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Messaggi del 13/01/2018

 

Di che parlare oggi? ľ Apeiron, Principio degli esseri

Post n°8415 pubblicato il 13 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Anassimandro ritiene che in origine tutte le cose siano armoniosamente unite nell' ápeiron.

Poi, per una colpa originaria, il movimento rotatorio dell' ápeiron inizia a separare l'indistinto in coppie di contrari.

Così dall' ápeiron, per originare l'Universo,  infinito, eterno, indistruttibile, in continuo movimento, escono:

  • luce e tenebre,
  • notte e giorno,
  • caldo e freddo,
  • umido e secco,
  • vita e morte.

 

Questa colpa originaria, non meglio specificata, è identificabile nella nascita degli esseri, distaccatisi dall'ápeiron per assumere un'esistenza individuale, responsabili quindi della rottura dell'armonia originaria.

 

Avrà l'idea di colpa di Anassimandro ispirato la concezione del peccato originario?

Quello che distacca l'Uomo dal Paradiso in cui è unito a Dio?

Mi sembra probabile:

  • non a caso gli uomini scontano la colpa originaria vivendo (la vita è intesa come punizione);
  • finché i contrari potranno di nuovo fondersi e tornare indistinti nell'ápeiron.

 

Ma non parlerò di questo Apeiron, né di Anassimandro, né di filosofia ...

Parlerò piuttosto dell'opera di Mister X.

 

 
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Di che parlare oggi?

Post n°8414 pubblicato il 13 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Di che parlare oggi che ho voglia di scrivere e raccontare?

Ho una lunga lista di persone da approfondire.

Oggi ne pesco una, non a caso ...

In attesa di rivelarne il nome, lo chiamerò, indipendentemente dal genere, Mister X.

 

Sono arrivato a Mister X mentre approfondivo la Filosofia Digitale, di cui ho già parlato, più esattamente ripassando il concetto di archè, l'origine e il principio costituente dell'universo.

 

Anassimandro (610 a.C. - 546 a.C.), filosofo della scuola di Mileto, concepisce l'archè come un'unica materia che chiama ápeiron:

  • indeterminata, nella quale i vari elementi non sono ancora distinti;
  • infinita;
  • in movimento (inevitabilmente) rotatorio, perché simbolo di perfezione e unico movimento possibile di un infinito spaziale.

 

Scrive Anassimandro (come riporta Simplicio di Cilicia nel VI secolo d.C.):

 

Principio degli esseri è l' ápeiron ...

da dove infatti gli esseri hanno l'origine,

lì hanno anche la distruzione secondo necessità,

poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione

dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo.

 

 
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