Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28          
 
 

Ultime visite al Blog

sagredo58estinetteefran6319gigliodamoreLolieMiualberto_600giuseppezumlascrivanamisteropaganooltre.lo.specchiolacinioarw3n63raffagi56Lutero_Pagano
 

Ultimi commenti

Allora ho già detto tutto
Inviato da: sagredo58
il 21/02/2017 alle 22:36
 
Da piccola avevo un vestito di velluto rosso. Adoravo...
Inviato da: lascrivana
il 21/02/2017 alle 21:38
 
Se questo é il gossip pubblicare chi hai messo in lista...
Inviato da: sagredo58
il 21/02/2017 alle 19:24
 
Quello sul tuo blog, non su sogni digitali :-)
Inviato da: sagredo58
il 21/02/2017 alle 19:21
 
Peccato :-(
Inviato da: sagredo58
il 21/02/2017 alle 19:20
 
 
 

Contatori e Contati

 
Citazioni nei Blog Amici: 87
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Mobile

Seguimi su Libero Mobile

 

Riconoscimenti

sito internet

 

Motori di ricerca

motori di ricerca

 

Messaggi del 17/02/2017

 

Ex Machina – 1997 - Intelligenza Artificiale o Coscienza Artificiale?

Post n°7478 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

L'11 maggio 1997 un calcolatore IBM Rs/6000 fornito di 512 microprocessori funzionanti in parallelo, programmato per giocare a scacchi, chiamato Deep Blue, batte il campione mondiale di scacchi, Garry Kasparov:

  • Deep Blue vincendo dimostra di avere un comportamento intelligente superiore allo sfidante umano;
  • eppure, nessuno sostiene che il genere umano ha finalmente costruito una macchina pensante.

Molto giusto, Deep Blue non ha nemmeno la minima idea di giocare a scacchi:

  • un conto è parlare di coscienza, fare l'esperienza di giocare a scacchi;
  • un conto è parlare di intelligenza, gestire simboli, predisporre mosse in grado di vincere:

 

L'esperienza del gioco è un attributo tipico dell'essere umano.

Dopo il 1997 la capacità di vincere è alla portata di macchine, che per questo motivo possono essere definite intelligenti, anche se non sono coscienti di fare l'esperienza di gioco.

Si può porre la domanda:

Le macchine pensanti devono essere intelligenti o coscienti?

La sfida tra Kasparov e Deep Blue chiarisce che a una macchina, per essere definita pensante:

  • non serve l'intelligenza,
  • bensì la coscienza.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ex Machina – 1980-1994 – Dall’Artificiale al Virtuale

Post n°7477 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Oggi, la bioelettronica e l'ingegneria proteica si propongono come potenziali candidate a offrire nuove basi tecnologiche al cervello positronico asimoviano, "costruito" nel 1950 con metalli nobili.

Nuove generazioni di visionari costruttori di automi si stanno affacciando alla ribalta con nuovi bagagli culturali ma col sogno di sempre: essere i creatori di macchine in grado di muoversi, percepire, agire e comportarsi come esseri viventi, al servizio di committenti sempre più sofisticati, esigenti e smaliziati.

 

Quindi, nell'ambito delle discipline dell'artificiale, per la realizzazione dell'antico sogno dell'umanità di costruire macchine pensanti a partire dagli anni novanta si sta operando nel seguente modo:

  • da una parte, si lavora nel settore della progettazione e della costruzione del corpo,
  • dall'altra, in quello della valorizzazione esclusiva del ruolo del puro robot-software, progettato per vivere solo nel ciberspazio.

I Robot Virtuali, realizzati a partire dal 1994, sono i primi robot industriali che sono stati costruiti in funzione della fabbrica in cui vivono: il cyberspazio.

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ex Machina – 1980 - 1984 … al Robot-Software

Post n°7476 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Paradossale che i primi Robot Intelligenti, in grado di vivere di vita propria ed eseguire certi lavori con un soddisfacente grado di autonomia e di intelligenza, per questo economicamente utili, siano Robot Virtuali.

 

  • non robot di fabbrica, imitatori di operai;
  • bensì robot-software, imitatori di bibliotecari (chiamati web crawler, arrampicatori della rete, o spider, ragni), che attraversano le pagine Web, seguendo i link ipertestuali che trovano nel testo, per raccogliere dati e informazioni sui contenuti delle pagine allo scopo di indicizzarle opportunamente nel database principale del motore di ricerca.

 

I Robot Virtuali apparsi a partire dal 1994, conseguentemente alla diffusione del WEB, sono più in generale programmi che accedono alla rete attraverso lo stesso tipo di canali utilizzati dagli utenti umani (pagine Web, social network, chat, videogiochi), con scopi vari ma in genere legati all'automazione di compiti che sarebbero troppo gravosi o complessi per gli utenti umani:

  • Nei social network, i Robot Virtuali fanno credere all'utente di comunicare con un'altra persona umana, ed è sempre più difficile distinguere un robot da una persona umana (esemplificazione alla massima potenza del test di Turing).

 

  • Nelle chat room i Robot Virtuali volgono svariati compiti, dallo spamming rivolto automaticamente a tutti gli utenti che entrano in chat, all'offerta di servizi di file sharing integrati nel sistema di chat, fino ad arrivare a svolgere il ruolo di "maggiordomi" delle stanze virtuali più sofisticate.

 

  • Nei videogiochi, soprattutto di genere sparatutto in prima persona, i Robot Virtuali sono personaggi controllati dal computer e che partecipano all'azione al posto di giocatori umani, avversari virtuali con cui allenarsi e fare pratica in assenza di avversari umani.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ex Machina – 1980 - 1984 … al Robot Virtuale

Post n°7475 pubblicato il 17 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Nella storia della robotica industriale c'è stato un periodo, l'inizio degli anni ottanta, in cui l'intelligenza artificiale è sembrata vicino alla realizzazione di robot industriali intelligenti.

Cosa l'ha impedito? Principalmente:

  • globalizzazione dell'economia;
  • drastica riduzione delle spese militari.

Gli obiettivi si sono ridimensionati, spostando l'attenzione:

  • dal robot copia dell'essere umano;
  • al robot copia di animali più semplici (scarafaggi, ragni, coleotteri).

 

Contemporaneamente è cambiato il paradigma tecnologico:

  • da quello dell'elettronica sposata con la meccanica, prevalente dopo la seconda guerra mondiale, su cui la robotica industriale si è fondata, che è andato via via evaporando;
  • a quello fondato sull'informatica, attualmente in auge, che ha prodotto la dematerializzazione del robot, rendendolo virtuale.

 

I nuovi Robot Virtuali:

  • non sono robot fisici, in grado di imitare il corpo degli esseri umani;
  • sono privi di fisicità, robot immateriali, in grado di "vivere" e "muoversi" solo nel ciberspazio.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso