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Messaggi del 03/08/2017

 

La Fleur - Immersione Esperita

Post n°7994 pubblicato il 03 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Nel Teatro Immersivo spettatori ed attori sono in costante movimento all'interno del "luogo teatrale":

  • lo spettatore indossa una maschera, bianca, non si siede, s'aggira nei vari ambienti in cui il "luogo teatrale" si struttura;

  • diverse scene si svolgono simultaneamente, in ambienti separati, più o meno contigui, ripetute più volte nel corso del tempo, per facilitarne la fruizione da parte di chi all'andata in scena fosse da un'altra parte.



Esperire il Teatro Immersivo, soprattutto la prima volta, significa per questo:

andare a teatro come illusi spettatori,

senza trovarvi prefissati posti a sedere,

magari, a tratti, accomodandosi sulle sparse sedute di scena,

per ritrovarsi catapultati, ignari, girovaganti, su un dissolto palco che non c'è,

in apnea in un tempo spezzettato, ricomponibile a piacere, senza garanzia di riuscirvi,

inconsapevoli coprotagonisti,

ficcati all'interno di una storia che non si conosce,

a fianco di chi l'interpreta,

dovendo (altrimenti perché si è qui?) cercare di capire,

o, meglio, tentare di (ri)costruire, cosa accade,

inseguendo l'azione rappresentata,

così come la propria curiosità, le sensazioni indotte, gli stimoli offerti,

interagendo, sporadicamente, con i veri attori,

a tratti istigatori, provocatori, seduttori, plagiatori,

solo a fine spettacolo, senza uasi capire quando accade,

ricordando all'improvviso, d'essere spettatori,

applaudendo, per questa tardiva autocoscienza, i veri attori,

ancora al proprio fianco, sull'inesistente palco,

ricevendo in cambio saluti, domande sull'effettivo gradimento dello spettacolo,

accogliendo infine le loro suadenti parole,

quelle che promuovono gli spettatori,

che li rendono corresponsabili del successo dello spettacolo degli attori.

 

 

 
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La Fleur - Distruzione della “Quarta Parete”

Post n°7993 pubblicato il 03 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

All'inizio del '900, le prime cannonate sulla "quarta parete" vi aprono brecce:

  • con la teoria di Bertolt Brecht del "teatro epico", che prevede un personaggio che si rivolge direttamente agli spettatori;

  • sviluppata in contrasto con la "teoria del dramma" di Konstantin Stanislavski,

  • con gli spettatori che riconoscono attivamente che quello che stanno vedendo è finzione, grazie a questo personaggio di rottura e al suo dialogo a loro (che non dovrebbero esserci) rivolto.

Si produce così un effetto stridente con l'intenzione teatrale di rappresentare la realtà, che costringe lo spettatore a vedere la finzione teatrale sotto una nuova luce:

  • guardandola meno passivamente, pensando in modo più critico a ciò che guarda,

  • quello che Brecht chiama "effetto di alienazione".

 

In Italia, negli anni '20 Luigi Pirandello adotta la tecnica di Brecht in molte delle sue opere,

  • in Sei personaggi in cerca di autore, del 1921, fa entrare gli attori in platea, per recitare anche in mezzo al pubblico.

  • In Ciascuno a suo modo del 1924 e in Questa sera si recita a soggetto del 1930, occupa foyer, ingresso e sala, facendo interagire gli attori con gli spettatori, lasciando a quest'ultimi la scelta e la responsabilità di cosa udire e vedere in alcuni momenti dello spettacolo.

 

All'inzio degli anni '60 Umberto Eco, nel saggio Opera Aperta, analizza una tipologia di opera, spettacolo, narrazione, che si presenta allo spettatore come una struttura modulare aperta, il cui universo semantico si costruisce sulla possibilità di fruizione, esattamente quello che accade nel Teatro Immersivo.

DA questi stessi anni '60 le performance del Living Theatre e di molti altre compagnie hanno cercato di abbattere in ogni modo possibile la "quarta parete".

 

Alla fine del '900 poi succede di tutto:

  • dagli anni '60 le performance del Living Theatre e di molti altri hanno cercato di abbattere in ogni modo possibile la "quarta parete";

  • negli anni '70, come visto il Wargame vira a Gioco di Ruolo;

  • negli anni '80 contribuisce anche la Realtà Virtuale;

  • negli anni '90 si aggiungono le esperienze videoludiche interattive;

  • dagli anni '00 Realtà Virtuale e Videogiochi sono entrambi rincorsi dal Cinema 3D.

 

Non c'è poi troppo da sorprendersi che, all'inizio del terzo millennio, anche il teatro, avvantaggiato rispetto al cinema o allo schermo di un PC, dall'essere già nativamente in 3D, si adegua divenendo Teatro Immersivo:

  • riproponendo l'idea di abbattimento della "quarta parete";

  • aggiungendo altri ingredienti di cui si parlerà, elementi che, presi singolarmente, non costituiscono una novità, ma che, tutti insieme, producono un'esperienza immersiva del tutto nuova.

 

Prendendo in prestito una citazione di Eco, tratta dal già citato saggio Opera Aperta:

... Ogni fruizione è così un'interpretazione e un'esecuzione, poiché in ogni fruizione l'opera rivive in una prospettiva originale ...

si può affermare affermare che:

Il Teatro Immersivo si configura come una nuova forma accattivante del fare teatro nel XXI secolo, i cui presupposti estetici sono fondati su radici ben consolidate, lungi dall'essere innovative.

 

 

 
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La Fleur - Costruzione della “Quarta Parete”

Post n°7992 pubblicato il 03 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Gli storici del teatro potrebbero contestare l'affermazione per cui il Teatro Immersivo nasce all'inizio del terzo millennio, affermando che non si tratta di una nuova invenzione. Anzi.

La concezione per cui lo spettatore dovrebbe sedersi su una comoda poltrona numerata in platea, stare in silenzio, lasciare che lo spettacolo scorra dinanzi ai suoi occhi, dietro alla "quarta parete", come se questa fosse lo schermo di un cinema, è relativamente recente.

Semplificando di molto la storia del teatro identifico le seguenti tappe ...

 

Nel teatro dell'antica Grecia il pubblico partecipa rumorosamente:

  • urlando,

  • gemendo,

  • protestando,

  • inveendo.

 

Il teatro medievale è, in buona parte, site-specific:

  • lo spazio teatrale non è nettamente definito, essendo illuminato dalla luce naturale;

  • lo spettatore può andare e venire a piacimento,

  • lo spettatore può persino disturbare, rivolgendo battute agli attori, dai quali ci si attende una risposta.

 

Nel '700, s'innalza la "quarta parete":

  • come teorizzato da Denis Diderot in un saggio del 1758, De la poésie dramatique;

  • a rimarcare la necessità di una recitazione più realistica;

  • presupponendo che, nascondendo il pubblico dietro la "quarta parete", l'attore dimentichi la presenza degli spettatori.

 

Nell' '800, la "quarta parete" addirittura si consolida:

  • grazie alla "teoria del dramma" di Konstantin Stanislavskij;

  • al conseguente avvento del realismo o naturalismo teatrale, un movimento artistico europeo che interessa arte, letteratura e teatro, che ha l'ambizione di creare l'illusione della realtà attraverso una serie di strategie teatrali fondate sulla "quarta parete" (come accade nelle opere Tre sorelle di Anton Cechov e Casa di bambola di Henrik Ibsen);

  • complice l'avvento a fine secolo dell'elettricità, che permette un maggior controllo delle fonti luminose, cosa che permette di isolare la scena ed il palco, dalla platea, favorendo una netta distinzione di ruoli, tra attore e spettatore, costringendo alla frontalità dell'esperienza.

 

 

 

 
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