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Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 22/07/2012

 

Accattone

Post n°928 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

"Un seno, per carità, uno dei due!",

implorerei in un canto della strada,

accattone,

al passaggio di tutte le donne.

 
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Ladro

Post n°927 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

Diventerò ladro di seni.

Entrerò dai balconi silenziosi, con una torcia e la macchina fotografica.

Scalzo miavvicinerò al letto in cui esse dormono con il seno scoperto.

Il furto, il furto perfetto, consisterebbe nel vederlo, nel vederlo illuminato dalla torcia.

Nell'andarmene con l'immagine perfetta, un solo scatto, senza il più piccolo rumore.

 
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Seni in libertà

Post n°926 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

I seni in libertà nelle bluse ampie, 

soprattutto nelle bluse rosse,

invogliano alla libertà,

la consigliano,

vi conducono,

la esigono,

la proclamano.

 
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Stagioni

Post n°925 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

In inverno i seni sono bene al riparo, ben nascosti nella loro tana, ed io sono tranquillo.

Quando si denudano danno sensazioni di primavera, così sento il suo arrivo trepidante di vederli.

In primavera i seni si sentono pieni della rugiada mattutina, rinfrescati dall'aria, pieni di freschezza floreale.

In estate i seni sono riarsi dal sole, bruciati, tostati dal caldo.

Nella notte buia, quando nessuno li può vedere, esse si sporgono dai balconi e mettono i loro seni a prendere il fresco della notte. Per questo mi aggiro ad ora tarda per le vie.

In autunno i seni convivono con l'ambiente, diventano più sensibili, provano una grande tenerezza per le mie carezze.

 
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Albero della cuccagna

Post n°924 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

Ci sono dei seni sdrucciolevoli sui quali le mie mani scivolano.

Davanti a questi seni penso alla festa mirabile che sarebbe un albero della cuccagna.

Un albero che fosse donna, alta e unta.

In cui il premio per chi riuscisse ad arrampicarvisi sino alla cima fosse la bellezza dei suoi seni.

 
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Sono negativi i conflitti?

Post n°923 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

In ogni momento della nostra vita quotidiana, quando ci attiviamo per raggiungere un obiettivo, solo una cosa può essere prevista con certezza: quanto più è ambizioso l’obiettivo, tanto più sarà elevata la probabilità di incontrare ostacoli.

Perseguire un obiettivo significa anche scontrarsi con le persone il cui consenso è indispensabile per centrare l'obiettivo.

Ci si trova, così, a dover affrontare dei conflitti. Meglio si sapranno gestire questi conflitti, maggiore sarà la possibilità di raggiungere le proprie mete.

La maggior parte delle persone considera il conflitto un fattore negativo, perché lo ritiene causa di conseguenze sfavorevoli, partendo dal presupposto che esso sia disfunzionale agli individui ed alle organizzazioni.

La penso diversamente.

E’ necessario assumere una diversa prospettiva secondo la quale il conflitto può diventare un’occasione di sviluppo, di incremento della produttività e persino un elemento di stimolo.

Approfondire gli elementi che definiscono il conflitto, comprenderne il senso e le dinamiche, imparare a riconoscerle e gestirle, è importante.

Una maggior consapevolezza delle relazioni, sia tra i colleghi nella vita professionale, che tra i conoscenti nella vita privata, permette di imparare a dominare la paura del conflitto, realizzando una crescita per andare oltre nelle relazioni e raggiungere un nuovo equilibrio.

Da qui nuovi obiettivi e nuovi conflitti

 
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CHE PALLE IL VIRTUALE!

Post n°922 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

 

Affermazioni con punto esclamativo e riflessioni sparse sul comunicare nel virtuale. 

* * *

Ti confondi con nomi, nickname e Blog, cioè ti devi ricordare che il Blog A è del nickname B che nel reale si chiama C.

Una fatica terribile.

Spesso il nickname ti inganna anche sul sesso.

I nomi, ovviamente declinati privi di cognomi, generano omonimie.

Le persone interessanti che pensano le devi scremare tra una montagna di vacuità.

Poi dopo tutta questa fatica le trovi a centinaia di chilometri di distanza da dove vivi.

Le persone così distanti sono anche le uniche che uscirebbero nel rRale.

Le pochissime persone, pensanti e su piazza, sono così chiuse a riccio da rimanere confinate nel Virtuale.

 

 
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REALE E VIRTUALE NON SONO UNO LA PROSECUZIONE DELL'ALTRO!

Post n°921 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

 

Affermazioni con punto esclamativo e riflessioni sparse sul comunicare nel virtuale. 

* * *

 

C'è una frattura.

Sempre, più o meno grande.

 

 

 
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Il giardino dei seni

Post n°920 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

Il ministero delle belle arti dovrebbe occuparsi di un giardino botanico dei seni.

Un vero e ampio giardino botanico in cui fossero rappresentate tutte le specie di seni dell'universo.

Mantenuti e nutriti dalle migliori donne di tutte le razze.

Esse dovrebbero stare nude coi loro seni all'aria , estatiche come gli alberi.

Su ognuna, il cartoncino con la dicitura latina del nome della specie di seno, dovrebbe pendere nell'intervallo tra i due seni.

Così che per leggere il visitatore debba accostare il viso a quei suadenti, carnosi, frutti.

 
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Cosa spinge la gente a negare l'evidenza?

Post n°919 pubblicato il 22 Luglio 2012 da sagredo58
 

 

Botta e risposta sulla negazione dell’evidenza

 

 * * * 

 

Donna

Cosa spinge la gente a negare l'evidenza?

Uomo:

La paura più che la disonestà.

Donna:

Non credo mai alle "verità" così a senso unico.

Uomo:

Graffiante risposta, nessun senso unico, solo il pensiero di un individuo.

Donna:

Macché graffiante, non ho unghie lunghe. Apprezzo il tuo pensiero, contrappongo il mio.

 * * * 

Donna:

Il Bambino fu colto con le manine dentro il vaso della marmellata.

Qualcuno gli chiese “Che fai Bambino? Rubi la marmellata?”

“Chi io? Certo che no!”, rispose il bambino.

Il Bambino nega l'evidenza.

Forse il Bambino non ha il senso della realtà

Forse per il Bambino non si tratta di rubare la marmellata ma di prendersi un qualcosa cui sente di avere diritto.

Forse ha paura.

Se avesse paura, per incapacità ad assumersi la sua responsabilità, sarebbe comunque inutile negare l'evidenza, la punizione ci sarebbe comunque.

Per paura potrebbe dire che è la marmellata ad essergli saltata addosso.

Forse non ha paura, semplicemente non ha limiti.

Il Bambino nega l'evidenza perché non ha il senso della realtà

Uomo:

E’ un bambino, questo gli permette di dare anche risposte tautologiche a domande del tipo “Perché rubi la marmellata?”

“Perché si!” risponderebbe il bambino se non avesse paura.

Siccome la punizione arriva comunque questo lo educherà a dare un altra risposta rivelandosi quella tautologica inutile.

Donna:

Nessuno gli ha chiesto “Perché?”.

Gli è stato chiesto : “Bambino che fai? rubi la marmellata?” Non “Bambino perché rubi la marmellata?”

La gente che nega l'evidenza si comporta come il Bambino.

Forse perché non ha il senso della realtà.

Paura e disonestà porterebbero ad altro

Uomo:

La domanda “Rubi la marmellata?” implica un perché, anche in relazione ad un sottinteso precedente divieto.

La domanda recepita dal bambino in realtà significa perché disubbidisci al divieto di prendere la marmellata.

  * * *

Donna:

No, sei fuori pista. Non pensavo a divieti. Pensavo solo alla negazione di un fatto evidente.

Il bambino che nega perché sa che non dovrebbe è già un piccolo adulto bugiardo.

Uomo:

Il divieto diviene insito nell'uso del verbo rubare, la domanda allora dovrebbe essere “Prendi la marmellata?

Così il bambino non si sentirebbe attaccato e potrebbe rispondere semplicemente si.

Donna:

Si è vero rubare è un atto illecito, il bambino avrebbe dunque potuto rispondere no non la rubo ma me la prendo.

Uomo:

Questo avrebbe detto un adulto ma tu hai detto rubare, questo non può essere messo in discussione da un bambino.

Donna:

No, non credo; conosco bambini che avrebbero risposto in un modo e nell'altro, e purtroppo conosco anche adulti che avrebbero risposto in un modo e nell'altro.

La mia domanda riguardava gli adulti. Perché, pur se ritengo bella in un bambino la negazione dell'evidenza per mancanza assoluta del senso di realtà, la trovo con angoscia in un adulto, segno di grave immaturità.

L'adulto che nega l'evidenza forse lo fa per paura, forse per disonestà, forse per mancanza assoluta di senso della realtà.

I primi due casi gli "appartengono", il terzo non dovrebbe più appartenergli.

Una realtà personale, staccata dalla realtà collettiva solleva da colpe, rende tutto possibile, pericolosamente aggiungerei.

Uomo:

Esatto, l’adulto la nega per la paura di assumersi una responsabilità, speriamo che il bambino cresca e quella paura gli passi, allora cambierebbe anche la sua risposta, sarebbe un adulto migliore.

 

 
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