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Messaggi del 09/08/2017

 

La Fleur - Suggerimenti

Post n°8009 pubblicato il 09 Agosto 2017 da sagredo58

 

Una primo banale suggerimento da non trascurare assolutamente: indossare scarpe comode. Si sta quasi sempre in piedi, per tre ore, ci si stanca, si sale e si scende, su scalette strette, a chiocciola.

 

Molto utili due suggerimenti, che ho visto offrire a ogni spettatore, all'inizio della performance:

  • Non capisci cosa ti aspetta, fino a che non smetti di aspettare; l'imprescindibile atteggiamento da indossare per rimanere attratti dalle vicende narrate dal Teatro Immersivo.
  • Nella solitudine si affronta meglio anche la confusione; essenziale immergersi senza il condizionamento di chiunque funga da accompagnatore della serata, bisogna avere il coraggio di essere solo se stessi, più facile da soli, facilita l'immersione.

 

A valle della specifica esperienza di Teatro Immersivo fatta con lo spettacolo La Fleur, li condivido molto entrambi, bisogna sforzarsi di raggiungere questa condizione:

  • essere soli e non essere passivi, non aspettare;
  • piuttosto attivarsi, mentalmente per capire, fisicamente per esplorare, curiosare.

 

Aggiungo un suggerimento che, soprattutto all'inizio, aiuta a capire meglio la storia.

 

La terrazza è l'ambiente dove di dirigersi inizialmente, soprattutto se spettatore Standard.

Io non l'ho fatto, sbagliando, perdendo tempo utile a capire l'incipit nella discoteca, m'ha attenuato il problema della comprensione l'essere spettatore Premium.

Andare inizialmente sulla terrazza è :

  • per un brindisi ai nuovi successi commerciali della famiglia Andolini, con il quale si apre la serata nel club più bello di Roma; successi ai quali ciascun habitué del club La Fleur invitato sulla terrazza (spettatore) di fatto compartecipa;
  • per avere una sorta di presentazione della famiglia Andolini, per voce di Nick, l'avvocato del clan, figlio del Boss Vito;
  • per ascoltare la spiegazione accurata delle regole ...

 

Regole utili per:

  • ambiguamente "godere al meglio del club" e/o "partecipare al meglio all'azione";
  • allentare i freni inibitori, facendo si che rispetto e trasgressione, passione e dannazione, arte e cultura, si mischino in quel cocktail chiamato piacere.

 

 
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La Fleur - Afferma il Regista

Post n°8008 pubblicato il 09 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Afferma Riccardo Brunetti:

Quello che ci ha colpiti profondamente nella forma del Teatro Immersivo, pressoché sconosciuta in Italia, è stata la ricchezza delle possibilità narrative.

La complessità della costruzione drammaturgica scenica è certamente ipnotizzante per gli spettatori, ma prima ancora lo è per gli autori, il regista e i performer.

Siamo quindi partiti dai nostri desideri, creando un affresco di colori, materie, odori, sapori, testi, immagini, e presto altre ispirazioni si sono presentate spontaneamente.

 

Con lo spettatore al centro, nell'idea Immersiva di Teatro gli stimoli devono essere multipli e variegati, in modo che ognuno possa essere libero di costruire la propria storia, diventandone quindi co-autore.

Questi stimoli si articolano in una serie di eventi, una grande storia, composta a sua volta da tanti percorsi narrativi distinti e intrecciati.

Ognuno sta cercando la propria strada, strada che ci è piaciuto immaginare in verticale, come in una scalata verso l'istante in cui tutto è possibile.

 

Mi aspetto di divertire molte persone, facendogli fare esperienza di qualcosa che è praticamente impossibile da trovare nel nostro paese.

Poi spero di indignare qualcuno.

E infine spero di far riflettere qualcun altro.

 

Io per ora ho riflettuto, per divertirmi mi riprometto di rinnovare l'esperienza con il prossimo spettacolo che Brunetti tornerà a proporre.

Se finora ho cercato di raccontare quello che ho capito del Teatro Immersivo, sulla base di quello che ho letto e dell'unica esperienza che ne ho fatta con lo spettacolo La Fleur, ora vorrei concludere raccontando le mie sensazioni più dirette.

 

 
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La Fleur - Regia

Post n°8007 pubblicato il 09 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Il regista dello spettacolo La Fleur, Riccardo Brunetti, dopo  studi di psicologia si forma al teatro grazie ad ex-collaboratori di Jerzy Grotowski, regista teatrale polacco, figura di spicco dell'avanguardia teatrale del Novecento.

Noto per aver ideato una rivoluzionaria tecnica di "allenamento" per gli attori, basata su:

  • Eliminare, non insegnare qualcosa (Via Negativa);
  • Intensificare ciò che già esiste;
  • Creare tutto ciò che è necessario per la rappresentazione teatrale nel corpo dell'attore, con il minimo utilizzo di materiale scenico;
  • Promuovere un rigoroso allenamento fisico e vocale degli attori;
  • Evitare il magnifico se non favorisce la verità;

che ha modificato profondamente la figura dell'attore in ambito teatrale.

 

Brunetti è sempre stato interessato alle possibilità del rapporto tra attore e spettatore, al tempo stesso trovando forzate e problematiche la maggior parte delle esperienze performative che gli sono proposte per esplorare modi meno convenzionali di interazione.

 

Per questo nel 2013, Brunetti si avvicina al Teatro Immersivo, a Londra grazie:

  • agli studi di psicologia sulla multisensorialità, sul rapporto tra sensi e rappresentazione,
  • all'amico e collega Emanuele Nargi.

Ne rimane folgorato:

  • ha già la necessità di raccontare qualcosa di particolarmente complesso;
  • il Teatro Immersivo, caratterizzato da multisensorialità e liberazione dello spettatore, gli appare una terra in Italia ancora sconosciuta quanto assolutamente fertile per la sperimentazione;
  • decide di lavorare in direzione di questa forma teatrale.

 

Il ruolo del soggetto nella percezione, lo spettatore, quindi nella co-creazione con l'attore anche dell'evento artistico, è il punto nodale di raccordo tra il suo lavoro da psicologo sperimentale e le esperienze immersive:

  • un evento artistico, in questo senso, è creato, insieme, da creatore e spettatore: la responsabilità dell'evento è condivisa;
  • le esperienze immersive rendono evidente (qualcuno sostiene che "restituiscono") il ruolo dello spettatore partecipante ad una performance.

 

La precedente esperienza immersiva dell'autore e regista Riccardo Brunetti è stata lo spettacolo del 2015, intitolato "Augenblick - L'istante del possibile", la prima prova di Teatro immersivo in Italia.

Un racconto rarefatto, claustrofobico, ossessivamente reiterato, una storia di amore e morte, di coraggio e paura, in cui predomina il tema del viaggio (e della scalata) come discesa agli inferi, o come ascensione.

 

L'intuizione del suo secondo spettacolo La Fleur nasce in Brunetti da più fattori:

  • il luogo dove è nato e cresciuto, l'Italia, Roma, con tutte le sue peculiarità,
  • la voglia di affrontare il tema furbizia/onestà, con la furbizia spesso considerata un valore preponderante sull'onestà, soprattutto in ambito malavitoso, da lì dilagando sino alla politica ed alle questioni morali;
  • la passione per il cinema noir, pulp, i film di Scorsese, Coppola e Tarantino;
  • il modo del Teatro Immersivo, che permette nella creazione una coesistenza di differenti punti di vista, differenti tagli, sottotrame multiple.

 

Più di venti attori, un doppio cast, una trama complessa ed ipertestuale, il fatto che praticamente nessuno in Italia ha l'esperienza pregressa per essere performer in un'esperienza immersiva, significa affrontare una prima fase laboratoriale affinché gli attori comprendano come il loro apporto personale, anche e soprattutto creativo, sia essenziale per il buon funzionamento dello spettacolo immersivo. 

 

 
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