Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 03/10/2017

 

Tempo – Che pensa Sagredo delle domande da farsi sul tempo?

Post n°8148 pubblicato il 03 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Si può farsi tante altre domande sul tempo, è un sano indizio di curiosità:

  • Che cos'è il tempo?
  • A che serve il tempo?
  • Come nasce il tempo?
  • Come facciamo a percepirlo?
  • Come fa il nostro cervello a misurarlo?

E' sempre meglio scegliere la disciplina più corretta, tra fisica (e al suo interno la teoria più pertinente), filosofia (e anche qui le discipline tra cui scegliere non mancano), neuroscienze cognitive, per avere le risposte, di certo la fisica non ha le risposte per tutto.

 

Ad esempio se ironicamente mi chiedo:

Che cosa c'era prima del Big Bang?

Domanda legittima per il cervello dell'Uomo, che percepisce, o produce come preferisce Benini, il tempo, assieme ai concetti di prima (e dopo).

Se il Big Bang è l'inizio dell'Universo, ed al tempo stesso dal Big Bang inizia anche la "storia" del tempo così come lo conosciamo (o tentiamo di conoscere), la domanda comincia a vacillare.

Chiedersi cosa c'era prima del Big Bang è allora chiedersi cosa c'era prima della nascita del concetto di prima.

Il tempo di oggi non è quello di una volta, verrebbe da dire al bar all'angolo di fronte ad una birretta, sicuramente non quello dei primi istanti dell'universo. 

 

 
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Tempo – Che pensa Sagredo della contrapposizione Fisica/Neuroscienze

Post n°8147 pubblicato il 03 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Non trovo paradossale il contesto contemporaneo, dove :

  • da un lato la fisica ipotizza di fare fuori il tempo, nel suo studio delle relazioni tra materia ed energia al livello fondamentale dell'Universo;
  • dall'altro la neuroscienze cognitive svelano i meccanismi mentali ed il senso del tempo, nel suo studio del cervello dell'Uomo, per provare a sentire e capire qualcosa che dichiara essere dentro la natura (natura tout court, non solo natura dell'Uomo).

 

Quello che ad alcuni, tra cui Benini, appare paradosso, per me paradosso non è, in conseguenza del fatto che fisica e neuroscienze non hanno mai preso in considerazione i dati e le riflessioni dell'altra disciplina sul tempo.

La scienza contemporanea, a causa dell'estrema specializzazione, è caratterizzata da visioni verticali, non trasversali, chi lavora alla frontiera di una ricerca ignora ciò che avviene sulle altre frontiere.

 

Conseguentemente fisica e neuroscienze hanno sviluppato un linguaggio che nella contrapposizione tra le due discipline (fisica <-> neuroscienze), evidentemente diverge nell'interpretazione di:

  • oggettivo <-> soggettivo,
  • cosmologico/macroscopico/microscopico <-> fondamentale,
  • reale <->immaginario.

 

Circa il tempo, non credo che le due discipline si occupino dello stesso evento naturale, lo chiamano solo nello stesso modo:

  • chi per studiarne l'esistenza o meno ,in relazione allo stato fondamentale dell'Universo;
  • chi per studiarlo sempre più a fondo, riducendolo ad eventi fisico-chimici nervosi che regolano la vita di moltissime specie nel livello macroscopico dell'Universo.

 

Ogni scienza, nel tempo (mi tocca citarlo perché Uomo), tende a creare:

  • curiose sovrapposizioni degli strumenti concettuali di cui si è servita per studiare il proprio oggetto;
  • un senso quasi felice di profonda incompletezza, non da intendersi come rinuncia dell'avventura scientifica.

Accade alla fisica, come alle neuroscienze.

Potrebbe un nuovo scenario di contaminazione tra fisica e neuroscienze essere fecondo?

Sarebbe da sperarlo perché vedo la fisica dell'OGGI in stallo da troppo tempo sull'interpretazione del livello fondamentale, sulla ricerca di una Teoria del Tutto, ma rimango scettico.

 

 
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Tempo – Che pensa Sagredo di sbarazzarsi del tempo?

Post n°8146 pubblicato il 03 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Mi è evidente che l'idea fascinosa di sbarazzarsi del tempo comporta numerosi inconvenienti collaterali, in particolare richiede il ripensamento completo della Meccanica Quantistica.

Per capire meglio le differenze tra le due interpretazioni ricorro al famoso gatto del paradossale esperimento inventato nel 1953 da Schrödinger.

Schrödinger immagina una macchina diabolica nella quale inserire un gatto.

All'interno della macchina, un elemento radioattivo può decadere facendo scattare un sensore che, rompendo una fiala di cianuro, uccide la povera bestiola.

Non temano gli animalisti si tratta solo di un esperimento mentale.

Si può calcolare con precisione la probabilità che questo evento avvenga dopo un certo tempo, così si può ingabbiare il gatto e fare in modo che, dopo un certo tempo, ad esempio il tempo di dimezzamento dell'elemento radioattivo, la probabilità di ciascuno dei due "stati" complementari sia il 50%:

  • 50% atomo decaduto -> gatto morto;
  • 50% atomo non decaduto -> gatto vivo.

 

Secondo la Meccanica Quantistica, si dice che il gatto è vivo o morto, in funzione del risultato di una misurazione.

Finché non si apre la macchina e si va a vedere cos'è realmente successo, si esegue dunque una misura, il gatto è sia vivo che morto, ho meglio il gatto è la "sovrapposizione" dei due "stati quantici": gatto vivo, gatto morto.

 

Invece, per la Gravita Quantistica a Loop lo stato del gatto non si risolve mai.

La povera bestia potrebbe essere:

  • morta rispetto a se stesso,
  • viva rispetto a un essere umano che si trova nella stanza,
  • morta rispetto a un secondo essere umano fuori dalla stanza e così via.

Una cosa è che il momento della morte del gatto dipenda dall'osservatore, come dice la relatività ristretta; un'altra, ancora più sorprendente, è che il suo verificarsi o meno sia relativo, come suggerisce la Gravita Quantistica a Loop, seguendo lo spirito della relatività.

 

Dato che il tempo è fondamentale, bandirlo trasformerebbe il modo in cui i fisici vedono il mondo.

 

 

 
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