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Messaggi del 12/02/2017

 

Ex Machina – 1967-1969 - Corpi Artificiali/Menti Artificiali

Post n°7458 pubblicato il 12 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Il primo robot non teleguidato, per questo dotato di flebili tracce di una Mente Artificiale è SHAKEY, costruito presso lo Stanford Research Institute di Menlo Park, California, nel 1967-69.

Il nome SHAKEY deriva dal suo incedere instabile e traballante (to shake, scuotere):

  • si muove su ruote ed è fornito di una telecamera ed altri sensori;
  • è in grado di perseguire un obiettivo prefissato in un ambiente imprevedibile (raggiungere un determinato punto dell'ambiente dell'Istituto in cui è stato costruito)

 

SHAKEY naviga autosufficiente nei corridoi dell'Istituto (un ambiente non strutturato, ben diverso da quello di una fabbrica:

  • grazie a un modello dell'ambiente che gli permette di trovare la traiettoria più breve tra due punti;
  • la posizione del robot, rispetto all'ambiente, è determinata tenendo conto del percorso effettuato (guida cieca).

 

SHAKEY mostra una piccola evidenza di mente artificiale perché:

  • commette errori, a causa delle imprecisioni insite nel metodo della guida cieca;
  • riesce a compensare questi errori, utilizzando un sistema di visione basato sulle immagini provenienti dalla telecamera.

 

Forse proprio per questo è da rimarcare che ci si riferiva:

  • al robot SHAKEY con il termine "Lui";
  • al braccio robotico UNIMATE, di cui si è già detto, il termine "Esso".

 

 
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Ex Machina – 1950-1960 - Corpi Artificiali/Menti Naturali

Post n°7457 pubblicato il 12 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

La robotizzazione dei processi industriali avviata dopo la seconda guerra mondiale non ha rappresentato un evento rivoluzionario:

  • la costante ricaduta nei processi manifatturieri di un flusso continuo di innovazioni tecnologiche (servomeccanismi, macchine a controllo numerico, microprocessori) ha alimentato la veloce modernizzazione dell'industria;
  • a ogni livello di sviluppo tecnologico, l'ingegneria di produzione ha modificato l'ambiente di fabbrica per tener conto dell'evoluzione delle tecniche messe a disposizione dal mercato.

I grandi successi della robotica industriale sino agli anni Ottanta hanno condizionato la ricerca nel settore dei corpi da fornire alle macchine intelligenti.

 

Mantenendo l'enfasi sui Corpi Artificiali esiste un altro tipo di Robot del tutto privo di Mente Artificiale, perché teleguidato da una Mente Naturale, un uomo.

Sono i robot teleguidati:

  • messi a punto negli anni Cinquanta, dal forte impatto nell'immaginario collettivo;
  • utilizzati dalla polizia per manipolare, in condizioni di sicurezza, sostanze pericolose, oggetti sospetti, per ispezionare oggetti e auto;
  • sorta di piattaforma mobile dotata di ruote o cingoli, munita di uno o più bracci meccanici, provvista di una o più telecamere, integrata con sensori di vario tipo;
  • corpo artificiale che invia segnali sensoriali e riceve comandi motori da un essere umano situato a distanza di sicurezza che si sostituisce alla mente del robot.

 

I Robot teleguidati, unitamente alle sofisticate applicazioni del principio di retroazione (la capacità di un sistema dinamico di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso) per la realizzazione dei loro servomeccanismi, hanno traghettato un intero settore della utopica Cibernetica sui solidi e tranquilli lidi della pragmatica disciplina denominata Controlli Automatici.

 

 

 
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Ex Machina – 1954-1985 - Robot Industriali

Post n°7456 pubblicato il 12 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Tra Cibernetica, Bionica e Robotica Industriale è solo quest'ultima che, nell'arco di un paio di decenni, riesce ad assumere, dall'inizio degli anni '80, una sua definizione strutturata come disciplina:

  • sia sul versante industriale,
  • sia su quello accademico.

 

Molti insegnamenti universitari sono proposti secondo lo stesso schema del sistema braccio-manipolatore che ne costituisce il principale oggetto di studio:

  • la cinematica e dinamica del braccio meccanico,
  • gli attuatori e i sensori,
  • i metodi di controllo,
  • i linguaggi di manipolazione.

 

Nella robotica industriale ogni riferimento all'antropomorfismo o zoomorfismo è rifiutato, il robot industriale è:

  • una macchina utensile,
  • o una sua appendice, servitore meccanico delle macchine utensili che devono venire alimentate.

 

Sino alla metà degli anni '80, i robot sono considerati il simbolo della futura fabbrica senza uomini, soluzione dei problemi di produttività:

  • nel biennio 1984-85 è raggiunto il maggior numero di ordinazioni di nuovi robot sul mercato USA;
  • nell'inconscio collettivo la robotica industriale è sinonimo di robotica, includendo tutte le suggestioni prodotte dalla fantascienza;
  • i principali giornali iniziano a citare insieme i termini robotica, automazione e fabbrica automatica.

 

Dopo questi entusiasmi iniziali, sul finire degli anni ottanta, i manager delle imprese industriali si rendono conto che il processo di robotizzazione di un impianto:

  • non può esaurirsi nella ingenua sostituzione di un operaio con un robot;
  • si tratta di progettare ex novo l'intero processo manifatturiero.

 

 

 
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