Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Messaggi del 08/11/2017

 

Ossimoro comunicativo

Post n°8238 pubblicato il 08 Novembre 2017 da sagredo58
 

 

Chiaramente malinterpretato.

Uno solo: lo scemotto Angusto!

 

 
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Da Mauro a Guglielmo

Post n°8237 pubblicato il 08 Novembre 2017 da sagredo58
 

C'è un'affermazione che, ripetuta ossessivamente da Biglino, mi fa sbellicare dalle risate ...

Nell'insieme di testi che chiamiamo Bibbia ci sono traduzioni più dettate dal "buon senso" di altre.

 

Premesso che di "buon senso" nel Vecchio Testamento ne ho personalmente riscontrato poco anche io, se poi il giudizio di "buon senso" va applicato alle farneticazioni sugli Alieni che dominarono la Terra e l'Uomo in tempi lontani, mi sbellico dalle risate!

 

Riconosco che Biglino insiste sul fatto che lui racconta la bibbia "facendo finta" che quello che c'è scritto sia veramente accaduto, senza sapere se questo racconto sia cronaca di fatti veri. Tuttavia Biglino tracima in argomenti la cui veridicità, o almeno plausibilità, è verificabile o deducibile:

  • da diverse branche della scienza (genetica, astronomia, archeologia, ecc.);
  • più che dalla interpretazione di vecchie scritture (esegesi) e da argomentazioni di carattere esclusivamente filosofico e logico.

 

Molte delle ipotesi di Biglino che dichiara emerse da letture letterali e improntate al buon senso vanno annoverate come "asserzioni straordinarie".

Per questo bisogna far entrare in scena Guglielmo, un frate francescano un po' filosofo, che recita una semplice frasetta:

A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire.

 

Che significa?:

  • non vi è motivo alcuno per complicare ciò che è semplice, all'interno di un ragionamento vanno ricercate semplicità e sinteticità;
  • tra le varie spiegazioni possibili di un evento bisogna scegliere quella più "semplice", non quella più "ingenua", o quella che spontaneamente affiora alla mente, ma quella che appare ragionevolmente vera senza ricercare inutili complicazioni aggiungendo elementi causali ulteriori.;
  • se si può spiegare un dato fenomeno senza supporre l'esistenza di un qualche ente, è corretto farlo, in quanto è ragionevole scegliere, tra varie soluzioni, la più semplice e plausibile.

 

Di semplice nelle idee di Bignino c'è poco o nulla!

Guglielmo ci fornisce lo strumento, prima filosofico, poi fatto proprio dalla scienza, la regola pragmatica, per fare a meno delle scellerate "asserzioni straordinarie" enunciate a proposito della Bibbia:

  • da Biglino,
  • come anche dai teologi più ortodossi.

 

Che strumento è questo? Un rasoio:

  • il rasoio di Guglielmo,
  • Guglielmo di Occam,

così che da Mauro si passa a Guglielmo, che gli dà la rasoiata finale!

 

 
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Da Mauro a Stefano

Post n°8236 pubblicato il 08 Novembre 2017 da sagredo58
 

 

Mi piace l'analisi di Stefano Bigliardi (che ho già citato e saccheggiato), evidenzia una peculiarità fondamentale della narrazione di Biglino, che parte da discorso sulla Bibbia, con cui in Italia si ha una famigliarità culturale, anche senza averne una conoscenza dettagliata, il fatto che sia strutturata su due livelli:

  • Decostruzione filologica e storica della Bibbia, con la conseguente critica o demolizione dei grandi monoteismi; tipo di critica alla religione che esiste dell'Illuminismo, che può essere visto con simpatia da anticlericali, atei, agnostici, razionalisti, liberi pensatori (vero lo vedo con simpatia).
  • Costruzione della narrazione aliena, che ha l'intelligenza di estendere oltre alla Bibbia anche ai testi omerici e platonici, secondo la quale l'umanità fu creata in laboratorio e utilizzata da degli extraterrestri molto longevi che si caratterizzavano per il loro soverchiante potere dovuto alla tecnologia, oltre che per i loro modi prepotenti.

 

Occasionalmente ed accortamente, Biglino integra la sua narrazione:

  • il livello decostruttivo, con allusioni al fatto che la Chiesa Cattolica sarebbe consapevole della vera storicità della Bibbia;
  • il livello costruttivo, con allusioni al fatto che gli extraterrestri potrebbero ancora essere tra noi, aggiungendo una deriva decisamente complottista.

 

Biglino lancia qualche provocazione anticlericale, contesta la Chiesa, o la teologia ufficiale, vedendola come "grande avversaria" contro cui si erge isolato, la realtà è che la presenza atea e agnostica in Italia è abbastanza consistente, tanto che chiunque dissacri la Bibbia come lui sa di poter contare statisticamente su una fetta di pubblico ricettiva:

  • non a caso la prima parte (decostruttiva) della prima sua conferenza che ho visto m'ha incantato;
  • deludendomi irrimediabilmente nella seconda parte (costruttiva) in cui con il discorso sugli alieni pesca direttamente nel complottismo (quello delle teorie assurde, sull'11 settembre, sul non essere andati sulla Luna, ecc.).

 

Anche la stessa narrazione autobiografica di Biglino si muove tra i due livelli evidenziati:

  • il livello decostruttivo, parte da questo livello l'accattivante racconto dell'iniziale interesse per l'ebraico, dell'incarico da parte di un prestigioso editore cattolico, della crescente consapevolezza di non poter più tradurre secondo i canoni accettati dalle edizioni San Paolo,
  • il livello costruttivo, muove della cessazione dei rapporti con le edizioni San Paolo, dopo la pubblicazione delle sue ipotesi, dalle opposizioni subite, incluso l'invio di una lettera di minaccia con pallottola acclusa, concludendosi con la dichiarata determinazione a continuare a dispetto di critiche e avversari.

 

Bigliardi ipotizza che la narrazione di Biglino funzioni come una "macchia di Rorschach", un test psicologico proiettivo per l'indagine della personalità.

Uno spettatore o un lettore apprezza la narrazione di Biglino:

  • continuando a metterne in risalto, con una selezione mentale implicita, quello tra i due livelli che gli risulta congeniale;
  • mentre quello meno convincente o interessante passa in secondo piano, o continua ad essere consumato come prodotto estetico.

Il risultato è comunque che non si perde l'interesse per il discorso preso nel complesso, così come si continua a trovare un significato in una macchia di Rorschach facendo astrazione da certe parti meno corrispondenti all'immagine a cui la si associa.

Posso così concludere con un'affermazione che, ripetuta ossessivamente da Biglino, mi fa sbellicare dalle risate ...

 

 

 
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