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Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni
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Messaggi del 10/05/2012
Post n°498 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
INTELLIGENZE IN CAMPO SOCIALE Intelligenza interpersonale. Riconoscimento di sé e abilità ad agire adattivamente sulla base di quella conoscenza. Avere una accurata descrizione di sé; coscienza dei propri stati d'animo più profondi, delle intenzioni e dei desideri; capacità per l'autodisciplina, la comprensione di sé, l'autostima. Abilità di incanalare le proprie emozioni in forme socialmente accettabili:
Intelligenza intrapersonale. Abilità di percepire e interpretare gli stati d'animo, le motivazioni, le intenzioni e i sentimenti altrui. Ciò può includere sensibilità verso le espressioni del viso, della voce, dei gesti e abilità nel rispondere agli altri efficacemente e in modo pragmatico:
Post n°497 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
INTELLIGENZE TRASCURATE O UTILI PER UN TEST DEL QI
Intelligenza musicale. Capacità di percepire, discriminare, trasformare ed esprimere forme musicali. Capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi:
Intelligenza cinestetica o procedurale. Abilità nell'uso del proprio corpo per esprimere idee e sentimenti e facilità ad usare le proprie mani per produrre o trasformare cose. Questa intelligenza include specifiche abilità fisiche quali la coordinazione, la forza, la flessibilità e la velocità:
Post n°496 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
INTELLIGENZE IMPRESCINDIBILI O UTILI PER UN TEST DEL QI Intelligenza logico-matematica. Capacità di usare i numeri in maniera efficace e di saper ragionare bene. Questa intelligenza include sensibilità verso principi e relazioni, abilità nella valutazione di oggetti concreti o astratti:
Intelligenza linguistica. Capacità ad usare le parole in modo efficace, sia oralmente che per iscritto. Questa intelligenza include padronanza nel manipolare la sintassi o la struttura del linguaggio, la fonologia, i suoni, la semantica, e nell'uso pratico della lingua:
Infine potrebbe essere utile per un test del QI: Intelligenza visivo/spaziale. Abilità a percepire il mondo visivo/spaziale accuratamente e operare trasformazioni su quelle percezioni. Questa intelligenza implica sensibilità verso il colore, la linea, la forma, lo spazio. Include la capacità di visualizzare e rappresentare idee in modo visivo e spaziale:
Post n°495 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
Howard Gardner, Professore della Harvard University nel Massachusetts, considera priva di fondamento la vecchia concezione d'intelligenza come un fattore unitario, teoria dell'intelligenza globalista o G, misurabile tramite il QI. Nel 1983 Gardner propone di sostituirla con la sua teoria dell'intelligenza fattorialista, o S, fondata sulla scomposizione in sette intelligenze multiple, ognuna con la sua zona di cervello riservata e indipendente dalle altre. Tanto che una medesima persona può averne una più sviluppata rispetto all'altra. Quello di Gardner è di fatto il primo tentativo di includere i fattori emotivi nel QI, in aggiunta alla tradizionale intelligenza "verbale", "matematica" e "visiva" più strettamente legati al fattore G e al QI. Approccio poi ripreso nell'introduzione del concetto di Intelligenza Emotiva.
Post n°494 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
Come sono fatti i test del QI? Tipicamente sono test controllati che vanno eseguiti sotto la supervisione di uno psicologo o di un assistente al test autorizzato. Solitamente sono indipendenti dalla cultura (culture-free) e richiedono di risolvere un certo numero di problemi in un tempo prestabilito. La maggior parte è divisa in più parti, contraddistinte da diversi tipi di domande, e dà un punteggio totale, oltre quelli relativi alle singole parti del test. Gli argomenti che contraddistinguono i diversi tipi di domande tipicamente riguardano:
Alcuni hanno un tempo limite totale, altri ne hanno uno per ogni gruppo di problemi, e ve ne sono alcuni senza limiti di tempo e senza supervisione, adatti a misurare valori di QI elevati. Per standardizzare un test del QI è necessario sottoporlo a un campione rappresentativo della popolazione, calibrandolo in modo da ottenere una distribuzione normale, o curva gaussiana; ogni test è comunque studiato e valido solo per un certo intervallo di valori del QI; poiché i soggetti che ottengono punteggi molto alti o molto bassi sono pochi, i test non sono in grado di misurare accuratamente quei valori.
Post n°493 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
Il quoziente d'intelligenza o QI è un punteggio ottenuto tramite uno dei molti test standardizzati con lo scopo di misurare l'intelligenza. Il suo nome è fuorviante, errato, perché in realtà non c'è più nessun quoziente (divisione) nel calcolo del QI, il nome è il retaggio della storia delle misure dell'intelligenza che risalgono a più di un secolo fa. Il primo test di intelligenza moderno è pubblicato nel 1905, da uno psicologo francese, Alfred Binet, lo stesso anno in cui Einstein formulava la sua teoria ella relatività ristretta. La "Binet-Simon intelligence scale", è pensata allo scopo di selezionare gli studenti che hanno bisogno di aiuto nelle materie scolastiche. Infatti la misura Binet-Simon, BS, valuta l'età mentale del bambino:
Così ad esempio un bambino di 10 anni che risolvesse i problemi che in media risolvono i bambini di 10 anni, otterrebbe 10 punti. Lo stesso punteggio otterrebbe a un bambino di 13 con l'età mentale di uno di 10. Il termine QI (in inglese QI, abbreviazione di "intelligence quotient", dal tedesco Intelligenz-quotient) risale a qualche anno dopo, il 1912, a cura di uno psicologo tedesco, William Stern. Egli evolve la misura BSl e lo definisce la risultante del rapporto tra età mentale e biologica normalizzato al valore 100, con la formula seguente
Evidentemente due bambini, anche di età diversa, che risultino avere entrambi con una intelligenza pari alla media, otterrebbero lo stesso punteggio di 100. Ad esempio un bambino di 10 anni, che ottenga un punteggio normale per uno di 13, avrebbe un QI di 130 = (13/10) x 100. I primi test d'intelligenza moderni, usati ancora oggi, risalgono al 1916, ad opera di Lewis M. Terman, della Stanford University, egli li definisce per misurare l'età mentale incentrandoli sulle abilità lessicali, in questo modo segnando un'ulteriore evoluzione della scala Binet-Simon. Nel 1918, l'esercito statunitense ha iniziato ad utilizzare i test del QI per tutte le sue reclute. Evidentemente i quozienti basati sull'età mentale e biologica sono applicabili solo ai bambini, per questo nel 1939 viene realizzato il primo test d'intelligenza per aduti, la Wechsler Adult Intelligence Scale (o WAIS), dal nome del suo creatore, David Wechsler, che basa i punteggi su una distribuzione normale (la curva a campana) centrata sul valore 100, invece che su un quoziente relativo all'età. Il calcolo del QI è la somma di una parte lessicale (cultura generale, comprensione del testo, conoscenza dei vocaboli, etc.) e di una parte di performance relativa ad abilità quali la capacità di individuare rapidamente dettagli visivi, fare associazioni logico-sequenziali. Wechsler sostituisce il quoziente delle età con la proiezione del punteggio misurato sulla curva gaussiana con un valor medio di 100 (il QI medio), quello che ne esce è la percentuale di popolazione con un QI uguale o superiore a quello misurato. I test del QI non misurano quindi l'intelligenza su una scala assoluta (come il metro ad esempio), piuttosto danno un risultato relativo, che va letto e interpretato su una scala specifica del proprio gruppo di appartenenza (sesso, età). Oggi i test d'intelligenza sono utilizzati per valutare lo sviluppo intellettuale dell'individuo, in modo da inserire persone con QI basso in speciali progetti d'istruzione. I sociologi, usano studiare la distribuzione del QI nelle popolazioni (che varia come altri attributi, tipo l'altezza) e le relazioni tra il QI ed altre variabili. C'è chi crede che, a unificare i più disparati obiettivi che i vari test si prefiggono, ci sia un singolo fattore, chiamato fattore di intelligenza generale, o G di Spearman, che corrisponde al concetto popolare di intelligenza.
Post n°492 pubblicato il 10 Maggio 2012 da sagredo58
L'esistenza di un'intelligenza unitaria, vista come abilità generale, globale, fu proposta nel 1904 da Charles Spearman, un ingegnere britannico che poi si è occupato di psicologia. Pensava che fosse prevalentemente una qualità innata, ma modificabile in alcuni aspetti dall'ambiente circostante. Spearman chiamò fattore G la capacità di: "ragionare e di dedurre i termini di correlazione". E' la capacità di astrarre l'essenziale da stimoli complessi, di tirar fuori similitudini e diversità, e di estrapolare degli orientamenti. G aiuta ad eseguire virtualmente ogni obiettivo mentale, perché tutti gli obiettivi lo richiedono in una qualche misura. Per alcuni di questi vi è più bisogno di G che per altri, e nella determinazione di questi consiste in dettaglio il test di intelligenza per la misura del QI.
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il 20/05/2013 alle 07:13
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il 19/05/2013 alle 21:07