Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

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Messaggi di Agosto 2017

 

Fantastica – Giochi Narrativi

Post n°8061 pubblicato il 31 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Non vorrei essere stato frainteso, il piccolo grande libro non parla di cacca, piuttosto suggerisce una quarantina di "giochi", vere e proprie strategie fantastiche, creati a partire dalle parole, o dalle lettere che compongono le parole stesse, utilizzando un vasto armamentario che si passerà in rassegna:

  • lanci di sassi nello stagno;
  • nonsensi, ipotesi, prefissi arbitrari, errori creativi;
  • vecchi giochi di parole, indovinelli e limerick;
  • oggetti, giocattoli e marionette;
  • rivisitazione in chiave moderna di vecchie fiabe;
  • sbagli, sequel e cocktail di storie;
  • astrazioni di storie e ricalco delle stesse;
  • ovviamente anche la cacca, come parola ispiratrice ...

 

A che servono questi giochi?

 

Innanzitutto servono ad insegnare che le favole non sono intoccabili:

  • i bambini apprendono che possono giocare con esse;
  • i genitori e gli insegnanti capiscono che possono smontarle e ricrearle con l'aiuto dei bambini, che così si sentono coinvolti in prima persona, attivi nel loro stesso processo formativo, non più recettori passivi, spettatori del fantastico che gli è proposto.

 

Ogni gioco con le parole esprime un forte valore simbolico, cosa che apre ad un mondo di possibilità creative semplicemente mettendo in moto la propria fantasia:

  • sia per il bambino,
  • che per l'insegnante o genitore.

 

Questi giochi con le parole:

  • sono strategie didattiche di sviluppo della creatività e della fantasia per la formazione del bambino, offerte a genitori ed insegnanti;
  • sono i primi passi che il bambino muove per assumere un atteggiamento creativo di fronte alla molteplicità dei messaggi che, da ogni parte, genitori, nonni e insegnanti inclusi, minacciano la sua libertà di espressione;
  • sono stimoli per il bambino ad impossessarsi del patrimonio culturale che gli è offerto attraverso linguaggi e codici diversi, affinché possa rielaborarlo nella prospettiva di apportare un contributo personale.

 

 
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Fantastica – Storie di Cacca

Post n°8060 pubblicato il 31 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Parlo di questo piccolo grande libro che definisce la Fantastica, proprio quest'anno, il 2017, a distanza di 42 anni da quando casualmente mi ci sono imbattuto, perché in esso, esattamente nell'ultima pagina e paragrafo del capitolo 34 (a pagina 133 della edizione del 2013 su cui mia figlia ha fatto un esame l'anno scorso), l'autore, nel 1973, scrive:

Se un giorno scriverò questa storia, consegnerò il manoscritto al notaio,

con l'ordine di pubblicarlo intorno al 2017,

quando il concetto di "cattivo gusto" avrà subito la necessaria ed inevitabile evoluzione.

A quel tempo sembrerà di cattivo gusto sfruttare il lavoro altrui e mettere in prigione gli innocenti ...

 

Con la previsione sul 2017 non ci ha preso, oggi sfruttamento del lavoro, anche minorile, ed imprigionamento degli innocenti sono cose attuali, per nulla superate.

 

La storia da pubblicare nel 2017 non l'ha scritta, è morto sessantenne, 7 anni dopo la pubblicazione del suo piccolo grande libro, nel 1980.

 

L'avesse scritta sarebbe stata una storia di cacca ...

In senso letterale, sia chiaro!

Il mio non vuole certo essere un giudizio su qualcosa che non è stato scritto.

 

Cacca? A che serve scrivere di cacca?

 

Pronunciare la parola cacca, scrivere una storia sulla cacca, è utilissimo ai bambini (anche agli adulti, aiuta qualche genitore ad aprire gli occhi su cosa significhi educare un figlio, insegnargli a fantasticare):

  • serve a contestare le cosiddette "convenienze";
  • serve a sfogare la repressione del termine "cacca" (e di molti altri), inevitabilmente indotta dall'ambito familiare e scolastico;
  • serve a ridere, tanto, fino a levarsi la voglia di continuare a parlare di cacca, così crescendo.

 

 
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Fantastica

Post n°8059 pubblicato il 31 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Che cosa è una Fantastica?

La risposta in uno dei "frammenti", quello numerato 1905, della raccolta che contiene il pensiero filosofico del poeta, teologo, filosofo e scrittore tedesco Novalis (1772 -1801), uno dei più importanti rappresentanti del romanticismo tedesco prima della fine del Settecento, che recita:

Se avessimo anche una Fantastica,

come una Logica,

sarebbe scoperta l'arte di inventare.

 

Oggi una Fantastica l'abbiamo!

Affermo io, in contrasto all'autore cui l'attribuisco, contro il suo volere.

Nel 1973 Einaudi pubblica, nella collana Einaudi Ragazzi, un piccolo grande libro, poche pagine scritte da un illuminato (ex) maestro (delle elementari), dedicato alla Fantastica ...

 

Scritto dopo una serie d'incontri con insegnanti delle scuole elementari e medie, con la voglia di offrire spunti, suggerimenti, strumenti, a quelli che:

  • credono nella pedagogia della creatività, nell'educazione alla fantasia;
  • attribuiscono il giusto valore educativo e didattico all'immaginazione.

 

Anticipato, oltre 10 anni prima, nel 1962, da articoli dello stesso ex maestro comparsi su un giornale, come fossero un abbozzo di manuale per scrivere favole, che:

  • segna l'avvio della teorizzazione sulla Fantastica, sui meccanismi dell'immaginazione creativa;
  • dimostra che non si rivolge ai bambini, come la collana scelta da Einaudi potrebbe indurre a credere, che il giornale non lo leggono, ma ad un variegato ed eterogeneo pubblico descritto come " ... maestri, nonni e genitori di scarsa fantasia".

 

Ancora oggi è un prezioso strumento:

  • per i docenti, che vogliano approfondire la didattica per stimolare la creatività dei loro alunni;
  • per i genitori, interessati ad utilizzare il potere straordinario delle fiabe;
  • per tutti coloro curiosi di scoprire i colori delle immagini della fantasia, attraverso le parole e i giochi costruiti su di esse.

 

Svelerò solo alla fine chi è questo teorizzatore della Fantastica, quale sia il suo piccolo grande libro.

Come al solito consiglio di saper resistere (evitando le facili ricerche con google), per godersi la suspense, interessarsi degli indizi che spargo, per arrivare autonomamente a svelare il suo nome.

 

Questo misterioso ex maestro, così lo chiamerò, l'ho conosciuto diciassettenne, ricevendo da lui stesso i primi commenti su questo suo piccolo grande libro meraviglioso, pubblicato uno o due anni prima.

 

 
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C’era una volta il Sesso – Non mi definirò mai Sapiosessuale

Post n°8058 pubblicato il 30 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Che il feeling non sia solo questione di pelle, ma anche di neuroni, è inconfutabile.

Meno scontato è che nella pluralizzazione di orientamenti sessuali e generi, l'appeal dei Sapiosessuali stia dilagando.

Sui social network, il significato di Sapiosessuale è stato divulgato ad una velocità impressionante.

 

I molti che si identificano come Sapiosessuali:

  • ritengono che questo genere sia simbolo di distinzione e separazione dalla massa; concetto diffuso soprattutto tra gli adolescenti, sempre alla ricerca di qualcosa che li faccia sembrare diversi e unici dai loro coetanei.
  • sembrano voler dire in maniera indiretta di essere ad un livello di intelligenza tale da rifiutare a priori chi non sia degno di loro.

 

Se si analizza la questione con più attenzione, ci si rende conto che non è possibile definire il significato di Sapiosessuale in maniera universale, infatti ...

Cosa si intende per intelligenza? Non esiste un'unica risposta.

 

Onestamente essere attratti da una persona intelligente non mi sembra la scoperta del secolo.

 

Non mi definirò mai Sapiosessuale, ed eviterò accuratamente chi ci si definisce.

Perché?

  • Perche distinguersi non significa appiccicarsi addosso un etichetta, nemmeno se l'insieme di etichette ha superato le 70 codificate da Facebook.
  • Perché se hai un po' di cervello non indossi l'etichetta "ce l'ho" del Sapiosessuale, piuttosto ti limiti ad usarlo per selezionare un partner che riconosci anch'esso dotato di cervello.

 

 
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C’era una volta il Sesso – Sapiosessuale

Post n°8057 pubblicato il 30 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Si fa strada quindi la definizione di un nuovo genere sessuale:

  • Sapiosessuale (Sapiosexuality), dove la sapienza è riferita alla sessualità, per indicare un orientamento sessuale in cui la caratteristica principale che si trova attraente è l'intelligenza, piuttosto che l'aspetto o il corpo.

 

Il neologismo Sapiosessuale non è poi così nuovo:

  • nasce nel 1998, se ne intesta la paternità tal Darren Stalder che lo definisce: Essere fisicamente attratti e accesi dall'intelligenza e dal suo uso;
  • nel 2005 è rilanciato da Kayar Silkenvoice, che apre il dominio Sapiosexual.com (oggi non più attivo) che osserva come il termine è diventato di uso comune su i social network;
  • nel 2014 un sito d'incontri, OkCupid, lo ha utilizzato, nella sua lista di orientamenti sessuali;
  • nel 2017 l'espressione si è consolidata, lo dimostrano i più di 11.000 risultati di una ricerca Google, limitata alla lingua italiana.

 

I sintomi ricorrenti del Sapiosessuale sembra siano i seguenti:

  • è affascinato da una sola persona per volta;
  • alla palestra preferisce librerie, musei e affini;
  • al primo appuntamento non parla del più e del meno, ma ingaggia un vivace scambio dialettico che può arrivare a somigliare a un incontro di boxe;
  • invece di riempire i vuoti con conversazioni banali, gli piace condividere i silenzi (tipo starsene insieme sdraiati a leggere ognuno il proprio libro);
  • non segue i percorsi più battuti, mode, tendenze mordi e fuggi, cerca di capire in profondità quali siano i veri interessi dell'altro, più sostanza e meno consuetudine;
  • predilige tutto ciò che è di nicchia, dalla musica al cinema, fuori dal circuito di massa;
  • si attiene all grammatica, tanto più nei messaggi di testo, evitando emoticon e neologismi a base di x e k.

 

 
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C’era una volta il Sesso – Intelligenza Erotica

Post n°8056 pubblicato il 29 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Quella dell' intelligenza erotica è seduzione che vive e si nutre di parole, che si basa su:

  • un brillante scambio di stimoli culturali;
  • conversazioni che stimolano riflessioni nuove;
  • giochi, contesti, intrighi mentali, che spronano la curiosità reciproca;
  • situazioni ed esperienze che accrescono e ampliano la propria visione del mondo.

 

Esistono persone che hanno una forte attrazione sessuale per l'intelligenza erotica.

Sono quelle che utilizzano la propria mente per attivare eroticamente il corpo, facendosi appassionare dalla capacità di ragionare dell'altro, dal modo in cui si approccia al mondo ed anche al sesso.

 

Usare l'intelligenza erotica significa:

  • sfruttare il proprio immaginario, la creatività legata al sesso,
  • per innescare e/o accrescere il desiderio.

 

Molte persone fanno l'errore di separare le fantasie erotiche dalla realtà, perché spesso queste sono lontane da ciò che si sperimenta col partner, oppure sono avvertite come eccessivamente trasgressive.

Eppure è grazie a queste che:

  • si sollecita l'eros,
  • si creano giochi di seduzione,
  • la libido resta viva.

 

Gli intrighi mentali sono adrenalinici, amplificano gli incontri, perché si basano su un'aspettativa.

Ciò che è mentale non è ancora consumato, per questo genera desiderio sessuale, accresce le sensazioni corporee.

L'intesa cerebrale aiuta a creare quella complicità sessuale di coppia che è affinità elettiva.

 

Sono oltre 1 milione gli iscritti alla pagina Facebook "Intelligence is sexy". 

 

 
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C’era una volta il Sesso – Qual’è il primo organo sessuale da stimolare?

Post n°8055 pubblicato il 29 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Quale è il primo organo sessuale da stimolare?

 

Ho sempre pensato che sia il cervello l'organo da titillare per primo!

E' anche l'organo migliore da usare per affascinare e per sedurre!

 

L'ho sempre pensato perché la tartaruga non l'ho mai avuta, "vendendo" quello che ho, un po' di cervello, non ho avuto problemi a sedurre teorizzando il giocoso sesso bradipo.

 

Oggi scopro che la centralità del cervello è confermata da diverse ricerche:

  • gli input intellettivi sono alla base dell'orgasmo femminile, pensieri, fantasie, stimolazioni verbali, facilitano nelle donne il raggiungimento dell'orgasmo, al di là dell'aspetto prettamente fisico.
  • l'erezione degli uomini è cerebrale, la scintilla che la provoca in modo automatico, davanti a delle scene hard, è scatenata dai neuroni specchio, le cellule nervose motorie che si attivano quando si guardano compiere delle azioni e che risuonano nella nostra mente come se fossimo noi stessi a compiere quei gesti.

 

Fare sesso con il cervello del partner, prima che con il suo ortaggio, qualunque sia, pisello o patata, è il primo passo:

  • per creare prima un feeling,
  • entrare poi in una relazione profonda, che vada oltre l'aspetto estetico e corporeo,
  • che non è certo platonica ma assolutamente sessuata.

 

Per fare sesso con il cervello del partner serve intelligenza erotica!

 

 
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C’era una volta il Sesso – Nuovi tipi di Genere

Post n°8054 pubblicato il 28 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Via quindi le inadatte, superate, comprensibili categorie di genere, definibili comunque a partire:

  • da quello che porti tra le gambe;
  • da quello che cerchi, tra pisello, patata o entrambi,

per fare spazio alle più svariate e inimmaginabili declinazioni di genere, tra le quali ne ho intercettato di divertenti quanto inutili:

  • Aromantica, persona che oltre che asessuata, cosa per cui il pisello o la patata gli serve solo per la pipì, nutre poca o nessuna attrazione romantica verso gli altri, con l'aggravante che non ti tiene nemmeno la mano, non ti abbraccia e men che mai ti bacia sulle guance, ma ti scrive un post!

 

  • Graysexual, persona che non fa sesso alla maniera di Cinquanta sfumature di grigio, ma sta sempre a metà, senza mai scegliere, muovendosi nelle infinite sfumature di una grigia ambiguità, un giorno gli piace il sesso, un altro no, un giorno è gay, un altro etero, chissà se il settimo si riposa?
  • Heteroflexible, persona che prova attrazione per gli etero che hanno apertura verso altri generi (quindi etero essa stessa?).
  • Demisexual, persona che ti zompa addosso solo dopo che siete diventati amiconi, compagni di merende, ma senza nessuna sdolcinatura romantica.
  • Demiromantic, persona etero per cui il sesso non c'è, come per quella asessuata, ma che, una volta diventati amici, si scatena col romanticismo, ti prende la mano, t'abbraccia, ti bacia, ma non ti soddisfa la voglia.
  • Lithromantic, persona che si vuole innamorare di te (dopo scoperebbe pure?), ma che se ricambi gli passa la fantasia (sarà una persona frustrata?).
  • Menosexual, persona attratta soprattutto o esclusivamente verso le persone che hanno le mestruazioni (se ne deduce, che io sappia, che esclude gli uomini); supponendo che il flusso mestruale duri 3 giorni e si ripresenti ogni 28 giorni, e che le donne siano il 50% delle persone, il "campo d'azione" gli si riduce a circa 3/28 x 1/2 delle persone che incontra, pari al 5%, senza contare l'elevata percentuale di donne che non amano fare sesso durante le mestruazioni, diciamo l'80%, cosa che riduce ulteriormente la percentuale a solo il 4% auguri!
  • Pansessuale, persona che va dove la porta l'attrazione, a prescindere dal genere, oltre la bisessualità, la versione generalizzata del do cojio cojo prerogativa del maschilista, qui il campo d'azione sembrerebbe raggiungere il 100% delle persone, ma sarebbe così solo se fossimo tutti pansessuali.
  • Polisessuale, versione "povera" del Pansessuale, persona a cui piace un sacco di gente a prescindere dal genere, ma non tutti i generi (qualche limite se lo impone!).
  • Panromantic, persona che si inzucchera il cuore per un sacco di gente di sesso diverso e vario, senza desiderare farci sesso (che differenza c'è con il Demiromantic?).
  • Penulti, il genere di chi prova attrazione nei confronti di ogni genere.
  • Queerplatonic, persona, con un pisello o una patata, che si sente legatissima ad un'altra, indifferentemente con pisello o patata, tanto da superare di gran lunga l'amicizia, senza però raggiungere il coinvolgimento romantico; del tipo mi vorrei fidanzare con te, ma non voglio rovinare la nostra amicizia anche se poi per me non sei un amico/a e allora ciao.

 

Ce n'è poi un altro di tipo di genere, che ho scoperto in ritardo pochi giorni fa ...

Ancora non è compreso tra le numerose versioni di genere su Facebook!

 

 
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C’era una volta il Sesso – Cis-Gender

Post n°8053 pubblicato il 28 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Mi accorgo che conosco meno di 10 tipi di genere, me ne manca la stragrande maggioranza, anche a leggere le etichette dei nuovi generi sessuali di alcune non capisco nemmeno il significato.

 

Sono per la libertà dell'individuo, sono per il sesso consenziente tra due o più adulti:

  • nell'incastro che ognuno preferisce di piselli e patate,
  • originari o chirurgicamente acquisiti,

ma penso che la proliferazione di generi non serva a nulla, non credo nemmeno che aiuti la costruzione di una relazione sessuale del tipo che si voglia.

 

Lo dimostra il più assurdo di questi nuovi generi, quello del cis-gender:

  • neologismo ideologico, utilizzato in contrapposizione a trans-gender, che già non mi piace come motivazione;
  • indica le persone a proprio agio con il genere che si sono ritrovati alla nascita, pisello o patata che sia;
  • in altre parole le persone statisticamente più rilevanti (non ha caso non ho scritto normali), gli eterosessuali.

 

Cazzo, sono un cis-gender e nemmeno lo sapevo!

 

Ma no, non sono un cis-gender!

Mi basta:

  • definirmi pisello dotato (maschio),
  • interessato alle patate (etero).

 

Ecco perché di tutte le tipologie di genere, quella dei cis-gender mi pare l'unica veramente patologica, assolutamente da rifiutare.

 

Questa proliferazione di generi mi pare l'ennesima espressione del relativismo contemporaneo, quello che nega la realtà oggettiva da accettare, di ogni tipo di tendenza o inclinazione sessuale soggettiva.

 

Due risate esaminando alcune delle altre proposte di genere però me le concedo ...

 

 
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C’era una volta il Sesso – Social Network

Post n°8052 pubblicato il 28 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Nel 2015 negli USA, Facebook ha annunciato di voler concedere ai suoi iscritti la possibilità di poter definire i propri gusti sessuali tra 56 tipi di genere.

Due anni dopo, nel 2017, l'opzione è offerta oltre che in USA anche in UK, i tipi di genere sono diventati ben 73.

Negli USA chi si iscrive a Facebook può selezionare, oltre ai classici "maschio" e "femmina", anche l'opzione "personalizza" che permette di scegliere, per autodefinirsi, altri 71 modi afferenti al "gender"

 

Stessa scelta compiuta da Tumblr, che aggiorna costantemente l'elenco completo di tutti i generi messi a disposizione degli utenti, ed oggi prevede più di 80 diverse alternative.

 

All'appello tra i grandi media del web manca Twitter, il quale, a differenza di Facebook, non chiede agli utenti di condividere il loro genere.

 

Posso pure capire il bisogno di (auto)definirsi, comprendere il desiderio di geometrie identitarie variabili, rigorosamente custom-made, tagliate su misura, perfino fluide ...

Sono pure d'accordo con lo slogan "Il sesso è mio e lo gestisco io", oltre ogni limite: biologico, sociale, temporale ...

Generalizzazione del vecchio slogan femminista patata-centrico degli anni '70...

 

Perché allora inscatolarsi in nuove nomenclature, anche se numerose?

 

Onestamente mi stupisco, mi ritenevo una persona aperta a conoscere, senza nessun problema nelle relazioni umane:

  • asessuali, portatori di pisello o patata disinteressati a pisello e patata;
  • intersessuali, portatori di una commistione di pisello e patata, alla complessa ricerca di uno dei due, per rapportarsi sempre con uno dei due;
  • eterosessuali, portatori di pisello interessati alla patata, portatrici di patata interessate ai piselli;
  • lesbiche, portatrici di patata interessate alla patata;
  • gay, portatori di pisello interessati ai piselli;
  • bisessuali, portatori di pisello o patata interessati a pisello e patata;
  • transessuali (trans-gender), qui il discorso si fa più complesso, anche se si parte sempre da pisello e patata, non sentiti propri però.

 

Quest'ultimo termine, transessuali, è già bello poliedrico nei significati visto che indica:

  • persone operate per raggiungere in tutto e per tutto il genere sentito proprio, quindi alla fine dotate di pisello se partite dalla patata, o di patata se partite dal pisello, che utilizzano in ottica etero (così almeno ho capito);
  • persone non operate, o parzialmente operate, che hanno integri gli ortaggi originari ma hanno effettuato altri interventi di modifica fisica o estetica, che utilizzano gli ortaggi in ottica etero, o omo, o bi, sessuale;
  • persone crossdresser, termine che sta a "travestito" come gay sta a "frocio", che si travestono in privato/pubblico, per esprimere il proprio genere interiore, opposto a quello che gli si colloca tra le gambe; in possesso di un pisello o di patata che utilizzano in ottica etero,o omo, o bi, sessuale.

 

Non includo nei transessuali, come altri fanno, le persone che non si riconoscono nel bipolarismo uomo/donna, ma di certo in possesso di un pisello o di una patata, che utilizzano in ottica etero, o omo, o bi, sessuale.

Queste persone oltre il bipolarismo per me sono solo gente che se la tira e s'atteggia, non basta essere bisessuali?

 

 
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