Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 11/07/2017

 

Miniera su un Palcoscenico – Osservare l’energia maschile

Post n°7946 pubblicato il 11 Luglio 2017 da sagredo58
 

La Linke è l’autrice della coreografia.

Soprattutto protagonista di quello sguardo che si posa sugli uomini al lavoro, mantenendosene separato e distante:

E' affascinante osservare l'energia maschile dall' esterno.

L'ho fatto senza esercitare nessuna ironia, ma con l' attenzione di uno scienziato: volevo mostrare ciò che vedevo.

Un universo maschile che non guarda che dritto davanti a sé, e non si cura mai della destra o della sinistra.

In un mondo che sta precipitando, l' attitudine maschile è cieca.

 

Non vi è nulla di eroico, di epico, nella fatica fragorosa a cui Ruhr-Ort costringe i suoi interpreti, né nelle pause popolate di cameratismo ruvido: scherzi, boxe, vanterie diverse, che in esso si aprono.

Né vi è una conclusione che possa essere inequivocabilmente interpretata quando, verso il finale, in alto sopra il boccascena iniziano a sfilare, appesi, abiti di lavoro e caschi di sicurezza, fantocci svuotati, spoglie della fatica.

Dice la Linke:

 

Non rimane che chiedersi se quella a cui si sta assistendo è l' ultima possibile marcia dei lavoratori o semplicemente la marcia funebre di tutti i lavoratori del mondo faccia a faccia con la morte.

 

 
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Miniera su un Palcoscenico – Pesantezza, fatica, rischio

Post n°7945 pubblicato il 11 Luglio 2017 da sagredo58
 

Dal 1991, contestualmente al primo spettacolo della Linke il vento è cambiato, quelli che erano stati pozzi, torri di estrazione e batterie dei forni delle miniere, oggi sono monumenti e testimonianze della storia industriale della più grande conurbazione della Germania dove si promuove cultura.

Di conseguenza, se già nel 1991 quello della Linke è stato uno spettacolo innovativo, oggi porta con se un messaggio ancora più critico.

 

Ruhr-Ort in Renegade, del 2017, è il nuovo titolo che affianca la parola “rinnegato” a quello del precedente spettacolo, quasi a voler ricordare che ripudiando il passato non si può proseguire: lo sfruttamento esiste ancora, non solo in miniera dove non batte il sole.

 

Oggi ne sono gli interpreti otto uomini, vestiti in abiti di lavoro e grosse scarpe di sicurezza: sono danzatori e mimi.

Anche se la loro azione, il loro ruolo nello spettacolo, è indistinguibile, dice ancora la Linke:

La parte è a tal punto faticosa che occorrono sulla scena interpreti robusti e disposti a tanto.

 

Le mazze ferrate che gli interpreti battono ritmicamente al suolo, le barre d'acciaio sollevate e lasciate cadere pesantemente, fragorosamente , le lamiere accatastate, sono tutti oggetti di scena realmente molto pesanti.

Li ha realizzati un artista che lavora nella Ruhr, le barre d'acciaio, pesano ciascuna 36 chilogrammi, la fatica e il rischio non sono solo verosimili.

 

 
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Miniera su un Palcoscenico – Ruhr-Ort

Post n°7944 pubblicato il 11 Luglio 2017 da sagredo58
 

La Ruhr è la regione della Germania che, dalla rivoluzione industriale di fine ‘800 agli anni ‘60, contribuì ad arricchire notevolmente la Germania.

Luogo messo al centro d'ogni sfruttamento, terra scavata ovunque, per estrarne carbone, ferro, pesantemente industrializzata per trasformare carbone e ferro in acciaio, miniere e fonderie, vantava la più alta concentrazione di miniere e  altiforni della Germania.

Il vecchio bacino della Ruhr, con le sue miniere di carbone e i suoi minatori, è ormai un simbolo della Storia, con altri volti, altre lingue e altri ritmi da sentire.

Tra gli anni ’60 e ’80 questa regione della Renania, al confine col Belgio, ha visto un precipitoso declino economico, con la chiusura degli impianti di estrazione e delle fabbriche raggiungendo uno dei tassi di disoccupazione più alti del Paese.

 

Non meraviglia che lo spettacolo Ruhr-Ort affronti il tema del lavoro in miniera e in fabbrica.

 

La storia di Ruhr-Ort è quella di una sponsorizzazione mancata, come racconta la Linke:

Qualcuno mi suggerì che uno spettacolo che avesse per tema l' industria, avrebbe ottenuto un grosso contributo dalla Krupp Corporation.

E dunque, all' inizio di tutto, c' è l' idea di uno spettacolo contenitore, per una sponsorizazione.

Per farlo, ho iniziato il mio viaggio nell' industria della Ruhr, sono scesa nel mondo infero dei pozzi minerari e degli altoforni, in un mondo per me sconosciuto.

Ebbi un impatto molto violento.

 

 

Tanto che la Krupp, la maggiore induria dell’acciaio tedesca, spaventata dal progetto, ritirò la sponsorizzazione. L’allestimento di Ruhr-Ort, rimasto senza sostegno economico, ha atteso due anni.

 

 
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