Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 01/05/2017

 

Il linguaggio moderno dell’Architettura - Tridimensionalità antiprospettica

Post n°7729 pubblicato il 01 Maggio 2017 da sagredo58
 

Anche oggi si è ancora ossessionati dalla "facciata" di un edificio, dal suo "prospetto":

  • cui si concede una importanza esagerata,
  • studiato sempre in una bloccata simmetria centrale.

 

Zevi sottolinea invece come gran parte dei capolavori di architettura moderna siano invece restii a ridursi alla prospettiva centrale della propria facciata,

  • per liberarsi gioiosamente
  • su molteplici prospettive angolari, ricche ed espressive.

 

 

Per esempio l'angolo acuto di un edificio di una piazza è spesso la sua parte migliore ...

 

 
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Il linguaggio moderno dell’Architettura - Asimmetria e dissonanze

Post n°7728 pubblicato il 01 Maggio 2017 da sagredo58
 

L'asimmetria è il fondamento del codice moderno, in opposizione al fatto che la simmetria è quello del codice classico.

La simmetria, a ben vedere, è il procedimento più semplice e banale che si possa raggiungere:

  • forse non tutti gli edifici simmetrici sono banali, alcuni, se ben proporzionati, sono elegantissimi ed estremamente raffinati;
  • tutti quelli banali sono simmetrici.

 

La divisione in due di un edificio, in base ad un asse, generalmente verticale:

  • lo rende assolutamente semplice da comprendere:
  • esso immobilizza il movimento, non ha più altro da dire.

 

L'esempio di Zevi a riguardo è calzante, immaginate di dover appendere un quadro ad una parete:

  • se si appende in mezzo alla parete, dividerete in due lo spazio e lo impoverirete;
  • se si mette a due terzi, in altezza e larghezza, sarà estremamente più interessante.

 

 

Non sono per principio contro la simmetria, che ha un certo significato a livello strutturale, tuttavia è vero che gli edifici asimmetrici sono generalmente più "interessanti", più ricchi, più espressivi.

 

 
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Il linguaggio moderno dell’Architettura - Elenco delle funzioni

Post n°7727 pubblicato il 01 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Con questo nome criptico Zevi indica la necessità, propria non solo dell'Architettura, ma di qualsiasi altra attività umana, di "azzerare" la semantica dei segni e delle forme operando un'operazione di "risemantizzazione".

 

Si tratta di un procedimento basilare, che porta alla riformulazione del rapporto tra forma e funzione, per il quale:

  • un "segno" si svuota del suo significato originario e delle connotazioni che si sono aggiunte successivamente,
  • vera e propria "liberazione", per potersi nuovamente caricare di nuovi e più ricchi significati.

 

In questo modo ad esempio, una finestra:

  • non è più solo l'apertura rettangolare, costruita secondo le regole classiche;
  • può assumere qualsiasi forma, circolare, poligonale o altro, e qualsiasi "proporzione".

 

Siamo all'ABC dell'architettura.

 

 
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