Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

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Messaggi del 04/08/2017

 

La Fleur - Intriganti Sfide

Post n°7997 pubblicato il 04 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

La liberazione dello spettatore, di ogni spettatore, genera due problemi:

  • lo spettatore non potrà vedere tutto;
  • gli spettatori sono liberi di muoversi ed invadere la scena.

 

Quella dello spettatore sarà un'esperienza:

  • giocoforza parziale, anche considerando l'eventuale ripetizione delle scene attuata per limitare il fenomeno;
  • al tempo stesso anche unica.

 

Gli spettatori sono una nuova variabile in più da dover gestire, in conseguenza della mancanza di un percorso spaziale e temporale (spaziotemporale?) prestabilito.

 

Questi problemi pongono intriganti sfide:

  • il primo problema deve essere risolto dall'autore, a priori rispetto all'andata in scena;
  • il secondo riguarda gli attori e, più in generale, la produzione, nel corso di svolgimento dello spettacolo.

 

Andiamo a vedere queste sfide come sono affrontate.

 

 
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La Fleur - Spettatore Mascherato

Post n°7996 pubblicato il 04 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

La liberazione dello spettatore nel Teatro Immersivo passa anche per il suo mascheramento.

Il bianco, somma di tutti i colori, espressione di neutralità, è il colore della maschera consegnata allo spettatore al momento dell'esibizione del biglietto.

 

La maschera teatrale nasce per indicare personaggi stilizzati, nella Commedia dell'arte, in Italia, nel XVI secolo, che si esprimono con gesti codificati, così rendendo più espressivo il corpo privato dei tratti somatici.

Non è questo lo scopo della maschera nel Teatro Immersivo, qui la maschera bianca accompagna imperativamente (scomodamente per chi porta gli occhiali) lo spettatore per l'intero spettacolo, chi la indossa:

  • non la può togliere;

  • non può parlare, né con gli attori, né con gli altri spettatori.

Così ogni spettatore, traguardando attraverso la sua maschera, si trova realmente immerso in una massa indefinita di volti coperti da claustrofobiche maschere bianche di plastica.

 

In questo modo la maschera, fedele compagna dello spettatore, diviene il più importante elemento scenico del Teatro Immersivo, nonostante ci siano molti altri oggetti ed arredi che caratterizzano il "Luogo Teatro".

 

 

La maschera assolve più funzioni:

  • innanzitutto marca una separazione, abolita la linea di demarcazione tra palco e platea, messi tutti nello stesso "Luogo Teatro", fa urlare a chi l'indossa "sono uno spettatore!", gli fornisce protezione al pari di una poltrona numerata in platea; gli attori non la indossano; lo staff che sorveglia, gestisce l'eventuale emergenza, e a volte inibisce l'ingresso in un ambiente, indossa una maschera nera;

  • poi cela dietro un anonimato, permette allo spettatore di non essere riconosciuto, innanzitutto dai propri amici o compagni con cui è andato a teatro, poi dagli attori, infine da se stesso;

  • conseguentemente difende lo spettatore, coprendo, oltre la sua identità, eventuali sudorazioni, rossori, espressioni di pudore, mimiche facciali che dovesse ritenere inadeguate;

  • al tempo stesso accentua la spudoratezza dello spettatore, l'anonimato è anche utile per trasgredire, per agire secondo leggi che non si comprendono, che non fanno parte della propria morale etica.

 

La maschera attanaglia lo spettatore che la indossa, ciò nonostante gli enfatizza una costante, ineliminabile, sensazione d'inadeguatezza:

  • nessuno sa realmente cosa fare in tutto quello spazio.

  • qualcuno si lascia andare,

  • qualcuno è infastidito,

  • c'è perfino chi si ritrae dal "Luogo Teatro", di fatto fuggendo se stesso più che lo spettacolo.

 

 

 

 
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La Fleur - Spettatore Liberato

Post n°7995 pubblicato il 04 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Il Teatro Immersivo libera lo spettatore, lo svincola dalle convenzioni, lo emancipa.

Innegabile, inevitabile un iniziale spiazzamento:

  • l'esperienza del teatro tradizionale è decisamente diversa;

  • ogni cosa appare inizialmente difficile;

  • non appena si comincia a capire il meccanismo,si inizia, decisamente, a divertirsi.

 

 

Soprattutto il Teatro Immersivo permette allo spettatore di scegliere:

  • decidere dove andare, se vagabondare tra le varie scene, se esplorare il "Luogo Teatro", se ancora imbattersi a casaccio in allestimenti ed esibizioni; o non andare, volendo evitare situazioni ritenute spiacevoli, inadeguate a se stessi;

  • selezionare cosa guardare, se restare sempre nella stessa stanza, per vedere tutto quello che vi accade dentro; o non guardare perché in qualche modo infastiditi;

  • inseguire un personaggio, mentre recita, da una scena all'altra, per non perdersi anche i suoi più piccoli dettagli e movimenti;

  • lasciandosi guidare dal proprio intuito, dall'istinto, per appassionarsi ad un filone narrativo, una delle diverse storie intrecciate;

  • concentrare la propria attenzione solo su una scena alla volta, mettendole in sequenza, così da crearsi un proprio personale percorso narrativo.

 

La liberazione dello spettatore gli apre un vasto ventaglio di sensazioni che si accavallano e si susseguono:

  • coinvolgimento ed eccitazione del vivere un'avventura;

  • ipersensibilizzazione ai dettagli scenografici e narrativi;

  • trepidazione verso la scoperta dell'ignoto;

  • frustrazione nel non riuscire a capire, o motivazione alla conferma di un'intuizione;

  • sconforto nel non portare a termine gli eventuali minimali compiti assegnatigli, o soddisfazione in caso contrario;

  • stress per l'incapacità di sentirsi all'altezza dell'interazione richiesta,

  • delusione del non riuscire a capire parte della storia storia.

 

Gli spettatori, chi timidamente chi no, agiscono all'interno della scena:

  • credendo di avere un ruolo, segno che l'illusione teatrale è efficace e ben fatta; in realtà spesso vengono spostati e fatti agire come marionette in balia di un ordine superiore;

  • rimanendo costantemente in bilico fra godimento e frustrazione, cercando di non farsi sopraffare dagli eventi per inseguire una "soluzione" della storia narrata destinata inesorabilmente a sfuggirgli.

 

 
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