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Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni
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Messaggi del 13/07/2012
Post n°859 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Tag: erotismo, pornografia
Post n°858 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Sono molto trasparente,
Post n°857 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Post n°856 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Amoo giocare, con le parole, con le foto, con le mani, con le persone consenzienti, nel virtuale che richiede leggerezza, nel reale che richiede chiarezza. Mi piace giocare con l'altro, intrigarsi reciprocamente. Felice di continuare a saper giocare a 54 anni, contento di incontrare compagni di giochi.
Post n°855 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Tag: col di lana, dolomiti, emozione, guerra, I guerra mondiale, Italia, memoria, nonno, Padre, storia, trincea 62 Oggi: 2012 - Risorse internet Per cercare tutti i riferimenti necessari a capire ho utilizzato molte risorse di Internet.
Due bellissimi siti dedicati alla prima guerra mondiale:
Altri siti, tra i tantissimi, dedicati alla prima guerra mondiale:
Sito dell’esercito italiano
Una sola ulteriore risorsa non mi è provenuta da internet. Si tratta del diario di guerra di un altro Nonno, Cesare, che, di due anni più giovane di mio nonno, come soldato semplice ha combattuto sul Piave nella stessa guerra. Il suo diario mi è stato utile per capire meglio cosa fosse la “logorante vita di trincea”. Diversamente dal memoriale di Claudio il diario di Cesare è stato appositamente concepito per i suoi nipoti come egli stesso dichiara nella prefazione ed è stato scritto nel 1965 quando ancora Claudio insisteva con i suoi reclami. Spero che i nipoti di Cesare lo abbiano potuto leggere quando il loro Nonno era ancora vivo e che di quella lontana guerra abbiano avuto occasione di parlare con lui. Io, che Cesare ho pure conosciuto verso l’inizio degli anni ’80, il suo diario l’ho letto solo nel 2007 che Cesare non c’era più da tanto tempo.
Post n°854 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Tag: col di lana, dolomiti, emozione, guerra, I guerra mondiale, Italia, memoria, nonno, Padre, storia, trincea 61 Ieri: 1967 - Distintivo militare da Tenente Colonnello Nonno Claudio, all’epoca delle lettere di reclamo, all’occhiello della giacca porta un distintivo militare che testimonia il grado di tenente colonnello raggiunto nella seconda guerra mondiale. L'ho ritrovato assieme al suo medagliere.
Post n°853 pubblicato il 13 Luglio 2012 da sagredo58
Tag: col di lana, dolomiti, emozione, guerra, I guerra mondiale, Italia, memoria, nonno, Padre, storia, trincea Oggi: 2012 - Epilogo della Storia del Nipote Che fine hanno fatto le due croci di guerra del Nonno riferibili alla guerra Italo - Austriaca? Mio padre non me le ha mai mostrate. Nessuno dei miei cugini le ha mai viste. Tra le carte del nonno ho trovato solo le carte che ne testimoniano il conferimento. Sopravvivono solo nella sintesi minimalista del medagliere del Nonno. E’ a questa sintesi minimalista delle due croci della guerra Italo - Austriaca ed alla terza della guerra di Liberazione partigiana che ho dedicato la copertina di questa storia di una storia mai raccontata.
Qualcuno, tra quelli ai quali per primo ho raccontato questa storia, mi ha suggerito di indagare ulteriormente presso l’attuale Ministero della Difesa allo scopo di comprendere se effettivamente la medaglia d’argento al valore sia mai stata conferita al Nonno. Non ho intenzione di farlo. Preferisco che il finale della storia sia libero, che ognuno possa a suo piacimento immaginare:
In ogni caso il Nonno è morto decorato solo con la Croce. Se anche la medaglia d’argento fosse stata effettivamente conferita lo sarebbe stato come medaglia postuma. Le medaglie postume sono per i vivi, non per i morti. Questo rende insignificante il fatto che la medaglia sia stata conferita o meno. Se lo è stata i figli, secondo quanto tramandato dalle leggende familiari, nemmeno si sarebbero accordati per il ritiro dell'onorificenza, cosa che ne avrebbe vanificato il conferimento. Se non lo è stata, è stato forse anche perché nessuno degli stessi figli ha mai raccontato i fatti d’arme del Monte Sief. Altri, tra quelli che mi hanno pazientemente ascoltato, hanno suggerito di riprendere la battaglia del Nonno ed avviare nuovi ricorsi. Non ho intenzione di farlo. Se pure avessi successo a distanza di più di 90 anni dai fatti, otterrei la medaglia postuma di cui ho già detto. Penso che nulla sopravviva alla morte. Il Nonno certo non ne beneficerebbe ed io al massimo potrei impossessarmi di una onorificenza non mia. Se proprio, come concessione esclusivamente poetica, dovessi ammettere l’esistenza di una coscienza dopo la morte, allora mi immaginerei il Nonno soddisfatto dal vedere il Nipote adrenalinico ed eccitato sgobbare per ore ed ore davanti al computer; saltando pasti e facendo nottate per leggere le sue carte, scannerizzarle, analizzarle e studiarle, per costruire attorno alla sua storia mai raccontata questa storia che avete apena letto. Il Nonno, penso, sarebbe più gratificato di questo interesse che dal conferimento postumo di una medaglia d’argento. Infine vorrei correggermi, c’è qualcosa che può sopravvivere alla morte. Alla morte non sopravvive l’identità di qualcuno, il suo essere. Diversamente può certamente sopravvivere la memoria di quel qualcuno, la memoria del suo essere stato. Questa storia che ho scritto mi aiuterà a far sopravvivere il ricordo del Nonno e del suo rivoluzionario spirito garibaldino che non l’ha mai abbandonato da quando, incosciente giovanissimo volontario in guerra, ad essa è fortunatamente sopravvissuto ed è cresciuto. Questa storia mi aiuterà soprattutto a tenere desto il ricordo di una guerra lontana e per questo oggi più difficile da capire. Una guerra che i libri di scuola non insegnano essere l’ultima guerra risorgimentale per l’unità d’Italia, ma che il Nonno ha vissuto così. Forse questa stessa storia mi aiuterà a far sopravvivere anche il ricordo di me stesso. In questo allora io ed il Nonno saremo nuovamente finalmente vicini, accomunati dall’essere stati sul Col di Lana ad esatti 90 anni di distanza, accomunati dall’aver scritto due storie che si sono incredibilmente incrociate superando baratri temporali. La mia speranza è che io ed il Nonno saremo nella memoria di tutti coloro che leggeranno la storia di una storia mai raccontata. Per questo la storia è dedicata a mia figlia, e a sua cugina, le uniche rappresentanti della progenie del Nonno, ma anche a tutti i loro amici che sono il futuro, del Nonno e anche mio.
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Inviato da: arw3n63
il 22/05/2013 alle 17:50
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il 22/05/2013 alle 15:54
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il 22/05/2013 alle 15:18
Inviato da: sagredo58
il 22/05/2013 alle 13:38
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il 22/05/2013 alle 13:37