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Messaggi del 12/05/2017

 

Borgate Romane ľ Emarginazione Fattuale

Post n°7766 pubblicato il 12 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Una tesi di dottorato discussa nel 2007, F. Salsano, Il Ventre di Roma. Trasformazione monumentale dell'area dei fori e nascita delle borgate negli anni del Governatorato fascista, fornisce una ricostruzione originale e attendibile del processo di ricollocamento delle famiglie coinvolte nelle operazioni di "sventramento" effettuate nel centro storico.

Essa allontana l'ipotesi, accreditata dalla letteratura critica del dopoguerra ma anche dalla pubblicistica fascista, di una deportazione di massa dalle zone demolite del centro verso le borgate ufficiali, nelle quali sarebbero invece prevalsi:

  • baraccati,
  • immigrati,
  • sfrattati per fine locazione.

 

Le borgate in questione servivano per alloggiare famiglie allontanate da altrettante baracche che contemporaneamente si demoliscono.

Molti casi di sfratto per demolizione di alloggi nel centro storico si conclusero con una trattativa con gli organi preposti tesa ad ottenere un'indennità con la quale accedere ad una sistemazione privata, il cui esito differì a seconda dello status sociale del richiedente.

 

Questo non esclude affatto che una parte dei borgatari dei primi anni Trenta provenisse effettivamente dalle zone centrali colpite dagli sventramenti, ma si trattò di una quota sicuramente marginale rispetto a quanto finora supposto. 

 

 
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Borgate Romane ľ Emarginazione Ideologica

Post n°7765 pubblicato il 12 Maggio 2017 da sagredo58
 

A Roma le borgate ufficiali sono quegli insediamenti urbanistici di edilizia popolare realizzati a tra il 1924 ed il 1937 in quelle che allora erano le zone dell'Agro Romano, lontane dal centro abitato della capitale.

 

Rispetto ai borghetti, agglomerati spontanei di poche case, e alle borgate spontanee, costituitesi senza piano regolatore, quelle ufficiali furono espressamente pianificate allo scopo di trasferirvi i residenti delle vecchie case del centro storico, oggetto di demolizioni e ristrutturazioni urbanistiche.

 

A corollario di questa azione di “deportazione”, il regime fascista si propose di creare un netto distacco tra la città e la campagna.

Gli abitanti delle zone sventrate del centro, in gran parte artigiani, il cui alloggio era spesso sopra la bottega a filo del piano stradale, vennero di fatto enucleati dalla vita cittadina, in quanto ritenuti non idonei a vivere nella nuova dimensione urbana, quella civile, cui si contrapponeva quella rurale alla quale furono destinati.

 

 

Emarginati prima ideologicamente, i vecchi abitanti del centro storico furono poi emarginati di fatto, quando, via via che le nuove borgate ufficiali nascevano, essi presero possesso dei nuovi alloggi distanti anche molti chilometri dal centro di Roma.

 

 
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Borgate Romane

Post n°7764 pubblicato il 12 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Fin dalla sua instaurazione, nel 1922, il fascismo aveva manifestato il proposito ideologico di ridare a Roma il ruolo e la veste che essa aveva ai tempi dell'Impero.

Per enfatizzare la nuova funzione della Capitale, la retorica dell'epoca, si proponeva di trasformare la città, e, soprattutto, il suo centro storico.

Serviva una "scenografia" che facesse da sfondo ai monumenti celebrativi del regime fascista e delle future radiose sorti dell'Italia e del suo millantato impero.

 

Per far questo era necessario dar luogo a una serie di demolizioni del vecchio centro.

Progetti importanti, mai realizzati, prevedevano di tutto:

  • l'allargamento di Via del Tritone;
  • un nuovo asse viario parallelo a via del Corso, che passasse per la Fontana di Trevi;
  • un tunnel sotto al Pincio per collegare la zona del Galoppatoio di villa Borghese con via Cola di Rienzo e Piazza del Risorgimento;
  • l'allargamento delle strade intorno a corso Vittorio Emanuele II e ponte S. Angelo.

 

Delle tante demolizioni proposte, qualcuna avrebbero trovato pratica attuazione:

  • quelle intorno a piazza Navona, che diedero origine a Corso del Rinascimento;
  • le case della cosiddetta "Spina di Borgo", sulla riva destra del Tevere, al cui posto sorse via della Conciliazione, appositamente creata per commemorare il Concordato tra Stato e Santa Sede dell'11 febbraio 1929.

 

Demolizioni a parte c'è un altro dato che è necessario considerare, nel giro di un decennio, dal 1921 al 1931, Roma passò da 691.661 a 1.008.083 abitanti, un aumento superiore al 45 %; nel 1936 arrivò a 1.179.0371 abitanti.

 

Questa la necessaria premessa che permette di rispondere alla domanda:

Cosa sono e quali sono le borgate ufficiali a Roma?

 

 

 
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