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Messaggi del 15/05/2017

 

Borgate Romane – Tor Marancia, quali elementi peggiorativi?

Post n°7775 pubblicato il 15 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Tor Marancia, confrontata alle prime borgate costruite, Prenestina, Teano, Primavalle, seguita da Sette Chiese ed Appio, mostrava molti elementi peggiorativi:

  • a partire dalla conformazione del disegno geometrico, assimilabile ad un campo di concentramento;
  • lo spazio vitale di una famiglia era ridotto a un solo vano, senza nemmeno la cucina, le pietanze venivano spesso cucinate all'aperto, sopra improvvisati fornelli di pietre o mattoni;
  • l'altezza delle baracche era più bassa di quasi un metro, le fondazioni spesse appena 20 centimetri;
  • non vi era solaio, solo un pavimento in terra battuta;
  • con c'era un gabinetto interno.

 

Tutti aspetti, soprattutto quello dei servizi igienici, che impresse certamente un contrassegno "disonorevole" e condizionò in negativo la percezione che i residenti ebbero della propria abitazione.

 

Va precisato che le disavventure abitative sopportate dai residenti perlomeno non comportavano il pagamento dell'affitto!

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, che tipo d’abitazioni?

Post n°7774 pubblicato il 15 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Dal contratto della ditta costruttrice del 1933 è possibile individuare i vari tipi di baracca realizzati, differenti tra loro per il numero dei singoli alloggi abbinati:

  • la metratura per ogni locale era tipicamente di 4,60 x 3,50 metri, mai più di 4 x 4 = 16 metri quadri;
  • pavimenti in terra battuta, con un altezza dei locali di 2,20, quella tipica delle porte di oggi;
  • ogni locale aveva una sola finestra di 1,25 x 0,90 metri;
  • il costo andava dalle 1.420 alle 1.600 lire a vano, oggi l'equivalente di 1.400 euro a vano.
  • prevista la costruzione di 362 vani;
  • previsto un lavatoio composto da 20 vasche;
  • previsti sette gabinetti comuni, esterni ai locali abitativi, ognuno dei quali formato da quattro latrine;
  • piccoli giardini-orti circondavano le case.

 

Nella borgata trovarono alloggio per primi i dimoranti dell'ex pastificio Costa di via Portuense e le 136 famiglie del ricovero di piazza Guglielmo Pepe, entrambi chiusi, seguite dalle famiglie provenienti da un baraccamento situato in un avvallamento del terreno tra via della Stazione di San Pietro e via delle Fornaci.

 

Nella borgata si ritrovarono a vivere nel 1933 un migliaio di nuclei familiari, circa 5.000 persone.

Facciamo due conti, ne risultano:

  • 14 persone per locale;
  • 1 persona per poco più di un metro quadro coperto;
  • 178 persone ogni latrina;
  • 250 persone per vasca del lavatoio;
  • 100 euro a persona di investimento.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, quando è costruita?

Post n°7773 pubblicato il 15 Maggio 2017 da sagredo58
 

Tor Marancia fu costruita a partire dal 1933, nell’omonima via, oggi prossima alla sede della regione Lazio a piazza dei Navigatori, nell’attuale quartiere Ardeatino, in prossimità di altri campi ufficiali, limitrofa alle case popolari già costruite in via delle Sette Chiese.

 

La collocazione delle baracche di Tor Marancia avvenne in una zona fortemente depressa, esposta ad una fortissima umidità, a continui allagamenti durante i periodi di pioggia e al flusso di acqua piovana proveniente dalla collina sovrastante.

 

La borgata, fin dall’inizio della sua costruzione, fu costantemente sottoposta a lavori di risanamento, necessari a contenere gli svantaggi strutturali dei terreni su cui sorsero.

 

Seguirono i lavori di riparazione e regolarizzazione della sagoma delle strade e volti al rialzamento del livello delle parti più in declivio, la costruzione di due alti fossi per il drenaggio delle acque, l’apposizione di “gocciolatoi alle finestre dei ricoveri per impedire l’entrata dell’acqua piovana”.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, dov’è?

Post n°7772 pubblicato il 15 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Rimane da capire perché mi sono posto la domanda:

Cosa sono e quali sono le borgate ufficiali a Roma?

 

Anche perché adesso m'interesserò di solo una di esse, quella di Tor Marancia, che, a guardarla oggi, appare come uno dei tanti quartieri ex periferici di Roma:

  • troppo distante dalle mura antiche per definirlo "centrale";
  • al tempo stesso troppo lontano dal Grande Raccordo Anulare per considerarlo ancora un quartiere di periferia.

 

Il nome di Tor Marancia deriva dal latino Praedium Amaranthianus, cioè fondo di Amaranthus, un liberto del II secolo d.C.

La torre originale, oggi scomparsa, si trovava a breve distanza dall'Ardeatina. Quella presente attualmente, che si trova sulla strada omonima è, in realtà, la Torre delle Vigne (o di San Tommaso).

La tenuta di Tor Marancia ò nota almeno fin dal secolo XV quando era conosciuta anche come casale delle Peschiere ed era posseduta da alcune famiglie quali i Porcari, i Tebaldi, i Conti e i Leni che in parte la cedettero all'Ospedale del Salvatore.

 

Con una superficie di circa 253 ettari la tenuta di Tor Marancia appartenne ininterrottamente dalla fine del secolo XV alla metà del XIX secolo alla Confraternita del S. Salvatore che gestiva l'ospedale di San Giovanni, uno dei più grandi dell'Italia Centrale.

 

 
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