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Messaggi del 09/02/2017

 

Ex Machina – 1950 - … all’Informatica

Post n°7448 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

All'inizio degli anni cinquanta la Cibernetica, pochi anni dopo la sua teorizzazione, mostra limiti intrinseci.

 

La Cibernetica proponendo concetti innovativi, ha creato un'utopia, considerare i sistemi sociali o biologici alla stessa stregua di modelli meccanici, formalizzabili e comprensibili in termini matematici, cosa per cui diventa importante chiedersi:

  • Quale tipo di macchina è questo uomo?
  • Che tipo di uomo è questa macchina umana?

 

La proclamata interdisciplinarietà trasversale e fondativa della Cibernetica appartiene più alla sfera argomentativa che a un metodo sperimentale.

Le riviste di Cibernetica costituiscono un raccoglitore di eterogenee tematiche provenienti da discipline preesistenti:

  • teoria dei servomeccanismi;
  • teoria dell'informazione;
  • teoria degli automi;
  • teorie della regolazione biologica;
  • tecnologie della costruzione delle macchine calcolatrici;

o nuove discipline spinte dal progresso tecnologico, accomunate alla Cibernetica perché ne condividono la stessa aura filosofica:

  • intelligenza artificiale;
  • robotica;
  • bionica;
  • automatica;
  • controlli automatici;
  • comunicazioni elettriche.

 

La Cibernetica, sottolineando il ruolo della comunicazione e del controllo nelle macchine, come negli animali:

  • è alla base della progettazione e costruzione dei corpi, piuttosto che delle menti degli esseri artificiali;
  • è più vicina ai controlli automatici e alle tematiche dell'automazione, piuttosto che ai calcolatori elettronici e all'informatica;

 

Si delinea l'ennesimo trionfo del dualismo Cartesiano:

  • il controllo del corpo alle discipline afferenti all'area dell'Automatica (Controlli Automatici);

la simulazione della mente e delle attività cognitive superiori alle discipline afferenti all'Informatica (Calcolatori Elettronici).

 
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Ex Machina – 1947 - Dalla Cibernetica …

Post n°7447 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

L'elettronica ha già fornito ampie suggestioni alla fantascienza, attraverso:

  • l'amplificatore,
  • il servomeccanismo,
  • la radio e la televisione,
  • la registrazione di suoni e immagini.

 

E' già nata la cibernetica (1947), che ha fatto incontrare tra di loro i cultori delle discipline più diverse, con il comune obiettivo: trovare i punti d'incontro tra le macchine e gli organismi biologici.

Norbert Wiener ne è il brillante ed energico portavoce, promotore di iniziative che accreditano la cibernetica come la disciplina emergente in grado di rompere le assestate classificazioni disciplinari.

 

Vincitori e vinti della Seconda Guerra Mondiale hanno già usato le prime macchine da calcolo, i primi per decrittare i codici segreti dei secondi, questi generati da altri congegni, le Macchine Enigma.

 

Nel primo dopoguerra i primi calcolatori elettronici a valvole, gestori di simboli, sono già stati costruiti:

  • Mark I, 1944,
  • ENIAC, 1946,
  • EDSAC, 1948,
  • IBM Selective Sequence, 1948.

 

Tutto questo avviene prima del 1950.

Il 1950 rappresenta un anno di svolta nella storia delle macchine pensanti, secondo il filosofo della scienza ed epistemologo italiano Vittorio Somenzi (1918 - 2003) marca la transizione:

  • dalla Cibernetica ...
  • ... all'Informatica.

 

 
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Ex Machina – 1950 - Robotica

Post n°7446 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Nel 1950 Isaac Asimov nel suo bel romanzo di fantascienza, Io robot:

  • per riuscire a dare una convincente base tecnologica alle menti dei suoi robot, deve ricorrere a una non meglio definita spugna di platino iridio, non utilizza un calcolatore elettronico;
  • per riuscire a capire le origini dei comportamenti dei robot, ricorre a una robopsicologa, la dottoressa Susan Calvin;
  • conia il neologismo Robotica, che riecheggia il termine elettronica, per suggerire che la costruzione di menti artificiali possa trovare nell'elettronica, i calcolatori elettronici utilizzano valvole elettroniche, il paradigma tecnologico da utilizzare per le macchine pensanti.

 

Il passo verso l'uso del termine "cervelli elettronici" sarà breve.

 

Nel 1950 il matematico britannico Alan Turing (1912 -  1954) pubblica sulla rivista di filosofia Mind l'articolo Computing Machinery and Intelligence:

  • che introduce l'idea di una definizione operativa di pensiero, o intelligenza, o coscienza;
  • per mezzo di un "gioco", il Test di Touring dal quale sono partito, nel quale un investigatore doveva decidere, solo sulla base di risposte scritte, se nella stanza accanto c'era un uomo o una donna.

 

Nel 1950 il filosofo della scienza austriaco Karl Popper (1902 - 1994) scrive:

  • Solo il nostro cervello umano può dare significato alla cieca capacità dei calcolatori di produrre delle verità.

 

 

 

 
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Ex Machina – 1943 - Elettro-Neurofisiologia

Post n°7445 pubblicato il 09 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Nel 1943 Warren Sturgis McCulloch (1898 - 1969), un neurofisiologo americano, e Walter Pitts (1923 - 1969), un matematico americano, descrivono i principi di base necessari per realizzare delle macchine capaci di simulare l'attività cerebrale.

Nasce l'elettro-neurofisiologia, lo studio del sistema nervoso, centrale e periferico, per mezzo della misurazione delle attività elettriche ed elettromagnetiche che lo contraddistinguono.

All'epoca identificata con la neurofisiologia, branca della biologia, in particolare della fisiologia umana, che studia il funzionamento dei neuroni e delle reti neurali:

  • si ignora ancora il ruolo dell'informazione chimica nelle reti neurali (la psicofarmacologia nasce nel 1952);
  • si ritiene che il funzionamento dei neuroni possa essere simulato con modelli esclusivamente elettrici;
  • si conosce l'estrema complessità della struttura cerebrale, ma si pensa che sia solo una questione di tempo il mettere a punto reti via via sempre più complesse.

 

Ciò è reso possibile dall'avvento dell'amplificatore elettronico tramite il quale il neurofisiologo progettava esperimenti sempre più elaborati:

  • gli animali venivano addestrati a eseguire compiti assegnati;
  • l'amplificatore elettronico permetteva di registrare l'attività elettrica all'interno del singolo neurone o di gruppi contigui di neuroni.

 

Dopo la guerra il calcolatore elettronico si mette al servizio dell'elettro-neurofisiologia (e non solo).

Ancora negli anni Sessanta la Digital Equipment (per cui avrei tanto voluto lavorare, poi scomparsa nel 1992) costruiva i favolosi computer PDP (ho appena fatto in tempo ad intravederne qualcuno quando ho iniziato a lavorare) tenendo conto del mercato della neurofisiologia, progettandoli in base alle richieste che venivano dai laboratori di elettro-neurofisiologia.

 

 
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