Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 08/09/2017

 

Fantastica – Chi è l’ex maestro?

Post n°8084 pubblicato il 08 Settembre 2017 da sagredo58
 

 

È un insegnante, un maestro elementare di poco più di vent'anni, nell'Italia della fine degli anni '30, che dichiara che la sua scuola non fu grandiosa a causa della sua giovane età, anche se divertente per i suoi alunni.

 

I sui alunni sono divertititi dalla sua voglia di giocare, infatti gli racconta storie senza il minimo riferimento alla realtà né al buonsenso.

 

Lui sistematicamente a prende nota dei trucchi che scopre, o crede di scoprire, per mettere in movimento parole e immagini, in un suo Quaderno di Fantastica; poi semplicemente se ne dimentica.

 

Dopo alcuni anni da giornalista, alla fine degli anni '40 comincia a scrivere per i bambini, riprende in mano quel quaderno, arricchendolo di nuovi spunti.

 

In piena guerra fredda, nel 1951, dopo la pubblicazione del suo primo libro pedagogico, è scomunicato, il Vaticano lo definisce un "ex-seminarista cristiano diventato diabolico", le parrocchie bruciano nei cortili il suo libro.

 

Non è un diavolo, è solo iscritto al Partito Comunista Italiano (PCI) dal 1944.

 

Nel 1962 utilizza il materiale accumulato sin dalla fine degli anni '30 per un primo abbozzo su come scrivere favole, che pubblica in due puntate sul quotidiano romano Paese Sera.

 

Dalla fine degli anni '60 all'inizio dei '70 seguono altre pubblicazioni sullo stesso tema, che compaiono sul Giornale dei Genitori, mensile per l'educazione dei figli, attraverso la quale affronta vari problemi educativi (ancora attuali) in un'ottica pedagogica laica e progressista.

 

Nella primavera del 1972 tiene a Reggio Emilia un corso di una settimana rivolto ad una cinquantina di insegnanti; durante queste giornate, registra cinque conversazioni, poi le rielabora fondendole assieme ai precedenti appunti, nasce così il piccolo grande libro.

 

L'anno successivo, nel 1973, pubblica il suo piccolo grande libro, precisando, contrariamente a quello che ho scritto, che il saggio:

  • non rappresenta il tentativo di fondare una Fantastica;
  • nemmeno una teoria completa dell'immaginazione.

Semplicemente:

... Vi si parla di alcuni modi di inventare storie per bambini e di aiutare i bambini a inventarsi da soli le loro storie: ma chi sa quanti altri modi si potrebbero trovare e descrivere ...

 

Lo conosco nel 1975, durante il mio IV anno di liceo, sua figlia è nata nel 1957, nel quartiere di Monteverde Vecchio a Roma, un anno prima di me, a qualche centinaio di metri da casa mia.

 

E' lui stesso a parlarmi del suo piccolo grande libro, ad introdurmi ai giochi di parole che propone.

 

 
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Fantastica – Per cambiare la società servono uomini creativi

Post n°8083 pubblicato il 08 Settembre 2017 da sagredo58
 

 

Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto),

ha bisogno di uomini a metà,

fedeli esecutori, diligenti riproduttori,

docili strumenti senza volontà,

vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla.

 

Per cambiarla, occorrono uomini creativi,

 che sappiano usare la loro immaginazione.

La società è sempre a caccia della creatività,

per usarla per i propri scopi ma è come dire:

Cercasi persone creative perché il mondo resti com'è.

 

Nossignore, sviluppiamo invece la creatività di tutti, perché il mondo cambi.

Io spero che il libretto possa essere ugualmente utile:

a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione;

a chi ha fiducia nella creatività infantile;

a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.

 

"Tutti gli usi della parola a tutti",

mi sembra un buon motto,

dal bel suono democratico.

Non perché tutti siano artisti,

ma perché nessuno sia schiavo.

 

Tutti gli usi della parola a tutti, che altro dire?

 

Chi è questo ex maestro dal pensiero così limpido ed universale?

 

 
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Fantastica – Nelle scuole si ride troppo poco

Post n°8082 pubblicato il 08 Settembre 2017 da sagredo58
 

 

Lascio infine la parola a chi teorizza tutto ciò:

 

... Nelle nostre scuole, generalmente parlando,

 si ride troppo poco.

E se un giorno tutti i bambini del mondo potranno ridere insieme,

tutti, nessuno escluso,

sarà un gran giorno.

 

Con le storie e i procedimenti fantastici per produrle,

aiutiamo i bambini a entrare nella realtà dalla finestra, anziché dalla porta.

E' più divertente: dunque è più utile.

L'uomo gioca unicamente quando è uomo nel senso pieno della parola,

ed è pienamente uomo unicamente quando gioca.

 

L'immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole,

applicherà i suoi strumenti su tutti i tratti dell'esperienza che sfideranno il suo intervento creativo.

Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe.

Servono alla poesia, alla musica, all'utopia, all'impegno politico:

insomma, all'uomo intero, e non solo al fantasticatore.

 

Servono proprio perché, in apparenza, non servono a niente:

come la poesia e la musica,

come il teatro o lo sport

(se non diventano un affare).

Servono all'uomo completo.

 

L'educazione non deve per forza essere noiosa. 

 

 
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