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Messaggi del 04/02/2018

 

Storia della Macchina di Anticitera – Rivoluzione Scientifica Ellenistica

Post n°8481 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Ho cominciato la storia affermando che il naufragio sia avvenuto negli anni ottanta a.C.,  è lecito chiedersi su che base sia fatta questa affermazione, ci si può basare su vari indizi:

  • Di uno ho già detto, alcune monete ritrovate sul relitto da Jacques Cousteau nel 1970 risalgono all'86 a.C., il naufragio non è potuto avvenire prima di tale anno.
  • La macchina utilizza un modello delle anomalie lunari dovuto a Ipparco (Nicea, 190 a.C., Rodi, 120 a.C.), questo pone un primo limite alla data della costruzione.
  • Una certa regolazione della macchina indicherebbe che la costruzione risale all'82 a.C. .
  • Il confronto tra le eclissi indicate sul ciclo Saros e quelle presenti nel database della NASA, dimostra che la datazione dell'86 a.C. è plausibile.

 

Quale è la tecnologia di quei tempi?

Quali questi tempi?

 

La prima grande rivoluzione scientifica della storia dell'Uomo risale a oltre 2.300 anni fa, all'epoca che gli storici chiamano ellenistica, un'epoca dei lumi nata sulle ceneri dell'impero sconfinato di Alessandro il Grande, durante la quale un sapere si accese e letteralmente esplose.

Questo fenomeno culturale, scientifico e tecnologico ha avuto molte delle sue radici nella politica adottata dalla dinastia dei Tolomei che porta a quella straordinaria realizzazione che fu la Biblioteca di Alessandria ed il contesto scientifico, culturale ed economico ad essa collegati.

 

I suoi centri culturali sono Alessandria d'Egitto, come anche Rodi, Siracusa, Marsiglia ...

 

Quali sono gli eroi di questa rivoluzione scientifica dimenticata?

 

 
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Storia della Macchina di Anticitera – Meccanismo molto ben costruito

Post n°8480 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da sagredo58
 

La Macchina di Anticitera è molto ben costruita:

  • le tolleranze di lavorazione necessarie in alcune parti sono dell'ordine di pochi decimi di millimetro;
  • tutti i denti degli ingranaggi sono triangolari con angolo di 60°, grazie a questo accorgimento ogni ingranaggio può collegarsi con tutti gli altri;
  • le piccole disuniformità presenti nei denti degli ingranaggi indicano che sono stati realizzati manualmente utilizzando lime;
  • gli strumenti complessivamente richiesti per la realizzazione includono, oltre alle lime, martelli, pinze, divisori, righelli, trapani e torni;
  • la lega utilizzata è bronzo a basso contenuto di stagno (meno del 5%).

 

Questa precisione evidenzia come si tratti del prodotto di una tecnologia matura, molto probabilmente preceduta da numerose realizzazioni di dispositivi simili e forse meno complessi.

 

I progettisti della Macchina di Anticitera hanno calcolato una approssimazione accuratissima del rapporto 254/19,  tra:

  • le 254 rivoluzioni della Luna intorno al Sole, mesi sinodici;
  • le 19 rivoluzioni della Terra intorno al Sole, anni solari.

Considerando gli ingranaggi utilizzati il rapporto 254/19 è stato approssimato con 13,36842105 arrivando alla settima cifra decimale.

L'errore è solo 0,00015, corrispondente ad una parte su 86.000!

 

L'eleganza globale del progetto meccanico e la straordinaria ottimizzazione evidenziano una capacità progettuale e di ingegnerizzazione molto elevate.

Le dimensioni molto ridotte e le indicazioni riportate sul pannello posteriore fanno pensare che il meccanismo sia stato progettato per un uso portatile.

In varie parti del meccanismo gli ingranaggi sono alloggiati in spazi molto ridotti e risultano a contatto tra di loro.

Cinque ingranaggi sono alloggiati in uno spessore totale di soli 7 mm.

Questo suggerisce che la lavorazione delle superfici fosse speculare e che sia stata usata qualche forma di lubrificazione per ridurre gli attriti.

 

 
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Storia della Macchina di Anticitera – Quadrante posteriore inferiore

Post n°8479 pubblicato il 04 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Il quadrante inferiore rappresenta una spirale suddivisa in 223 mesi lunari del ciclo Saros, noto ai Caldei nel VI secolo a.C., come anche a Ipparco, Plinio e Tolomeo, un periodo di 6.585,322 giorni (18,03 anni), dopo il quale le eclissi di sole e di luna si ripetono (quasi) nello stesso luogo:

  • suddiviso in 223 mesi lunari, il tempo che intercorre tra un novilunio e quello successivo (in media di 29 giorni 12 ore 44 minuti, essendo variabile a causa delle irregolarità del moto lunare);
  • in cui avvengono 29 Eclissi di luna e 41 Eclissi di sole;

 

All'interno di questo quadrante troviamo un quadrante ausiliario rappresentante il ciclo Exeligmos, un ciclo di durata pari a tre volte quella del ciclo Saros (19.756 giorni):

  • utile per correggere le ore delle eclissi in cicli Saros successivi;
  • siccome il ciclo di Saros non è formato da un numero intero di giorni, ad ogni successivo ciclo si osserverà un ritardo di circa 8 ore nell'eclisse; dopo tre cicli di Saros (3x8 = 24) invece l'ora sarà con buona approssimazione la stessa.

 

 
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