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Messaggi del 04/07/2012

 

29 - Storia di una storia mai raccontata - Oggi

Post n°822 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

29 Oggi: 2012 - Sintesi delle battaglie sul Col di Lana

La mia storia non è ancora finita, ma deve ora interrompersi per dare spazio alla mai raccontata storia del Nonno dalla quale trae origine.

Ancora prima ritengo utile suggerire al lettore un percorso di avvicinamento al Col di Lana simile a quello che, per caso fortuito, mi sono trovato a seguire io leggendo prima i libri e poi il suo memoriale.

Prima di riprodurre la storia mai raccontata scritta dal Nonno nel suo memoriale, mi piace premettere una sintesi delle azioni di guerra sul Col di Lana nel periodo gennaio-maggio 1916.

Questa sintesi è tratta dal libro “Col di Lana 1915-1917” di Viktor Schemfil, edizioni Mursia. Ne suggerisco la lettura perché questo rappresenta il contesto oggettivo all’interno del quale adeguatamente collocare il memoriale con la storia del Nonno.

Successivamente ripropongo al lettore il memoriale del Nonno nella terza versione, la più recente.

Solo dopo che la lettura del memoriale sia stata completata potrò riprendere la mia storia di una storia mai raccontata.

 
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28 - Storia di una storia mai raccontata - Ieri

Post n°821 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

28 Ieri: 8 Marzo 1918 - Encomio Regimentale

 
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27 - Storia di una storia mai raccontata - Oggi

Post n°820 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

 27 Oggi: 2012 - Eroismo e soprassoldo

Il Nonno è stato un eroe?

Non saprei. Nemmeno dopo aver letto il suo memoriale che testimonia soltanto il fatto che egli abbia visitato l’inferno per tenere un obiettivo conquistato e perso più volte dagli Italiani nell’arco del triennio 1915-17.

La cosa più importante della storia del Nonno è che ho avuto la fortuna di poter comprendere quello che egli ha passato al freddo in cima ad una montagna, che anche io ho calpestato da semplice turista, in quella che a scuola mi è stata insegnata essere la prima guerra mondiale e che per lui è sempre stata la guerra Italo - Austriaca.

Questa storia lo ha sicuramente ossessionato, inorgoglito e in gran parte frustrato per tutto il resto della sua vita, come è testimoniato dalle numerose copie del suo memoriale e da tutti i documenti conservati.

Mi sono anche chiesto se la ricerca di una onorificenza più importante della Croce di guerra non avesse risvolti più economici che eroici.

Nonostante dal paragone con il caso di Addessi trovato sul ritaglio di giornale del 1963 potrebbe sembrare che il Nonno mirasse alla medaglia d’oro, in realtà il raffronto va fatto con i suoi commilitoni e di conseguenza si legherebbe alla medaglia d’argento.

Per darmi una risposta mi sono rivolto ad altri documenti molto meno antichi e più prosaici che per questo non ho voluto riprodurre, ritagli di giornale e lettere al Ministero del Tesoro in cui il Nonno richiede ed ottiene nel 1963 un assegno di lire 5.000 concesso ai decorati della Croce di guerra.

Su uno stralcio di giornale del gennaio 1963, conservato tra le sue carte militari, leggo:

“I soprassoldi annessi alle medaglie al valor militare assumono le denominazioni di assegni e sono stabiliti nelle seguenti misure annue:

  • Medaglia d’oro al valor militare lire 60.000;
  • Medaglia d’argento al valor militare lire 18.750;
  • Medaglia di bronzo al valor militare lire 7.500.”

Quel giornale del 1963 costava 50 lire, oggi un giornale costa 1,5 euro.

 Se la proporzione si è mantenuta 5.000 lire del 1963 equivalgono a 150 euro, l’acquisto di 100 giornali.

Mentre le 18.750 dell’argento, la decorazione rivendicata dal Nonno con le quali di giornali ne avrebbe comprati per circa 1 anno, corrispondono a 563 euro.

Alternativamente si può verificare sulla base dei valori attuali degli assegni di medaglia, per questo basta andare sul sito della federazione Romana dell’Istituto del Nastro Azzurro che riunisce i decorati al Valor militare.

Sul sito si può prendere visione degli assegni di medaglia per l’anno 2007:

  • Medaglia d’oro al valor militare euro 4.038,39;
  • Medaglia d’argento al valor militare  euro 717,91;
  • Medaglia di bronzo al valor militare 224,33;
  • Croce di guerra al valor militare euro euro 134,60.

Non mi sembrano, né i 275 euro di differenza l’anno riferibili al 1963, né i 534 euro riferibili al 2007, il movente sufficiente per spiegare l’ossessione e la convinzione del torto subito.

Soprattutto in considerazione della buona pensione da Ingegnere nel frattempo maturata e del fatto che il torto subito si è generato molti anni prima che gli assegni fossero definiti.

Ne sono sollevato.

 
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26 - Storia di una storia mai raccontata - Ieri

Post n°819 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

26 Ieri: 1940 - Claudio tenente colonnello

Nonno Claudio in divisa da tenente colonnello del genio (II Guerra Mondiale).

 
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25 - Storia di una storia mai raccontata - Oggi

Post n°818 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

25 Oggi: 2012 - Epilogo della storia del Nonno

L’epilogo della "storia mai raccontata" del Nonno è ormai vicino, diversamente da quello della "storia della sua storia", questa che state leggendo.

Una notte dell’ottobre del 1968 la storia finisce, finisce mentre il Nonno ormai settantaduenne dorme serenamente nel suo letto.

Il Nonno muore in una casa di campagna che lui stesso aveva costruito tra il 1958 ed il 1960, vicino ad Ostia Antica. Muore in un mezzo ettaro di terra soprannominato dalla famiglia “l’orto”, angoletto di terra da me nipote molto amato, che lì avevo addirittura il mio personale albero di fichi.

Il Nonno muore in un fazzoletto di terra da lui stessa battezzata in realtà “Le Farine” per antica memoria e nostalgia di quelle terre paterne, nel viterbese, perse tanti anni prima.

Mio nonno Claudio è morto nel 1968 che avevo compiuto da pochi mesi 10 anni. Solo oggi, più che cinquantenne, apprendo del suo desiderio di vedersi riconosciuto come eroe.

La sua storia finisce senza che il Nonno abbia mai ottenuto la agognata medaglia d’argento.

A tal proposito esiste una altra leggenda familiare priva di qualsiasi evidenza oggettiva, la cui tardiva testimonianza devo a mia madre, secondo la quale la medaglia d’argento, o meglio la comunicazione relativa alla sua assegnazione propedeutica al ritiro, sarebbe arrivata finalmente e colpevolmente in ritardo, un paio di anni dopo la morte del nonno, verso il 1970.

Dovrebbe essere arrivata a suo figlio Bruno che all’epoca viveva ancora nella casa paterna a Roma.

Di questa medaglia d’argento non ci sarebbe traccia perché sempre secondo mia madre, i tre figli eredi del Nonno, Aldo, Bruno e Vittorio mio padre, all’epoca in fase di guarigione da una gravissima malattia, non si sarebbero messi d’accordo sull’attuazione delle necessarie burocrazie per il ritiro.

Debbo effettivamente riconoscere, per mia diretta esperienza, come i tre fratelli non brillassero particolarmente per serenità di rapporto e sinergia d’intenti.

Il fatto mi appare veramente macroscopico soprattutto in considerazione del fatto che almeno uno di loro, mio Padre, doveva necessariamente conoscere la storia del Nonno ed avere avuto accesso al suo memoriale così come oggi vi ho avuto accesso io e ne avrebbe potuto parlare agli altri fratelli allo scopo di arrivare ad un finale più lieto di una storia durata, sino a quel momento, più di mezzo secolo.

E’ impressionante che di questa storia non si sia mai parlato all’interno della mia famiglia.

Se con Nonno non è stato possibile per la mia giovane età scarsamente compatibile con l’orrore dei suoi ricordi, difficile pensare che mio Padre non abbia letto il memoriale e non ne abbia conservato viva memoria.

Questo almeno a me succederà sicuramente, questa storia, costruita su quella di mio Nonno Claudio, voglio diffonderla.

 
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24 Storia di una storia mai raccontata - Ieri

Post n°817 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

24 Ieri: 1939 - Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia

 
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23 Storia di una storia mai raccontata - Oggi

Post n°816 pubblicato il 04 Luglio 2012 da sagredo58
 

23 Oggi: 2012 - Croce morale

In questa assurda quantità di anni passati dal secondo reclamo del 1923 alle lettere del 1965 la Croce di guerra che è stata sgraditamente conferita al Nonno diviene per lui:

“Croce morale ingiustamente inflittami che dovrò eroicamente sopportare fino alla consumazione della mia esistenza”.

Ma quale è il patimento del Nonno nato in conseguenza dell’assegnazione della Croce di guerra?

Quasi quarant’anni dopo il conferimento della meritata onorificenza il risentimento per l’ingiustizia subita porta ancora il Nonno a lottare per vedersi riconosciuto come “fulgido eroe” e non semplicemente come “eroe da strapazzo”.

Dove secondo la nomenclatura elaborata dal Nonno:

  • il “fulgido eroe” è quello insignito di medaglia d’oro, 
  • l’ ”eroe un poco meno fulgido” è quello che la medaglia ce l’ha d’argento, 
  • l’ ”eroe” senza altri aggettivi è dotato di medaglia di bronzo,
  • infine, l’ ”eroe da strapazzo” è quello per cui:

“i governanti di Italia dell’epoca, vinta e finita la guerra, ritennero opportuno sanare le numerose proposte di ricompensa inevase creando una quarta categoria di valorosi di infimo ordine, includendo in questo calderone tutti senza discriminazione”.

Il Nonno rimane annichilito dal confronto con gli altri insigniti del suo Battaglione. A cominciare dal Maggiore Alcioni, comandante del Battaglione, con la sua medaglia d’argento, non l’avesse mai incontrato a Roma!

Per proseguire con lo stimato Capitano Branca, suo diretto superiore, Comandante della Compagnia, anch’esso medaglia d’argento, mai tornato dalla cima del Sief.

E ancora il suo compagno di scuola a Viterbo, Sottotenente Dragonetti, che proprio per lui era andato a raggiungerlo sul Col di Lana nella sua compagnia, e che della sua medaglia d’argento non si è mai potuto fregiare il petto perché sul Monte Sief ci ha lasciato anche lui la pelle.

Penultimo reclamo

Gli ultimi due reclami sono del 1965. Il primo è rivolto ad un tal De Santis, legato ad un Istituto di reduci di guerra decorati a cui anche il Nonno è associato.

Molto probabilmente si tratta dell’Istituto del Nastro azzurro così denominato dal colore dei nastri a cui sono sospese le medaglie al valor militare, costituito a Roma il 24 febbraio del 1923 prima come Legione Azzurra, poi come Associazione del Nastro Azzurro.

L'attività e l'ordinamento dell'Istituto furono regolati da uno statuto provvisorio, sostituito in via definitiva da quello approvato con Regio Decreto n° 1308 del 31 maggio 1928 quando l'Istituto fu eretto ad Ente Morale.

Successivamente, il 16 gennaio 1936, il diritto fu esteso anche ai membri dell'Istituto decorati di Croce di Guerra al Valor militare, riconoscendoli quale “Corpo Nobiliare” del Valore.

Con l’istituzione della Repubblica l'Istituto non fu sciolto e la sua attività non subì interruzione. Riorganizzato per adeguare le proprie norme statutarie alla nuova forma istituzionale, rimasero ferme la sua finalità di ordine morale e la sua totale apoliticità.

Lo statuto dell'Istituto in vigore oggi è quello approvato con decreto n° 158 del 10 gennaio 1966 del Presidente della Repubblica.

Ultimo reclamo

Il secondo reclamo del 1965 è rivolto al suo misterioso ed illustre concittadino onorario di cui permane il mistero che il lettore potrà svelare direttamente leggendo di direttamente le carte del Nonno.

Non so cosa abbia scatenato questi tardivi reclami consumatisi a distanza di oltre quarant'anni dal primo.

Un foglio di giornale che pure parla di una medaglia d’oro del Grappa è di due anni prima, il 1963, e non può essere stato l’innesco.

Piuttosto deve essere stata l’inaugurazione del centro Militare per la istruzione dei sottufficiali, avvenuto presumibilmente nel 1965.

In questa occasione il Sindaco di Viterbo ha ritenuto di “celebrare le gesta del glorioso 60° Reggimento di fanteria, composto per la maggior parte di viterbesi”.

Probabilmente il Nonno ha partecipato come “raro superstite” e da questo evento è scaturita la sua insoddisfatta sete di equo riconoscimento dei fatti d’arme che lo riguardavano.

Chissà se alle lettere del 1965 ha mai avuto risposta?

Ne dubito fortemente e comunque non ne ho trovato traccia.

Anche se dopo il 1965 non ho trovato altre testimonianze del suo arrovellamento non ritengo che la storia del Nonno sia finita, nel senso che certamente non è finito il suo profondo dispiacere per il presunto torto subito.

Nel frattempo altre onorificenze militari gli sono conferite. Nel 1966 gli viene conferita l'onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana per le sue benemerenze militari.

Immagino coerentemente al fatto che prima della Repubblica aveva già ricevuto, il 28 ottobre 1939, l'onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

 
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