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Messaggi del 02/02/2017

 

Ex Machina – 1950 - Test di Touring

Post n°7423 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Nel film il giovane nerd dovrebbe verificare l'indistinguibilità dell'intelligenza artificiale creata dal genio da un essere umano utilizzando il Test di Touring, esplicitamente citato in una delle scene iniziali.

Il test di Turing, dal nome di Alan Turing (1912-1954), matematico, logico e crittografo britannico, considerato uno dei padri dell'informatica e uno dei più grandi matematici del XX secolo, che nel 1950 l'ha definito, è un modo per verificare se una macchina sia in grado di pensare.

Di fatto un "gioco d'imitazione" con tre partecipanti:

  • un uomo U,
  • una donna D,
  • una terza persona P, tenuta separata da U e D.

U, D, P hanno ognuno dei compiti ben specifici:

  • P tramite una serie di domande deve capire chi sia l'uomo, chi la donna, tra U e D; per evitare qualunque indizio come l'analisi della grafia o della voce, le risposte alle domande di P devono scritte a macchina da U e D.
  • U deve ingannare P, cercare di depistarlo per portarlo a fare un'identificazione errata di chi sia l'uomo.
  • D deve aiutare P a fare l'identificazione corretta di chi sia l'uomo.

 

Il test di Turing si realizza immaginando che U sia sostituito da una macchina pensante, capace di concatenare idee e di esprimerle producendo espressioni non prive di significato.

Se la percentuale di volte in cui P indovina chi sia l'uomo e chi la donna non cambia significativamente prima e dopo la sostituzione di U con la macchina, allora la macchina dovrebbe essere considerata intelligente, dal momento che risulta indistinguibile da un essere umano.

 

 
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Ex Machina – 2016 - Simmetrie e percorsi tematici del Film

Post n°7422 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

La trama del film ex Machina beneficia della tensione claustrofobica dell'acquario, si crogiola nel piacere di creare un gioco d'inganni grazie ad un'intrigante doppia simmetria:

  • Uomo/Macchina, 2 Uomini, con la "U" maiuscola a rappresentare anche le donne, contro 2 Macchine di cui, all'inizio, solo una palese;
  • uomo/donna, 2 uomini con la "u" minuscola a rappresentare il solo genere maschile, contro 2 donne.

 

La trama solletica la curiosità maliziosa e voyeuristica del pubblico, che s'identifica:

  • ora con l'Uomo, ora con la sua replica digitale, la Macchina;
  • ora con un umano vetero pensiero maschile, ora con artificiale progressista pensiero femminile, non credo si possa arrivare a parlare di femminismo.

 

La storia, nel dipanarsi della vicenda, segue diversi percorsi tematici, alcuni più attuali, altri antichi:

  • la manipolazione dei sentimenti, delle informazioni, delle scelte, che ad attuarla sia un motore di ricerca, una creatura artificiale o un essere umano, poco importa;
  • la storia d'amore fra un robot con un'anima, e un'altra anima vestita di carne e di ossa, che i robot li studia e li ammira;
  • la constatazione che l'Uomo del terzo millennio, trincerato dietro una solitudine "elettronica" che si può riempire con ogni cosa, sia diventato più fragile e vulnerabile, più incline ad andare in "crash", proprio come una vecchia macchina imperfetta;
  • l'inevitabile conclusione è che le macchine superano, in astuzia, calcolo, coscienza di sé e, soprattutto, sentimenti, questo indifeso Uomo del terzo millennio;
  • come anche che le donne hanno la capacità di fottere, alla faccia di chi tenta di ridurle a oggetti, siano essi di piacere o di studio, gli uomini che non si sono evoluti nel rapportarsi a loro.

 

La partita a poker che i personaggi giocano bleffando e contro-bleffando è accattivante, peccato che la suspense accumulata si risolva in una conclusione caotica e frettolosa che delude.

 

 
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Ex Machina – 2016 – Protagonisti del Film

Post n°7421 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Il film ex Machina in due parole?

Una sorta di acquario fantascientifico:

  • casa high tech, incastonata in una natura incontaminata,
  • stanze senza finestre,
  • pareti che si fanno rocce,
  • vetrate che illudono di bosco.
  • corridoi rarefatti, oscillanti fra Shining di Kubrick e Guerre Stellari di Lucas.

 

In questa immensa "vasca" sono immersi quattro pesci di diverse specie:

  • un genio prevaricante, che il successo nella creazione di un motore di ricerca alla Google ha reso malato d'eccesso, superbia, orgoglio, tracotanza;
  • un giovane nerd, termine che definisce un solitario con ridotta capacità di socializzazione affascinato dalla tecnologia, dipendente del genio, incaricato di verificare l'indistinguibilità del pensiero artificiale da quello umano mediante il test di Touring;
  • un'intelligenza artificiale, creata dal genio, corpo antropomorfo, viso e cervello di donna, che dimostra sentimento e pensiero; per essere precisi un robot perché chiaramente distinguibile dall'essere umano, non un androide o replicante, l'essere artificiale con sembianze umane, non un cyborg costituito da parti biologiche oltre che artificiali.
  • una bellissima colf/escort, tuttofare assoggettata ai desideri ed umori del genio, silente quanto bella.

 

Se il film finisce per essere contaminato dall'asetticità e glacialità del luogo in cui è ambientato, l'acquario, tutt'altro che algidi sono invece gli attori, che riescono a rendere gustosa:

  • l'eccentricità del genio, spesso ubriaco ma sempre all'erta;
  • l'incerta goffagine del nerd;
  • l'umanità dell'intelligenza artificiale;
  • l'intrigante sensualità della colf/escort.

 
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Ex Machina – 2016 – Androidi, Robot, Cyborg, Replicanti

Post n°7420 pubblicato il 02 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Il termine Androide è il più vecchio, utilizzato per la prima volta nel 1270 da Alberto Magno (1206-1280), vescovo di Regensburg, un uomo di grande cultura e autore prolifico nel campo della chimica, medicina, matematica e astronomia, che lo usa per definire esseri viventi creati dall'uomo per via alchemica.

Una leggenda lo vuole addirittura costruttore di un vero e proprio androide di metallo, legno, cera, vetro, cuoio, con il dono della parola, che avrebbe dovuto svolgere la funzione di servitore presso il monastero domenicano di Colonia.

Successivamente il termine è reso popolare nel 1868 dallo scrittore francese Auguste de Villiers del L'Isle-Adams (1838 - 1889)di cui si dirà successivamente.

Già nel 1863, in riferimento ad automi giocattolo in miniatura con fattezze umane, il termine Android appare nei brevetti statunitensi.

Il termine Robot è coniato nel 1920 da Karel Capek (1890 - 1938), giornalista, scrittore e drammaturgo ceco.

Il termine Cyborg, acronimo di Cybernetic Organism o Organismo Cibernetico, è stato coniato nel 1960 da due medici americani nel corso di loro studi sull'adattamento della vita nello spazio.

Nella fantascienza i Cyborg, sebbene ancora privi di un nome, erano già comparsi sin dagli anni '30:

  • un essere umano sostituito progressivamente da protesi meccaniche mediante interventi chirurgici;
  • una quasi-macchina, dove spesso di umano rimane solo il cervello.

Il termine Replicante è stato introdotto dal film di fantascienza Blade Runner del 1982, diretto da Ridley Scott, liberamente ispirato al romanzo Il cacciatore di androidi del 1968, di Philip K. Dick (1928 - 1982.

I replicanti sono creature artificiali che riproducono perfettamente fattezze e comportamenti umani, androidi organici costruiti con tecniche di ingegneria genetica pressoché indistinguibili dall'uomo.

Si avrà modo, man mano che li si incontra, di approfondire anche gli altri diversi simulacri dell'Uomo che popolano la matrice classificatoria di cui sopra.

 
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