Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Aprile 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
          1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
 
 

Ultime visite al Blog

ale.aleromasagredo58anastomosidisabbiaun_altra_lei0chiara732arw3n63several1Celia47delia80.francoclaudio0111tommicortiBacardiAndColaXuorpieropiccardi
 

Ultimi commenti

 

Contatori e Contati

 
Citazioni nei Blog Amici: 88
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Mobile

Seguimi su Libero Mobile

 

Riconoscimenti

sito internet

 

Motori di ricerca

motori di ricerca

 

Messaggi di Aprile 2017

 

Il linguaggio moderno di Bruno Zevi

Post n°7726 pubblicato il 30 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Il libro di Zevi, mi piace anche per la prosa ardente, entusiasta, talvolta dura, mai banale, mai priva di interesse.

 

Lettura che può risultare difficile a coloro del tutto digiuni di architettura, che consiglio ugualmente perché, a mio parere, Zevi non scrive solo per architetti ma per tutti.

Con un piccolo sforzo, armati di google, soprattutto per ricercare immagini che si correlino agli esempi fatti da Zevi, risulta lettura gradevole ed educativa.

 

Un testo in grado di insegnare molto e, soprattutto, indicare una possibile via per il rinnovamento e l'arricchimento dell'architettura per la vita umana.

 

Gli invarianti dell'architettura Moderna identificati da Zevi, da contrapporre a quelli più noti del codice classico, organizzano il libro:

  • Elenco delle funzioni
  • Asimmetria e dissonanze
  • Tridimensionalità antiprospettica
  • Coinvolgimento strutturale
  • Temporalità dello spazio
  • Reintegrazione edificio, città, territorio

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il linguaggio moderno dell’Architettura

Post n°7725 pubblicato il 30 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Il linguaggio moderno dell'Architettura, non può che essere invece induttivo, fondato pertanto su un sistema di "regole" in grado di definire perfettamente ciò che si intende per "moderno".

Dal patrimonio dell'architettura Moderna, nei primi decenni del XX secolo, Zevi estrapola una serie di "invarianti", tipiche di un "codice" moderno.

 

In particolare quello del Movimento Moderno collocato tra le due guerre mondiali, teso al rinnovamento:

  • dei caratteri,
  • della progettazione,
  • dei principi dell'architettura,
  • dell'urbanistica e del design,

 

Movimento di cui sono stati protagonisti quegli architetti che improntarono i loro progetti a criteri di funzionalità ed a nuovi concetti estetici:

  • Le Corbusier,
  • Ludwig Mies van der Rohe,
  • Walter Gropius,
  • Frank Lloyd Wright,
  • Alvar Aalto,
  • Giovanni Michelucci.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il linguaggio classico dell’Architettura

Post n°7724 pubblicato il 29 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Il linguaggio classico dell'Architettura (o presunto tale), è fondato per deduzione rispetto ad una serie di principi "immortali", si pensi a Vitruvio:

  • Simmetria, ordinata distribuzione delle parti di un edificio, di una struttura, di un'opera d'arte, tale che si possa individuare un elemento geometrico (un punto, una linea, una superficie) in modo che a ogni punto dell'oggetto posto da una parte di esso corrisponda, a uguale distanza, un punto dall'altra parte.

 

  • Armonia, proporzionata corrispondenza tra le parti principali e le secondarie, e tra i singoli membri architettonici e l'intero.

 

  • Proporzione, corrispondenza di misura fra due o più cose che siano fra loro legate funzionalmente o comunque in stretta relazione.

 

  • Euritmia, disposizione armonica e proporzionale delle varie parti di un edificio, di una struttura, di un'opera d'arte.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il linguaggio dell’Architettura

Post n°7723 pubblicato il 29 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Pochi libri mi hanno indicato orizzonti inesplorati e mi sono rimasti dentro come uno, piccolo solo nelle dimensioni, che ho letto nel 1973, pochi mesi dopo la sua pubblicazione:

  • Bruno Zevi, Il linguaggio moderno dell'Architettura, Einaudi, 1973;
  • oggi purtroppo mi risulta fuori catalogo.

 

Il tema del "linguaggio dell'Architettura" mi appassiona da allora, ininterrottamente.

 

Lo scopo di Zevi è la formulazione di un linguaggio dell'Architettura:

  • che egli intende "anticlassico",
  • conseguentemente, da elaborare per "differenza" rispetto al "classico". 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Come difendersi

Post n°7722 pubblicato il 29 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Diffidate dalle facili pietà,

quell'empatia che talvolta ci porta ad assimilare l'ominicchio al vero disgraziato.

I problemi non si cercano o si creano, anzi, sono loro che trovano te; chi è davvero disgraziato sa che dai problemi veri non ci scappi.

 

Coltivate cultura personale e pratica della vita,

per acquisire il fatidico "occhio clinico", quello atto a distinguere l'amico vero dal pagliaccio.

 

Non abbiate paura di emarginare,

di sconfinare perfino nel razzismo, l'ominicchio gode, si nutre della sua solitudine per poterne proclamare la sua legittimazione nell'universo, quella propaganda di lacrime di coccodrillo che ama sbattervi in faccia per ricevere i vostri "poveraccio".

 

Concludo questa sorta di vademecum anti ominicchi con un proverbio (io che non amo i proverbi ma ma riconosco come il folklore abbia sue indiscutibili utilità) su cui ho cercato, tuttora cerco, di edificare le fondamenta delle relazioni con il prossimo:

 

Accompagnati con chi è migliore di te, e fagli le spese.

 

Che suggerisce di frequentare le persone che possano esserti maestro in qualcosa, anche a costo d'apparire ad essi sottomessi.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Pullulano

Post n°7721 pubblicato il 28 Aprile 2017 da sagredo58
 

Oggi giorno strade, le scuole, gli uffici, le community del Virtuale, in generale tutti i microcosmi umanizzati, pullulano di ominicchi.

 

Cosa che potrebbe addirittura portare ad immaginare l’esistenza di una cospirazione ordita dalla fantomatica stanza dei bottoni per estirpare il seme della lucidità dalle masse, del resto progressivamente svuotate e possedute da idoli mediatici di dubbia moralità.

 

 

Non intendo divagare proseguendo su questo, per poter elargire al lettore il prezioso consiglio che l’esperienza porta: come difendersi dagli ominicchi.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Producono distorsioni della realtà

Post n°7720 pubblicato il 28 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Per questo l'ominicchio ... produce distorsioni della realtà, perennemente scambiata:

 

  • con la dimensione onirica,

 

  • più volgarmente con ciò che fa piacere credere, o sentirsi dire.

 

L'ominicchio con quest'ultimo atteggiamento è il più inutile e dannoso, perché paranoico, cosa che consiglia l'intervento di uno psicanalista plurititolato.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Scimmiottano le movenze dell’amico di turno

Post n°7719 pubblicato il 27 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Per questo l'ominicchio ... scimmiotta le movenze del punto di riferimento a lui più vicino, in altre parole l'amicone (o l'amicona) di turno:

 

  • ripetutamente scambiato per la piscina di Lourdes (sorvolando sulla veridicità dei poteri taumaturgici di queste acque);

 

  • entro cui annullare la propria evanescente personalità, così tranciando le già sporadiche relazioni con gli altri esseri umani.

 

Nei casi più gravi il suddetto amicone/a può anche essere soggetto da parte dell'ominicchio, ad un culto carismatico, talvolta confinante nel mistico e nel visionario.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Si aggrappano ad una malinconica desolazione mentale

Post n°7718 pubblicato il 27 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

Per questo l'ominicchio ... si aggrappa ad una malinconica desolazione mentale:

 

  • ad una segregazione dalla realtà circostante, rinchiudendosi nelle fortezze dei luoghi comuni, del tipo "sono un fallito", "capitano tutte a me", "voglio morire", eccetera;

 

  • per finire poi abbandonandosi all'indolenza, nella fatale amnesia di cosa sia la vita, una lotta continua, un perenne equilibrio sulla lama del rasoio (troppo facile mascherare la paura di agire con mille futili complessi).

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ominicchi – Più eversivi di Piglianculo e quaquaraquà

Post n°7717 pubblicato il 27 Aprile 2017 da sagredo58
 

 

L'ominicchio è maggiormente eversivo per la società, rispetto ai pigliainculo ed ai quaquaraquà:

  • i pigliainculo sono i perdenti, senza dei quali non ci sarebbero vincitori a questo mondo;
  • i quaquaraquà sono gli stupidi, per i quali non esiste altro rimedio oltre alla compassione.

 

L'ominicchio invece:

  • spesso è dotato di un quoziente intellettivo nella media, della capacità critica,
  • ahimè è del tutto sprovvisto di coglioni (sarà mica questo un termine poco ortodosso?).

 

L'ominicchio è colui che per antonomasia non sa vivere al mondo.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso