Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Ultime visite al Blog

estinetteelab79Sono44gattinfilax6.2sagredo58Web_LondonLutero_Paganoarw3n63lascrivanaclaudio.cagnoliciuccionestupidocaiodentatodrMelchiondaperla_conchigliapaolo.968
 
 

Contatori e Contati

 
Citazioni nei Blog Amici: 89
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

Mobile

Seguimi su Libero Mobile

 

Riconoscimenti

sito internet

 

Motori di ricerca

motori di ricerca

 

Messaggi del 09/06/2017

 

Scoperta di un luogo suggestivo – Rinascita e Movida, ‘900

Post n°7856 pubblicato il 09 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

Dal 1975, dopo la chiusura del fulcro produttivo rappresentato dal Mattatoio, Testaccio inizia una lenta rinascita.

Un secolo dopo la loro costruzione gli appartamenti popolari sono diventati appetibili e sono contesi sul mercato immobiliare a prezzi esorbitanti, ciononostante il quartiere rimane semplice nel suo stile di vita.

 

Dagli anni ‘90, Testaccio svolge un ruolo attrattivo, pieno di risorse artistiche, luoghi di divertimento,

Appare, soprattutto per chi non ci vive, il posto giusto dove fare movida o consumare un brunch.

 

In questo modo la tradizione goliardica di Monte Testaccio è arrivata sino ai nostri giorni, anzi nel tempo si è ampliata.

Una discarica della prima età imperiale romana frutto di antichi commerci oleari, poi divenuta meta di pellegrinaggi religiosi e divertenti baccanali popolari, ancora sede di romantiche scampagnate ed indagini archeologiche, poi di frustrate ambizioni industriali, è oggi ancora luogo di tradizione goliardica, luogo di moderna movida, ancora collocata nei famosi grottini.

 

Grottini oggi trasformati in locali, discoteche, pub, ristoranti di nicchia …

E non solo.

Non solo?

 

Tocca ancora arrivare al luogo suggestivo che ho scoperto.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Scoperta di un luogo suggestivo – Sogno Industriale interrotto, ‘900

Post n°7855 pubblicato il 09 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

 

Testaccio dal 1921 diventa il nome del XX rione del centro storico di Roma.

Il sogno di una Roma industriale appassisce in fretta, di questo periodo rimangono poche tracce, quasi tutte a Testaccio e nel limitrofo quartiere Ostiense.

  • il ponte di ferro dell'industria, costruito nel 1862, tutt'ora in uso;
  • il mattatoio, costruito nel 1872 e chiuso nel 1975, ospita il Museo MACRO;
  • lo stabilimento Mira Lanza costruito nel 1899 e chiuso nel 1957, purtroppo ancora abbandonato;
  • il gasometro, costruito a partire dal 1910 e inutilizzato dalla fine degli anni '60;
  • la centrale elettrica Montemartini del 1912, oggi convertita in museo.

 

Nel 1931 si attua la sistemazione a verde di Monte Testaccio su progetto dell'architetto De Vico.

Dalla sommità del monte si vede il complesso del Gasometro sulla via Ostiense, raro caso in cui il contrasto fra antico e moderno si risolve felicemente.

Negli stessi anni '30 la squadra di calcio della Roma s'allena nel suo mitico campo di calcio ... Campo Testaccio!

 

Durante la Seconda Guerra Mondiale su Monte Testaccio è installata anche una batteria antiaerea, smantellata alla fine del conflitto.

Tuttora visibili sulla cima i resti di quattro basamenti per cannoni antiaerei.

 

Dopo la guerra, quella di Testaccio è la storia di un sogno interrotto!

Testaccio si potrebbe definire "un paese all'interno di una città", che è Roma.

Per molti anni il quartiere rimane una zona isolata e sovraffollata, pur con l'intervento massiccio dell'Istituto per le case popolari.

Diviene luogo degradato, ai margini del centro storico.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Scoperta di un luogo suggestivo – Annà a Testaccio a divertisse, ‘800

Post n°7854 pubblicato il 09 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

 

Un sonetto di Gioachino Belli del 13 settembre 1835, intitolato "L'incontro de le du' commare", racconta di una donna che impegna una coperta al Monte di Pietà per avere i soldi necessari alla bisboccia fa fare a Testaccio.

«Oh, addio, commare: indove vai de cqua?»

«A ssentí mmessa a Ssant'Ustacchio. E ttu?»

«Io esco mó da casa, e ttiro in giú

verzo er Monte». «Che mmonte?» «De pietà».

 

«E cco sta presscia? E cche cce vai a ffà?»

«Eh, a rrifrescà sti peggni. «E cche cciài sú?»

«Ciò4 una cuperta trapuntata, e ddu'...».

«Ho ccapito. E pperché le lassi llà?»

 

«Pe nnun poté speggnalle». «E pperché? di'».

«Ma ssei curiosa tu co sti perché!

Perché nun ciò cquadrini, eccola cqui».

 

«Ma pperché ll'impeggnassi?» «Oh questa mó

è ppiú bbuffa dell'antra!». «Inzomma, ebbè?»

«Pe annà a Ttestaccio a ddivertímme un po'».

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso