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Messaggi del 03/11/2017

 

Mauro – Storia o Storiografia?

Post n°8226 pubblicato il 03 Novembre 2017 da sagredo58
 

 

Nel proporre la sua via di mezzo Biglino sembra confondere la differenza tra storia e storiografia, analoga a quella che c'è tra un fatto e il suo ricordo, tra vivere una vicenda e raccontarla:

  • per "storia", si intende il complesso di tutti gli eventi, vicende e trasformazioni accaduti, noti ed ignoti, che si sono verificati nell'ultima piccolissima parte del passato corrispondente a circa 50.000-100.000 anni (sui circa 13, 7 miliardi di anni passati dal Big Bang) contraddistinti dalla presenza dell'uomo sul pianeta Terra;
  • la "storia" così intesa è oggettiva, dato che tutti i fatti, noti e ignoti, che la compongono, cambiano la realtà precedente e sono irreversibili e irripetibili.
  • la "storiografia" è la descrizione dei fatti nella storia, è l'insieme di tutte le forme e maniere di interpretare, trasmettere, studiare e raccontare i fatti accaduti (la "storia");
  • la "storiografia" è soggettiva, parziale e provvisoria, poiché ogni considerazione, ricerca ed esposizione su ciò che è avvenuto deriva da interpretazioni personali, influenzate e condizionate dal clima culturale e politico in cui opera chi la scrive.

 

Data la sua relatività, la storiografia non può produrre verità storiche, inamovibili e assolute, ma solo ricostruzioni, interpretazioni e conoscenze più o meno attendibili, che rimangono inevitabilmente sempre parziali e provvisorie.

 

Questo vale:

  • non solo per Biglino,
  • ma anche per la Chiesa Cattolica.

 

Capito il metodo di Biglino rimane da interrogarsi sui motivi del suo successo.

 

 
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Mauro – Parola di Dio o Mitologia dell’Uomo?

Post n°8225 pubblicato il 03 Novembre 2017 da sagredo58
 

 

La prima opzione, la Bibbia intesa come sacra parola di Dio, per me, come anche per Biglino, è una forzatura prodotta dalle autorità religiose, con lo scopo di avvalorare se stesse e dare dei precetti comportamentali etico-morali, assolutamente condivisibili.

 

La seconda opzione, la Bibbia intesa come opera mitologica dell'Uomo, è per me l'unica possibile, è un'accozzaglia di trascrizioni di miti sviluppati dall'Uomo, operata da una moltitudine di uomini, in un vasto arco di tempo.

Pe inciso osservo che secondo i moderni studi mitologici (in generale, non solo quelli pertinenti alla Bibbia, gli Dei del mito sono in realtà antichi re e guerrieri che col tempo sono diventati leggendari o sono stati divinizzati.

Biglino pur condividendo questa interpretazione mitologica ed assai umana della Bibbia non riesce a fermarsi, va oltre, in questo non riesco proprio a seguirlo.

 

La terza opzione, quella di Biglino, è quella di una Bibbia da leggere "facendo finta che" narri fatti realmente accaduti, cosa che secondo lui porta ad una interpretazione:

  • più fedele e coerente di altre, che cercano di interpretare le metafore in essa contenute;
  • meno interpretata, perché basata su una traduzione lineare, così si chiama la traduzione che pone in diretta corrispondenza, sotto ciascuna parola di un testo in altra lingua, la traduzione corrispondente;
  • equivalente ad una narrazione storica,.

 

L'espressione con cui Biglino sintetizza il proprio metodo d'interpretazione della Bibbia è proprio "fare finta che":

  • i fatti raccontati dalla Bibbia siano realmente accaduti,
  • non siano metafore, storie fantastiche, allusioni.

 

Osservo che "fare finta che", oltre che l'approccio di Biglino, ben rappresenta anche quello tradizionale delle Autorità ecclesiastiche ortodosse, l'unica differenza è che:

  • la parola di Dio, frappone, tra la traduzione lineare ed il significato ultimo ascrittogli, l'interpretazione della metafora raccontata a cura dell'autorità religiosa;
  • la parola di Biglino, rimane attaccata alla traduzione lineare, nel far questo non mi pare che applichi il massimo del buon senso.

 

Pur rigettando la Bibbia come parola di Dio, non riesco ad accettare la via interprtativa proposta da Biglino per motivi che chiarirò di seguito.

 

 
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Mauro – Inganno o Autoinganno degli Esegeti?

Post n°8224 pubblicato il 03 Novembre 2017 da sagredo58
 

 

Per Biglino i commentatori della Bibbia religiosi (esegeti) sono, o sarebbero stati, troppo competenti e intelligenti per non essere arrivati a quelle conclusioni sulla Bibbia da lui stesso raggiunte.

Ne consegue che:

  • se questi commentatori decidono, o decisero, di persistere nella diffusione di determinate idee, senza ripensamento alcuno,
  • è, o fu, per motivi di convenienza politica in senso lato.

 

Inevitabile concludere che la conservazione di un'interpretazione teologica della Bibbia (l'ortodossia religiosa), protratta per millenni, sia:

  • il risultato di un inganno,
  • o, nella migliore delle ipotesi, di un autoinganno.

 

Personalmente ritengo che l'ortodossia non si sia storicamente autoingannata ma che abbia scientemente usato l'inganno per supportare il proprio potere.

 

Per Biglino, il commentatore della Bibbia ha di fronte a sé tre opzioni:

  • può leggere le scritture come sacre, vedendovi la presenza di riferimenti a Dio, o alla "Verità" dettata da Dio ai Profeti , conseguenza della Bibbia intesa come sacra parola di Dio;
  • all'opposto, può ritenere le scritture essere solo trascrizioni di antichi racconti, tramandati di generazione in generazione; magari inizialmente anche resoconti di avvenimenti storici, via via sottoposti ad un processo di rielaborazione fantastica, cristallizzando dettagli inverosimili ed assumendo specifiche peculiarità simboliche, per questo irrimediabilmente compromessi, nella versione scritta in cui ci sono giunti, incoerenti, contraddittori, totalmente privi di una narrazione storicamente fondata, una Bibbia intesa come opera mitologica dell'Uomo;
  • la via di mezzo è l'approccio di Biglino, quella del "fare finta che" nella Bibbia ci sia una narrazione di fatti realmente accaduti.

 

 
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