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Messaggi del 12/06/2017

 

Scoperta di un luogo suggestivo – Chi costruisce il teatro, 1923-2007

Post n°7864 pubblicato il 12 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

 

Chi ha costruito questo teatro nasce nel 1923 a Bologna.

Si dedica ancora adolescente all'attività teatrale, nel dopoguerra, acquisisce una solida formazione pittorica.

 

Come allievo di Giorgio Morandi progetta le prime scenografie, per il Centro Universitario Teatrale di Bologna, mentre si dedica contemporaneamente a creare immagini per pubblicità cinematografiche.

 

Nel 1952 inizia uno straordinario sodalizio artistico con Giorgio Strehler, nascono i grandi spettacoli che hanno rinnovato la scena, tra questi per me primeggia Vita di Galileo di Brecht, che prima d'allora non era mai stato rappresentato in Italia, come anche: "L'anima buona di Sezuan" ancora di Bertolt Brecht, "Il giardino dei ciliegi" di Cechov, "La Tempesta" di Shakespeare, "Il campiello" e "Le baruffe chiozzotte" di Goldoni.

Altri registi lo vogliono per disegnare le scene e i costumi dei loro spettacoli: Fersen, Squarzina, Puecher, Missiroli, Planchon, Enriquez, Jean Vilar, Vittorio Gassman.

Altro legame si crea con Luca Ronconi, con il quale mette in scena "Gli uccelli" e "Orestea" a Vienna, "Don Carlo di Verdi" per il bicentenario della Scala.

Con "Macbeth" per la Deutsche Oper di Berlino, inizia di un'intesa artistica profonda e duratura anche con Giuseppe Sinopoli, direttore d'orchestra.

 

Si dedica anche all'opera, i suoi spettacoli vengono accolti nei più importanti teatri lirici: La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, l'Arena di Verona, e poi Amburgo, Vienna, Salisburgo, Buenos Aires.

 

Approda infine all'esperienza di regia teatrale, principalmente svolta all'interno del teatro che si è costruito nel decennio 1981-1991, suo luogo elettivo di sperimentazione scenografica e teatrale.

 

Dopo aver compiuto una rivoluzione nella scena del Novecento, comprende che questo non è ancora il suo teatro ideale, analizzato e studiato nell'arco di mezzo secolo lo strumento di lavoro "palcoscenico più sala" il cui "schema" appartiene all'edificio del Teatro Tradizionale Italiano vecchio di quattrocento anni, dal 1988, diventa architetto teatrale per inventare la scena-teatro ininterrotta del Teatro che si è costruito e fonda un'associazione teatrale con Luca Ronconi e Giuseppe Sinopoli.

 

Incita al dovere essere curiosi, allo sperimentare, al pensare, al capire ...

Quello che lui stesso ha fatto per tutta la sua vita.

 

Muore nel 2007 a Roma.

Dopo una breve malattia del corpo le cui origini risiedevano profondamente in un animo provato da anni di lotte impari e solitarie per far vivere il suo Teatro di Documenti.

Muore come uomo integro e coerente, che non ha mai mercificato, né talento, né idee, una mosca bianca nel nostro paese imbastardito di opportunismo, in cui questa dote viene interpretata più come ingenuità che per levatura morale. 

 

 
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Scoperta di un luogo suggestivo – Tempio Popolare

Post n°7863 pubblicato il 12 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

 

Un teatro tempio, che cerca di ricomporre le mille sfaccettature di una personalità artistica complessa, capace di lasciare un segno profondo e duraturo nel panorama teatrale italiano ed europeo.

Spazio che diviene splendida cornice della sintesi teorica di una ricerca durata 60 anni, che costituisce/costruisce astrazioni geometriche che vanno oltre la scena, per citare uno scritto di chi questo teatro ha creato:

  • bozzetti di scene e costumi, montati su supporti di legno e incorniciati con nastro di carta marrone a evidenziare la loro natura di strumenti di lavoro e non di quadri;
  • disegni tecnici, fotografie di scena, materiale video, lettere, elementi di scena di spettacoli;

 

Un teatro popolare, per tutti, un "teatro della partecipazione", in cui lo spazio non separa spettatori ed attori ma li ingloba in un tutt'uno.

Spazio che ospita intriganti spettacoli: MC & Lady, Sipari di Autoritratto, Amleto, Il Padre de li santi, Mandragola, Baccanti, Sonetti lussuriosi.

 

 
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Scoperta di un luogo suggestivo – Impossibile Irregolare

Post n°7862 pubblicato il 12 Giugno 2017 da sagredo58
 
Tag: Roma, teatro

 

Un teatro irregolare ...

In un teatro quasi tutto è "omologato", orrendo termine che inneggia alla noia, e "regolare", ovvero prevedibile.

Questo "gioiello architettonico", tutto è tranne che "regolare" ma la possibilità di fare Teatro c'è ed è quello che conta.

 

Un teatro impossibile ...

Certamente già a prima vista lo è: l'ingresso è piccolo, poco importante.

Lo spiazzamento è totale, alcuni, me incluso, si chiedono "dov'è il Teatro?".

Impossibile cercare di capire, tentare di indovinare quali potrebbero essere state le motivazioni di chi l'ha costruito ...

Se si rimane puramente spettatore il desiderio, di molti, è solo quello di trovare una poltrona, un posto a sedere.

Quando ci si inoltra nei meandri, tra gli specchi, si sta al gioco dello spettacolo, quasi ci si immedesima come attore. 

 

 
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