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Messaggi del 06/02/2017

 

Ex Machina – 1800-1900 - Dal Corpo Meccanico … al Sistema Nervoso Artificiale

Post n°7437 pubblicato il 06 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

A cavallo tra l'Ottocento e il Novecento:

  • comincia a porsi il problema della gestione automatica della complessità meccanica dell'automa, fatto di leve, bielle, camme, cinematismi, ovvero tutto l'armamentario delle tecnologie meccaniche;
  • appaiono i primi rudimentali frammenti di quelli che sarebbero stati considerati i fondamenti di un "sistema nervoso" per corpi meccanici.

 

Ricordando che il sistema nervoso:

  • permette a un organismo vivente di relazionarsi con il proprio ambiente;
  • è alla base delle funzioni psichiche e intellettive (memoria, conoscenza, coscienza) degli animali, esseri umani compresi.

 

Con una certa forzatura a posteriori ci siamo abituati a considerare:

  • la macchina analitica di Charles Babbage (1791 - 1871), matematico e filosofo britannico che ebbe una prima intuizione di cosa fosse un calcolatore programmabile, peraltro mai costruita e solo progettata, come una prima imitazione della corteccia cerebrale, in anatomia e fisiologia la parte rugosa del cervello che gioca un ruolo centrale in meccanismi o funzioni mentali cognitive complesse come pensiero, coscienza, memoria, concentrazione, linguaggio;
  • il regolatore di JamesWatt (1736 - 1819), matematico e ingegnere britannico che diede un grande contributo al perfezionamento del motore a vapore, come l'equivalente meccanico di un riflesso spinale, concetto fisiologico che indica che, se degli stimoli che partono da un certo recettore sensoriale (ad esempio il colpo di martelletto sul ginocchio), si ha una certa risposta nell'effettore corrispondente (il muscolo che fa scattare riflesso condizionato che alza lo stinco).

 

Ho scritto forzatura perché sia chiaro che:

  • Babbage non avrebbe mai pensato che uno storico della scienza avrebbe interpretato e collocato la sua macchina analitica nella storia dei cervelli artificiali;
  • Watt non avrebbe mai pensato di avere costruito il primo riflesso di un robot meccanico.

 

 
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Ex Machina – 1920-1926 - Più economici, per gli stessi compiti, i Robot

Post n°7436 pubblicato il 06 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

In questo clima socio-economico, nel 1920, Karel Capek (1890 - 1938), giornalista, scrittore e drammaturgo ceco, scrive il suo lavoro più famoso, il dramma R.U.R., ovvero Rossumovi univerzální roboti, che in ceco significa I robot universali di Rossum, in cui compare per la prima volta la parola robot:

  • dal ceco robota,
  • col significato di "lavoro duro", "lavoro forzato".

 

Esemplificativo il seguente dialogo:

HELENA: Perché non nascono più bambini?

DOTTOR GALL: Non sappiamo, signora Helena.

HELENA: Mi dica!

DOTTOR GALL: Perché si fanno i Robot. Perché c'è esuberanza di forze lavorative ...

 

Nel 1920 Capek intuisce le possibilità insite nella costruzione di esseri artificiali:

  • più economici dell'essere umano,
  • in grado di eseguire gli stessi compiti.

Pochi anni dopo, nel 1926, il film Metropolis di Fritz Lang (1890 - 1976), ribadisce questa intuizione.

Rotwang, il geniale inventore costruttore di robot, dice a Fredersen, padrone della centrale elettrica e signore della città:

Ho costruito una macchina a immagine dell'uomo, che non si stanca mai e non fa mai un errore ...

D'ora in poi non avremo più bisogno di operai!

Non è valsa forse la pena di aver perso una mano per aver creato l'operaio del futuro, il robot?

Le immagini di Metropolis condizioneranno l'immaginario letterario e cinematografico del Robot per tutto il XX secolo.


 
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Ex Machina – 1769 – Illustri bufale, gli Automi Manovrati

Post n°7435 pubblicato il 06 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

L'intelligenza artificiale di Ex Machina, ha antichi predecessori meccanici: finti automi manovrati da un uomo, illustri bufale.

Il più famoso è stato un automa, creato nel 1769 da Wolfgang von Kempelen per Maria Teresa d'Asburgo, tra i tanti titoli Imperatrice del Sacro Romano Impero, chiamato Il Turco o il Giocatore di Scacchi di Maelzel che, teoricamente, avrebbe dovuto simulare un giocatore di scacchi.

La macchina, persa in un incendio, aveva l'aspetto e il vestiario di un uomo mediorientale col turbante collegato a una grossa scrivania su cui era disegnata la scacchiera, "piena" d'ingranaggi.

Alcuni sportelli, aperti uno alla volta, consentivano al pubblico di vedere l'interno della macchina prima di far cominciare la partita.

 

Edgar Allan Poe riuscì a dimostrare l'imbroglio.

Gli ingranaggi prendevano solo una parte dello spazio interno reale, lasciando il posto per una persona di bassa statura.

Gli sportelli venivano aperti uno alla volta, dando modo alla persona all'interno di spostarsi all'interno della cassa per non farsi vedere.

L'operatore vedeva, tramite dei magneti, quali fossero le mosse effettuate sulla scacchiera sopra di lui, le riportava su una più piccola, studiava la contromossa e poi comandava le braccia del manichino affinché spostassero le pedine.

Per poter vedere, al chiuso, l'operatore aveva una candela, il cui fumo usciva dal turbante della macchina.

Per non fare notare la cosa, il presentatore accendeva due candelabri con la scusa di illuminare la scacchiera.

 

 
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Ex Machina – 1000 a.C.-1800 - Illustri antenati, gli Automi Meccanici

Post n°7434 pubblicato il 06 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

L'intelligenza artificiale di Ex Machina, ha antichi predecessori meccanici: gli automi, illustri antenati.

 

Dai tempi dell'antica Grecia fino all'ottocento chi costruiva questi inutili macchinari di tipo zoomorfo o antropomorfo, lo faceva esclusivamente per divertire e/o stupire usandoli come:

  • giocattoli, presenti nei palazzi di re e principi, nei salotti e nelle camere da giochi ove si volevano stupire ospiti di riguardo;
  • idoli religiosi, per impressionare i fedeli nelle processioni e cerimonie religiose;
  • personaggi teatrali, strane entità artificiali impiegate nei teatri;
  • strumenti, più raramente, per dimostrare basilari principi scientifici.

 

L'automa meccanico era inteso come spettacolo, in epoche in cui la rappresentazione offerta da oggetti inanimati, date le tecniche a disposizione, poteva essere realizzata solo mediante l'impiego di simulacri articolati, rigorosamente tridimensionali, di uomini e animali.

 

L'automa meccanico stupisce perché si distingue:

  • dalla statua, pur evocandone lo stesso fascino antropomorfo, essendo dotato di articolazioni così da riuscire a dare l'idea del movimento;
  • dalla marionetta, anch'essa in grado di simulare il movimento, differentemente dalla quale non ha bisogno di un controllore umano che la manovri.

 

L'automa meccanico fruisce di vita artificiale:

  • perché alimentato dall'energia meccanica;
  • imprigionata in una molla, in un peso, in un serbatoio d'acqua o in acqua che cade, perfino nel fuoco che scaldando l'acqua ne permette l'espansione sotto forma di vapore.

 

 
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