Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Viaggio nel tempo - Quante vite ho vissuto?

Post n°8191 pubblicato il 20 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Quante vite ho vissuto?

 

Sinora almeno sei:

  • la prima (0-26), in cui ho vissuto senza indipendenza, con i miei genitori e mia sorella, costruendo la mia identità, scoprendo le mie passioni, studiando appassionatamente fisica e filosofia, incappando precocemente nell'informatica in un epoca ancora non informatizzata, iniziando a viaggiare on the road, in Italia ed Europa;
  • la seconda (26-35), in cui ho assaggiato il sapore della libertà, economicamente indipendente, single, non convivente, anche se quasi sempre in coppia, rapidamente mutante, senza figli e genitori da assistere, lavorando duramente, con grande entusiasmo, spessissimo in giro per il mondo tra Europa, Africa ed entrambe le Americhe, per lavoro o voglia di scoprire il mondo;
  • la terza (35-46), in cui mi sono impegnato, per attuare il mio progetto più importante, mia figlia, sposandomi, rendendo ai miei genitori una piccola parte delle attenzioni e del supporto da loro ricevuti, al tempo stesso facendo il lavoro più esaltante;
  • la quarta (46-52), in cui ho perso tutto e sono rimasto solo, la mia famiglia d'origine e quella costruita, morti i genitori, subito dopo separato, sono tornato (quasi) solo, poco dopo sperimentando la disoccupazione, fortunatamente continuando sempre a fare il padre attento e presente di una figlia meravigliosa;
  • la quinta (52-59), in cui mi sono ricostruito, da poco finita, passando dall'essere solo all'essere libero, cosa che m'ha permesso: di incontrare nuovamente una donna da chiamare compagna; di esorcizzare la disoccupazione, nel mentre dilagante in Italia, estraendomene facendo un lavoro, sicuramente più avvilente rispetto al precedente, pienamente conscio che molti me l'invidierebbero, consapevole d'essere stato sinora un privilegiato che ha sempre potuto scegliere di cosa occuparsi;
  • la sesta (59-??), appena cominciata, in cui m'impegno nuovamente in una convivenza, in cui probabilmente rimarrò nuovamente disoccupato, difficilmente riuscendo a rioccuparmi in attesa della pensione, anche se con le idee chiare su dove dirigere le energie residue (intellettive, che quelle fisiche non l'ho mai avute);
  • oggi, non so ancora se ce ne sarà un'altra di vita, sarebbe la settima, quella del progressivo degrado e della perdita d'indipendenza, come fossi un gatto, in ogni caso di sicuro non ho voglia di battere i felini, al massimo ci arrivo al pareggio.

 

Un cassetto poco frequentato ha vomitato un rigurgito del mio passato:

  • della seconda vita, anno 1984;
  • della terza, anni 1996 e 97;

Rispettivamente tra 33 e 20 anni fa.

 

Ancora una volta ho compiuto il mio viaggio nel tempo!

 

 
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Idolatria – Mi tengo lontano dalle Autorità Religiose!

Post n°8190 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Nessuno dei tentativi avviati ha avuto successo, Bento rimane sempre scomunicato ed eretico a tutt'oggi.

 

Che Bento sia eretico rispetto all'ortodossia ebraica del suo tempo e luogo, è indubbio ed ammesso da lui stesso.

Che la revoca di una scomunica abbia senso solo se il soggetto scomunicato è ancora vivente, è ancora lampante.

 

Che se a Bento chiedessi:

"Vuoi che la scomunica ti sia revocata?",

la sua risposta sarebbe

"A Sagrè, Non me ne po' fregà de meno!",

è ironicamente plausibile.

 

Che si possa pensare che, reintegrare Spinoza nella comunità ebraica, annullando la scomunica, sarebbe non comprendere ciò per cui Spinoza lottò,

m'appare troppo comodo e al contempo integralista.

 

Ne nasce una domanda importante:

Quanto è saggio ed efficace da parte delle comunità religiose far rispettare rigorosamente l'ortodossia, o la conformità in materia di idee (al contrario di quella in termini di comportamento che afferisce all'etica e alla morale)?

 

La risposta la dà il caso Spinoza:

Le autorità religiose, costringendo a rispettare una fede conformista, punendo le deviazioni dai dogmi, privano i credenti della possibilità di trovare nella religione ciò che essi cercano con maggiore urgenza:

  • una fonte d'identità, di comunità, di conforto,
  • una guida morale,
  • una ricerca di comprensione e di verità: sull'Uomo e sull'Universo cui appartiene.

 

Caro Bento,

se aderisco al tuo Dio/Natura,

mi tengo ben lontano da qualsiasi autorità religiosa!

 

 
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Idolatria – Revocare la scomunica di Spinoza?

Post n°8189 pubblicato il 19 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Riabilitato Galileo, a Bento cosa è successo?

 

Nel 1927, lo storico Joseph Klausner, in una conferenza presso l'Università Ebraica di Gerusalemme sulla filosofia di Spinoza, alla conclusione del suo discorso, abbandonò il consueto linguaggio accademico per annunciare la sua intenzione di riportare Spinoza, scomunicato nel 1656, all'ovile ebraico con veementi parole:

Per l'ebreo Spinoza, il bando è annullato!

Il peccato del giudaismo contro di te è rimosso e la tua offesa contro di esso è espiata.

Tu sei nostro fratello! Tu sei nostro fratello! Tu sei nostro fratello!

 

Successivamente, all'inizio degli anni '50 David Ben-Gurion, fondatore di Israele e primo a ricoprire l'incarico di Primo ministro di Israele, chiese che si ponesse riparo a quell'ingiustizia subita da Spinoza, insistendo sul fatto che i rabbini del '600 secolo non avevano l'autorità per escludere per sempre l'immortale Spinoza dalla comunità di Israele.

 

Nell'inverno del 2012 il consiglio direttivo della comunità ebraica portoghese di Amsterdam affronta la questione di revocare la scomunica contro Spinoza, viene per questo costituito un comitato consultivo di 4 studiosi.

 

Come è andata a finire per Bento?

 

 
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Idolatria – Riconoscere i torti?

Post n°8188 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Bento, e Galileo, miei eroi, sono stati riconosciuti a posteriori i torti delle autorità ecclesiastiche nei vostri confronti?

 

Nel 1823 papa Pio VII autorizza la pubblicazione delle Lezioni di astronomia di Giuseppe Settele, un canonico che sostiene l'eliocentrismo galileiano.

La questione fu discussa dal Sant' Uffizio per ben tre anni, concludendosi con un decreto che formalmente pose fine al confronto senza troppo rumore.

 

Il 31 ottobre 1992, grazie alla volontà di papa Giovanni Paolo II, dopo solo 359 anni, 4 mesi e 9 giorni, la chiesa cattolica ha cancellato, la condanna "al silenzio" inflitta a Galileo Galilei il 22 girugno 1633.

Galileo è accusato di aver sposato le tesi copernicane che, in contrapposizione alla verità ecclesiastica, sostengono che è la Terra, insieme agli altri pianeti, a girare intorno al sole, e non viceversa; Galileo, pragmaticamente, per salvarsi dall'accusa di eresia, abiura (rinnega) le sue idee.

 

Sicuramente un bel gesto:

  • in termini di pubbliche relazioni,
  • ma anche per la gestione del rapporto tra scienza e religione.

 

Riabilitato Galileo, a Bento cosa è successo?

 

 
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Idolatria - Cosa pensa Sagredo dello Stato Democratico

Post n°8187 pubblicato il 18 Ottobre 2017 da sagredo58
 

Bento, tu m’elogi la democrazia e lo Stato che esercitandola garantisce sicurezza, uguaglianza e libertà di pensiero.

Io Bento mi definisco ormai da molti anni un social confuso, un tempo mi sarei detto di sinistra ma qui, in Italia, la sinistra s’è dissolta per la perdita di valori etici e di senso dello Stato, oggi rimango solo un socialconfuso, chissà forse evito il termine “democratico” perché in Italia per troppo tempo associato a “cristiano”.

 

Sono d’accordo con te Bento quando affermi che il bene collettivo si realizza unicamente se è garantita libertà di pensiero e di civile dissenso, lo Stato democratico è un compromesso che limita la libertà dell’individuo per un bene collettivo ma voglio poter essere libero di dichiarare il mio pensiero.

Sempre come te Bento ritengo il dissenso non debba esprimersi agendo contro lo Stato democratico, se diventa tirannico il discorso è molto più complesso, rigetto per questo terrorismi e manifestazioni violente che danneggiano libertà e proprietà; m’assoggetto alle leggi dello stato nella consapevolezza della loro possibile parzialità ed inefficacia.

 

Se tu Bento parli di separazione tra Stato e Religione, io sono per uno Stato assolutamente laico, che non aiuti minimamente nessuna forma di culto, e al tempo stesso nemmeno la vieti, più semplicemente se ne tenga disinteressatamente lontano.

L’adesione ad una religione dovrebbe per me rimanere un fatto privato e non essere conseguenza di plagio come accade con le sette; non so se sei d’accordo su questo Bento; par questo: non discriminato dallo Stato, non insegnato dallo Stato nelle sue scuole, non supportato dallo Stato in termini infrastrutturali o finanziari. Ogni credente si finanzi la religione che preferisce, al di fuori delle tasse che paga allo Stato per i servizi laici che gli competono, istruzione, salute, sicurezza, infrastrutture.

 

Tu Bento affermi che speranza e timore sono le passioni dell’Uomo sfruttate dalla chiesa per controllarlo, condivido, per questo ritengo che lo Stato, pur nel rispetto di tutte le religioni, debba sorvegliare che l’adesione di un suo cittadino ad una religione sia effettivamente volontaria e non conseguente ad un plagio con fini di sfruttamento del credente.

 

Mi piace la tua affermazione Bento per cui qualsiasi chiesa non ha autorità sullo Stato, non deve intromettersi negli interessi dello Stato. Viceversa lo Stato deve sorvegliare qualunque chiesa limitatamente ai comportamenti sociali (esteriori) di quei credenti che al tempo stesso sono cittadini, senza per questo interferire con gli atti di fede (interiori) dei propri cittadini.

 

 
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Idolatria - Cosa pensa Sagredo dell’Uomo

Post n°8185 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da sagredo58
 

Bento, tu mi descrivi l’Uomo che conosco, che sono, quello fatto di corpo e mente, materia e pensiero, indissolubilmente uniti, reciprocamente influenzantesi: un Uomo inevitabilmente soggetto alle leggi dell’Universo, assolutamente privo di uno scopo.

 

Non so a cosa possa servire l’anima, come te Bento, convinto che non possa esistere pensiero ed identità a prescindere da un corpo mortale.

 

So che l’Universo rende l’Uomo curioso di capire e conoscere, comprendo bene come la tua “somma beatitudine” possa essere soddisfatta Bento: più da un percorso di conoscenza che ci permetta di oltrepassare la limitata percezione del sensibile, per cogliere i nessi causa/effetto, per indagare sul perché; che dall’abbrutimento volto alla sola ricerca di beni materiali o alla sfrenata soddisfazione di passioni.

 

Certo non sono, ne aspiro ad essere ascetico come te Bento, conseguentemente non sperimento spesso la “somma beatitudine” ma certamente ne colgo sprazzi, lampi; teorizzo l’uso dell’ozio per inframmezzare la convulsa vita moderna, ozio che mi permette ad esempio di stare a scrivere queste considerazioni, come il sapersi concedere di soddisfare qualche passione senza per questo divenirne schiavo.

Mi manca il tuo intelletto Bento, quella scienza intuitiva con cui tu arrivi all’amore di Dio; non provo amore per l’Universo Bento, mi accontento della ragione dimostrativa di Filosofia e Fisica, quello che tu Bento chiami secondo grado di conoscenza.

 

Diversamente da te Bento, l’unica illusione di divino la esperisco nell’atto d’amore unilaterale, soprattutto quello verso mia figlia, poi per la memoria dei miei antenati, ancora verso pochi amici, che chiamo fratelli, anche se il sangue non c’entra nulla; emozione d’amore anch’essa frutto delle leggi di natura che agiscono sulla materia e pensiero di cui sono fatto.

 

So bene che la libertà è un’illusione, come tu mi dici Bento, incompatibile con l’amore unilaterale, sono genitori, figli, compagni, amici, che ci fanno rifiutare la libertà, per obbedire all’impeto sociale dell’essere Uomo.

 

 
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Idolatria - Cosa pensa Sagredo del Dio/natura che chiama Universo?

Post n°8184 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da sagredo58
 

Il mio Universo Bento, contiene la causa di se stesso, come il tuo Dio/Natura, senza necessità di atti creativi, anche se, contrariamente da te Bento, della sua possibile infinitezza ed eternità non ho evidenza alcuna, ma solo ipotesi teoriche alternative, tra loro contraddittorie, lungi dall’essere state verificate sperimentalmente.

 

Penso l’Universo causa di tutti i fenomeni che l’uomo è in grado di osservare (e di quelli non ancora osservati), un Universo immanente ed olistico, come il tuo Dio/Natura Bento, che universa se stesso nell’universato che osserviamo (se tu Bento t’inventi il verbo “naturare” mi sento autorizzato ad usare il neologismo “universare”), causa della sua dinamica, inclusa l’esistenza dell’Uomo e del pensiero dell’Uomo.

 

Non vedo, come te Bento, alcuna finalità nell’Universo, né, nel suo universare se stesso, nell’emergenza dell’Uomo; Uomo che non esiste per qualche fine, ma solo per conseguenza dei nessi causa-effetto espressi dalle leggi che regolano l’Universo, e non è detto che le conosciamo tutte (tra quelle note andrei a cercare tra la meccanica statistica, le teorie del caos, la termodinamica dei processi irreversibili e delle strutture dissipative, prima di passare la palla alla chimica ed alla biologia molecolare).

 

Ancora diversamante da te Bento, non uso il termine Sostanza, ma mi è chiaro che l’energia (che si fa anche materia come ci ha insegnato Albert, ti sarebbe piaciuto Bento) costituisce l’Universo, sia nelle sue manifestazioni fisiche (che percepiamo tramite il corpo ed i sensi) che nelle leggi di natura che ne condizionano (non solo deterministicamente come la meccanica quantistica insegna) il funzionamento (che tentiamo di interpretare approssimativamente con la mente ed il pensiero).

 

 
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Idolatria - Cosa pensa Sagredo del Razionalismo deduttivo?

Post n°8183 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Bento, tu mi parli di un Dio/Natura che, da ateo convinto che sono, faccio mio (chiamandolo Universo), così riscattandomi, non che ne avvertissi il bisogno, da quell'accusa d'idolatria che il Cattolicesimo m'appiccica addosso.

Sono stato fortunato Bento, nascendo 326 anni dopo di te, non sono stato ripudiato dalla comunità di credenti, i più falsi credenti del tutto disinteressati, che m'attornia, non ho dovuto rinunciare a famiglia ed amici.

 

Condivido pienamente il tuo invito Bento, all'applicazione del razionalismo deduttivo (scienza), la mia formazione culturale da fisico, tu probabilmente diresti da filosofo, questo prevede ed è da me stata appositamente scelta per imparare ad usare lo strumento razionale per discernere il falso, il millantato, l'incompreso, senza necessità di usare miracoli.

Certo, diversamente da te Bento, non uso la parola "Dio", nemmeno quella "Natura", piuttosto parlo di Universo (includendo anche l'ipotesi del Multiverso, ovvero di tanti Universi connessi o sconnessi che siano), che intendo come il complesso di tutto lo spazio-tempo (di qualsiasi dimensione sia) e di ciò che contiene (materia, energia, contenuto dello spazio intergalattico, Uomo, pensiero dell'Uomo), quello che l'Uomo con la scienza cerca di indagare e conoscere (e tra tutte la fisica, quella, Bento, creata dal tuo quasi coetaneo Galileo, utilizzatore di lenti per cannocchiale come quelle che tu molavi, ne hai mai letto qualcosa Bento?).

 

Bento tu separi Fede e Filosofia, affermi che non possono ostacolarsi tra loro, perché si occupano di ambiti diversi: la fede dell'obbedienza, la filosofia della ricerca della verità.

Riprendo le tue parole Bento, solo che insieme alla filosofia aggiungo la scienza, quindi affermo Fede e Filosofia/Scienza non possono ostacolarsi tra loro, questa divaricazione reciprocamente rispettosa mi piace molto.

"Dio esiste? Esiste l'anima immortale?"

Non sono domande da porre alla Scienza.

"Come funziona l'Universo? Perché esiste l'Uomo?"

Non sono domande alle quali la Fede possa rispondere, anche se a tratti ha sfruttato l'ignoranza dell'Uomo per abbagliarlo di false spiegazioni costruite su creazioni e miracoli.

 

 
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Idolatria - Cosa pensa Sagredo della Bibbia?

Post n°8182 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da sagredo58
 

Tu Bento sei partito da un attento studio della Bibbia, io non so nemmeno definire cosa sia esattamente la Bibbia, non l’ho letta tutta, non ne sono rimasto avvinto, perché ho sempre pensato il Dio biblico tragicamente troppo umano, ovvero rancoroso e vendicativo.

Uso il termine “Bibbia” per semplicità, per indicare l’eterogeneo insieme di Testi sacri, adottato con mille distinguo rispetto a tutti i testi disponibili, dalle dottrine Ebraica e, successivamente, Cattolica, forse per questo “inseguimento”, per differenziarsi con una scelta di libri parzialmente diversa da quella Ebraica.

 

Come te Bento credo che la Bibbia sia stata scritta da tanti uomini, in un vasto arco di tempo, come gli studi storico archeologici mi hanno insegnato; scritta per rivolgersi ad una popolazione molto ignorante e profondamente superstiziosa.

Motivo per cui non credo ci si possa trovare dentro niente che avvicini alla conoscenza dell’Universo o di altro, come tu stesso ai detto Bento; per questo non capisco chi si ostina ancora a “studiare” la Bibbia, ancora 400 anni dopo che tu Bento l’hai approfonditamente fatto.

 

Invero mi sembra, anche tu Bento potresti essere d’accordo, che, più che studiare, si tratti solo di “interpretare” una collezione anche molto contraddittoria di testi; o peggio, visto che dopo secoli che già lo si fa, l’”interpretare” si trasforma in “reinterpretare”, solo una questione di dispute teologiche tra ortodossia e riformismo, più che l’avvicinamento ad una qualche forma di conoscenza reale.

 

Ovviamente i precetti morali che le molteplici, ed in parte divergenti interpretazioni della Bibbia propongono, li accetto solo perché li trovo razionali, come te Bento, atti a garantire il presupposto minimo per una convivenza civile, ovviamente a patto di adeguarli all’evoluzione dei costumi e della società, cosa che nuovamente si trasforma nel conflitto tra ortodossia (rimasta al tempo delle pecore e dei pastori) e riformismo (da agganciare al contesto post-industriale e globalizzato dell’oggi).

 

Come te Bento, non ho mai creduto ai miracoli, né alle superstizioni, li equiparo, li lego: da un lato, alla tragica ignoranza dell’Uomo ed alla sua presunzione che non gli permette di riconoscerla; dall’altro alle più istruite caste religione che con miracoli e superstizioni hanno tenuto ed ancora tengono sotto controllo i deboli di spirito.

Per me rigettare miracoli e superstizioni è stato di certo stato più facile che per te Bento, ho studiato la storia delle colonizzazioni, quelle che hanno reso l’uomo bianco un Dio violento, avido, rancoroso, verso chi colonizzavano, capace di miracoli esattamente come quello Biblico, in suo nome schiavizzando e convertendo forzatamente altri uomini più “abbronzati” o “diversamente colorati”, guarda caso più ignoranti o tecnologicamente arretrati.

 

 

Se a te Bento danno dell’eterodosso, io mi sento disallineato, oppresso dal pensiero ortodosso, codificato quando si conosceva molto meno dell’Universo e del suo funzionamento, come anche da quello meramente conformista, di chi non ha il coraggio delle proprie opinioni.

 

 
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Idolatria - Cosa condivide Sagredo con Bento?

Post n°8181 pubblicato il 16 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Quelle di Spinoza sono affermazioni da poco, sono rivoluzionarie, ancora oggi, figuriamoci nel '600.

 

Sviluppando il suo pensiero Spinoza rifiuta:

  • i precetti dell'autorità religiosa (ebraica) ortodossa;
  • la tradizione e le posizioni di chi interpreta metaforicamente la Bibbia, con la pretesa di rintracciarvi, per di più razionalmente, un significato recondito.

 

Quello che più mi colpisce è aver trovato in un filosofo del '600 (per quello che ho capito) una condivisione di pensiero quasi totale con la mia.

 

Per questo d'ora in poi mi rivolgo a Spinoza chiamandolo per nome, Bento, come se l'avessi davanti, come fosse un mio amico con il quale condivido la visione dell'Universo e dell'Uomo che ne abita un minuscolo frammento.

 

Bento, tu hai risposto alla mia domanda iniziale:

Chi è più idolatra?

Io, ateo, che scrivo queste riflessioni, o chi claustrofobicamente pensa la Bibbia parola di Dio?

 

Mi hai insegnato che:

Chi rimane prigioniero della Bibbia è come se la idolatrasse,

sostituendola a Dio come suo simulacro,

come se fosse un vitello d'oro.

 

 
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