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Messaggi del 08/08/2017

 

La Fleur - Teatro Relativistico

Post n°8006 pubblicato il 08 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

La sostituzione dello spazio del teatro assoluto (tradizionale) con la pluralità degli ambienti del "Luogo Teatro" impatta sull'azione teatrale dello spettacolo La Fleur, il fiore proibito:

  • sparge e dissemina gli attori e gli spettatori, su più livelli ed ambienti;
  • riduce la possibilità per i vaganti spettatori di riuscire a seguire l'azione, anche in considerazione della possibile congestione di presenze nelle sale più piccole, e del rallentamento dei trasferimenti sempre per congestione di spettatori e limitatezza dimensionale di scale e porte d'accesso.

 

Per questo, per alleviare il possibile sconforto dello sperduto, spazialmente e temporalmente, spettatore, ogni scena:

  • è localizzata nello spazio, in un ambiente specifico del "luogo Teatro", invariante:
  • è delocalizzata nel tempo, sparsa, ripetuta fino a quattro volte per un singolo spettacolo.

per aumentare la probabilità di comprensione da parte dello spettatore, così da evitare che si perda qualche passo importante per la comprensione dell'intreccio che si concluderà con ...

 

Se ne deduce che il Teatro Immersivo è un teatro, dove spazio e tempo, da soli, assoluti, non hanno senso.

 

E' un teatro dello spazio-tempo, profondamente alieno ed alterato rispetto a quello del teatro assoluto (teatro tradizionale), che:

  • vincola la fruizione di spazio e tempo;
  • la rende uguale, invariante, per tutti gli spettatori,

 

E' un teatro relativo, dove la realtà osservata è diversa per ogni osservatore (spettatore), proprio nel senso dato da Einstein alla parola "relatività", in funzione:

  • sia della posizione dell'osservatore nello spaziotempo, l'ambiente del "Luogo Teatro", del Club La Fleur, unitamente al momento del "Narrato Percepito;
  • che della velocità dell'osservatore nello spaziotempo, per spostarsi da una scena all'altra, ovvero spazialmente da un ambiente all'altro del "Luogo Teatro", temporalmente da un momento all'altro del "Narrato Percepito", ovvero nel passaggio tra la successione delle scene già viste e la scelta futura di quelle che si vedranno dopo.

 

Questa relativistica possibilità di scelta dello spettatore, unitamente alla consapevolezza della sua impossibile ubiquità:

  • supera la geniale manovra di marketing, non ho scoperto chi è l'assassino, o un qualsiasi altra parte del groviglio di storie narrate, quindi torno a vedere lo spettacolo;
  • è una scelta ideologica, lo spettatore relativisticamente "attivato" è artista egli stesso, si racconta la sua storia personale.

 

 
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La Fleur - Negazione del Tempo Assoluto

Post n°8005 pubblicato il 08 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

L'azione è completamente libera nel "Luogo Teatro", ovvero nel Club La Fleur, nell'esperienza immersiva che esso ospita, dove si può esplorare o rincorrere fisicamente l'azione, o uno specifico attore, per non perdersi niente.

L'annullamento dello spazio teatrale induce un effetto a catena: annulla anche il tempo teatrale!

 

Intendendo con tempo teatrale, un tempo assoluto definito dalla successione delle scene previste:

  • codificata precedentemente all'esecuzione, in fase di progettazione dello spettacolo;
  • uguale per tutti gli spettatori, indipendentemente da dove si collochino nello spazio teatrale assoluto (tradizionale), davanti o dietro, a destra o sinistra, in platea o galleria.

 

Se ora lo spazio teatrale è annullato nel "Luogo Teatro" ogni spettatore vedrà un "Narrato Percepito", una successione di scene:

  • propria, personale,
  • diversa da quella di un altro spettatore,
  • non preventivamente definita.

 

Cosa che riflettendo esprime un altro annullamento:

  • quello del classico tempo teatrale, costituito da una successione di scene preordinata e invariante,
  • sostituito dal "Narrato Percepito", ovvero dalla successione di scene che ha deciso lo spettatore o in cui è semplicemente, ignorantemente, incappato per caso.

 

 
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La Fleur - Negazione dello Spazio Assoluto

Post n°8004 pubblicato il 08 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

L'annullamento del classico spazio teatrale, uno spazio assoluto caratterizzato dalla contrapposizione frontale di palco e platea, genera il "Luogo Teatro", una scenografia strepitosa, curata nei minimi dettagli che sono tutti da scoprire, toccare, indagare.

 

Il "Luogo Teatro" in cui prende corpo lo spettacolo La Fleur, il fiore proibito, si presenta caotico, ricco d'arredo, congestionato di spettatori, come fossero clienti del club, multiforme, sviluppato su tre distinti livelli di uno stesso stabile, tutti accessibili allo spettatore:

  • il primo è un cortile, in cui, in un angolo, c'è parcheggiata una roulotte, anche essa protagonista di una scena, da qui lo spettatore sale per raggiungere la biglietteria, così da aggiudicarsi la sua maschera bianca;
  • il secondo è il piano dove c'è il club La Fleur, si entra nella reception del "luogo teatro" che coincide con la reception del club dove, nell'arco di tre lunghe ore, si svolge la maggior parte dell'azione; a fianco della reception c'è una sala sigillata dalla polizia perché vi è avvenuto un precedente delitto; all'interno del Club, su un corridoio che porta in fondo alla più normale discoteca con angolo bar, si affacciano la stanza di Vito il capo clan, di Nick il figlio avvocato, del buttafuori, di Mata la pericolosa killer, oltre che la sala da gioco, il boudoir con le puttane e l'annessa sala droghe;
  • il terzo è la terrazza che sovrasta il club, che ricorda per estetica e prossimità geografica quella del film "Le Fate Ignoranti", essenziale, affascinante, con la vista sul quartiere Ostiense di Roma;

per complessivi 13 diversi ambienti, tanti ne ho contati ma potrei sbagliare.

 

L'unico spazio "neutro" dove si può mostrarsi a volto scoperto, conversare liberamente , bere e ballare davvero, oltre che sentire cantare le attrici, ascoltare la musica, cui invero ho prestato poca attenzione ma che mi ha ricordato Cole Porter e Frank Sinatra, è l'ampia discoteca ed annesso bar.

 

Il corridoio del club La Fleur al secondo livello, è il luogo deputato alla provocazione, qui lo spettatore è più facilmente abbordato dagli attori, coinvolto in giochi estemporanei in cui si presta ad un'involontaria recitazione:

  • qui ci s'imbatte nella spacciatrice affiliata alla famiglia soprannominata Hippie, che in preda ad una sorta d'euforia causata da sostanze che chiama "coniglio bianco" o "polvere di stelle", propone continuamente al pubblico di acquistare la droga, offrendo perfino di farla assaggiare;
  • da qui si è invitati ad andare a giocare a blackjack nella sala giochi, dove con l'irruzione della ispettrice di polizia nella stanza ci si può trovare coinvolti in una retata;
  • qui si viene resi privilegiati fruitori di una seduttiva lap dance, presi a caso tra gli spettatori che affollano il corridoio, uomo o donna indifferentemente, messi a sedere su una sedia comparsa dal nulla, fatti oggetto delle attenzioni di una pepata biondina con una banda di trucco nero all'altezza degli occhi ...

 

 
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