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Messaggi del 29/05/2012

 

MASTER/SLAVE - Stack Cognitivo

Post n°638 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Mi ha sempre affascinato l'intersezione tra "realtà" e "gioco di ruolo". Si può vedere il tutto in termini di livelli cognitivi (metalivelli) di una catasta (stack).

Il primo livello, quello base, è quello della realtà che viviamo:

Reale

Il gioco di ruolo attiva un livello superiore, ci fa salire ad un metalivello, che si sovrappone a quello base della realtà:

Reale > Gioco di ruolo.

Se per caso nel giocare il gioco di ruolo ci trovassimo ad avviare un gioco di ruolo, saliremmo di un altro livello, ci troveremmo al secondo e così via.

Anche il Virtuale può essere visto un metalivello del Reale, livello base per definizione:

Reale > Virtuale.

Allora giocare un gioco di ruolo nel Virtuale può essere visto come la somma di due meta livelli, cosa che ci porta al terzo livello (Reale > Virtuale > Gioco di ruolo)

Quando si esce dal gioco, si precipita al livello inferiore dello stack.

Anche vedere un film, fantasticare o sognare, può essere considerato un metalivello del Reale:

Reale > Fantasticare.

Si può poi nel Reale fantasticare di partecipare ad un gioco di ruolo nel Virtuale, in questo caso il gioco si svolge al quarto livello:

Reale > Fantasia > Virtuale > Gioco di ruolo.

Siamo esseri complessi e tanti metalivelli possiamo salire senza fine ma, più ci arrampichiamo sullo stack, più aumenta a rischio di confondere i livelli, di confonderci trovandoci persi in un inesistente mondo creato dall'interferenza di tutti i livelli.

Potrei stare in un cinema a vedere un film, il cui principale protagonista sogna di leggere un libro, in cui un uomo fantastica di collegarsi via internet, per cominciare, come Master, un gioco di ruolo con una Slave:

Reale > Film > Sogno > Libro > Fantasia > Virtuale > Gioco di ruolo.

Quello che trovo più interessante sono le contaminazioni, gli inquinamenti, gli scambi informativi, tra i diversi livelli, quella che potremmo chiamare l'interferenza tra due meta livelli, quasi che due mondi paralleli arrivino ad essere così vicini da riuscire a contaminarsi in qualche modo.

Il primo esempio d'interferenza sono le regole, quelle inespresse.

Agiamo, o pensiamo d'agire, nei metalivelli superiori portandoci dietro le conoscenze del livello base, il Reale.

Non è strettamente necessario ma spesso lo facciamo per questo molti sogni sono decisamente realistici.

Un diverso caso è quello di un gioco di ruolo condotto con una persona che si conosce nel Reale e con cui parte del reale si condivide.

Allora il gioco di ruolo può facilmente trasgredire il suo essere metalivello separato ed arricchirsi di riferimenti, citazioni, interferenze, con il Reale.

 
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MASTER/SLAVE - Giochi di ruolo

Post n°637 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Nonostante la prima accezione del termine gioco di ruolo sia originata nell'ambito della Psicologia (1934), i giochi di ruolo discendono dai Wargame (1913), i giochi di guerra.

In psicologia, il termine "gioco di ruolo" attiene in allo psicodramma in cui il paziente recita, con l'aiuto di alcuni assistenti, un avvenimento conflittuale del suo passato dove c'è un antagonista; dopodiché i ruoli s'invertono ed il paziente si trova a recitare la parte del proprio antagonista per cercare di capire ciò che il suo antagonista ha provato in quel momento.

Nei Wargame tridimensionali (nati nel 1846 nell'ambito dell'addestramento militare prussiano, per tacere degli scacchi), ossia la simulazione di battaglie per il tramite di plastici e miniature, l'uso del termine "gioco di ruolo" è stato introdotto nel 1913, dallo scrittore di fantascienza Herbert George Wells che pubblicò un breve manuale di regole di gioco per i soldatini di stagno.

I Wargame tridimensionali, pur ancora praticati in piccole comunità di appassionati, si sono successivamente astratti nei Wargame da tavolo (1950), in cui le miniature sono sostituite da mappe e segnalini, e infine de materializzati, portando il tutto, scenari, territori, miniature, perfino i giocatori, all'interno di un computer prima (1990), e nel Cyberspazio (2000) in cui i giocatori s'incontrano poi.

I primi "giochi di ruolo", giocati come tali risalgono alla fine degli anni '60 ma la loro esplosione avviene nel 1974 grazie a "Dungeons & Dragon" considerato il primo gioco di ruolo moderno.

In un gioco di ruolo, un giocatore, chiamato generalmente Master (che coincidenza!), racconta una storia, gli altri assumono il ruolo di personaggi della storia.

I personaggi, ideati dai giocatori o dal Master, si muovono in un mondo immaginario con precise regole.

Ogni personaggio è descritto da caratteristiche (forza, destrezza, intelligenza, carisma, ...), che identificano le sue abilità.

Il ruolo dei giocatori, che governano i personaggi nella storia, è di interpretare le azioni dei personaggi e le loro reazioni col contesto immaginario che il Master crea intorno a loro.

In un gioco di ruolo serve molta intelligenza altrimenti il gioco langue e si fa noioso.

Serve quella del Master, imprescindibilmente, ma anche quella dei giocatori.

 
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MASTER/SLAVE - Giochi Bambini

Post n°636 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Il primo gioco di ruolo è quello che tutti abbiamo praticato da bambini.

Cominciava all'incirca con una frase come: "Facciamo finta che ...".

Si cominciava dicendo giochiamo a:

  • "mamma e figlia", piaceva a mia sorella che solitamente faceva la figlia e in genere alle bambine; 
  • "moglie e marito", mi ci facevano giocare ma lo trovavo noioso;
  • "negozio", che per il mio giusto non vendeva mai quello che mi sarebbe interessato; 
  • "il medico", un classico dell'iniziazione uomo/donna.

Con mia sorella giocavamo soprattutto "all'ufficio", con due telefoni giocattolo collegati da un filo tra le nostre stanze adiacenti.

I bollettini postali che svolgevano il ruolo di modulistica da compilare, la macchina da scrivere Olivetti Lettera 22 di mio nonno, per scrivere con la carta carbone lettere commerciali.

Isoldi finti del Monopoli perché evidentemente quest'ufficio assomigliava anche ad una banca.

Andavamo avanti anche un'intera giornata, senza un fine specifico, per simulare quello che immaginavamo fosse il lavoro d'ufficio.

Serve solo una cosa per il "gioco di ruolo", non sono carte, né dadi, né tavole di gioco, né computer o collegamenti internet (a meno che non si voglia giocare nel Virtuale):

 

  • servono delle regole.

 

A volte, come nel caso dei bambini non servono nemmeno le regole.

O meglio, non gli serve codificarle ed esplicitarle, perche sono le stesse della realtà che con il gioco cercano di emulare.

O meglio ancora, sono quelle della loro percezione di realtà, quelle che s'immaginano siano le regole.

 
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MASTER/SLAVE - Gioco

Post n°635 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

E' evidente che quello che cerca Padrone XXX non è un'esperienza sessuale, lo dice esplicitamente, non cerca sesso o incontri!

Che cerca allora Padrone XXX?

Vuole giocare, rimanendo nel Virtuale.

Ovvio che età e aspetto fisico siano ininfluenti, che la foto non sia richiesta.

Più esattamente cerca una giocatrice per un "gioco di ruolo", a due, in cui egli reciterà la parte del Master e la giocatrice quella dello Slave.

Conoscere i dettagli anagrafici che chiede lo aiuterà ad avviare il gioco a contestualizzarlo alle proprie caratteristiche e a qiuelle dalla Slave che gli risponderà e lui accetterà.

Prima di definire meglio Master, Slave e la relazione M/S che tra loro s'instaura, meglio rispondere alla domanda:

Che cos'è un gioco di ruolo?

La risposta è semplice è il primo gioco che avete praticato da bambini, il primo di cui serbate ancora memoria.

 
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MASTER/SLAVE - Annuncio

Post n°634 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Ho trovato un annuncio nel Virtuale, niente di particolare, l'ho trovato emblematico per parlare di:

  • giochi di ruolo, 
  • livelli cognitivi, 
  • cybersesso,
  • relazioni Master/Slave (Padrone/Schiavo),
  • oltre che per chiedermi se giocare virtualmente a Master/Slave sia una forma di tradimento del proprio partner reale.

Mi interessa trattare un tema potenzialmente spinoso, non tanto per la mia personale sensibilità, ma per quella di buona parte dei potenziali lettori, mi pare utile chiarire che parlare di gioco Master/Slave non significa per questo che stia cercando una relazione di questo tipo.

ANNUNCIO

Sono Padrone XXX, ho YY anni, non sono libero, ho avuto diverse esperienze per quel che riguarda i rapporti padrone-schiava tenuti a distanza, via e-mail, premetto che non cerco sesso o incontri.

Cerco schiava "virtuale" volenterosa e determinata anche prima esperienza, non importa età o fisico, non è un problema se non siete libere, anzi meglio ...

Se la tua indole è questa e la vuoi condividere, scrivimi a XXX@hotmail.com, presentando la tua persona per consentirmi di valutare meglio la tua idoneità, in particolare indicami:

  • stato civile, professionale;
  • quando puoi scrivere (sera, mattina, ... )
  • impegni privati e professionali (quando sei sola, quando puoi eseguire gli ordini, ... )
  • gusti sessuali (esperienze avute, esperienze che vorresti avere, fantasie, ...)
  • quello che vuoi farmi sapere di te (carattere, ...).

Nella tua prima e-mail non è necessaria foto.

Seleziono secondo criteri quali:

  • volontà,
  • serietà,
  • applicazione,
  • convinzione del ruolo.

Padrone XXX

 
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Orizzontale

Post n°633 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Dedicato alle donne che sanno orizzontalizzarsi, sei tu che stai leggendo?

Perdita di orientamento temporale,

senso di disequilibrio.

Sonnolenza e arsura,

voglia e passione,

giochi e fantasia,

comunicazione e coccola.

Tutto intercalato, mischiato, stratificato.

Sospensione dal tempo, dai doveri, dagli impegni.

Solo l'altro,

il partner,

il sesso del partner,

il sesso con il partner,

il parlare di sesso con il partner,

il dopo sesso,

il prima del sesso,

tutto quello che non è sesso ma semplice intimità.

Un unico file rouge,

la carezza e la parola,

a tenere assieme un conglomerato di cose diverse.

In orizzontale. 

 
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Fantasie - Dignità/Augurio

Post n°632 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Le fantasie hanno sempre dignità, anche le più perverse.

A volte faccio l’errore di trasformare le mie fantasie in racconto perché penso che così siano più comprensibili.

Le fantasie nascono in noi, non sotto forma di racconto.

In fondo sono timido, allora adotto strategie di compensazione che mi mostrino spudorato, così esce il racconto.

Non si manca di rispetto a persone, partner, pure reali, se nelle fantasie non si esplicitano, se li tratteggiamo in modo da non essere riconoscibili.

Mi auguro vivamente che ogni donna sappia raccontare le sue fantasie all’uomo che ha di fronte e non solo agli Avatar dispersi nel Virtuale.

Lo spero per lei che, esprimendo coraggio, racconta.

Lo spero per lui che ascolta e, nel far questo, accoglie.


Fantasticate!

 
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Fantasie - Emozione/azione

Post n°631 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Le donne fantasticano di emozioni ma devono comunque definire il contesto, le condizioni per innescare le azioni che queste emozioni generano.

Vi sono donne che sentono questo compito faticoso, o sono pigre, o hanno qualche inespressa reticenza.

Molte hanno difficoltà a trovare l'equilibrio delle parole è vero, quelle che ci riescono divengono un torrente in piena.

Io, viceversa, parto dalle azioni nel pensare le mie fantasie, per arrivare alle emozioni.

 
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Fantasie - Linguaggio

Post n°630 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Fica, Culo, Tette, Cazzo, Coglioni ... non considero poco educato usare questi termini in una fantasia.

Sicuramente hanno un effetto più hard che parole come: Vagina, Ano, Seno, Pene, Testicoli

Mi chiedo piuttosto se non esistano linguaggi alternativi, più eleganti, senza rinunciare allo stesso risultato di stimolazione mentale.

Forse è solo una questione linguistica: le prime indirizzano il pensiero ed un rapporto intenso, le seconde sanno d'anatomia e formaldeide. 

Non amo il turpiloquio, ma vagina al posto di fica non lo sopporto, pene e testicoli possono pure andare, come seno, ma coito invece di scopare no!

Questione di gusti ma le fantasie devono essere liberatorie, le parolacce in fondo lo sono, soprattutto parlando di sesso che non mi piace edulcorare.

 
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Fantasie - Driver

Post n°629 pubblicato il 29 Maggio 2012 da sagredo58
 

Nelle mie fantasie ricorrono dei fili conduttori, dei driver che guidano il dipanarsi della storia, la condizionano, la vincolano, la limitano. Probabilmente segnano i miei limiti.

Non sono un sadico, meno che mai un masochista, nelle fantasie non riesco ad immaginarmi in ruoli di sottomissione, non ho fantasie Slave, mi stuzzica più esplorare il ruolo Master.

Non ho mai avuto fantasie omosessuali, mi piace l'esperienza tattile delle pelli seriche, immaginare un uomo peloso non m'appagherebbe.

M'ingombra più questo che la sua appendice con la quale posso fantasticare di giocare visto che, ovviamente, riesco ad immaginarla nei minimi dettagli anatomici; nelle pose statuarie, come nelle dinamiche reattive.

L'uomo che c'è attaccato scompare, impossibile dettagliarlo, nemmeno riesco a trasformarlo in un transessuale, o a depilarlo, visto l'impaccio con il vello altrui

Percepisco asimmetricamente l'omosessualità maschile da quella femminile:

  • culturalmente più accettabile (due donne possono abbracciarsi, persino castamente baciarsi senza che ci sia nulla di strano),
  • più delicata,
  • non penetrativa.

Assolutamente eccitante, almeno dal punto di vista maschile. Spesso inserita nelle mie fantasie, che si dilungano soprattutto nella fase delle avances, da parte di una delle donne coinvolte nei confronti dell'altra, ignara, priva di esperienze pregresse ma alla fine soccombente al desiderio che la donna proattiva le accende.

Sicuramente mi sostituisco a questa lesbica seduttiva come mia proiezione, anche se spesso sono solo uno spettatore coadiuvante, accarezzante, non penetrativo mi sembrerebbe un'impropria intromissione.

Non sempre m'immedesimo in uno dei protagonisti di una fantasia mia o altrui, deve esserci in me una componente guardona, almeno a livello di fantasia, nella realtà mi limito ad ammirare la partner.

Ho fantasie che si discostano dalla realtà ma mi piace cercare di realizzarle traducendole in perversioni accettabili, che per questo devono essere innocue per la mente e il corpo. Una fantasia troppo distante dalla realtà magari m'intriga intellettualmente ma mi eccita meno.

Non riesco ad elaborare fantasie con più di tre protagonisti, altrimenti mi confondo, il pensiero di un'orgia m'eccita, con ci capisco più niente in quell'intrico di propaggini e anfratti carnosi.

Penso che una fantasia è tale solo se è ricca di particolari altrimenti non diverte, non eccita. Le fantasie nascono per eccitare/eccitarsi.

 
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