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Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 05/05/2012

 

Illuminazione - Religioni

Post n°464 pubblicato il 05 Maggio 2012 da sagredo58
 

Vorrei concludere citando, sempre dalle statistiche disponibili sul sito UAAR,"Religioni e ateismo nel mondo III", una elaborazione dei dati contenuti in una fonte cristiana non sospettabile di simpatie per l'ateismo, ovvero i "2001 World Christian Trends".

Cristiani (cattolici, protestanti, ortodosso, anglicani, altri)

1.999.563.838

33,0%

Musulmani (sanniti, sciiti, altri)

1.188.242.789

19,6%

Atei e non religiosi

918.248.462

15,2%

Induisti

549.583.323

9,1%

Seguaci delle religioni cinesi

384.806.732

6,4%

Buddhisti

359.981.757

5,9%

Seguaci delle religioni etniche

228.366.515

3,8%

Seguaci delle nuove religioni

102.356.297

1,7%

Sikh

23.258.412

0,4%

Ebrei

14.434.039

0,2%

Seguaci dello spiritismo

12.333.735

0,2%

Altri

273.873.101

4,5%

TOTALE

6.055.049.000

100%

In tutto il mondo gli Atei e i non religiosi si classificano come la terza "religione" al mondo con il complessivo 19.6%.

Mi risparmio di produrre per intero un'altra tabella elaborata sulla base di un'altra fonte certamente non favorevole all'ateismo, i "Quaderni della Chiesa che soffre - Rapporto 2002 sulla libertà religiosa nel mondo". Questa pubblicazione presenta i dati complessivi dei cristiani paese per paese e, laddove siano stati ritenuti significativi, anche i dati concernenti gli "agnostici" (sotto la cui denominazione sono stati evidentemente raggruppati i dati concernenti anche gli atei e i non religiosi), presentati per ben 69 nazioni.

La tabella presenta in ordine decrescente i paese con il maggior numero percentuale di agnostici. Ai primi 5 posti posto troviamo i paesi su cui è ancora forte l'influenza del comunismo (Corea del Nord 71,2 %, Cina 50,3%, Kazakistan 40,2%, Mongolia39,7%, Cuba 36,9%).

Dei paesi europei il primo in elenco è la Svezia con il 29,4% di agnostici. Francia e Germania sono quasi alla pari circa al 19,5%. L'Italia si colloca al 22-esimo posto con il 16,6% di agnostici. La cattolica Spagna è al 5,7%.

Alla fine della tabella paesi come Messico, Siria, Croazia, Venezuela e Turchia all'ultimo posto con il 2,1%

 
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Illuminazione - Statistiche

Post n°463 pubblicato il 05 Maggio 2012 da sagredo58
 

Ovviamente è molto più facile trovare stime sulla quantità di non illuminati all'interno di chi parteggia per ateismo, agnosticismo, scetticismo, razionalismo. In Italia l'associazione che giudico più autorevole è l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR, sito www.uaar.it,) perché:

  • si qualifica sul piano filosofico, riunendo persone che hanno maturato scelte di tipo ateo o agnostico, che prescindono pertanto dall'esistenza di ogni forma di divinità e di entità sovrannaturale; l'aggettivo "razionalisti" intende esprimere la scelta dell'approccio razionale e dell'esercizio del ragionamento a-fideistico quali principî fondanti la ricerca e l'elaborazione, quindi quale discriminante nei confronti dell'irrazionalismo, ivi compreso quello di natura non religiosa;
  • è una organizzazione non confessionale svincolata da tradizioni particolaristiche, non è un'associazione di filosofia o di filosofi, che si propone di rappresentare le concezioni del mondo razionaliste, atee o agnostiche, simmetricamente a come le organizzazioni filosofiche confessionali rappresentano le concezioni del mondo di carattere religioso;
  • è eterogenea, non aspira a "omogeneizzare" il pensiero dei suoi aderenti, ed è contraria a ogni forma di pensiero unico, in qualsiasi campo lo si voglia imporre, ritenendo che l'eterogeneità costituisce una garanzia contro involuzioni integraliste.

Sul sito dell'UAAR nell'articolo di Raffaele Carcano intitolato "La mappa della miscredenza italiana" ho trovato alcuni dati riferiti alla situazione italiana che mi sembrano per la serietà dell'istituzione che li ha elaborati poter essere considerati super partes. Secondo l' European Values Study (1999), in Italia non crede in Dio il 6,2% della popolazione, mentre il 23% non crede in un avita oltre la morte.

I dati sono in diminuzione erano rispettivamente l'11,3% e il 35% nel 1981, a dimostrazione dell'efficacia della spinta evangelizzatrice di Papa Giovanni Paolo II. Relativamente al credere in Dio è interessante come si segmenta la popolazione per:

  • sesso, maschi 9,2%, femmine 3,4%;
  • età, 15-29 anni 5,4%, 30-49 anni 7,7%, oltre 50 anni 5,1%;
  • stato civile, sposati 5,0%, divorziati 13,8%, separati 16,7%, vedovi 2,2%, single/mai sposati 8,3%;
  • numero di abitanti nel comune di residenza, < 2.000 1,7%, 2.000-5.000 4,1%, 5.000-10.000 3,2%, 10.000-20.000 5,7%, 20.000-50.000 5,9%, 50.000-100.000 6,0%, 100.000-500.000 7,9%, > 500.000 12,9%;
  • titolo di studio, nessun titolo 0,8%, elementari 3,5%, medie 3,5%, diplomati 8,2%, laureati 10,7%;
  • status socioeconomico, alto e medio alto 10,0%, medio (lavoro intellettuale), 6,3%, medio (lavoro manuale) 5,5%, basso 2,9%.

In grassetto ho indicato le classi in cui maggiore è il numero di persone che non credono in Dio. Mi serve a rendermi conto (non ho detto e non intendo dire a confortarmi) che la mia non illuminazione rispetto alla fede è un fatto statisticamente accettabile visto che come individuo appartengo all'intersezione di tutte le classi in cui si concentra il non avere fede. Questo è confermato anche da altre indagini:

  • laureati italiani in discipline scientifiche, il 15,6% si dichiara ateo, agnostico o indifferente (fonte "Valori scienza e trascendenza", volume primo. Ed. Fondazione Giovanni Agnelli 1989, p. 17);
  • scienziati, il 43,1% non apparteiene ad una confessione religiosa e il 46,7% non crede in Dio, il 21,5% è ateo e il 25.2% agnostico; il 59,8%% non credw per nulla nell'esistenza del paradiso (fonte "Valori scienza e trascendenza", volume primo. Ed. Fondazione Giovanni Agnelli 1989, p. 17);
  • navigatori di internet, il 30,9% si dichiara ateo, agnostico o indifferente, mentre per il 7,4% l'importanza della religione è nulla (fonte "Cybernauti: inchiesta InnovaNet", pubblicata in "Pescatori di anime. Nuovi culti e Internet" di Marco Merlini. Ed. Avverbi, 1998).

Il mio non aver fede non è per nulla originale, non che lo pensassi, ma solo ora ho una misura della mia mancanza di originalità.

 
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Illuminazione - Le stime di Camillo

Post n°462 pubblicato il 05 Maggio 2012 da sagredo58
 

Non ho trovato dati puntuali all'interno di fonti che potessero propendere a favore degli illuminati.

Per questo mi limito a riportare un piccolo estratto di una intervista fatta il 15/10/2003 da Marco Politi per La Repubblica al cardinale Camillo Ruini, vicario del pontefice per la diocesi di Roma, presidente della conferenza episcopale.

Alla domanda su perché la Chiesa non ha fatto nessun tentativo di occultamento quando sono state pubblicate le indagini sul fatto che i cattolici in Italia sono minoranza (io però queste indagini in internet non le ho trovate), Camillo risponde:

"Le abbiamo promosse noi stessi le inchieste, già nel 1995. Ma sul tema ho una valutazione più ottimistica di quella di molti miei confratelli vescovi e sacerdoti. E' vero che i cattolici sono minoranza, se intendiamo l'appartenenza alla Chiesa in senso pieno, ma poi c'è tutta una serie di sfumature. Prendiamo la scelta delle famiglie per l'insegnamento di religione ai ragazzi o ancor più la scelta che fanno i ragazzi stessi dopo i quattordici anni. Siamo al 93 per cento e la scelta dei ragazzi più grandi si attesta sull'86-87 per cento".

Camillo ha ragione, non sono un illuminato ma mia figlia all'ora di religione ci è sempre andata sin dall'asilo e continuerà ad andarci finché frequenta la scuola statale (per inciso non perché ha deciso lei ma perché così hanno deciso i suoi genitori).

Non ho scelto di mandare mia figlia a lezione di religione, evidentemente essendo meno pessimista di Schopenhauer sugli effetti di una precoce educazione religiosa, nella speranza che diversamente dal suo papà lei possa trovare la sua illuminazione, anche se glielo auguro di cuore. 

L'ho fatto solo perché sono conscio del contesto culturale in cui mia figlia vive, contesto di cultura occidentale in cui non si può prescindere dalla conoscenza del cristianesimo e dei sui condivisibilissimi insegnamento morali.

L'ho fatto perché non sono un integralista, ne un evangelizzatore, interessato ad imporre il mio pensiero o, ancora peggio, a diffonderlo, se non per accettazione razionale da parte di chi sia interessato a confrontarsi con me.

Nella stessa intervista Camillo risponde ad una altra domanda su quali sono le caratteristiche salienti del Pontificato di Giovanni Polo II

"Fondamentalmente due: la prima [caratteristica] è la spinta alla evangelizzazione, che richiama la lettera di Paolo VI "Evangeli Nuntiandi", in cui si affermava che la finalità del concilio Vaticano II era essenzialmente di rendere la Chiesa del nostro tempo idonea ad annunciare il Vangelo all'umanità del nostro tempo."

Da questo non traggo un dato statistico preciso ma desumo che le preoccupazioni di Camillo segnalino una incidenza di non illuminati qualche punto percentuale, superiore di un fattore 100 (2 di ordini di grandezza), a quella tipica dei ciechi che come è visto è dell'ordine di 1 su 10.000, ovvero lo 0,01%.

 
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