto.

E' una questione di contesto!

 

Mi permetto di sfottere soltanto chi viene pagato per parlare o per scrivere (giornalisti, preti, politici, traduttori, insegnanti, scrittori, ecc. ) e lo fa a "cazzo di cane".

Nei contesti più orali o meno sorvegliati, che non siano legati alle pubbliche amministrazioni, al giornalismo, alla scuola, alla manifestazione di doti oratorie, come sono le chat, i social, i blog, gli sms, sono pronto a tollerare la negligenza, ad assolvere la mia.

 

Sono sempre rimasto incuriosito dalla diversità di reazione dinanzi a certi errori.

Infastidito quando sono stato oggetto d'attenzione da parte di pedanti grammaticali, che prescindendo dal contenuto di un post, segnalavano l'errore grammaticale, la mitica "a" senza acca che mi perseguita dalla seconda elementare!

 

 
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Pedante Grammaticale - Premesse

Post n°8031 pubblicato il 18 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Qualche premessa è utile per fare chiarezza.

Ci tengo alla lingua italiana ma rimango cosciente che:

  • le lingue umane, per propria tendenza, non sono immutabili, anzi, cambiano per adeguarsi a nuovi contesti, lo capii chiaramente in occasione del primo allunaggio, parola che non serviva prima quando ci si limitava ad atterrare o al massimo ad ammarare; nuove parole vengono coniate continuamente (petaloso l'ultimo tormentone), altre vanno in disuso, perfino quelli che un tempo erano errori possono diventare la norma;
  • l'avvento delle piattaforme social enfatizza e velocizza l'evoluzione del linguaggio, il quale diviene più veloce e immediato, talvolta meno attento a grammatica e sintassi, per tacere dei correttori ortografici; non di rado ci s'imbatte in verbi malamente coniugati, in errori ortografici grossolani, in improponibili abbreviazioni, per non parlare del congiuntivo oramai nemico giurato di molti parlanti;
  • scrivere un post non è come redigere un lemma dell'enciclopedia Treccani, cosa che inevitabilmente si traduce in una scrittura di getto, senza necessità di rileggere ed andare alla ricerca di possibili errori, frequenti gli errori; pubblicare un post può essere interessante per dibatterne i contenuti, non per farne una revisione sintattica, grammaticale, ortografica.

 

Uno scivolone linguistico può capitare a chiunque, nel parlato o su un blog (diverso sarebbe su un articolo di giornale, su una rivista autorevole, un libro, un'enciclopedia, un sito culturale, un portale della pubblica amministrazione, ecc. ):

  • per molti, i suddetti scivoloni sono solo abbagli sui quali sorvolare, si concentrano sul contenuto;
  • per altri possono rappresentare una vera e propria tortura per occhi/orecchie, l'inadeguatezza della forma gli impedisce di arrivare al contenuto.

 

Scrivo velocemente, non rileggo, l’errore esce. Questo non significa che non conosca l’ortografia della parola comunque!

 

Mi chiedo:

 

Correggere o non correggere lo scivolone linguistico su un blog?

 

 
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Pedante Grammaticale

Post n°8030 pubblicato il 18 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Non sapevo prima di scrivere questo post che "pedante" derivi dal latino "piede", o meglio dall'accompagnare a piedi,  a sua volta accostato a pedagogo, ovvero istitutore e maestro di scuola.

 

Sarò stato pedante a raccontarlo? Sarà vero?

Una conferma arriva dal fatto che il pedante:

  • appare per la prima volta nella commedia cinquecentesca, per incarnare un tipo di maestro presuntuoso, di cultura limitata, pomposo nella parlata latineggiante spesso scorretta, sordido nei vestiti e nei costumi;
  • maschera che finisce col codificarsi con quella del Dottor Balanzone della commedia dell'arte.

 

L'uso moderno della parola è ancor più spregiativo, il pedante è:

  • nell'insegnamento e nello studio, chi si richiama continuamente alle regole, osservandole e facendole osservare con scrupolo meticoloso e scarsa intelligenza;
  • per estensione, chi pone una cura eccessivamente minuziosa, meticolosa, pignola in qualsiasi cosa faccia;
  • in senso polemico, chi ostenta un'esagerata cura della lingua e dello stile, scrivendo, ancor peggio producendosi in osservazioni e critiche a chi scrive.

 

Personalmente di seguito userò il termine in senso polemico.

 

Parlerò di una sottospecie di pedante, incontrata spesso su questo blog:

  • quelli che qualcuno chiama perfino "grammar nazi",
  • lo trovo eccessivo, preferisco parlare di pedanti grammaticali.

 

 
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Gossip: Coppia Scoppia in diretta su Sogni Digitali

Post n°8029 pubblicato il 17 Agosto 2017 da sagredo58
 

Per celebrare 8.000 post me ne concedo uno di gossip!

Peraltro educativo delle dinamiche perverse del virtuale.

 

 

Di coppie nel Virtuale se ne creano, questa è la prima di cui ho evidente la distruzione avvenuta in diretta sul mio blog, direi con un effetto al rallenty marcato dalla sovrapposizione dei botta e risposta ostentati pubblicamente sotto forma di commenti.

L'esibizionismo di entrambi i protagonisti è evidente, il loro tenere al pubblico attonito che li legge, arriva perfino allo scontro pubblico, incredibilmente lasciandone evidenti tracce sotto forma di commenti, sotto ad un post che non c'entra nulla con i protagonisti.

Del resto, se in rete ci metti perfino le scopate con la tua compagna, perché sottrarsi agli scazzi?

 

LEI

Non ho messo in lista nera nessuno, perciò, caro LUI, non diffondere notizie false per creare discredito.

Ho chiuso i commenti perché non ero presente, per TUTTI, non solo per chi vive di malafede.

Perché, da non fetente, caro LUI, non vieni a dire le cose in chiaro dove sai che leggo, invece di seminare discredito sui blog altrui?

Se c'è qualcuno che ha fame di gloria webbica e visibilità sei proprio tu.

Dubito tu abbia segato il tuo vecchio blog a causa mia.

Ti ho chiesto più volte di chiudere o eliminare il nostro blog condotto in comune, non hai mai voluto.

E' a te che manca il consenso virtuale.

Poiché mal digerivi le "regole" di rispetto vigenti sul blog condiviso, ti ho fornito un vecchio blog di un amico che lo ha abbandonato (ebbene sì, il nuovo blog gliel'ho regalato io, tanto per fare chiarezza sulle mie ipotetiche gelosie da blog) e ci scrivi quello che ti pare con chi ti pare, scalando le classifiche che ti pare a cui tieni molto.

Quello che sta sempre sui blog sei tu, risulta a tutti.

Quanto a mettere i cazzi tuoi (e miei) in piazza, ci hai pensato tu.

Io ho scritto semplicemente un post generico nel suo contenuto e se ti sei sentito chiamato in causa avrai i tuoi motivi e la coda di paglia.

Che siamo in lite è evidente, a questo punto.

Quali siano i motivi mi auguro tu non li palesi, perché sono e restano molto personali ma, nel caso tu decida di mettere in piazza i tuoi motivi, stai certo che lo farò con i miei perché, a questo punto, avrò la certezza di quanto tu sia esibizionista e ciarlatano e non avrò più nulla da perdere e tutto da guadagnare.

 

LUI

Mi spiace per te cara LEI ma non sei più credibile e sta uscendo la tua vera natura, io sono un broccolo e non cambio mai, sia nel virtuale che nel reale, lo sai benissimo che avevo eliminato il blog solo per avere il tuo numero di telefono (ho ancora le mail).

Tu sei scimmiata per quel blog e non lo affonderesti mai, io sono in grado di stare mesi senza collegarmi e l'ho fatto, tu non resisti una settimana, rileggi il tuo post di una settimana fa, avevi da fare e poi dovevi andare in vacanza, tre giorni dopo eri già sul blog.

Le discussioni sul mio nuovo blog sono nate perché tu hai cominciato a dire: non invitare questo, non invitare quello, invece io l'ho aperto a tutti.

Tu alle persone puoi raccontare quello che ti pare ma io e te lo sappiamo molto bene, tu hai fatto decine di post per discussioni reali nostre per avere il consenso dal tuo popolino.

Si chiamano post trasversali ed è e rimane un sistema da mafiosi.

Mi sono limitato a copiare i commenti, poi a cancellarli dal blog, per questo sono anche stato redarguito da LEI, come se volessi spalleggiare LUI. Pensavo solo di fare un favore ad entrambi evitandogli la pubblica ostensione.

Oggi a distanza di tempo li riuso, ho eliminato i nomi dei protagonisti e dei blog citati, tutto il resto è tragicamente reale, con un'aggravante, non si parla di ragazzini ma per tutti e due i contendenti di età over 50.

L'epilogo intuibile è confermato dalla chiusura dei blog e dalla sparizione di entrambi i Nick.

Ricordare tutto ciò dovrebbe insegnare che per lasciarsi conviene vedersi dal vivo e non sfancularsi sui blog.

 

 

 
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Ci sono opere d'arte che ...

Post n°8028 pubblicato il 17 Agosto 2017 da sagredo58
 

Ci sono opere d'arte che ...

Più che ributtanti, trovo inutili,
perché insignificanti,
nel senso più letterale del termine:
non esprimono significato.
Quella qui sotto incredibilmente si chiama:
Allestimento con carriola e scaletta in legno, del 2007.
Se l'opera in se è solo inutile,
chi la realizza come sarà?
Un vero mistero!

 
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La Fleur – Sagredo, mail invita al Regista

Post n°8027 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Una prima premessa è utile, non ci conosciamo, anche se ho avuto il piacere di stringerle la mano alla fine dell'ultima replica del suo spettacolo La Fleur - Il fiore proibito, lo scorso 23 luglio.

Una seconda è necessaria, non sono un critico teatrale, non sono un'esperto di teatro, ne uno storico del teatro, sono solo uno spettatore, ed ho avuto il privilegio, sempre su suggerimento di Roberta, l'amica di Silvia, di poter assistere in extremis al suo spettacolo.

Ho chiesto la sua mail solo per poterla ringraziare (giuro che non vendo nulla e nulla chiedo), e, tramite Lei, tutte le tante persone che allo spettacolo collaborano, di avermi fatto provare qualcosa di nuovo, per poterle inviare una sorta di mio commento entusiasta.

 

Dal giorno dopo lo spettacolo ad oggi:

  • ho letto tutto quello che già si è scritto sullo spettacolo;
  • mi sono confrontato con altre due persone che lo hanno esperito (termine che preferisco usare rispetto a visto, in considerazione dell'esperienza immersa), la già citata Roberta e la mia compagna che lo ha visto con me;
  • poi ho riflettuto sul mio agito, o meglio sul rapporto tra pensato ed agito, sviluppatosi durante lo spettacolo.

Per capire e conoscere, ragionare e memorizzare, solitamente scrivo, esercizio che viene utile anche a trasferire il capito/conosciuto, ho finito oggi, poco fa.

 

Da questa scrittura sono usciti fuori una sorta di appunti sull'immersione esperita:

  • qualcosa di compilativo, nella parti in cui si parla di Teatro Immersivo e Spettatore Liberato, Teatro Ipertestuale e Spettatore Attenzionato, o si presenta lo spettacolo ed il suo regista;
  • un piccolo spunto interpretativo, che omaggia la mia passione per la fisica, quando si parla di Teatro dello Spazio-Tempo Relativistico;
  • un parte soggettiva ed emozionale, in cui Boris e Natascha si raccontano (io e la mia compagna siamo stati spettatori Premium), confessano le loro debolezze, cercando di restituire spudoratamente e senza reticenze il loro feedback più vero da spettatore;
  • il giudizio finale, non è di Boris, è di Sagredo, quello che di teatro non sa nulla e firma questa mail, dichiara che tuti gli appunti vanno interpretati come commento entusiasta e spiega perché Sagredo si è divertito.

 

Di questi appunti faccia quello che crede, li condivida, li riusi, oppure li cestini (senza dirmelo così il morale non s'abbatte), io li utilizzerò per diffondere la conoscenza del suo lavoro teatrale.

Sono per una Cultura dello Slash, così chiamo una cultura dialettica, dell'unione e della contrapposizione, tra avventura nel moderno e/o rivoluzione sociale, l'amletica scelta tra congiuntiva e disgiuntiva non può che ricadere sullo slash che simboleggia il confronto e/o l'integrazione delle diversità.

 

Cordiali saluti da Boris e Natascha

 

 
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La Fleur - Sagredo, Giudizio

Post n°8026 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Mi piace pensare che questo tipo di spettacolo possa essere visto più volte, che ogni volta:

  • possa essere un nuovo spettacolo, diverso dal primo;
  • se ne possano cogliere aspetti diversi;
  • possa comportarmi diversamente, come "bravo spettatore",per godere di piaceri diretti ed indiretti diversi.

 

Questa potenzialità multi-storia del Teatro Immersivo m'incuriosisce molto:

  • avrei voluto rivedere Le Fleur, almeno un'altra volta, purtroppo non ce ne è stata occasione,
  • l'ho visto l'ultimo giorno in cui andava in scena.

 

Ho trovato gli attori bravi:

  • soprattutto credibili nel loro ruolo,
  • capaci di una recitazione spontanea,
  • abili ad evitare i possibili disguidi dovuti al pubblico tumultuoso invadente e disturbante, come anche Sagredo ha pensato d'essere, più che riuscire ad essere.

 

Segno che lo spettacolo era ben progettato, congegnato, governato:

  • da autori e regista prima d'andare in scena,
  • dagli attori bravi anche nelle improvvisazioni estemporanee necessarie.

Non ho trovato la storia particolarmente originale:

  • cosa che ha avuto il pregio di renderla più facilmente deducibile;
  • che non ha inficiato la qualità dello spettacolo, anche perché l'interesse per la storia è stato in parte distolto dall'interesse verso l'"immersione".

 

Venendo a quello di cui ho sofferto, le mie critiche si limitano alla logistica:

  • Nei momenti clou, più significativi, gli spazi stretti e la folla degli spettatori ostacolavano la vista, fortuna che svetto, sulle teste della maggioranza; il finale soprattutto, quello davanti alla reception, andrebbe svolto in un locale più ampio, l'ho perso del tutto, pur avendolo intuito mentre ero sulla terrazza e tentavo inutilmente di scendere le scalette congestionate di folla.
  • L'equilibrio tra spazio disponibile e numero di spettatori non m'è sembrato ottimale; onestamente mi è ignoto, non riesco nemmeno ad immaginare quanti fossero gli spettatori, e ovviamente comprendo che si riflette anche sul costo dello spettacolo; però l'effetto trascinamento, quello per cui ci si precipita come folla in un unico punto, sì è fatto sentire, mi ha intralciato i movimenti a tratti, costringendomi a derogare da quello che avevo deciso di seguire.
  • La musica ad alto volume mi ha impedito o reso difficile capire le richieste via radio, dei poliziotti che avrei dovuto assistere, in altri casi non mi ha permesso di ascoltare le conversazioni degli attori.
  • La maschera appoggiata sopra gli occhiali è una vera tortura per i miopi, siamo sicuri che serve veramente? Che non sia sostituibile da un altro marcatore che distingua dall'attore?
  • Il caldo s'è fatto sentire, nonostante l'aria condizionata, dalla metà dello spettacolo in poi; soprattutto in considerazione dell'alta concentrazione di persone negli ambienti più piccoli e della maschera sul volto, tanto da costringermi ad usare la terrazza, invece che la discoteca per prendere una boccata d'aria.

 

Le potenzialità del Teatro Immersivo m'hanno entusiasmato, immagino sia ancora un terreno largamente inesplorato, quanto scritto vuole essere non una critica ma un commento entusiasta, spero si sia ben capito, ad un'esperienza originale che spero vivamente di rifare.

Bravi autori, regista ed attori, almeno quelli che mi sono capitati nella serata da me scelta, mi piacerebbe saperne i nomi, in relazione ai personaggi interpretati, ma purtroppo ne trovo solo un elenco cumulativo nelle locandine dello spettacolo.

Bravi a tutti dunque!

 

 

 
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